BIOGRAFIA

Sono nato a Guastalla, nella Bassa Reggiana, sulle rive del Po, nel 1937. Ho frequentato le scuole pubbliche fino al Liceo Scientifico nella mia città natale. Ho scritto il mio primo romanzo a 17 anni sotto l'influenza di Sartre e degli scrittori americani (Hemingway, Faulkner, Saroyan). Mi sono laureato in lingue straniere alla Bocconi nel 1960. Dopo il militare, nel 1962, sono tornato nella Bassa Reggiana e fino al 1981 ho insegnato inglese nelle scuole della zona,  organizzando anche circoli culturali (Cine clubs, ARCI, ecc.) e gruppi di militanza politico culturale, utilizzando la fotografia e il cinema amatoriale.
Fra il 1969 e il 1970 ho collaborato con Cesare Zavattini al lancio dei Cinegiornali Liberi, sostenuti dal Comune di Reggio Emilia.
Una raccolta di poesie (la Fatica di amare e di vivere)  è stata pubblicata con la prefazione di Davide Lajolo nel 1980, anno in cui ho pubblicato anche il primo volume della Storia Moderna di Guastalla. Ho pubblicato libri di poesia, racconti e un romanzo con il servizio di Repubblica ilmiolibro.it.

Ho un mio sito personale
http://web.mac.com/gmontice/www.gmontice.eu/Benvenuto.html
in cui ho raccolto gran parte della mia produzione e documenti tratti dal  mio archivio personale.


POESIE

Cerco altro da te

Cerco altro
da te
ma
tu sei nella mia
carne
spessore
di vita

fatica quotidiana
d’amare
 
e di vivere

 

I morti di oggi e di ieri

Sul fiume la sera
con moto che spaccano
                                      il bianco del cielo
visi  storditi
e quel senso di pena
         per chi scorda la vita

Nell’acqua canzoni di gente
        ch’è morta
sui monti
per  dare valore a chi l’ha perduto
- nel silenzio siam soli
coi morti

Son tronchi spezzati
                                quei visi d’attorno
col buio negli occhi
- la tua voce è intrisa  di pena

Sul fiume la sera
   cerchiamo
il cammino smarrito
        la lotta più dura
soli
       coi morti di oggi e di ieri

 

Parole rimaste fiato

la  vita  dietro - voci - entusiasmi
parole  rimaste fiato
e quali voci - quali entusiasmi
d’un tratto
ci  pareva d’aver afferrato 
il  sogno d’una cosa
nella  morte di  tanti

e  ancor più appariva  che
la morte
è momento di vita
e quindi dipanarsi di pensieri
e di fatti - logici - dialettici
quasi un modo concreto
di essere

ora nel silenzio parrebbe che
tutto fosse silenzio -
anche i  silenzi sono accumularsi 
di voci che urlano tacendo
e  costruiscono e  uccidono
peer rinascere più forti

l’esperienza è tutta qui - un pugno
chiuso premuto sugli occhi
e scagliato fuori  di te
cercare gli altri

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