BIOGRAFIA
Stefania Ferrajolo è nata a Caserta nel 1953 e si è laureata in Economia con il
massimo dei voti presso l’Università Federico II di Napoli. Ha pubblicato un saggio dal
titolo “Partecipazioni Statali: obiettivi assegnati e proposti”, Franco Angeli, Milano.
E’ sposata ed ha due figlie; vive a Pisa dal 1991 e lavora in un istituto di credito di
livello internazionale come funzionario. Da oltre 15 anni canta come soprano nella
Schola Cantorum Sant’Apollinare di Barbaricina di Pisa, diretta dalla professoressa
Isabella Marini.
Ha sempre trovato nella parola scritta un fondamentale strumento di indagine
esistenziale ma soltanto dal 2010 ha cominciato a scrivere versi, sotto la spinta di una
dolorosa situazione causata da una grave ed oscura malattia.
Nel giugno del 2011, alcune persone a lei sentimentalmente legate hanno raccolto le
sue prime poesie in un artigianale opuscolo che ha trovato grande apprezzamento tra
gli amici e che ha rappresentato uno stimolo a proseguire in questa attività poetica.
Fa parte della redazione de “La Voce Amica”, periodico della Parrocchia di S.
Apollinare di Pisa per il quale cura la rubrica dedicata alla storia del quartiere,
raccontata con uno stile che sempre esalta, più che i meri fatti, i sentimenti degli uomini
che quei fatti hanno generato.
POESIE
19 Settembre 2010
UOMINI
Fili d’erba, cangianti
sotto nuvole e sole.
Inconsapevole armonia
che risuona solo nel silenzioso
rigoglio di un campo.
Quante parole,
quante parole ingannevoli
che inchiodano
al dovere della sopravvivenza.
Se d’improvviso deflagra
dei suoni l’assenza,
disagevole è ritrovar la misura.
Piccolo filo d’erba,
che non vuol bruciare da solo
nel Tuo campo, Signore!
4.12.2011
Alberi: Sciabole di luce
Improvvisa la luce
s’apre un varco da sud, tra le nubi,
con sciabole di raggi.
Una colata d’oro
risplende su un residuo di foglie
all’apice dei rami.
Poi repentino il sole
s’ immerge nel mare di vapore
e tutto ancora abbuia.
Vapore grigio e denso,
che gelido s’avviluppa al vento
per pianger chissà dove.
24.8.2011
Campione di miliardi
Occhi pieni di cielo
mentre nel cuore un canto
le sue piccole onde
sulla rena distende.
Singolare umanità
campione di miliardi,
impregnata di forza
in profonda quiete.
Resto così rapita,
fisso lo sguardo al blu
altro non respirando
che libertà infinta.