"La Rosa Rossa"
C'era una volta...in un immenso campo di spine,
una stupenda Rosa Rossa, posta al centro di un tetro campo di spine.
Questa Rosa, si sentiva terribilmente sola ed infelice,
ed in più veniva schernita dalle spine.
Le spine si rivolgevano a lei gli domandavano:
"Rosa Rossa? Perché non butti via quei petali rossi?
Così diventerai una spina come noi!"
La Rosa cominciò a pensarci seriamente nel diventare una spina,
così sarebbe diventata felice e non più sola.
Cominciò a perdere qualche petalo rosso e a mettere su qualche spina…
Intanto un giorno venne a trovarla la sua unica amica, l'Ape Regina.
L'Ape Regina si posò su di lei e gli disse:
"Salve dolce Rosa, cosa c'è
che non và? Ti vedo triste".
La Rosa gli spiegò il suo problema. L'Ape Regina ascoltò con attenzione
e disse con tono saggio e comprensivo:
"Ti senti sola perché sei l'unica Rosa in un campo di spine,
ma diventare una spina non è certo la soluzione giusta e poi
se diventi una spina, io non potrò più prendere il tuo nettare
che è vitale sia per me che per i miei piccoli".
A questo punto la Rosa ci pensò su e disse:
"Va bene…resterò un fiore, come Natura ha voluto."
Ma l'Ape Regina, che voleva il bene della Rosa,
decise di aiutarla e cercò una soluzione.
Dopo aver riflettuto attentamente disse alla Rosa:
"Non ti preoccupare, ti aiuterò io, aspettami…"
L'Ape partì per un lungo viaggio, di tre giorni e tre notti.
Sopportò il freddo, la pioggia ed altre difficoltà.
Infine arrivò a destinazione, da una sua amica Farfalla dalle ali ″verde smeraldo″
e si fece dare del polline prelevato da una stupenda Rosa Bianca.
L'Ape ringraziò la Farfalla e ritornò a casa.
Quando l'Ape vide la Rosa Rossa, gli poggiò delicatamente
il polline datogli dalla Farfalla e gli disse:
"Ecco... questo è per te! Così non sarai più sola!"
Dopo nove settimane, l'Ape Regina venne a trovare la Rosa
e vide con gioia che non era più da sola!
Ai piedi della Rosa, vide tre bellissime Rose, due rosse ed una bianca.
E così…le quattro Rose e l'Ape Regina,vissero felici e contenti.
Dedicato a tutti quelli che sono fedeli a se stessi.
Pier Giorgio
Scivoletto
"Storia di uno Gnomo"
C'era una volta... in uno sperduto villaggio in Norvegia
uno Gnomo di nome Clox.
Egli conduceva una vita tranquilla ma non per questo felice.
Passava le sue giornate lavorando il legno e curando il suo orto.
Un giorno di primavera, conobbe una graziosa Gnoma di nome Arix.
Arix, abitava in un villaggio confinante con quello di Clox.
I due Gnomi si innamorarono e si amarono per diverso tempo.
Lo Gnomo Clox diede "cento carezze" ad Arix
ed Arix diede "cento baci" a Clox.
Un giorno d'inverno, la graziosa Gnoma sparì all'improvviso.
Non si sà dove andò e nessuna la vide più.
Il nostro Clox, pianse per settimane intere
pensando in continuazione ad Arix
poi si stancò e si addormentò.
La sua vita riprese il suo vecchio cammino
e non passava giorno in cui Clox non pensasse alla Gnoma
misteriosamente scomparsa nel nulla.
Una notte, il nostro piccolo eroe non riusciva a prender sonno.
Si girava e rigirava nel suo letto
non ne voleva proprio sapere di dormire
così si alzò e si fece una lunga passeggiata nel fitto bosco.
Lungo il tragitto, per tornare a casa, incontrò un grosso Gufo
che se ne stava tranquillamente appollaiato su un ramo di un grande albero
il grosso Gufo guardò lo Gnomo e gli disse:
"Alla fine... l'amore che dai è uguale all'amore che ricevi".
Clox annuì, sorrise e continuò il suo cammino verso casa
pensando alle parole dette dal grosso Gufo
la sua casa adesso era vicina
ma oramai Arix era lontana...
Pier Giorgio
Scivoletto