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Aforismi
Non occorre essere grandi
Non occorre essere re
Per capire che un po’ d’amore c’è.
Sono le piccole cose
Che rendono grandi, gli uomini.
Lo spazio è privo di persone
Le persone sono prive di spazio.
Un uomo è bello quando chi guarda,
non vede nulla, ma ricorda.
A volte tutti noi pensiamo
Di non essere approvati da nessuno,
nulla è più sbagliato
guardando in alto l’ho capito.
I Ricordi
I ricordi
Palloni colorati che volan su nel cielo
Un mare d’acqua che si dissolve in fretta
Lungo il pendio di una strada stretta.
I ricordi
Affioran lenti e fanno palpitare il cuore
Ho te davanti mio meraviglioso amore
E allora ogni dolore se ne và, scompare.
I ricordi
Fitte lancinanti che percorrono il tuo corpo
Risveglian ciò che è brutto, morto,
ciò che il tempo aveva mitigato, forse troppo.
I ricordi
Sono dolci come il miele
Li senti ti accarezzano la faccia
Accanto a te è vana ogni minaccia
E allora tutto appare come un film,
di quelli visti cento volte e cento volte belli,
di quelli che non puoi dimenticare.
I ricordi
Se li allontani è come se li perdi.
Cosa SarA'
Cosa tramanderò ai posteri
Cosa ho che non è ieri,
forse la mia faccia sarà nota
quando la mia voce non è più sentita,
cosa cullerà la brezza
quando non avrò neppure una carezza
tutto il mondo potrebbe allora non bastare
se nessuno mi potrà amare.
Cosa diranno a chi verrà,
gli parleran di me, di te di ciò che non sarà
o racconteranno di un magico momento
un misto di calore e intenso sentimento,
allora una parola dolce ma, dimenticata
qualcuno invano avrà cercata
perché nel lento calderone della vita
perfino la speranza sarà finita.
Se mi guardo indietro infine piango,
perché da solo io rimango.
I bambini del duemila
I bambini crescono,
li vedo attorno a me,
sorridono.
Li vedo saltellare,
giocano.
Li vedo pigri e spensierati
Infinitamente amati.
Li vedo, nell’aria fresca e tersa
Del mattino,
gioiosi abbandonarsi ad una nuova corsa.
Un bambino,
dolce è il suo sorriso,
luminoso appare il viso
mentre dal vento,
spettinato
insegue un sogno
e, come un re che piange
un re senza più regno,
tende la mano e stringe,
piano.
Il Tempo
Cos’è il tempo,
il canto di un uccello
seppur bello.
Cos’è il tempo,
ciò che rimane
o ciò che non ha fine.
Cos’e il tempo,
ieri è già passato
ed oggi è già finito.
Il tempo è solo un lampo
Un’occhiatina al mondo
Qualcosa che corre come un treno,
Come il vento che porta lontano
Ciò che per un attimo, noi siamo.
La Luna
Una sera qualsiasi
La luna osserva dall’alto,
come un faro ci illumina il cuore
discerne pensieri emozioni e dolori,
eterna compagna di dolci momenti
ricordi passati e mai assopiti.
Dall’alto osserva e sorride
Pensando a ciò ch’essa vede.
Un bimbo che gioca da solo
Il tempo è trascorso ma solo è rimasto,
Il suo viso è segnato dai rumori del mondo
Quel bimbo è cresciuto ma già ci ha lasciato.
Una donna si tinge i capelli
I suoi occhi gli scavano il viso
Vorrebbe un uomo, un bacio un sorriso
Ma ormai può solo trovare conforto
Guardando uno specchio, uno specchio rotto.
La luna dall’alto ora manda un saluto
È l’alba ed il tempo è arrivato
Tra poco la luna scompare
Ma come è triste un vecchio che muore.
La Notte
Non c’è silenzio nella notte,
gridano i bimbi maltrattati
gemono i vecchi dimenticati
il vento porta le parole di giovani sbandati,
i lamenti dei malati
i mille e mille pianti
di chi ha perso una persona cara,
di chi ha lasciato la sua terra.
Nella notte le auto sfrecciano impazzite
Distruggono la pace, distruggono le vite,
un uomo nel vino affoga i suoi pensieri
cercando di dimenticare i suoi finiti amori,
non c’è più silenzio nella notte
solo grida, dolore e … botte.
LA STAZIONE
Una piccola farfalla sbatte le ali e vola
Una bambina ha paura, è sola
Un uomo ascolta distratto una canzone
Un ragazzo cerca disperatamente il proprio cane.
Quante storie avvengono in stazione
Dove i treni partono, corrono si fermano
Alcuni fischiano, sembra che urlano,
il loro suono poi si mescola e si perde
dove anche il cielo da blu diventa verde.
Tante storie si raccontano in stazione
Molte si somigliano, alcune sono strane,
mentre si aspetta nascono amicizie.
A volte in stazione accadono disgrazie,
scorrono lacrime e il cuore batte forte
quando il treno fischia e si aprono le porte.
In stazione, c’è chi saluta e và lontano
E chi non vorrebbe mai staccare la sua mano
Da colui che ama o forse ha amato
E che per sempre se né è andato.
In stazione ci sono tanti viaggiatori,
in stazione spesso nascono gli amori
qualche volta si uccidono i ricordi
perché tutti diventiamo sordi
mentre il treno fischia e porta lontano
tutto ciò che abbiamo fatto, forse invano.
La Storia
La storia, la storia siamo noi
Noi che leggiamo libri e raccontiamo barzellette,
noi che rubiamo il cuore della gente,
gli diciamo non importa, non è niente
tanto non si può cambiare il mondo
certo si dirà, è rotondo.
La storia non si può mangiare
Non la puoi neppure amare,
è una donna che è rimasta sola
si è smarrita, nessuno la consola,
la storia è un treno che è passato
ha fischiato ma non c’è chi l’ha notato,
è un vecchio con un bambino a cui narrare
qualcosa che somigli ad un altare
dove una frase scritta dal dolore
è dedicata all’uomo che non ha onore.
La storia infine è la televisione
Che ti racconta tante storie buone
E noi come tanti cretini
Battiamo persino le mani.
La vita
La vita è un attimo di tempo
Rubato, perduto e a volte donato
Un’occhiata fugace al mondo.
La vita è la preziosa compagna della morte
Cosi legata a lei da non abbandonarla mai,
e anche se lotta, spesso disperatamente
ne esce sempre, sempre perdente.
La vita tanto amata desiderata e odiata
Ci è stata solo prestata,
Dio è il solo proprietario della mia e della tua vita
E cosi sarà, finche vorrà.
Lettere
Le mie lettere a chi le scriverò,
ad una ragazza che mai conoscerò,
capelli biondi che puoi accarezzare
e labbra che si lasciano baciare.
Le mie lettere a chi le scriverò,
a una ragazza con il cuore di bambina
due occhi belli e una faccia sbarazzina,
diciotto anni e tutto il mondo attorno
ma che follia questo tremendo sogno.
Le mie lettere a chi le scriverò,
ad un amore che mai incontrerò,
lettere dolci come il miele
profumate come tremila viole
e hanno in se ciò che ogni donna vuole
perché parlano, parlano d’amore
L’uomo e Dio
Il mio corpo perde colore
Si macchia,
si tinge di rosso,
lo sento scricchiolare
come una nave in mezzo al mare,
un dolore scuote tutta la mia carne
come un vetro che si spacca,
quando cade.
Non c’è più nulla nel mio corpo
Che voglia star con me,
ma ciò che più fa male
è ciò che mi spaventa,
è la mia paura.
Una forza sento dentro me
Perché tu o Dio mi fornisci l’armatura,
mi dai forza oltre misura
ed io mi sento cosi vicino a te
che qualcosa più bello del sorriso
riempie tutto il mio viso,
allora sento di poter riuscire
persino, si persino a ..morire.
Poesie per tutti
Scrivo poesie, ma non sono un poeta
Scrivo canzoni, ma non sono un cantante
Scrivo quando ne ho voglia
Scrivo per far divertire
Non per far dimenticare.
Scrivo per chi vuole ascoltare,
per i politici e per i re,
per gli umili e gli emarginati,
per chi và in guerra e non ritorna
per chi non ha famiglia.
Scrivo per chi non ha denaro,
per chi non ha un lavoro
per chi non ha una casa,
tanto cosa importa
c’è la mia poesia, non basta?
Sogno
Da uno spiraglio di luce primitiva
Mi appare tutt’intorno cosa viva,
una campagna pigra e colorita
ove ancor si rispecchiava vita.
Non mani tese a pretender cielo
E nemmen vi vive chi da solo,
senza natura dare ascolto
creò un impero di cemento.
Buffi animali mi appaiono davanti
Passeggiar sull’aie tutti contenti
Quasi a cercar chi, con tanta cura
Fa sorridere ancora la natura.
Quel che vi dico non son solo parole
Ma forse, un qualcosa d’irreale
Una vita che tra poco mi scompare
Per lasciarmi di nuovo qua, a sognare.
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