SARA CORDONE, DALL'AURORA
AL CREPUSCOLO... E POI? ,Albatros Il Filo, 2009
Il contrasto sembra essere fondante, tanto nello stile quanto nei contenuti. Una semplicità del verso in grado di creare tonalità liriche e un richiamo alla morte che rivela una profonda percezione del senso della vita. Il poeta rivela una simbiosi con gli elementi del mondo per cui ogni cosa esterna diviene espressione dell'anima. Amare è allora mostrare “i fiori appassiti di Dicembre”e la brezza sussurra con “soffi primaverili, poesie immortali”. Una continua alternanza di vuoti del mondo che l'anima riempie e vuoti dell'anima che il mondo consola. Così “sento di essere luce”. Il contrasto ha sapore di speranza perché seppur la morte è invocata, la vita ha dimora “nel semplice mistero del sole senza tramonto”. Voler fare è voler essere. Una volontà di pienezza di vita scaturisce da solitudine, nostalgia, melanconica e poetica visione di cieli, luci notturne e voli d'uccelli. In una continua e suggestiva sinestesia, si “consuma nel mondo” il tempo di un'attesa.