BIOGRAFIA

Matilde Ventura nasce il 27 giugno 1962 a Frascati (RM) dove ancora oggi vive e lavora.
Si diploma come perito aziendale nel 1981 ma questo titolo di studio imposto dalla famiglia, non soddisfa in nessun modo la sua grande passione per l’arte.
Profondamente amante della pittura esegue i suoi dipinti in modo istintivo e da autodidatta.
Accanita lettrice, scoprirà l’amore per la scrittura in un secondo tempo.
La sua prima pubblicazione, Diario 1983/1991 per Mursia del Gruppo Albatros, è una raccolta di poesie che raccontano la storia di un sofferto amore adolescenziale.
Ma il suo vero talento è nello scrivere racconti per ragazzi.
Vincitrice di alcuni premi per opere di poesia, compare anche in diverse Antologie (vedi “In vino veritas” della Perrone Editore con la poesia “L’amore scarlatto” e in “Diglielo al vento versi al femminile” di Flanerì con la poesia “La tenda sugli occhi”)
Nel 2010,  risulta vincitrice del concorso per scrittori indetto dall’Associazione Animalisti italiani, con il racconto “Clic la cagnolina curiosa”
Sempre nello stesso anno partecipa al concorso indetto dalla Città di nettuno “Detto Scritto” con la poesia “I tuoi occhi” arrivando tra i finalisti.
Nel 2011 è tra i vincitori del Premio Letterario “Città Cava de’ Tirreni” con la poesia “Fotografie” tratta dalla sua prima pubblicazione.
E ancora è tra i vincitori del Concorso “Il Federiciano” indetto dalla Casa editrice Aletti con la poesia “L’innocenza rubata” la cui serata finale si terrà il giorno 10 dicembre prossimo a Rocca Imperiale (CE)
La sua ultima pubblicazione “Gabriele e le lucciole” per Arduino Sacco editore è in vendita in questi giorni sul sito dello stesso.
Sempre con Flanerì è stata selezionata con un breve racconto dal titolo “Oltre il cancello” per essere inserito nella prossima Antologia i “Rac-corti” che uscirà il prossimo mese di dicembre.

E’ presente in rete con il suo sito www.matildeventura.eu

info@matildeventura.eu

matilde962@gmail.com


POESIE

L'ATTIMO

Sale violento il sangue nelle vene
pulsa nel mio cuore sembra voglia spegnere
la mia vita fragile fra le tue ruvide mani
e io che mi faccio uccidere ma ho voglia di piangere...

Piango per troppo amore, per quello che sento adesso
sei nel mio cuore, dentro la mia essenza
e spingi violento, vuoi entrare....
poi entri, lo voglio, incoscienza.

Pazzia è questo mio vivere
amare e concedermi a oltranza,
non penso, sragiono, mi vendo
vivo l'attimo e il resto non ha importanza.

 

MENTRE TI GUARDO DORMIRE

Il lento russare del tuo vivere
culla il mio dolce sognare,
la curva delle tue spalle
preserva dal mondo il mio cuore.

Apro gli occhi lentamente
ho paura di vederti sparire,
di svanire nella luce dei miei giorni
grigi, uguali, senza amore.

Chi ero prima del tuo viso?
delle tue ruvide mani,
dei tuoi occhi, del tuo fiato
come nebbia sui miei seni.

Guardo l'ombra del tuo essere
distesa vicino alla mia vita,
sorride, prega e piange
la mia anima ferita.

Stò sbagliando e ne ho paura
come posso meritare questo?
tremo, ho freddo dentro al cuore
è un miraggio nel deserto.

Poi il sonno mi porge la mano
e lacrime lavano via i pensieri,
scivolo, cado in un mondo di nubi
ricordi offuscati la vita di ieri.


SONO QUI

Sono qui, guardami... accanto a te
voltati ti prego, affonda i tuoi occhi nei miei,
non lasciare che vada via ancora una volta,
non adesso, non ora e... baciami se vuoi!

Urla al mondo che mi ami,
io l'ho fatto e non mi pento,
non puoi vivermi solo in questo letto...
so che è vero il tuo sentimento.

Guardami...guardami Dio! Io sono qui!
che aspetto ogni giorno di essere amata,
che ti costa? Quanto costa amare a un uomo?
Voglio essere la tua donna, onorata!

Raccontami... dimmi, chi c'è oltre me?
Come puoi guardarla, quando vai da lei?
Eppure da lei torni e chiudi la porta,
da me invece fuggi, non ti importa... non più!

Ma io sono qui, vicina al tuo cuore...
ti volti... mi guardi poi... calpesti la mia vita.
Tornare da lei è semplice...
a me non resta che l'ennesima ferita.

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