BIOGRAFIA

Sono nato a Catania il 30/09/1979 anche se ho abitato un po’ qua un po’ la a causa del lavoro di poliziotto di mio padre, ho sempre scritto sin dalle elementari, ricordo che in quel periodo facevo collezione di poesie e di racconti che ritagliavo dai libri per bambini che avevo in casa. La poesia, o comunque l'arte del trascrivere l'immaterialità dell'anima  e trasformarla da metafisica in qualcosa di tangibile, mi è sempre appartenuta, l'ho sempre vista come un qualcosa di magico. Non mi considero un poeta o uno scrittore, ma una persona che  fugge dalle miserie della vita facendosi scudo con la penna. Non scrivo molto e neanche spesso, lo faccio quando le mie inquietudini si danno prepotentemente voce, il mio è solo un  un modo per urlare a squarciagola, per strillare parole di carta capaci di sgretolare la maschera che sono solito interpretare e che mi nutre di ipocrisie, questo è il motivo per cui scrivo.


POESIE

Amore Eterno

se potessi celarmi dietro la tuo sorriso anche solo per un istante,
sono sicuro che ogni mia lacrima ogni mio tormento
riuscirebbe a prendere il volo e a morire dietro ogni tua dolce parola,
per poi magari essere spazzati via da un tuo sospiro.
Mio dolce turbamento,
per te ruberò alla luna i propri languidi sospiri e ne farò dolci parole,
poi,
con lo scalpello che la vita adopera quotidianamente per trafiggermi l'anima
scolpirò sul tuo core questo dolce lamento,
Ti amo, mille volte ti amo,
e lo farò fino a quando l'eternità non avrà fine.

 

Cantami o notte

Cantami o notte il tuo silenzio,
deliziosa melodia che di sconosciute note compone la tua arte,
E tu, tetra oscurità verso cui ogni demone rifugge
Sii palcoscenico e sorreggila te ne prego!
Cantami o notte il tuo silenzio
e con acuti di speranza infrangi quest’anima di vetro,
Ammutolisci col tuo canto i miei supplizi
E costringi i miei rimpianti ad una danza di giubilo sognante,
Su queste carni lacerate intingi la tua penna
E crea la tua dolce sinfonia,
Io l’ascolterò , e me ne commuoverò anche,
Dalla mia collezione farò tue le mie lacrime più belle
E su di esse il languore della luna rifletterà il suo riverbero ovattato.
Cantami o notte il tuo silenzio,
O orgia musicante di un buio senza tempo,
I fantasmi che sono soliti echeggiare in un lugubre sogghigno
Smetteranno di sospirare fra le rovine del mio cuore,
Si, esso guarirà sorretto dal tuo canto
Voglio crederci, si lo voglio!
Cantami o notte il tuo silenzio
Sono qui ad ascoltarlo me ne inebrio e godo sazio,
Sazio di una musica intonata con voce maestosa,
deliziosa incantatrice canta ancora te ne prego!
Orfeo non è ancora ritornato dal viaggio suo internale
E gli inferi sono ancora intorpiditi dal suono della lira,
Il fonema del tuo canto ha anch’esso illanguidito il mio dolore il mio tormento
Sono libero come mai prima d’esser oggi!
Haimé però,
Le voci del suo coro, dal vento alla civetta , piano piano
Si fan sempre più smorzate dal tacere di un silenzio che ora fa paura.
Pallida è l’aurora e spento è il nuovo sole.
La notte ha smesso di cantare.
La notte meretrice che sfama di bagordi gli istinti più lascivi,
La notte, che da voce ai lamenti alle abiezioni dei vizi più immorali,
questa notte il cui mantello nasconde i truci corpi di sgualdrine,
Di canaglie, di briganti e di anime empie di bestemmie,
Questa stessa notte che attinge il proprio nettare
dal pianto dei poeti m’ha promesso il suo destarsi,
Io l’aspetto e l’attenderò con ansia,
Ansioso di potere liquefare il suo corpo con il mio
Così che possa fondermi col sogno
Materia di cui essa si compone.
Ho trovato il modo di spirare
senza che la morte lambisca le mie labbra,
Ascoltar la notte, trasformarmi in desiderio,
E come il sogno spegnermi al vagito della luce.

 

Sconosciuta passante

Sconosciuta passante
che danzi in un vortice di sinuosa beltà non ti accorgi?
Qui c’è un’anima sola che brama un tuo bacio
Uno sguardo d‘amore ricolmo.

Sconosciuta passante,
Le mie labbra han tenute prigioniere le parole
Un pavido rossore
Esso gli e lo ha comandato .

Sconosciuta passante ,
Un Cherubino protegge il tuo cuore
Egli ti ruba lo sguardo cosi che tu non mi veda,
Questi campi elisi non posso varcare
Dio ti ha voluta tutta per sé .

Sconosciuta passante ,
Chissà se mai lo saprai
Che in un pomeriggio d’estate dai caldi riflessi,
Mentre i raggi di un sole morente
Riscaldano appena la sera che fresca rinasce,
I miei occhi di stupore ricolmi
Scomparire ti han vista fra le genti affannate.

Sconosciuta passante
Taci a te stessa ciò che non sai,
Questo giorno non é mai stato
Questo cuore non si è mai fermato,

Sconosciuta passante
Forse non sei mai esistita,
Forse sei stata solo un fantasma della mia mente,
Un illusione,
Un effimero sogno di un’anima sola.

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