A UN PASSO DA TE

Mi pongo altrove,
distante,
prima che lo faccia tu;
nell'immenso personale universo
che almeno mi dà un senso.

FUGA DA NOI

Ci sono cose
inesistenti in parole,
proiettate negli occhi,
tese su quel filo che ci unisce.
Esistono affetti
che non hanno bisogno di spiegarsi,
muti nel loro essere,
immensi negli specchi delle nostre anime.
Si muovono gesta
che ci uniscono al di là dell'astrazione,
in uno spazio segreto che neanche noi conosciamo.
Si tratta di concreta irrealtà,
che mi stanca,
mi attrae e mi rende schiava.
Non rinnego,
sto solo fuggendo
da ciò che sarebbe potuto essere.

 

FERMA UTOPIA

Dona rimbalzo al mio cuore
questa madida immaginazione.
Arcaica presenza
nella rossa linfa che scorre,
ho scelto di non conoscerti.
E’ un’emozione astratta,
nata e vivente
nel niente che c’invecchia.
Misteriosa, speranzosa
e dubbiosa sensazione,
fai di me la tua dimora,
ma non svelarti al di là dell’illusione.

 

IL SENSO DELL'ASSENSO

Mi concedi un senso
in questo immenso;
un universo denso,
saturo d'intenso.
Penso,
ti do il consenso,
poi ci ripenso,
sarà uno scompenso.

 

L'ECO DELL'ORGOGLIO

Ti osservo stamani,
meccanismi cerebrali innescati;
un epilogo nuovo,
concesso in un tempo provato.
Pongo massi
nell'angolo del nostro incontro,
sbalzato nel limite del mio cunicolo mentale.
Ti nascondo nei vicini ricordi,
nell'immenso che sembrava,
nella fine che sei adesso,
in una folata che ti avvolge e spinge lontano.
Non mi ruberai il battito di un secondo per reprimerlo,
ma non mi chiederai perchè..
Mi fisserai nel dissolvermi
e ti rifugerai nella falce dei sentimenti.

 

LEGAME PLATONICO

Sei l'alba e il tramonto dei miei pensieri,
maledettamente veri,
al di là di un muro,
fra i segreti che temo.
Sei la forza che mi traina,
affaticata in questa routine,
oggi forzata e depressa.
Siamo calamite agitate,
attratte o respinte nella nostra immensa latitudine.
Corrodiamo il nostro tempo
e affidiamoci al caso,
forse saremo ancora le solite
anime disgiunte.

 

LUSTRO INCANTEVOLE

Una mano,
gli anni che ci dividono
e mi trascinano sopra di te.
Due nicchie,
i tuoi occhi
che ingenui e fanciulli mi guardano,
persi nel varco astratto,
posati chissà dove.
Banale creatura senza garbo,
mi prendi e mi ripudi
con l'arte del mestiere,
celandoti le emozioni
che s'inarcano nelle mie pupille.
Ti sfioro con l'agilità del mio rancido pensiero,
e t'imploro
prima che sia ancora troppo tardi.

 

ANIMA COMUNE

Sono ancora qui,
e fissandoti scorgo le colonne d’Ercole della mia mente,
dove pochi giungono consapevoli di essere umani.
Non lasciare che la tua anima si scuota sgomenta
se tutti non ti capiscono.
Non condannarti e proclamarti la legittima causa.
Sono loro,
esseri perfetti
nei vincoli della loro comoda ragione,
privi dell’umana vista
e impossessati dall’insensibile tatto.
Ignora le ignave vite che ti spregiano
e dona una carezza a coloro che come me
ti sfiorano dolcemente.
Scala la tua montagna,
non fermarti mai,
dentro di te pulsa un’anima come tutte le altre.

 

QUALCUNO RESTA, NESSUNO SE NE VA

Sono spazzatura vivente
in una putrida discarica
che pullula di falsa sapienza,
al di là della concreta ignoranza.
Sono il niente illuminato
in un frangente di secondo immaginato,
sbaglio delirante
verso un incerto cammino.
In me traspira anche un'anima offuscata,
nascosta dietro un sorriso commerciale,
un brio giovane invecchiato.
Tento un'imposizione
in un universo già dominato,
ma resto nel nulla che mi possiede.
Sono materia dei sovrani
e continuo ad inarcarmi su una trave troppo stretta.
Io svanisco,
resta l'impero che mi ha sovrastata.
Non sono nessuno
in questi brandelli di carne terrena.

 

UN MOTIVO NEL MIO PASSAGGIO

E’ l’altra dimensione che mi attrae,
mondo surreale in infinitesimali istanti fugaci.
Pensieri come treni di passaggio,
carichi del volere che non c’è.
Emozioni attorcigliate che soffocano una mente troppo ferma,
un pugno nello stomaco che fa felicità.
Un motivo per aprire gli occhi,
telecamere sul mondo che non è più mio.
Sola, imbottita di un senso,
cammino sicura su questa trave
senza fissata scadenza.

SAREBBE STATO SE...

Ci siamo amati negli sguardi famosi,
fra parole silenziose e gesta stonate.
Lontani e vicini,
uniti dalla paura della possibilità,
ci siamo spersi nell'incontro di due mani.
Ti ho rinnegato fra le ragnatele del mio cuore,
cosciente di un'imposizione morale,
al di là dell'organo che batte,
rimbombando nel varco incerto che ci racchiude.
Una parola aggiunta,
depositata nel caso di una frase,
pugnala e devasta il nostro mondo dentro me.
Vincente mi guarda dall'alto di una torre eretta,
mai terminata,
sul cucuzzolo di un'illusione.

 

SILENZIO CHE SUONA

Le parole sono attimi di suono,
motivo di frastuono. 
Decollano sparpagliate,
senza senso,
nel timore di un insuccesso,
schiantate nella mente
per il ritorno all'origine dell'intento.
Il tempo ci insegue e ci centrifuga,
ci catapulta nell'ignoto di un futuro,
e non siamo noi negli attimi che veloci ci appartengono.
Sentimenti indefiniti,
imparagonabili,
contrastanti nell'astratto concesso 
e proibiti nel concreto ormai definito.
Siamo anime legate
in un istante virtuale,
nelle parole fra noi permesse,
perle preziose in segrete conchiglie.
Al di là della voce redatta,
la fiducia resta ancora una nicchia serrata. 

 

STRANO VERO AMORE

In voi scopro tutto quello che non risiede in noi,
vite annoiate e ammanettate in questa libertà dettata.
Rinvengo un contatto sonoro telepatico,
esauriente e scandito,
quello che ho sempre desiderato con
le grandi menti che sovrastano il vostro semplice essere.
E fluttuano gesta di vero amore fra questi arti così diversi,
assolti dall'assoluta ragione,
senza limiti scanditi.
Impera un sentimento sincero,
racchiuso fra le nostre sicure menti,
distante da quello che non è il nostro mondo.
Siamo anime parellele in abiti difformi,
unite dall'unico amore in cui ripongo certa verità.

 

TEMPESTA EMOTIVA

Sei l'aria che non respiro,
l'acqua che non bevo e
il cibo che non mangio.
Indefinito vaghi nel mio cuore,
nell'idea assurda di una speranza.
Palpo questo vuoto che echeggia
nel mio corpo,
in ogni fibra e sentimento,
pretendendo un moto d'animo.
Ti attendo sulla sedia della vita,
dove tutti siamo impassibili
e schiavi di un destino scritto.
Confido in te,
evento sconvolgente.

 

TERRA ASTRATTA

Prevedo una fine non annunciata,
domani,
nel mio oscuro pensiero
che odora di verità collaudata.
Pochi e tanti questi giorni
che ci hanno legato,
sei una tappa
che non posso più omettere
nei miei respiri.
Doni certezze e sorrisi,
animando pietra,
ciò che ieri era lava.
Vivo in un quadro astratto,
in una dimensione nostra,
dove forse neanche ci sei.
Non potrò mai conoscere realmente
ciò che naviga nel tuo cervello;
allora mi trattengo qui,
nell'infinito invisibile.
Attenderò,
ma non sono certa che ti mischierai
fra questa oppressa mente.

 

TESTAMENTO DOPO UNA VITA

Non quantifico il tempo che mi ha toccata,
so solo che giaccio qui,
fra queste mura di legno,
dove non avrei mai voluto riposare.
Dondolano affaticate le campane,
c'è qualcuno che piange,
altri che ridono.
Frasi d'imploro per condurmi
dove ognuno di noi spera di alloggiare,
dopo questo concreto viaggio.
Si chiedono tutti dove andrò,
e colano fra i miei eventi tentando di azzeccare.
Nessuno calcola realmente di ritrovarsi
dove sono io adesso,
ma prima o dopo tale mito
sarà conosciuto da tutti.
Sono frivole volontà,
ma anche queste mie estreme
non sono state rispettate.
La terra o il fuoco
avrebbero dovuto perpetrarmi,
non avrei voluto udire
un inizio di una frase attorno a me,
alcuna affissione avrebbe dovuto appellarmi
e nessuna celebrazione
per scortarmi verso l'ignoto.
Sarebbe stato sufficiente
il mio nome nel libro dei ricordi.
 

UN FOGLIO NELLA VITA

Ladra società comprata,
su cosa t’innalzi oggi?
Bollenti cervelli estirpati,
coniati secondo una legge astratta.
Milioni di soldati
stretti nella guerra al traguardo,
anime matematiche
calcolate schematizzate.
Si blatera ammiccando
alla comune malattia,
ma vi esponete oltraggiosi dandole vita.
Adesso,
sono ancora nessuno
senza un foglio fra le mie mani.

 

UN SEGNO NELL'ANIMA

Ti ritrovo fra i miei pensieri,
quelli di oggi,
quelli di ieri,
quelli che forse saranno.
Ti accantonai nell'angolo dell'inettitudine
e andavi e venivi senza un battito che mi facesse sussultare.
Ti ritrovo in un presente che ci teme,
dove vibri in un cuore che mai ti aveva trattenuto,
nell'imbarazzo di uno sguardo
e nella disinvoltura di uno scritto.
Sei i colori di un mezzo arco
che fascia le mie giornate,
oggi senza un senso,
avvolte nell'inerzia di un cuore appassito. 
E' lecito chiedersi quanto ancora ci sarà concesso,
Il domani è un'incognita,
ma popolassi ancora questo mondo
sarai sicuramente un segno nella mia anima. 

RANCORE CHE PERMANE

E' il rancore che mi invita in questa occasione.
Un odio devastante ti ha spazzato in un istante

e sei avida polvere in questi neri pensieri.
Disgustata nel profondo di un'anima troppo provata,
sei stato solo una cazzata.
Se potessi riavvolgerei questo nastro della mia vita

e ti farei scomparire anche dall'ombra dello schifo che hai scaturito.
La precarietà che c'inghiottisce
ti risucchi senza remore come risposta a ciò hai commesso,
e ti sbatta nella disperazione della nullità.
Parole svanite nel vento e appioppate a chi mi arriva forse ai piedi,
adesso sono bombe esplose in cuore che c'ha creduto.
Puoi tenerti tutto ciò che mi hai prima dato e poi tolto.
Il valore oggi rivelato scontato,
comune bene che appellavi unico,
cucilo dietro come la coda di un gatto
che ti starà sempre appresso,
ma dietro.
Il sorriso unicamente universale
oggi è un ruggito che ti fa tremare,
e allora sfoderi una spada che taglia l'aria,
perdi tempo e ti aggiunge tormento.
Carta e ricordi che bruceranno,
cenere che volerà e disperderà ricordi concreti,
nel vento che in un momento ti cancellerà e ti porterà lontano.
La nota negativa di un macabro pensiero
che non avrebbe dovuto esistere,
permane negativo nelle viscere di questo cervello.
Sei schifo e delusione che rimane,
adesso sentiti un infame,
e realizza perchè questo mondo ti vuole così male.
Un male che non è mai abbastanza
per un traditore privo di cuore,
che forse non sarà neanche ricordato,
perchè tutti ti avranno finalmente dimenticato.

 

MADRE ETERNA

Sei un ricordo che si sgrana
in questi sensi che hai lambito.
Inspiegabile completezza che illuminavi la mia esistenza,
adesso volteggi lontana,
in una dimensione che non ci appartiene.
Un volere inaudito ti ha reso prigioniera,
martoriata e condotta nell’infinito mistero che terrorizzati temiamo.
Dove espandi le tue doti adesso?
Nessuna immagine nasce in questo lobo cerebrale,
e possiedo solo l’ultimo istante che ti ha immobilizzata.
Madre di cinque vite,
eccezionale maestra del sapere,
non sei stata ricompensata in questo mondo di materia.
Avverto il tuo silenzio e palpo la tua assenza
in ogni elemento che percepisco,
e oggi più di ieri e meno di domani
si dilaga l’amarezza che tu non vorresti.
C’è una punta di giustizia che trema in bilico dopo questa tragedia?
Non so darmi risposte alle innumerevoli domande che si agitano nella mia mente,
e bollo in questo corpo che non sento più mio.
Ti incontro nei sogni,
unico nostro pianeta vivente,
e respiro nella speranza di scorgerti ancora in questi fugaci attimi notturni.
Non privarmi dell’illusione sfuocata che mi resta,
ma impegnati per occupare le ore che mi rigenerano.