COSCIENZA CI CONFINA 18.01.2010
TOCCA LA MIA INDIPENDENZA
(ALL'AMICO DIEGO DALLA PALMA)
PURA BELLEZZA CHE NUOVAMENTE INCONTRA TELA.
ERI SI CERTO UN MATEMATICO
UN PROVETTO VIVEUR
ANNUSIAMO.
VOLONTA.
GIOIA DI CONQUISTA.
SUDORE SULL’OLIO.
CAPELLI SULLA TELA .
AMORE TACIUTO PER ANNI
NATURALE ED INEVITABILE
ARDENTE DESIDERIO.
VITA CHE POSSA L’IDEA.
COSCIENTE DOPO LA FINE.
BAMBINI ESSENZIALMENTE LA STESSA PERSONA.
COSI’ COME UN MELO .
FAVOLA CHE SI SFLOSCIA.
OMBRA CHE DISCENDE.
CIELO DENTRO NOI.
ELEVI,
ELEVIAMO.
CHIAVE DEL PRINCIPIO
ASPETTO.
NATURA.
ENTITA’
AZIONE.
RELAZIONE.
EFFETTO LATENTE.
COERENZA ALLA FINE.
TIENI
NON INVERDIRE
Mescolato.
Fretta di un’ avvoltoio.
Passo falso.
Liberato sulle punte.
Sole nocivo.
Salta di colore in colore.
Fune degli anni.
M’ immergo.
Nuotando veloce sotto maliziose attese
Impronunciabile sibilo.
Garbo di forza.
Cuore fra le labbra.
Avvertirai un colpo di tosse, lo lascerai cadere.
Porta la notte un’ istante in volo.
Fedeli almeno a noi stessi.
Tu per una cosa, ed io per un’altra
Non inverdire.
Pioggia.
Avanti, il prossimo capitolo
Buddismo che accresce la saggezza.
L’entità non è esistenza né non esistenza
Mondo fenomenico.
ONDA TERRBILE
Onda che al largo trasporti gli odori
Rinnovi il sentiero verso l’abisso
Non ti senti sola onda salatissima
Onda periferica
Sottile.
Marginale.
Onda capovolgimi al largo.
Continuamente.
Onda che mi consumi su questi steli di sabbia
Dilemma.
L’utile e l’inutile.
Tormentami fra i pini,
Fra l’erba marina.
Giardino di psiche e muschio.
Giardino di marmo.
Per mia colpa,
Mia grandissima colpa.
20ENNI
Non eri vita,
E già offesi il presente.
Insolenza silenziosa.
Ventenni.
Rinati.
Onda sestile bisestile.
Non sei canto puro.
Sei un arazzo da esporre nei musei
Microbo naturale.
Fondo di melma che si chiama show.
Siedi muto col nodo sul cotone piegato
Siedi meticoloso ,
vorresti assorbire il mio sole puledro.
Natale2008 a (TADAO ANDO)
Meraviglia di un dolore preannunciato.
Mare.
Voli verso il potere della preghiera.
Colori sulle punte delle dita.
Gabbiani in carrozze verso l’Africa.
Natale fradicio.
spirale dei sogni.
Nome di madre che attende la conquista dei deserti.
Sole fra pini verdi.
Natale primitivo,sul balcone.
Ma non sognano i cementi che ricoprono la terra?.
Invecchia un lago?.
Più volte ,come luce su una risaia.
Assaggiamo quelle foglioline verdi
come tripudio di led.
Neon fluorescenti.
Possibile la realtà.
Dio come cifra.
Frutta tecnologica.
Fiore viola.
Fibra di vetro.
Crescono sottoterra i pomodori
Perle pregiate
Destini invertiti.
A LE CORBUSIER
Cielo curvo.
Come nuvole a forma di corpo.
Ritorce il glucosio su se stesso
Mi insegui sulle foglie.
Mi vieti di salire sulla formica.
Mi incuti timore.
Tremo mentre bacio il velo forte del tuo volto.
Perplesso.
Perpetuo.
O soltanto forte come la genziana.
Olio di cotone.
Versailles.
M ‘irradi di sorte tempestosa.
Figlio del tono
Mani di carta che si intitolano giorni.
Mi esponi al gelo.
Corri forte.
Pentiti per non avermi deluso.
Per non avermi colto fiore .
L’aratro fatto di carne.
Determina confini nuovi ,per la mietitura che verrà.
Sapore nel sapore.
Sole che si propaga a miracolo.
Solco scavato ad occhi nudi.
Lieve tepore.
Cuore intossicato dalla tua bellezza.
Uomo di pelo.
Uomo satinato a vetro.
I LEVRIERI DI MARZO
Correte alle mie braccia levrieri d’oceani
Mogano sul mogano
Il corpo evolve alla sostanza.
Simbolo marzo.
Levrieri di marzo che gemete.
Sole.
Pioggia.
Pelo raso corto.
correre impetuoso.
Agili come pensieri figurati.
Notte dove il karma si muove .
Ore nuove di verde.
Sublime bellezza di un corpo di cane.
Levrieri di marzo.
Odore acre ed eccitante.
Smania di potere.
EMOGLOBINA
A SILVIO BERLUSCONI
Divinità simbolica dell’indistruttibile.
Avvicina tutto ciò che vede.
Un grido di desiderio
Azzurro acciaio.
Altezza del volto.
Posa ieratica.
Teso in un gesto.
Ho visto.
I cedri e l’oro.
Rifiorisce coagulando.
REGALAMI LA VELOCITA’ DELLA FINE
(A tutte le DONNE vittime dello stupro)
2009
Non sono che plastica
Con un grido dentro
Sono aria bagnata
Seme svergognato
E quale domanda
Non ho più ’ un cuore di quercia
E di notte sento il terrore
Regalami la velocità del tuo corpo dentro al mio
Che se ne vada
Che se ne ritorni al primo plagio
Non ho un mondo nuovo su cui riepilogarmi
Ero una stradina sulle nuvole
Fuggi via con il mio corpo
E’ solo tuo
È un verde bosco che più non mi appartiene
Tu che soffochi
Tu che inganni
Tu che infrangi
Tu che sconvolgi il pudore della clessidra
Tu che arrampichi tentando un colpo di stato
Tu che avveleni i miei movimenti
Attitudine contro la catastrofe
Hai simulato la morte
Ed ora muoio pesante
Corolla senza acqua
Disidratazione del cuore
Non temo più un parto
Non temo più la felicità
Non sono che milioni di donne
Non sono che un silenzio mai capito
Non sono che nulla
Non sono che una donna sola
Non sono che una donna
Non sono.
Ho varcato i secoli per avere un diritto
E tu figlio di puttana mi hai fatta tua.
Maledettamente tua.
Tua perchè non ho più radici sotto la pianta dei piedi,
Non ho più nulla.
Stanotte dormirò, maledirò uno stato di vergogna
Un ribrezzo che parte dal cielo.
PUPILLE ACUTE
A MARCHERITA HACK
Sintetica quanto reale
Come immagini gli spazi
Sei on line ?
Profumo acuto delle primule.
Delicato.
Delizioso.
Memorie tante memorie
Oasi al centro di una metropoli.
Partiresti per Madrid?
Su una panca con un libro.
E mi sento casa.
Sei l’estate, su un angolo d’erba.
E VOLANO LE LUMACHE 13.03.09
A MIA MADRE
Seduta sull’acqua,
Masticando la rugiada.
Sorretta dal canto.
Essere leggiero.
Essere inverosimile.
Non t’appartengono più le onde maremmane.
Il tuo coraggio fedele servo.
Cicatrice .
Piccola finestra sulla fessura.
Volano le lumachine
Volano.
E’ quasi sera.
Odore di baci crudi.
Trita bene ad occhi socchiusi la melanina.
Pantaloncini corti.
E la sabbia fra le dita odora.
Sabbia come manti.
E rivedo l aurora.
PARIS HILTON
Delirio MANGA
Mi piaci come un manga
Sei il mio Tokio
Il mio Osaka
Mina antiuomo
Proponi il gioco
Ereditiera
Paris e il caschetto
Paris e il fiuto
Un veliero di incapibile euforica sottomissione al cielo
Sei nata milioni di
Volte
E concludi a soli ventanni
La razza
Mi odi?
Io non conosco
Che Paris Hilton
Come fiore delizia
Come uova di pesce volante
Come trasparenza di medusa
Come collo
Di giraffa
Come un sole a villa Perosa
Come Susanna o Gianni
Come Lapo
O Piersilvio
Come cometa sui cieli ricchi tutti uguali
Ma tu imponi il sogno
La forca del plagio
Il miele che sa di corvo bagnato
Delta sublime
A cosa serve una porche?
Tu hai già ’il migliore posto del mondo un cognome
O.EBRI
A RITA LEVI MONTALCINI
Cervello arcaico
Cervello cognitivo
Rita hai vissuto
Elogio all’imperfezione
L’intuito
Quando muore il corpo sopravvive quello che hai fatto.
Piccola forma di vanità.
NGF.
Tu non sei stata corpo.
La mente.
DATELE DEL TU ALTRIMENTI..
DUE DITA DI GRASSO
A PASOLINI
Non c’era corrente li,
sull’acqua.
Qua e La.
Verità di rappresentazione.
Morto di stanchezza.
Grida di ragazzini impolverati.
Miseri e la sera.
Disoccupazione.
Furto.
Prostituzione.
Era il 1955.
Ora 2009.
Nulla cambia.
Luce .
Patetica.
Pasolini e la pietà di una mente problematica.
Scarsa omogenea verità.
Percorso Pasolini che il tempo ha realizzato.
Consolidato.
Adolescenti senza ansia.
CERCARSI E NON TROVARSI
(A SERGIO BUIO)
Mi sia difficile il tempo più prossimo
Per avere impetuosamente invaso l’inconsistenza degli umori altrui
Dimmi cespo di bacche dimmi incantevole rubino
A quale gioco stiamo giocando
Verso quale tana stai portando i tuoi timori
Il fallire
il tuo invidiare la ricchezza
Pugnalami più volte , il mio sangue sa ricomporsi.
Siediti e attendimi su un ricco piatto ornato di maldicenza
Non mi cerco perché della vita sono il racconto
Perché dell’oro io sono il platino
Non regalatemi niente
Io scelgo.
Io conduco
La mia vita è una treccia di perle
Ognuna è un giorno speso sapendo ciò ’che volevo
E tu ti allontani proprio ora
Deludendomi
E non capendo che ho vissuto come vive un vero leone
Portando in alto la bandiera
Perché se tutti i leoni portassero
La bandiera in alto come la porto io
Non ci sarebbe più il cambio di stagione.
Sarebbe sempre sole.
Gente che si cerca e non si trova.
I MILLE VOLTI DEL CAOS
Biodegradabile.
Tornerai a sentirmi drammatica vittoria.
Tornerai più vuoto e più menefreghista
Dove scuoti le palpebre.
Nascondi quelle mani colme di violenza.
Atterra sulla natura.
Bellezza che straripa e sforma gli argini.
Sei solo il capace uomo che invano rilega gli inganni.
Nutri la vita senza capire che la vita ha nutrito te
Senza capire che il dolore buono quello meditato con cura porta a giorni forti e indimenticabili.
2009 IRAN
Corridoio verde
Olio di copaiba.
Tuono di paglia sui miserabili incendi di ghiacci.
L’innocenza si desta .
Gabbiani in volo sulla gomma.
Barriera di corallo.
Sapore di malto .
Il bello del tuo corpo porcellanato, e senza sudore
Sapevi correre sulle leggende.
Sfumato.
Mi ricordi la Grecia o forse il Medio Oriente.
Arabo senza carne da macello.
Ti cresce il pelo nello stomaco ,ora sei forte.
Ora, addita un falso tramonto .
RISPETTO PER IL PROTOCOLLO DI KYOTO
Riusciremo a ridurre il consumo di elettricità?.
E COMMUOVIMI
Commuovimi e ripetimi
Ancora la linfa,
Risplendi sul mio addome innocente
È il sole perplesso
È la luce che mansueta si piega sul mio largo kilometro di silenzio
Tratto il nero delle colline bolognesi
Malto nel malto
Duole il sistematico acerbo flauto di pan
Riemerge Bach.
CONTO ALLA ROVESCIA
Se inverdissero i minuti
Se si togliesse dal karma il rifugio dei demoni
Se il mondo arrivasse all’indietro e si colorasse di nuvole.
Dimagriresti?
Porteresti il pelo a livello della gola?
Capelli,sciolti come briglie che evaporano.
Continuami il poi.
Muovi bene la silenziosa pronuncia verso l’amore.
Manti di karma.
eleva
Siedo e riepilogo il karma.
Nato due volte .
Principio.
Mani che piangono,
labbra che sospingono.
sorriso.
l’incarnato sull’acido glicolico
La mela.
Nam.
Èmulsion Poudrèe
ALLE SORELLE CARITA
CREATRICI DI BELLEZZA
Più volte ho avvertito nel verde dell’emulsione i sentieri che conducono
All’età puberale
Ai fertili eritemi da soli fosforescienti
Carita come tempo in una pupilla cremosa
Sera e mattina
Mattina e sera
Che si possano contenere insieme sullo stesso decoltè
Sorelle creatrici di soluzione
Nel tempo per il tempo
Sotto i capelli c’è un corpo
Si chiama viso
E nel corpo ci sono laghi di crema e s’intitolano occhi
L’impulso verso l’efficacia
Ed il cognome divenne luogo
Ed il luogo divenne mitologia
E la mitologia produsse poi l’estetica
Estetica sintetica
Colma di nei
Chignon
1929
1943
1947
1951
1952
1957
1958.
BERLINO MI STRINSE 2003
Fumo a sigaretta spenta.
Lamentiamo sempre
Un dono il sesso
Un vispo metodico insistente melodrammatico voglioso
Cuore
Il mio amico sussurrava il tempo
Un gluteo a mandorla amara
Un boa e la neve danza
Un sibilo
E vedo la notte urlare di paura
Soffermati ai colori
Alle capriole
Ai migliori inseguimenti
Cercando
Sedie
Caddero vasi di basilico
Massa d’aria
E tu e le vetrate di cemento
Berlino est
2003
Contorse
Diminuiva la forza
Era l’alba ed il mio sguardo cadeva sui grattacieli di malta fine
Ferendosi alla faccia
Il lungo corpo
Berlino
Il grido dei ventanni
Burgerking
Assoluto aroma di mischia
Stramazzavo al sole
Anatra in salsa di ciliegie
A tentoni in metropolitana
Bagliori fatui
A forzare serrature
Vi rimase un mio fianco
Ad aspettare Adolf.
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