1 OTTOBRE 1965 PRIMO GIORNO DI SCUOLA
Oggi vado a scuola, sono “grande” seguirò le mie sorelle con la mia cartella ,è usata ma è bellissima ed è mia.
dentro ho una matita e un quaderno, cosa mi faranno fare?
Lela era entusiasta un nuovo mondo si spalancava ai suoi occhi, gli dispiaceva aver lasciato l’asilo che amava tanto ma si sentiva “grande”
6 anni compiuti ad aprile , quarta di sette sorelle figlia di immigrati dalla Sardegna, fino ad allora era sempre riuscita a farsi amare da tutti e non conosceva discriminazioni né gelosie e non conosceva la differenza tra ricchezza è povertà.
Ecco il portone si apre, entrano tutti… li seguo ma dove devo andare?
Cosa dice quella signora ? non riesco a sentirla ….. com’è bella! Adesso ho sentito “i bambini di prima elementare si fermino qua” so dove andare finalmente!
Quanti bambini .. qualcuno lo conosco dall’asilo vado vicino a loro, che bello ho già qualche amico…
La signora di prima è una maestra ce lo ha detto lei, fa l’appello (cosa sarà?) adesso ho capito dice i nomi dei bambini e loro le vanno vicino,
aspetto…… ora chiameranno anche me……
non mi hanno chiamato, che faccio? Ho deciso ,Chiamo la maestra.!
“Scusi Signora maestra io non sono stata chiamata dove vado?” mi chiede
“come ti chiami? Rispondo orgogliosa “Lela” scorre un elenco di nomi mi guarda e mi dice “non ci sei”pendo dalle sue labbra” non so dove devi andare”.
Comincio a pensare che forse non dovevo venire oggi ,ma lei mi prende per mano e mi dice “per ora vieni con noi , poi ti troveremo una sistemazione”.
Cos’è una sistemazione? Com’è difficile la scuola … quante cose che non capisco…..
Guardo gli altri bambini…. Che belle cartelle colorate…. Ma la mia è mia
Qualcuno mi chiede “ma ….quella è la tua cartella? “
“si è la mia cartella” un'altra bambina dice : “ ma è vecchia ed è sciupata” cosa vuol dire vecchia e sciupata??? Per me è bellissima..e dentro ho un quaderno e una matita.
Entriamo in classe la maestra fa sistemare le altre bambine , quelle che erano scritte sul foglio, io rimango in piedi vicino ad un banco più grande
È quello della maestra.
Ora mi prende per mano e mi dice” vieni con me”
Entriamo in un’altra classe c’è un’altra maestra e altri bambini, saluto e ascolto il discorso delle maestre….non sanno dove mettermi nessuno mi vuole …mi viene da piangere…mi trattengo ,sono grande ora.
Ascolto attentamente… un’altra parola nuova “ terrona” cosa vorrà dire???
Ma non credo sia una bella cosa perché è riferito a me e non mi vogliono…
La maestra rassegnata mi riprende per mano e mi dice “ per ora starai con noi poi si vedrà”
Vorrei tanto diventasse la mia maestra è così bella…ha una bella voce ed un buon profumo….
Il primo giorno di scuola è finito ho imparato tante cose…e forse domani avrò anche un banco tutto mio….
E mi farò spiegare cosa significa terrona.
Alla mia maestra…. che ho adorato
grazie
Gita in campagna
Era una bella domenica di giugno calda e serena,ideale per una gita in campagna, le scuole erano terminate e l’oratorio era deserto, così Lela 9 anni chiese alla sua sorella minore se aveva voglia di una gita a piedi in campagna.
Cris accettò con gioia contattarono due amiche che si unirono e preparata la merenda si avviarono saltellando e canticchiando.
La campagna era bella, profumava di libertà, rincorsero le farfalle catturarono le libellule colorate per osservarle, raccolsero fiori e gioirono di un così bel giorno.
Ma ecco un contadino che, a cavallo della sua bicicletta, si avviava al lavoro.
Cris si dondolava appesa ad un ramo e…..CRACK il ramo si ruppe, il contadino inforcò la sua bicicletta e si diresse verso di loro.....
“Accidenti credo ci picchierà” disse Lela….
Raccolsero velocemente le loro cose e iniziarono a correre a perdifiato verso casa, il paese sembrava lontanissimo ora e il contadino sempre più vicino.
“Correte “gridava Lela ma per quanto corressero il contadino si avvicinava sempre più.
Lela sfinita si fermò in un viottolo laterale e tremante disse “basta! Non ce la possiamo fare! chiediamo perdono e speriamo nel suo buon cuore,
le amiche annuirono stremate ma Cris no, disse “picchierà me , io ho rotto il ramo non fermatevi per favore”.
Mentre si decideva il da farsi il contadino le raggiunse e proseguì tranquillo per la sua strada ignorando le 4 bambine tremanti che a quel punto si sciolsero in un pianto liberatorio che da lì a poco si trasformo in
un allegra risata.
Che spavento si dissero….
Ma da quel giorno Lela e Cris non si dondolarono più sugli alberi lontano da casa e crescendo spesso risero di quella loro gita in campagna.
Dedicato a Cristina