BIOGRAFIA
Maurizio Momente, di origine romagnola, trasferito a Torino.
La passione di scrivere emozioni, da oltre vent'anni.
Fotografo,le sensazioni sulla carta.
POESIE
L'attimo
Mi lascio travolgere dal turbine delle emozioni..ascolto il mio cuore in tumulto..finalmente assaporo l’attimo..il mio essere proteso a te..sento il mio corpo vibrare..fremere..adesso posso. Mi lascio trasportare dal desiderio..appago la mia sete d’amore..bevo il nettare di vita dalle tue labbra..mi arrendo al tocco delle tue mani..ed ecco..l’estasi..nulla esiste più..tutto fuori è lontano..il mondo può finire in questo istante, io non me ne accorgo..null’altro..sale il piacere sublime nel mio corpo che è tuo..nella mia mente che si fonde con la tua..ecco..l’ottimo che rende speciale la vita..e..il desiderio di vivere anche solo per assaporare quell’attimo..con tutto l’amore che posso..
Che sarei
Che sarei se non avessi occhi per vedere i colori dell’alba..che sarei se non avessi orecchie per le vibrazioni..che sarei se non avessi le narici che sfiorano il vento..che sarei se le corde non cantano..che sarebbe un suono che non odo..nella pelle del cuore..che sarebbe l’anima senza tutta questa gioia..gioia che diventa come luce..luce che diventa come amore..il mare dei miei pensieri si scagliano, onda dopo onda, contro lo scoglio illuminato..che sarei misero come un silenzio, se non conosco la mia anima..neppure la felicità trova pace dentro l’ansia che porto sulle spalle..ormai stanche, piegate dai segni della vita..dunque vado lento verso l’eterno, chino il capo, senza alcun che..che sarei di tutto questo, se continuo a tormentare,la mia infinità corruzione, nella mia stessa sorte.. sarei un granello di sabbia, al passaggio del vento.. sarei le mie mani, esauste e segnate, non incidono i segni della vita..che domani, alzando il capo.. l’alba mi avvolge..già che sarei se non piango al tramonto.
La mano dell’amore
Udivo il cuor, nel suo battito, nella quiete del ciel perfetto..
Vi trovai gioia; spesso cerco e trovo..
La sofferenza, come pioggia invade il mio cammino..
Vidi la grandezza e maestosa sofferenza, tormentare il sentiero della luce..
Pur di fatica, tra mali e dispiaceri, la mia fede rafforzava l’anima..
Andai chino, alla porta, bussai alla passione, mi inginocchiai al sentimento..
Fu allora che sentii sulla mia spalla, la vitalità della tua mano..
Il battito del cuore..del tuo calore.