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L’incompresa
L’incompresa
Parlo di una scena su un palco,
dove sono protagonista io : “ l’incompresa”.
Prima tanta gente,
tante parole, un miscuglio di voci,
abbracci, baci, saluti,carezze,
poi all’improvviso nessuno,
nulla, niente.
Tutto scompare
come un sogno,
anzi un incubo al risveglio.
Barcollo,
mi siedo, guardo me stessa,
mi rigiro : intorno è tutto
silenzio, profonda solitudine.
Il dramma di un’incompresa (io).
Disponibilità, amore,
affetto, comprensione,
altruismo; poi…vuoto.
Precipito, ma…
Sono sempre e solo io,
ancorata alla mia sedia,
per godermi
un po’ di pace.
Rivivo col pensiero
i ricordi di un passato
tenebroso, lugubre.
Indimenticabile, stanco,
così come è stanca
in me l’idea di un futuro,
di un amore.
Non ci sono parole
per descrivere,
l’angoscia di una donna
come me senza un nome,
senza un domani.
Nuda la mia anima sospira
e si dà conforto
con lo specchio di sé stessa,
inquieta, mi accarezza,
piango, asciugando le lacrime.
Porto le mani al volto, si chiude
così la scena di una povera e sola
donna che resterà sola sempre:
“l’incompresa”.
Sola con la speranza
In questa tiepida sera di primavera,
quando tutto tace intorno a me,
e la gente vive al di fuori,
senza accorgersi di niente
senza chiedermi nulla,
resto così….sola.
E vedo passeggiare coppie di giovani,
bambini stretti alla mano dei loro genitori
anziani che si tengono sotto braccio
tutti che ridono, sorridono, vivono.
Diventano lunghe e sempre più
difficili le giornate, ci si avvia all’estate,
mi piace osservare la natura, respirarla
è questo via vai continuo di persone serene
che portano un po’ di gioia al mio animo.
Durerà poco tutto, arriverà la sera, la notte
ed avrò paura del buio,
ricomincerà la solitudine, il silenzio e resterò
in compagnia degli amici della tv e del mio cane.
Ritornerà il giorno,la speranza,
ecco forse potrò ancora sperare di non
essere di nuovo sola, o forse di sopravvivere.
Ride
Ride, ride la gente,
ride ….…
ora capisco, anche
se stordita ed ansiosa mi avvicino
ad una vetrina
mi guardo e vedo
il mio volto stolto,
la mia figura goffa,
ecco perché la gente
ride, ride, mi deride.
Sono io la causa
un’eterna nullità,
chiamata timidezza,
trasparenza, bontà.
Niente mi appartiene,
solo esse, sono
le vere amiche
di sempre.
Un coro di risate,
la mia testa gira
come una giostra e
mi giro intorno
ed il cerchio
si stringe,
la mente si affolla
di urla,
chiudo gli occhi,
mi stringono, mi beffano,
mi assalgono, che disperazione,
che tremenda angoscia.
Cado, mi rialzo, in silenzio
invoco aiuto,
non c’è più nessuno…
solo silenzio e solitudine.
Sento ancora quei maledetti
intorno a me.
E’ un sogno mi chiedo,
o un incubo?
Nuovo amore
Non avrei mai creduto
di incontrarti.
Prima, quante illusioni, quanti errori,
fiducia data e mai ricambiata.
Giorni trascorsi,anni persi
in attesa ……. di un niente.
Un giorno poi sei arrivato tu,
il nuovo amore
ma sei stato ancora un ennesimo fallimento,
di quel nuovo amore che così chiamano.
Mi rassegnai a vivere di ricordi
il resto dei miei anni, con la fantasia di sognatrice,
cominciai ad amare di più la vita, la natura, me stessa,
Cullandomi.
Natale
Una sera di pioggia fitta,
tanto fitta,
piove fitto anche nel mio cuore,
nell’anima.
Una sera come tante sere,
nulla si riscalda, fa freddo,
solo il camino arde e
brucia legna
emanando fumo e calore.
Mi avvicino per riscaldarmi
ma il calore non mi pervade,
non riscalda che il focolare.
Luce di fiamma sprigiona,
dallo specchio si intravede
il mio volto spento e pallido,
privo di colore riflesso.
Chiudo gli occhi
per non perdermi,
asciugo le lacrime fredde e
amare dal mio volto
e per riscaldarmi
mi avvinghio in un
tenero caldo, lungo,
intenso abbraccio e mi sento
improvvisamente
serena, felice, ridente
ma tanto, tanto sola.
La pace
Quante volte ne ho sentito parlare,
l’ho cercata nei momenti miei più
tristi e bui della vita,
l’ho vista nei cuori di coloro
che avevano occhi sofferenti,
che con la speranza
piangevano
di gioia nel cercarla.
La pace, una parola religiosa
che filtra nell’animo dei buoni,
degli umili, dei deboli, dei credenti.
E’ la vera chiave della serenità,
del benessere interiore capace di piegare
i forti con un semplice gesto,
una palma, da scambiare nei giorni
della Resurrezione del Cristo,
con una stretta di mano, un abbraccio.
Basterebbe viverla costantemente
e la vita cambierebbe per ognuno di noi.
Spesso la cerchiamo solo
per alleviarci dai dolori e
dai nostri errori.
Eppure si potrebbe sciogliere
ogni dubbio, ogni rancore,
amandoci e rafforzandoci con la fede,
credendo che possa
davvero fare miracoli grandiosi
ed unire in un solo punto comune
l’intera umanità, interi popoli,
basta solo guardare in alto il volo
di un gabbiano e lasciarsi trasportare
in un mondo nuovo,
in un mondo di pace.
Che fatica lavorare!
Ah, che fatica lavorare ogni giorno,
solo a sentirne parlare ci si stanca.
Eppure si dice: “il lavoro nobilita l’uomo”,
e tra detti e motti si tira avanti così.
Quanta gente corre di mattina per non
perdere il primo tram, autobus, treno.
Chi va con la macchina, chi prende il taxi,
sempre con l’orologio alla mano.
Affannati si giunge sul posto di lavoro,
dicendo a volte “scusi ho fatto tardi”
al datore con il volto sconvolto.
Ah, quanta fatica si fa per far quadrare
i conti a fine mese e quel po’,non basta
neanche a coprire le spese,
tanto stress a dismisura e
la retribuzione a volte neanche sicura ;
e la busta paga …beh quella
non l’ho mai capita!
La sera tutto si spegne, tutto tace,
per fortuna il lavoratore
ha un po’ di pace, riposa.
L’indomani tutto ritorna normale,
si ritorna a lavorare
Corro
In un viale alberato corro controvento
così come facevo da bambina
per farmi accarezzare dal vento.
Correndo rivivo le stesse
emozioni, proprio come allora.
Il desiderio forte
di rivedere la casa in campagna,
ritrovare amici, parenti,
tutto ciò diventa una sensazione indescrivibile,
che da tempo non riprovavo.
Quell’aria fresca del mattino,all’alba,
l’odore di muschio,
d’erba fresca bagnata dalla pioggia,
ridona un senso di benessere e fiducia in me,
nella mia anima,
Dopo anni ripercorro lo stesso viale
che mi riconduce lì, a casa, in campagna,
quando in giardino giocavo serena
a nascondino,
con gli amici del cuore.
Che bei ricordi quelli! Mi piaceva tanto correre con loro.
Con la fantasia immagino di trovare tutto com’era.
Ansiosa corro ancora più veloce,
ma ad un tratto un nodo in gola mi prende,
una stretta al cuore, all’arrivo
non ritrovo più nulla, nessuno,è tutto cambiato,
trovo la campagna incolta, la casa disabitata,
Che tristezza.
. Affannata mi fermo per un attimo,
poi tutto l’entusiasmo
si spegne dentro me,
e . ……..scappo, scappo via,
piangendo di dolore.
Ritorno a ripercorrere all’indietro lo stesso viale e
corro lontano ancora il più possibile,senza meta
continuando a pormi domande che non avranno mai risposte.
Ormai stanca e rassegnata,
allontano ogni forma di pensiero dal passato
vivendo senza esito il presente,accettando la realtà.
Una mendicante
Oh…!Voi che passate e
che puntualmente ogni giorno
mi ritrovate
vi dico gente
che ridete e passeggiate
non guardatemi così.
Ero ricca e mio marito morì,
ho sacrificato una vita
lavorando per i miei figli,
per la famiglia, e loro poi
mi hanno trascurato ed abbandonato ed ora sono qui. …
Voi almeno gente che vi fermate,
mi osservate, mi elemosinate GRAZIE !.
……………………………………………………………..
Cambierò, mi riscatterò, vivrò, comincerò una vita nuova!
Ma che mi succede,….mi mancano le forze, sono debole,vengo meno,
ma che indifferenza anche voi,che fate vi allontanate mi tradite!
Carità gente,carità, pietà sto morendo.
………………………………………………………………..
Addio gente, Addio mondo.
Ricordo di te
Ricordo che mi dicevi da bambina “Vogliamoci sempre bene,
restiamo sempre insieme,
noi due sorelle ed amiche”.
Quasi uguali, avevamo gli stessi ideali.
Ogni segreto e nuova esperienza
erano una continua confidenza,
ci tenevano unite con pazienza la gran voglia
di crescere in fretta ed affrontare la vita,
pronte a difenderci dal mondo,
orgogliose crescevamo così, l’un per l’altra,
un’unica cosa,
tenere fanciulle di altri tempi.
Poi un giorno ci siamo perse, allontanate,
e per l’amore e per la famiglia
ogni promessa a suo tempo mantenuta
è svanita, volata via,
senza una colpa, una giusta causa,
non ci siamo più ritrovate.
Ti incontrai dopo anni cambiata,
in una via del centro, trasformata.
Io più grande di te ormai stanca
di tanta solitudine e sofferenza
trascorsa negli anni, ti fermai, mi guardasti
a stento in volto, con indifferenza.
Che fine la nostra pensai,
sorelle unite di altri tempi,
che dolore provai.
In fondo forse non siamo mai state
così uguali come credevamo,
piansi, portandomi via una nuova immagine,
un altro ricordo di te,
e camminando sognai un passato,
che non tornerà mai più.
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