BIOGRAFIA

Nata il 6 Ottobre 1983, risiede a Siliqua, località del meridione sardo. Acquisì il diploma di maturità classica presso il liceo Statale “Giovanni Siotto Pintor” di Cagliari. Attualmente iscritta alla facoltà di Scienze Politiche all’indirizzo Relazioni Internazionali presso l’ateneo cagliaritano. Accoglie in sé un ossequio innato per la scrittura, da essa stessa definita ‘ l’alter ego esistenziale per eccellenza’. Amante del componimento poetico, inteso come comunicabilità ed espressione d’una propria  ragion d’essere. Essa delinea nelle sue produzioni un personal interpretativo dell’agir umano nella molteplicità contestuale e sociale. Dagli eventi coglie gli anfratti morali e l’emotivo risvolto che l’agir degli attori sociali comporta. L’intenzionalità del linguaggio anticato rappresenta la matrice d’un rapportar modernità e remoto, al fine di coglierne le nette differenze ed il mutar comportamentale che l’odierno disperde in frivole superficialità.
Incessante compositrice, gioiosa d’una scrittura che per essa è innata vita.


POESIE

Pentimento dei silenzi

Omertà, intrisa d’ipocrita e mancato morale ausilio.
Riprovevole tacer d’un disconosciuto fratello esanime di moralità.
Assenza corrosa dal timore dell’ingiurioso trapasso.

Omessa mano che d’aiuto non conobbe risvolto.
Morente testimone d’un saper che mai s’esplicò.
Rinnegazione d’una solidal vicinanza che non recesse d’esserci.

Assolata vittima nella perfidia d’una immeritata solitudine.
Emotiva condanna per chi d’un categorico tacer fu omicida morale.
Marginal società nell’adombrato manto della superba indifferenza.

Decesso d’una innominata fratellanza.
Bestemmia mediatica tra insulsi e plurimi opinionismi.
Occultato pianto di chi condusse l’anima sua nel fardello d’un pentimento dei silenzi.

 

Materna indulgenza

Clamor commiserevole nell’anfratto mortal del tuo inesorabil grembo,
pietas amabile, femminea stele d’erudita moralità, tu sacral madre,
adombri nefandezza con l’idillio del tuo inespugnabil amor.

Figlia d’un remoto amato, sagace nel sacrifical quotidiano,
riverbero d’ogni cura , che al tuo ingaudito figlio adornasti di te.
Manna d’un nobil portamento morale, matrice d’armoniosa identità.

Similitudine d’una sacral quiete, ineggiar d’umano amore.
Del tuo pronunziar amabil verbo, non fu sola retorica,
ma cullante e misericordioso femmineo far.

Fondamenta cullante, d’una prole affranta d’acri supplizi.
Ai tuoi erranti figli mostra la beltà del dolce esistere.
Coniuga indicativi d’una benevola condotta, sii guida amata.

Perdonando ogni loro passo sul pietrame del nefasto,
indirizza a loro comprension autentica,
donando la tua materna indulgenza.

 

Eterea Musa

D’ispirativo velame cingesti memore lo strascico della tua evanescenza immortale,

vitalità dell’essenza tua, carpita dal sol saccente animo.

Impavido garbo tra gli albori d’una nobil sapienza e la consuetudine della tua incomparabile femminilità.

Sagace messaggera d’ambiti versi, soliloquio d’eleganza donato ad ogni tuo eletto figlio.

Lussureggiante eco d’intensa emozionalità.

Vital manna , elargizione d’amorevol saper a riconoscenti menti, che di te proclaman beatitudine.

Fiorente virtù, impressa sul pensier d’ogni discepolo che da te brama d’esser sedotto.

Ambìta beltà, silenziosa e mirabile divina anima dal docil volto sospirato.

Inopinabil consorte di suprema saggezza, sia dedicato a te un elogiante verbo, impareggiabile eterea Musa.

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