MASCHERE TRISTI
Quella sera anime spente
guardavano il sole andare
sotto al mare mentre il mio
sogno coperto di maschere
tristi
portava la mia vita verso
l’ultima fetta di cielo.
BAMBINA
Sulla porta di una casa una bimba
mira il lavoro della madre dentro
i casalinghi orti dove i frutti
sembrano piccole luci sgargianti
e variopinte in quell’inizio di sera.
Il cielo si arrossa dei colori del sole
calante che aprono una sinfonia
di arpe e violini fra le nuvole sagomate
dai colori sfumati dalle note giornaliere.
INTORNO ALLA CASA
Sparso nei campi lo scintillio degli
ulivi sembra un gioiello antico fra
le terre lavorate e gli sterpi solitari
dove l’uomo china la sua volonta’
allo strapotere della natura.
Ed il vigore si attenua con la vita
che segue il suono delle ore che
viene dal borgo lontano.
CAMPANE DI VETRO
Ho conosciuto la tristezza
quando te ne sei andata.
Ho sofferto la solitudine
perché eri lontana.
Ora che non ci sei più
tengo i miei ricordi
prigionieri dentro
frammenti di smeraldi
e campane di vetro
polverose.
GAETANA
Gaetana di seta vestita,
di seni splendenti,
di occhi fiammanti,
di movenze sinuose.
Come è chiaro il tuo scuro volto,
come vola la tua lingua
come sazia la tua bocca aspirante.
Il tuo corpo brilla fra la luce opaca della stanza
il tuo sentire innalza la vita,
le tue mani stringenti annebbiano la vista
La gentilezza della forza sessuate
fa vibrare sogni celesti
e l’andar del corpo oltre l’oblio.
ANCHE SE
Anche se sei una puttana il tuo
cuore palpita broncioso dentro
di te e i tuoi sguardi fingono
il falso e il vero nel cammino
del giorno che scorre.
Il domani sarà un tormento
quando il tuo amante scuoterà
il tuo corpo agile e gentile e
ti mancherà il sorriso andato dei
momenti non voluti ma forniti
dal destino che il vento porta con se.
E le carezze che tieni nei tuoi segreti pensieri
ti ricorderanno attimi infiniti nei misteriosi
angoli la cui immagine sgualcita
passerà di nuvola in nuvola fra le
nebbie della collina ed il buio serale della valle.
MELAGRANE
Nessun fiore raggiunge la tua bellezza
quando ti intrufoli nel mio letto e
cerchi sazietà per il tuo corpo.
Arpe e violini accompagnano le tue mani
in cerca del gioco che ti perfora ovunque
ed urli e grondi con la tua cicala in festa.
Ancora urli e ti giri e l’organo si scatena
percorrendo valli e colline e tu mordi le
mie carni e le lenzuola come fossero
melagrane.
FOCALIZZARE
Per la via tu focalizzi il tuo sguardo
nei bassi fondali di corpi statuari
che mostrano muscoli e protuberanze
e immagini la scena quando l’oggetto
del desiderio lacererà il tuo spazio e
urlerai cercando anche la morte
strappando con le unghie lavorate
la carne che il disperato ha conficcato
nel tuo ventre.
Intorno coro di angeli musicano
note violente.
L’ORIZZONTE DELLA SERA
L’orizzonte della sera mi manca tanto quando le
rondini volano verso il mare e resto solo a pensare.
Perchè le rondini volano verso il mare?
Come i colori del cielo si scolorano quando il sole
cangia la luna ed il vento soffia la musica della notte.
Perchè? Perchè? Perchè?
Anche la voce della sera se ne va lacrimando scaglie
di colori e porta la notte con altri scuri sprazzanti
lucciole in cielo che addormentano anche i minuti.
E tu non sei con me e anche l’orizzonte della sera
se ne è andato e la mia poesia si sperde tra le nuvole
e svanisce oltre la musica del tempo in cerca ancora
dell’orizzonte della sera.
NEL CIELO
Passano centiglioni di storni
volando a ventaglio nella
sera che avanza su gli alberi
dei campi di autunno pieni
di sterpi e di silenzio.
Il gracchiar dei nerastri
si spegne mentre lontano
il primo biancheggiar dei monti
guarda silente quell’aritmico
svolazzare che muta singhiozzando
di aria in aria verso il limite
dell’orizzonte.
FANCIULLA
La fanciulla entra nella vita
seguendo il suono di un flauto
e vola con note languide
verso strade fosforescenti e
caverne tenebrose con i suoi
occhi color dell’ebano per
arrivare al fiume tempestoso.
SILENZIO
Silenzio dopo tante parole
un attimo solo per pensare
a te.
Il vento che soffia sul mare
porta i pensieri fra le onde
vicine e lontane.
SUONATORE
Un suonatore straccioso passa per via
ed entra nelle taverne dove poca
luce e fumo lo accolgono.
Si siede in un angolo mentre le note
del suo violino si allargano
intorno e vanno a spengersi nei
volti scuri e gracchianti dei loschi
figuri che animano la sera.
VELEGGIARE
Tutte le mamme del mondo coccolano i piccoli
per addormentarli dolcemente come tu vibri
la tua lingua per accarezzare l’oggetto d’amore
e lo fai veleggiare fra le nuvole che si intrecciano
con raffinati sospiri e dolci madrigali.
SERA
Quando scende la sera
si sente il brusio del vento.
Polvere di campo accompagna
le stelle dentro finestre aperte.
Gli sguardi bruciano la luna
e amore odora l’aria.
Il tuo amore rinfresca i fiori
mentre le stelle brillano e la
luna si dondola nei tuoi occhi
quasi chiusi.
Ed io mi affogo.
IL VIOLINO
Mentre quella soave mano
musica il violino e altre snoccate
dita
battono le note su un tavolo con
angelico
ritmo il mio pensiero si perde
fra le nuvole dei fumatori
ed il tuo sorriso scompare
oltre i miei pensieri fuori
la porta dell’osteria antica.
ASCOLTARE E ATTENDERE
Ascoltare il canto dei grilli che squarciano con un
concerto il silenzio della notte e si frangono nel
fruscio del vento lungo i fossi della palude e
incantano le rane che gracidano agli argini
melmosi e nerastri.
Attendere l’aria che tracima dai rami notturni
dei pini per vedere se il nuovo giorno ti porta
ancora da me e sperare che il velo dell’alba si
apra e mostri il tuo sorriso.
OLTRE IL PENSIERO
Addio mio fiore con l’infinito negli occhi,
con su le labbra sorrisi piacenti sopra
i seni incappucciati di seta nera e
grondanti languida rugiada.
Addio mani candide e leggere che sfiorano
l’anima e scivolano nella intimità che vola
come un airone in festa oltre il pensiero.
Addio momenti magici sognati e vissuti
sotto il sole ed il cielo dove languidi
respiri di un amore profondo coprivano
le carezze scolpite dal vento
nelle mani rugose del tempo.
Addio per sempre dolce fiore della mia
vita che se ne va, ma come il vento porta
via le nuvole non porterà mai via il mio
immenso amore per te.
BELLA LA SERA
Bella la sera quando la luna si addormenta
mentre le stelle accompagnano i pensieri
nella profondità della notte magica che ondeggia
verso spazi estremi e porta con se le sfumature
dei sorrisi dormienti fra le bianche colline
di un anima sognante.
Bella la sera quando sagome scure delle nuvole
disegnate nel cielo da soffici arabeschi sembrano
leggende fiorite e prati sconfinati che spaziano
come figli dell’aria e delle stelle.
Ascoltano il silenzio delle voci notturne che sfumano per
sentieri e campi fra il belar delle pecore
e il fruscio di anime in pena.
Bella la sera quando mi acqueto fra le tue braccia
e le tue soffici mani accarezzano il mio petto e le
tue unghie graffiano le mie carni ed il mio intimo
si appresta ad entrare nei viali celesti dei tuoi
gioielli incandescenti spengendosi al fine nel tuo
tepore assordante.