Aironi
Gli aironi insieme ai gabbiani sono scomparsi
vorrebbero raggiungere un sogno
il mare non può accoglierli
io vorrei trovarmi
nel luogo dove sono andati a rifugiarsi
o forse
preferisco il luccichio fantasioso
del mare di primavera.
Alt
Pratolina tra le foglie disfatte
gialla
piccola vita proclami:
“Alt, non toccate le piante vecchie
inutili per voi
le proteggo io,
ci raccoglierete un giorno
quando i boccioli intorno a me sono maturi
e i semi d’amore che lasceremo insieme
esploderanno in un lungo discorso”.
Apetta
Tutta la volutta’ di evanescenti ali trasparenti
si innalza su un corpo che vorrebbe rinascere
ma non conosce il se … il quando
Cosi’ l’immensita’ si trova impressa
nella forza delle esili zampe
che afferrano con cupidigia
il colore della vita.
Caparra
Sono arrivata dopo un breve intenso viaggio
fradinnanzi alberi dai vari fusti e
Chiese consacrate dalla vetustà
Dimenticai il passato che continuava a fluire
nel giorno che avrei ripreso
Capii che si trattava di una caparra
di una goccia di luce
discesa non si sa da quale stella
per dare forza alla speranza
che talora si affievolisce.
Ciuri
alluciati du suli ca nasci
ddi ciuri nun s’addununu di la billizza du novu jornu
cridunu ca tuttu ci ‘avi n’culuri e vulissiru attruvarisi unni
l’aria di la terra duna forma
a la maistà di la so’ natura.
Fiori
Abbagliati dal sole che nasce/
Quei fiori/
non si accorgono della bellezza del nuovo giorno/
Credono che tutto abbia un colore/
E vorrebbero trovarsi/
Dove l’aria della terra dona forma/
Alla maestà della sua natura/
Il mio carnevale
Dentro il mio pugno ci sono molti coriandoli
non ho l’allegria per lanciarli in alto
poi vederli cadere sottili e delicati
sulla semplicità di ciò che anima la terra:
i capelli biondi o d’argento
le spalle acerbe o vissute di molti anni
le braccia in atto di accogliere la grazia,
il mare a disciogliere nel suo moto ciò
che può comprendere ed assimilare .
La barca
Svanisce il ricordo
mi sfiora il tuo pensiero
in quei giorni tutto era completo
adesso sfinito, solitario
il tempo si trascina:
una barca arriva al molo
sommessa gocciola sudore …
racconta la sua avventura.
L’alivu
Sti frutticeddi d’alivuzzu
volunu diri ca lu ciuri siccau
e ca la natura fa la so’ strata
picchì lu Criaturi voli daccussì
Facemmu comu la natura
ca è matri ranni
e binidici li so’ figghi
quannu ricarcanu
zoccu a idda piaci.
L’ulivo
Questi fruttini di ulivo/
vogliono dire che il frutto seccò/
e che la natura percorre la sua strada/
perché il Creatore vuole così./
Facciamo come la natura/
che è madre grande/
e benedice i suoi figli/quando ricopiano/
ciò che a lei piace
Luci nella città
Vorrei essere la luce più alta e splendente
per guardare le montagne fiorite nella notte
le cupole buie sulle Chiese accese a festa
l’aereo che libra le ali sotto l’occhio felice delle stelle
e va
sicuro di raggiungere la meta.
Monreale
Il cestino cento lire
e tu avevi ottant’anni
Lo acquistai come un ricordo
senza conoscerti
Quando lo guardo mi ripeto
“cento lire ottant’anni”
A Monreale eri conosciuto come impagliatore
e per non perdere l’abitudine
lavoravi ancora dei piccoli cesti
appesi a grappoli nelle bancarelle
Metto sempre un piccolo oggetto
un fermaglio, un gioiello
non voglio lasciarlo solo
o vederlo inutile
Immagino la tua vita semplice
piena di molte ricchezze
tutte quelle che non entrano ma sono contenute
in quel cestinetto.
Annunciazione
E’ l’alba di un giorno nuovo
l’Arcangelo Gabriele sussurra a Maria
una Parola d’Amore
Lei madre
Lui Figlio
e noi … si vedrà
La meraviglia, lo stupore
forse lo sgomento
chissà
ma Lei prega
non sa spiegarsi il fatto e prega
un attimo di angoscia e prega
la gioia … prega
D’un tratto il silenzio del cuore
nel deserto dell’anima nasce limpido il suo ‘si’
poi il trionfo
adesso Dio è con lei
Egli E’ in lei
il dubbio non è più
l’Eterno vive in un grembo
che accende e trasfigura la vita
nuova, antica, per sempre.
LUNA
Gli occhi della luna
mi guardano tristi e lontani
accendo una sigaretta e
mentre il fumo sale
tra mille argentei serpeggiamenti
vedo un grande abbraccio
che tutto avvolge e trasfigura
Adesso la luna
non è più triste
anzi mi guarda sorridendo
attraverso quel velo sinuoso
quel calore di bianco respiro
che dona la pace di un palpito umano.
ACQUARELLO
Ombre di terra
luci di carta
mattoni di pietra
languidi stagni riflesso di cieli trasparenti
Tu fatto di niente stai lì a guardare il nulla
e sereno ti plachi.
UN MERLETTO ADORNA IL CIELO
poiché la luna con i suoi raggi
dietro le nubi ne segna il profilo
e le illumina con diversa intensità
come il loro spessore richiede
Tu mi dici:”ho comprato un burano”
ma cos’è questo nome difficile
dove si vendono cose complicate
quando la natura
con semplicità ed immediatezza fa tutto
e noi solo distrattamente guardiamo
Oh artista che dici di creare
osserva intorno a te
troverai tutto quello che
talora per noia
talaltra con gioia
unisci a tuo piacimento
con grazia sì ma non sempre
e non per sempre
come il Creato si dona in continuazione
rigenerandosi ad un’unica fonte.
TI CHIAMERÒ ‘NIKE’
Placida l’onda
rinfresca
la memoria di un tempo
vissuto senza gioia
ma con la speranza
sempre con questa che
dona forza e vigore
al fisico provato
e ad una volontà
che non si rassegna mai
di dire ‘basta’
ma continua anche quando
i flutti impetuosi
ed impietosi
la scagliano a riva
con violenza
e attende … attende
perché così vuole la fiducia
di un tempo nuovo o rinnovato
dalla immensa fatica
di vivere per sempre.
ACQUA
che zampilli gioiosa e serena
dalla fonte del mio giardino
da dove vieni e dove ritorni
così fresca e luminosa
Ti osservo e intorno tutto sorride
al tuo pacato e cristallino suono
mentre seduta su un morbido prato
i colori bagnati dalla tua essenza
prendono forma e vigore
dentro il verde della mia speranza.
LA NEVE
scende lieve
sulle case e le cose
Rende tutto uniforme
lascia solo i profili
e la luce
dentro quella finestra o
nel cuore dell’uomo.
VORREMMO ACCALAPPIARE
il tuo Essere immenso
per rinchiuderlo fra quattro mura
così ci contentiamo
di vivere la nostra intimità
nel chiuso di una stanza splendidamente adornata
Quando prego io
preferisco farlo
guardando il cielo sgombro di nubi : il mio tempio
*
Un Dio unico
ha creato l’universo e me
molti templi per conoscerlo
un solo cuore per ringraziarlo.
FANTASIA
Tela bianca intatta
un pennello in mano
un foglio di carta sudata
sulle ginocchia
e una matita
aspettano il loro turno
Così senza fiatare
quasi senza pensare
ma nell’animo caos
tradotto in una lunga fila
di parole e segni.
INDIFFERENZA
Scrivo e non vedo quanto dolore c’è in una tuta a maglia color nocciola
punteggiata da tanti nastri colorati
e qualche campanellino che suona ad ogni breve movimento
E’ una maschera informe per leggere ciò che sta in fondo ad un pane
imbottito di niente, ad una serata con amici vissuta da soli in casa,
ad uno sguardo scappato fuori dai vetri di una finestra chiusa
Poi sentirsi impotenti di agire,di muoversi,di vincere ciò che internamente
solo l’indifferenza può ridurre in coraggio o trasformare in gioia
di voler essere felici ad ogni costo
lì dove sono sovrani angoscia e tormento.