Attesa in un tramonto
Mentre il giorno è alla fine
sto qui solo sulla spiaggia
con i piedi nella sabbia
ed il mio sacco sulle spalle.
Guardo verso l’orizzonte
per cercare il mio futuro
mi hanno detto “stai morendo”
non guardar troppo lontano.
Ora seduto sulla sabbia
il mio sguardo ho abbassato
limitando il mio futuro
a quell’onda che accarezza la battigia.
Al mio fianco questo sacco
che la vita mia ha riempito
non è molto pesante
c’era ancora molto spazio
ma il mio tempo è oramai finito.
Non riesco più a pensare
ma solo ricordare.
Ora vomito ricordi
e la testa mi fa male
avrei forse potuto fare meglio
ma perché recriminare
tanto ormai dovrà finire.
Resto qui a guardare il mare
in silenzio e solitudine
senza i miei vestiti addosso
come il giorno che arrivai
e a pensar che questo mare
son le lacrime che han pianto
chi ha aspettato come me.
Solo
Sordo è il dolore che mi sta consumando
Al mondo sorrido voltando la schiena
Son lacrime piante baciate dal vento
e nulla appare del male che sento.
Vita
Impronte sulla sabbia
ad indicare il mio passaggio
E poi… la pioggia
Ad un’amica
In te vedo luce che taglia le ombre
e quello che appare trasuda calore
Tu sei energia che domina il vento
ed Eolo re prono a te muta in brezza
Tu sei femmina come l’edera che infesta
ed un fiume che straripa
Tu sei amore come un urlo in una valle
che dilaga col suo eco impregnando tutta l’aria
Tu sei questo e sei di più
Ma…Io ti guardo e mi dispiaccio
nel veder che in uno specchio
tu riveda solamente un’immagine riflessa.
Fortuna
Come uno scoglio ad un pelo sott’acqua
la vita è amore bellezza e fortuna
Per questo mi tuffo…
E scopro se è vero
Sesso
Nuda sul mio letto
ti guardo assopita
Pace sul tuo volto
Un ondulato orizzonte
disegna le tue forme nell’aria
Istinto e sangue
si agitano in me
Sesso e amore
aria e pane per la vita.
Parole
Non ne sento più il sapore
Né amo più crogiolarmi nella loro musica
Lontano è il loro odore
Spenta ne è la luce
Sto nuotando nel silenzio
Storia d’amore
Mi sei passata attraverso
spargendo polvere d’oro
per un alito di vita
Ciò che resta però
sono impronte lasciate sull’acqua
La guerra che vorrei
Eserciti di umani
schierati e disarmati
Diverso il loro sesso
identica l’uniforme
Lo scontro sarà duro
ma non darà una spada
ad affondare nella carne
Urlare a squarcia gola
ma non grida di dolore
e non gronderà del sangue
ma solo il loro umore
E quando finirà
sul campo giaceranno
gli eserciti vittoriosi
stanchi e sonnolento
…ma gioiosi.
Libero
Prima che io vada
poso in terra la mia spada
sono stanco di duellare
ho il dolore tra le mani
devo usare la ragione
Poggio al muro il mio scudo
non mi voglio più difendere
cerco solo comprensione
Sfilo l’elmo dal mio capo
che celava le mie smorfie
voglio essere guardato
quando rido soffro e piango
Sgancio via la mia corazza
che più non mi difendeva
ed il freddo suo metallo
una cella del mio cuore
Tolgo via anche i calzari
per sentir sotto i miei piedi
la terra accogliermi di nuovo
Ora posso pure andare
quel che serve e dentro me
Stanco
Brevi sospiri
e lunghi spazi tra di loro
Chiaro di fronte
il vuoto prende forma
E silenzio
Un silenzio così profondo
da non senti nemmeno il proprio dolore.
La cura
Affondo la mano nel mio petto
strappando un cuore ferito
Contemplo il suo pulsare
poggiato sul mio palmo
E con rabbia stringo.
L’urlo
Stridere di un suono acuto
come vapore fugge dal mio dolore
Disciolte in esso scomposte lettere povere di senso
…E poi lacrime.
Affanni
Dal ventre di un bosco
cerco di esser partorito
Rami e foglie intorno a me
che mi frustano e accarezzano
Non ho caldo e non ho freddo
so qual è la direzione
Mani e piedi sanguinanti
ma non so cos’è il dolore
Vedo luce in lontananza
più frenetica è la corsa
Finalmente sono fuori
i miei occhi nella luce
Né frustate né carezze
ho dolore nei miei arti
Non c’è nulla intorno a me
Ho freddo,ho caldo… ho paura