Il mio angelo azzurro pallido

Il mio angelo azzurro pallido

La mia bambina è un angelo….
Non ha ali per volare,
 ne le sue gambe possono camminare,
ne correre, ne saltare….
Due occhini grandi in un viso delicato
 fanno solo immaginare l’enormità della sua vita.
 Lei, piuma leggera,
che ha sconvolto la nostra esistenza, spiazzandoci,
annullandoci,
 facendoci risorgere nella purezza di un amore grande.
L’abbiamo raccolta in un momento di disperazione talmente grande,
Il mio cuore si è frantumato e sono stati fiumi le mie lacrime,
 sono piombata nell’oblio,
quasi annegata nel mio dolore.
La guardavo…..
La mia bambina è nata angelo,
la sua vita è leggera come quella di una piuma,
un soffio ce la può portare via;
è delicata come un petalo di rosa
che ti incanta con la sua bellezza
E’ un angeio senza ali,
angelo in terra
che non conosce  il celo,
ne il paradiso
La mia bambina è un angelo….
Non ha ali per volare,
ne le sue gambe possono camminare,
ne correre, ne saltare….
ma l’amore non cambia,
l’amore vero cresce, ti circonda,
ti rende forte;
l’amore vero
va oltre questa terra,
va oltre le catene del corpo,
va oltre le barriere della nostra mente.

 

Io esisto

Sono qui, silenziosa

Muto respiro nell’andare del tempo,
fluisco lentamente nelle cose che mi circondano,
solitaria presenza invisibile
penetro
nell’aurora  chiara di un mattino boreale.
Dondolo tra le persone
Giocando con i loro labirinti interni,
con le tortuose strade dei loro cuori,
non sanno chi sono, ne che esisto,
mi prendo gioco di loro e
neanche se ne accorgono.
Sono un alito di vento tra teneri arbusti…..
Io esisto
In ogni millesimo di secondo
Esisto…..
Silenzioso sospiro, rincorrendo i minuti,
costruisco le ore nei miei pigri giochi,
fino a quando
piccolo uomo meraviglioso
aprirai gli occhi accorgendoti….
Che esisto!!!!

 

Giace l’amore

Nel sepolcro della mia anima
Giaceva il tormentato amore,
incatenato nell’oscurità che non vedeva
il sole,
prigioniero delle catene
di cui gettai la chiave.
L’amore era lì vivo e lottava,
il cuore piangeva ed aspettava,
arrivo il sole a scaldare le grotte,
il ghiaccio si sciolse e l’amore brillava,
ma le catene erano salde e
l’AMORE  scampo non trovava.

Arrivasti tu
Anima infuocata,
cercasti la chiave disperatamente,
giacesti sui prati, sui fiori,
cercasti per giorni e per notti,
fino a quando la chiave tua fù.

Apristi le catene e l’amore brillò,
le grotte crollarono e
si aprirono al cielo,
hai rubato la mia vita e
l’hai portata via con te,
mentre continuo a sostare
tra braccia sicure.

 

Se piango

Se piango in questo momento
Le lacrime sgorgheranno
Come un fiume in piena,
le ho raccolte
nel tentativo vano
di placare il loro percorso,
di bloccare la loro strada,
sono il segno della mia infelicità,
della mia tristezza.
Nel tentativo
Di non cedere alla sofferenza
Che provocano gli eventi della vita
Sono qui a sorridere
Tristemente nel vuoto.
Non trovo le parole per esprimere tutto ciò,
sono sola
nel mio angioletto
di mondo
perduto e profanato.
In quel mondo dove inganno e falsità
Annientano i sentimenti e
Li distruggono.

 

Spalancai gli occhi alla vita

Soffusi erano i colori del nuovo mattino
Quando spalancai gli occhi incuriositi
Nuovamente alla vita,
come facevo da giorni,
mesi,
anni.
Inalavo il primo respiro
Mentre mille bollicine
Davano vita al mio corpo.
Le membra pian piano si svegliarono e
Il marmo divenne cera
Malmeabile ai pensieri freschi e
Brillanti.Sentivo la vita penetrare in ogni singola cellula,
il mio corpo mettersi in moto,
allungai una mano a spostare una ciocca ribelle
e
piena di meraviglia
mi tuffai
in un altro pezzettino della mia esistenza,.
Che andava a formare un mosaico di esperienze.
Spalancai di nuovo gli occhi al giorno…
Ad un nuovo giorno pieno di vita…
Con consapevole gioia sapevo di essere viva.

 

Ero lì

Ero lì, ferma, solitaria,
nella freddura gelida del mattino,
osservando nel sole lontano
la fine del mio destino.

Ero lì, ferma a guardare,
oltre valli e montagne,.
Fra gli aghi solitari di un pino,
la fine del mio destino.

Ero lì,  ferma a guardare,
nella limpida gioia
degli occhi di un bambino,
la fine del mio destino.

Ero lì, ferma a guardare,
nel palpitare freddo del mio petto,
tra i sogni infranti del mattino,
la fine del mio destino.

 

Dolore

Il dolore esplode in me
In mille fuochi d’artificio,
Diventa corrente calda che
Mi invade il corpo e
Lo distrugge.
Lo scopo primario:

SOPRAVVIVERE

Si corruga,
si snoda,
diventa nulla,
mentre scintille e lame mi penetrano,
trafiggendo la mia anima,
la mia mente.
Sostare nella culla del sonno
Placa lo strazio,
ricorrere a piccoli accorgimenti,
buttarsi in mille cose per non sentire,
fino a quando un piccolo spazio vuoto
mi fa precipitare nuovamente nel dolore.
La forza della vita si affievolisce
Nel corpo stanco di lottare,
vuole perdersi,
abbandonarsi e sostare.
Ogni piccolo pensiero rende vivo
Il dolore,
ogni alito,
ogni sorsata di ossigeno,
crea onde insopportabili.
Voglio abbandonarmi,
lasciarmi andare.
Chiudo le palpebre…
Cala il sipario della mia vita…
Socchiudo le labbra amate e…
Aspetto l’istante in cui la mia vita avrà fine.
Il tempo è immobile,
le onde si placano,
i rumori zittiscono,
lo sento arrivare,
eccolo…..
il momento decisivo,
lo aspetto trattenendo il respiro.
Apro gli occhi:
sono ancora viva,
come è vivo il dolore che palpita in me!

 

Vasi di lacrime

Raccolgo le mie lacrime
In piccoli vasi di cristallo,
brillanti di colori violenti
nell’azzurro di questo celo stellato.
Cristalli che bruciano dell’ardore delle stelle,
che bruciano del loro fuoco
nei miei lucidi occhi.
Occhi di desiderio e di rabbia
 Per i miei sentimenti
Soffocati in un mare di sabbia,
di passione e di dolore
per le ferite inferte al mio cuore.
Scintillano crudelmente i vasi di lacrime
Al ricordo dei miei occhi arrossati,
sono ormai pieni e scivolano a terra,
frantumati sul ghiaccio del mio cuore,
nella luce della mia vita che ora m uore.
Non potranno più i miei occhi
Soffermarsi sulle tue candide dolcezze,
ne spiarti di triste malinconia,
non potranno bruciare per amore,
ne soffrire,
ne godere.
Non ci saranno mai più vasi di cristallo
Per le lacrime che mai più verserò.

 

Le membra tiepide, come un bozzolo, dentro la coperta

Ero li, in quel letto con te, distesa supina,
gli occhi oltre il soffitto, persi nel celo stellato,
le membra tiepide come un bozzolo dentro la coperta,
tu eri lì che dormivi, mentre io piangevo.
Avrei voluto allungare la mano e sfiorarti
Invece mi davi la schiena,
magari eri sveglio e soffrivi,
come soffro io.
La pietà è diventata pietra e
Il letto fù come spine sotto i nostri corpi,
la carne fù lacerata e sanguina ancora
copiosamente,
il silenzio fece da coperta sui nostri corpi
straziati.

Ero lì, in quel letto con te, distesa supina,
gli occhi chiusi a ripensare ai ricordi,
le membra tiepide, come un bozzolo, dentro la coperta,
tu dormivi, mentre io mi sollevavo.
Ho allungato la mano e ti ho sfiorato
Mi davi la schiena e piangevi,
ad un tratto  ho distrutto le barriere.

Ero lì in quel letto con te,
abbiamo pianto insieme,
il giorno ci ha colto vicini,
abbracciati,
uniti più di prima.

I nostri corpi erano come un bozzolo
Dentro la coperta e
Noi quel giorno
Diventammo farfalle….

 

Il dolore

Il dolore scoppia nel mio petto,
lo vorrei squarciare con le mani,
non importa se il sangue macchierà
il mio vestito nuovo e
le mani diventeranno marroni.
Toglierò brandelli di pelle,
strapperò il dolore da me
come si strappa il male
dalla tenera carne.
Basta che smetta di pulsare,
come pulsa il mio povero cuore
nel torace arido e duro,
basta che cessi di esistere
come la mia povera anima
che patisce silenziosa.
Il dolore è li,
è lui l’invasore e
l’eroe che è dentro di me
si è trasformato in un vile soldato.
Aiuto, aiuto!!!!
Il dolore è troppo grande….
Perché non viene la fine a strapparmi alle
Nudità di questa terra?
Forse…. Si, stà arrivando….
Ho aperto il mio petto,
non me ne ero accorta,
il dolore ora è caldo,
le mie bianche mani….. ora sono rosse!
Ho rovinato il mio vestito nuovo…
Lo avevo appena comprato!

 

Ultimo addio

I tuoi occhi dicevano tutto,
la sofferenza che dentro avevi,
sulle tue labbra neanche un sorriso,
era nell’ombra il tuo dolce viso.

Vidi delle lacrime che mai nacquero,
eran racchiuse nelle pupille ed
i tuoi occhi erano laghi,
nella lor notte mille scintille.

Adombran le ciglia nascondendo il dolore
Mentre il tuo cuore sanguina ancora e
L’amarezza sulle tue labbra
Di un bianco mortale il viso colora.

Ora il tuo mento trema pian piano e
Di nascosto sale la mano,
a cancellare con gesto furtivo
quel segno vivente di un ultimo addio.

Transito

Il mio corpo si sgretolò e cadde,.
Divenne polvere e la polvere non fu più,
fu portato via dal vento,
lontano da me,
i miei pensieri erano ancora li vivi,
i miei ricordi erano ancora li veri….
Eppure il mio corpo non era già più.
Non sentivo nulla,
il vento mi attraversò,
ne fame, ne sete, nulla provai,
vidi i resti di me stessa da un punto lontano,
li vidi perdersi per non trovarli più.
Il mio cuore palpitava ancora,
mai smisi di provare sensazioni,
mi guardai incuriosita intorno,
tutto mi pareva diverso,
cambiato.
Ad un tratto tutto vacillò,
tutto si perse,
non riuscii a trattenerlo,
a quel punto,
tutto realmente
non fu più e
il niente si impossesso di me!

 

Riscoprirti

Che meraviglia riscoprirti sempre diverso,
come se ti mutasse interamente una nuova
bellezza,
che irradia luce negli occhi, sulle palpebre,
sulla bocca bella e carnosa
dove le labbra dischiuse sbocciano.
Invitante tentazione dei sensi
Gioca con l’aria che la circonda,
che come l’ondeggiare del mare
l’accarezza.

Bagliori blu e rossi si riflettono
Sul viso di marmo pallido
Bello e perfetto,
scolpito da un artista sconosciuto.
Amarti, amarti!
Mentre vorrei giacere sui lunghi fili
Che ti adombrano gli occhi,
che proiettano ombre lunghe e sinuose
sulla dolcezza delle gote tremanti,
dove il miele del sorriso invita all’assaggio,
dove il palpitare del mio cuore trova riposo.

Scivolo giù per una lunga cascata,
tuffandomi nelle calde insenature del tuo collo
dove la carne morbida si incontra,
si congiunge in una debole collina,
dove i miei baci vorrebbero indugiare,
dove la mia anima vorrebbe placarsi e
sostare per l’eternità.

Il fuoco che ti accende l’anima
Vibra nelle dita lunghe ed affusolate,
le dita di un pianista solitario
che suona mille canzoni,
che canta antiche emozioni.
Suonano per me,
per il mio corpo,
bagliori solitari scaturiscono da esso
per bruciare sulla mia pelle morbida
tesa nell’attesa.

Le tue mani si poggiano sullo strumento,
lo strumento suona e canta.
Musicista e strumento si fondono,
insieme cantano melodie soavi.

Che meraviglia riscoprirti e
 Sentire le nostre anime intrecciarsi,
mentre sguardi fuggiaschi e
piccoli sorrisi
ondeggiano tra di noi,
mentre placo il mio cuore nei tuoi occhi,
che silenziosamente
ho imparato ad amare.

 

Il lato oscuro

Scendi lentamente sopra di me fino a soffocarmi,
ad annullarmi, a cancellarmi,
circondami e fa come se io non esista,
come se non fossi mai esistita,
nuda,
contro ogni forza e volere
plasmami nell’antica forma primaria e
fammi risorgere come un fiore nuovo
nella fertile terra.
Taglia e recidi le vecchie radici,
raduna la linfa vitale in un unico seme e
fai crescere quella parte di me
che ami di più.
Scendi sopra quest’animo malato
Che avvelena la mia esistenza e
Recidi i fiori maligni
Fino ad estinguere il male oscuro.
Chiudimi alla luce e al calore,
congela queste piccole e fragili mani,
rallenta i battiti del mio povero cuore,
chiudi i miei occhi oscuri e sinistri.
Scava fino in fondo,
là dove nessuno andrebbe mai a cercare e
cerca, cerca un tenero germoglio:
la nuova essenza.
Chiuditi al mondo esterno e annientami
Se non trovi nulla di buono,
non avere pietà di me
come non ne ho avuto io della vita.
Non permettere al lato oscuro di me
Di prendere il sopravvento,
non permettere a quell’essere misterioso
di prendere forma.
Annientami e nutriti del mio sangue.

 

Un intreccio tra due rose rare

Il tuo sorriso….
Dolce, dolce, dolce come il miele che le api
Hanno appena colto dal fiore maturo e pieno.

Le tue labbra…
Grandi, morbide e sensuali,
rosse come le mele pronte da mordere.

I tuoi occhi…
Limpidi e sinceri, chiari come il cielo
In cui si perdono i nostri oscuri pensieri.

La tua anima…
Un posto meraviglioso dove è sbocciato
Il fiore raro del nostro perpetuo amore.

Il tuo cuore…
Una fontana da dove attingo continuamente
L’acqua che alimenta la mia vita.

Io e te….
Un dono meraviglioso che il grembo della nostra terra
Ha fatto sbocciare, ritrovare e unire per l’eternità.

Le nostre vite…
Un intreccio tra due rose rare
Che si aprono ad una nuova alba
Piena di felicità.

 

Amalo in silenzio

Amalo in silenzio e
Gusta la dolcezza del suo corpo
Come gusti una tenera mela corposa.

Amalo in silenzio,
raccogli i frutti del giovane albero e
piantali,
cresceranno nuovi fiori.

Amalo in silenzio,
come le sirene amano i marinai
perduti,
ubriachi del suo amore
come di un vino fresco.

Amalo in silenzio,
mentre cresce in te un fiore nuovo,
l’hai coltivato nel tuo giardino segreto ed
ora è lì nel tuo ventre caldo.
Amalo in silenzio,
raccogli i tuoi poveri stracci e
vai via,
porta nel tuo petto
il frutto nuovo,
ma vai via.

Amalo in silenzio,
almeno un ultima volta e
 mentre il sonno sarà con lui
raccogli te stessa e
corri lontano,
corri dove l’amore
non sarà più silenzioso.

Amalo in silenzio,
va via e grida,
grida con tutto il fiato
che hai nel corpo,
grida nel vuoto il dolore.

Grida che tuo figlio
Non ha un padre,
perché hai amato il silenzio e
il silenzio ti ha distrutta.

Amalo in silenzio e
Non dire nulla,
il piccolo fiore diventerà una quercia eù
forse solo allora il silenzio
comincerà a parlare.

 

L’ombra

L’ombra nera dei tuoi passi vorrei essere,
essenza neutra nell’ombra della stanza,
volere e potere in ogni circostanza,
in te vivere, morire e crescere.

L’ombra chiara dei tuoi sorrisi,
mi ritroverai per strada, su tutti i visi,
vorrei nascere e morire sulle tue labbra
nella sensazione di una gioia calda.

L’ombra vibrante dell’amore sulla tua pelle,
sfiorarti ed amarti sotto le stelle,
soffiare su di te l’essenza della vita,
l’ombra vibrante di un emozione infinita.

L’ombra fugace delle lacrime tue,
disegno sul tuo viso mille pitture,
l’ombra della gioia e del dolore,
resterò in te in tutte le ore.

L’ombra chiara, gioiosa e vivace,
che toglie dolore e regala pace,
sospiro di vita in un istante fugace
del tuo corpo che tanto mi piace.

L’ombra nera dei tuoi passi sarò
Quando io, l’amore, in te esploderò,
colori infiniti di dolce bellezza,
porteranno sul tiuo viso la mia dolcezza.

 

Come una foglia

Eccomi qui, in balia delle onde,
le onde dei sentimenti che sono in me.
Tremo come una foglia in balia del vento,
tremo difronte l’ignoto che non conosco.
Vengo sballotolata di qua e di là
Da forti correnti lontane e confuse,
mi sposto dove loro mi portano,
sono una foglia spostata dal vento.
Sento il freddo prendermi e congelarmi,
sento forze estranee spezzarmi,
ma non cado, non mollo,
sono sempre in balia di me stessa.
Non un appiglio per aggrapparmi,
non una mano tesa per stringermi.
Cosa farò io che non sono nulla?
Dove andrò io che non ho dimora?
Forse un viso, due occhi
Potranno accogliermi.
Una mano calda, dita sicure, stringermi,
un caldo sorriso sarà la mia casa,
se solo qualcuno afferrarmi potrà.
Troverò la mia dimora in un corpo caldo,
il vento mi lascerà andare,
non sarò più una foglia sola e indifesa,
ma una donna forte ed amata.

 

PiangerO'

Piangerò e
Tu non mi vedrai,
non avrò bisogno di asciugarmi
le lacrime di nascosto.
Piangerò e
Tutti penseranno
Che quella canzone
Che tu non conosci,
mi ha commosso.
Sarò più forte di te, quando la luna mi rischiarerà e
Mentirò per salvarmi
Da questo amore
Che fa così male.
Chiuderò le porte del mio cuore
Mentre la tristezza
Come un panno calerà
Sui miei occhi ormai spenti.
Prenderò a pugni il tuo ricordo
Fino a distruggerlo,
perché devo dimenticare.
Ti odierò fino alla morte
Perché mi hai ricordato
Come è difficile amare.

 

Tu sei lI

Il vuoto si impossessa
Del mio corpo,
il silenzio mi avvelena
l’anima,
come un serpente viscido
si insinua dentro di me.
Dall’altro lato del filo
Solo ombre senza senso,
svaniscono nella tua voce atona e
tutto perde consistenza.
Mi arrotolo su me stessa,
Sono un riccio senza spine,
la tua lingua mi calpesta e
per me nasce la fine.
Lo strazio è come il buio,
precipito nel baratro,
affogo nelle mie lacrime
mentre invano tendo la mano
e tu….
Tu non fai nulla,
il tuo sorriso non è un ancora,
è una condanna
alla morte e alla distruzione.
Bruciano i miei occhi nell’illusione,
la mia salvezza ormai è lontana e
tu,
tu sei lì,
grande,
minaccioso.
Sei lì
Insensibile egoista,
mi vedi annegare nell’amore che provo per te,
nel dolce veleno che mi dilania….
Tu sei lì e non fai nulla.
I tuoi occhi sono la mia tomba
Ed in essi giacerò per l’eternità.
Non lo hai capito
Piccolo egoista
Che ti amo….