Serata strana

Una notte,        
dall’angolo della stanza
avvertii un’arcana presenza.
Ancora,
Morfeo non mi aveva incantato,
con il suono della sua lira
che v’era un uomo,
nella mia stanza, vestito di nero.
Io non mento, era così vero.
<<Vieni con me>>      
nella notte ho udito
e non erro,
era così vicino.
È  una realtà sì mesta:
 la pazzia ha issato
Il suo vessillo
sulla mia testa .

 

*

Stringo fra i denti
Ciò che non senti.
Vuote parole,
Fumo e nuvole.
Vorrei che fossi
Ai miei occhi
Indifferente.

 

*

Mi lascio trasportare
Dal mio demone
In mondi oscuri
Per ritrovare la luce.
Dimentico il mondo
Con le sue guerre,
Mi concedo una sana follia
E un minimo di megalomania.

 

*

Non voglio la pace
Non so stare senza la brace
Delle tue labbra
Dei tuoi sorrisi.
Possono occhi
Come i tuoi,
come il piombo neri
come lo spazio
Infiniti e profondi
Ferire più di una parola
Detta, sussurrata
O solo bisbigliata.
Si può stare male
Per chi non si sa
Chi sia,
O è solo un modo
Facile per rubare poesia?

 

*

Tra macerie industriali
Con il mio cappotto nero
Mi dirigo verso la meta.
Scanso pietre e buche,
Trovo sulla mia strada
L’illusione del progresso.
Sono di un altro mondo,
Non sono di qui,
Il mio posto è altrove.

 

*

La luna mi guarda
Mistica e sensuale.
Con il suo artiglio
vuol trafiggere
Il mio spirito martoriato
Dalle passioni insane.
Di un dolere annunciato
È il suono delle campane.
In compagnia della notte
Affondo nei tuoi occhi.

 

Un uomo e una donna

Ella era il sole, che infiamma
lo spirito del guerriero.
Ella era il vento, che porta
le voci di antichi amanti.
Ella era la stella, che guida
i viaggiatori dispersi.
Ella era il sorriso, che regna
sul viso dell’ingenuo.
Ella era il male, che corrompe
il poeta innamorato.
Ella era il bene, che acceca
il povero credente.
Egli era stato catturato da lei!

 

*

In mondo cibernetico, è statica un’umanità,
afflitta dalla noiosa catodica ripetitività;
mentre l’universo viene accarezzato
da piogge di stelle, dove  Venere
si concede impudica a Marte.
Alza lo sguardo al cielo, quando
la Luna alta nel firmamento, gode
per l’amplesso provocatole dal Sole.

 

Che fine hanno fatto i sogni?

Sento  accendersi l’aria
Sotto i colpi dell’anima.

Dove sono i tuoi sogni?
Dove sono i tuoi sogni?
Dove sono i tuoi sogni?

Dolce, una lacrima nera
scende sul tuo viso di cera.

Dove sono i tuoi sogni?
Dove sono i tuoi sogni?
Dove sono i tuoi sogni?

Cerca la risposta nel vento!

 

Spleen

La musica rimbalza
Leggera nella stanza
E le note fluiscono,
Come fiumi sfociano
In un mare di disperazione.
Che strana sensazione!
Il tuo seducente corpo,
Come il fuoco di un camino,
Danza nell’aria della sera
E non mi sembri vera.
Gli occhi si dischiudono,
I tuoi seni non svaniscono.
Sai come lava ardere
Ma non far di me cenere.

*

Cadono
Lacrime sul tuo viso di cera,
Memore di una storia finita
Cadono.
Irradiano
I suoi baci altre goti,
Altre sinuose labbra
Irradiano.
Avvolgono
Ombre nere la ragione,
Il tuo spento spirito
Avvolgono.
Ritornano
In silenzio femminei pensieri,
Con la crudeltà, segrete arti
Ritornano.

 

ALLA NOTTE

La civetta canta uno stornello,
La luna è bionda nel cielo
Con le stelle come ornamento
E splende sull’umano tormento.

Un coro di grilli fa da cornice
Al silenzio cupo, senza luce.
E un gatto con occhi di cristallo
Si gode dal vivo lo spettacolo.

C’è chi ha paura delle tenebre
E si nasconde sotto al cuscino
In cerca di riparo dall’oscurità.

A te, Notte, femmina e lugubre
Brindo con un bicchiere di vino
E cado nella tua voracità.

 

*

Le mie mani saranno specchi
Per raccogliere dai tuoi occhi
Le lacrime di quel bel viso
Per donarti forza, fiore appassito.
Sarai crisalide tra le mie cura
Per rifiorire farfalla purpurea
Se vorrai!

 

OBLIO

Siete solo un branco di pecore
Pascolate e belate sotto il sole.
Il mio lavandino ha una perdita
E fuori il contadino con merce in vendita.

Perché vai via? Resta qui
Non lasciarmi nell’oscurità.
Perché vai via amore mio?
Non voglio rivivere l’oblio

L’illustre professore a lezione
Non smuove nessuna visione.
E il sabato sera guardo la TV
È una vita che non esco più.
 
Perche vai via? Resta qui
Non lasciarmi nell’oscurità.
Perché vai via amore mio?
Non voglio rivivere l’oblio.

 

*

Di candore vestito, il suo corpo,
Sinuoso e violento, ritorna,
Come un brutto sogno,
Un incubo, il suo ricordo.

Non c’è sole che illumini
Il cimitero dell’animo mio.
Solo morti, solo cadaveri
Vedo intorno al mio futuro.

Come un becchino, alla luna
Innalzo la mia canzone,
Tetra e scura è la melodia.

Un’altra bara, ancora
Scavo tra le lacrime
Per poggiare il tuo feretro.

 

*

Può mai uno sciamano,
non ascoltare la natura
sotto lo sguardo della luna?
Ogni comando è invano

qualsiasi umana legge
è un’ effimero rumore
di fronte al mio amore.
Sarò stelle e schegge
Per averti!

 

L’amante romantico

Partirò dai tuoi capelli
Lisci, lunghi e belli
Per scendere il profilo
Di neve del tuo viso

Suonerò il tuo corpo
Come fosse un piano
E su ogni tuo soffio d’aria
Comporrò una soave melodia.

 

Sono…

Sono stato cristiano,
sono stato comunista,
sono stato romantico,
sono stato nichilista,
sono stato anarchico,
sono stato decadentista.
Mi sento un raccoglitore
di etichette.

 

*

Noi, signori del silenzio
suoniamo nella polvere
la nostra libertà.
Noi, come nuvole in corsa
ci muoviamo in questa
Stanca civiltà.
Noi, figli della notte
coperti dalle stelle bruciamo
 le vostre verità