Inverno
Grigie
Colonne di pioggia
s'innalzano
nelle strettoie.
Ululando lamentoso,
il vento,
urta ai vetri,
screziandoli di ghiaccio.
Ardono, crepitando nel camino,
ciocchi di legna secca,
e mille pensieri
stringono la mente
come infinite, trasparenti
dita di nebbia,
come lunghi tentacoli
provenienti da abissi ignoti
e inesplorati di un cuore
che non riesce a comporre
le emozioni in parole.
2004 da "Legàmi"
Autoritratto
Dipano in segreto
un grande gomitolo di parole
che poi riavvolgo
in matasse spaiate,
per la mia gioia
e per il mio dolore.
Cacciatrice e preda
di sentimenti forti,
a volte contrastanti,
cerco di rintracciare
le impronte degli anni,
ricalcandole col peso dei ricordi,
perchè non sbiadiscano
e non si perdano
tra le pieghe del tempo.
Ma compito iniquo
è ricordare un passato
che non può ritornare
e ferisce come un sibilo
acuto e prolungato,
come il vento quando soffia
con suono sottile
ed è pieno della tristezza
dell'asfalto bagnato
e della sofferenza delle pietre,
roventi per il sole.
2003 da "Legami”- La mia terra ed io-cento e una poesia
Di me, che fragile
Il rosso bagliore del tramonto
avvolge il gelo,
nelle sue fiamme.
Scivola lentamente
l'ultimo sole,
su mille riccioli
sfilacciati di nubi.
Farà più freddo, stanotte,
laggiù,
in fondo alla valle,
e più in alto,
in cima al paese,
e vicino, così vicino,
dentro di me.
Di me, che fragile,
come un'adolescente,
non so controllare
il vagabondaggio della mente,
nè rendere meno incerto
il mio cammino di poeta.
2003 n. LXXII da "85 Poesie su Rivello"
Lucania
Su aride praterie deserte
s'adagia la noia,
nel silenzio pomeridiano.
impervi, alti dirupi
erosi dal vento,
screziati sui fianchi
da sterili rocce,
sfiorati sulle cime
da nuvole evanescenti,
ospitano paesi antichi
su cui aleggia una primavera
riluttante ad esplodere.
E la vita
continua a fuggire
dalle case pallide,
spettrali, incolori,
che sembrano parole
sfumate di nostalgìa,
rannicchiate al sole.
1990 da "Legàmi, la mia terra ed io" cento e una poesia
Ma io ribelle
Sarcastica e solitaria
è in agguato la luna
tra le onde grigie del cielo
e, occhieggiante, rischiara
quest'oasi di bizzarrìa,
nella mia ampia porzione
di terra deserta.
Quì le parole,
vane e sfuggenti,
schizzano via,
asciandomi ammutolita,
sopraffatta dal fragore
di salmodìe divine,
che riecheggiano, ridondanti,
dai paesi lontani, perduti,
delle mie memorie,
ardite e squilibrate
da colori irreali.
Ma io ribelle, ostinata,
continuo a cercare
una nuvola di leggerezza
sullo sfondo ereticale
dei miei pensieri
in tempesta.
1998 da "Legàmi, la mia terra ed io", cento e una poesia
Ma non è il vento (Migranti)
E' freddo oggi il vento
e sibila
negli anfratti rocciosi
della mia valle
e fa tremare anche i fiori,
anche i vetri, anche i cuori,
di paura.
Voci flautate echeggiano
sugli strapiombi alberati,
le mille voci
della pioggia impenetrabile
che annulla i confini
tra il cielo e la terra.
E la mente
è un caleidoscopio d'immagini
e di ricordi,
il sangue
è fuoco liquido nelle vene
e un brivido, come una corrente continua
e scintillante di luce
percorre la pelle.
Ma non è il vento
a prostrare l'anima,
nè la pioggia, nè il tempo:
solo il naufragio dei sogni
tra le onde altissime
di queste cime montuose.
2011 scritta per una serata di musica e poesia avente come tema l'emigrazione.
Questa notte (alla Palestina)
Solleva nuvole di polvere
il vento
e spazza via le parole,
la curiosità febbrile di indagare
ogni infinitesima frazione di silenzio,
ogni vibrazione dell'aria,
ogni grappolo di luce.
Questa notte contiene
tutti i più oscuri
segreti del creato
e l'urlo delle pietre
erose delle rocce
e la carestia d'amore
in questo vecchio mondo
in cui,
dove la terra è polverosa,
facilmente si muore
2004 da "Legàmi"
Rido da sola
Rido da sola:
farnetico.
Piango da sola:
rifletto.
Passo in rassegna
screpolature ignote
d'ironìa,
ora cupe e violente,
ora pallide e crudeli,
piccole, ridicole barriere
tra le rovine del mondo,
tra i guasti del tempo
e di questo mio povero cuore
che, ostinato,
continua a percorrere
una magica strada,
lastricata d'amore.
1996 da "Legàmi, la mia terra ed io" cento e una poesia
Rivello LIX
Albeggia
su queste case vuote,
su questa terra di nessuno,
dove i pensieri
s'impigliano nei rovi
e le speranze
sono intrappolate dalle pietre.
Tra poco,
come un vulcano,
il sole erutterà
torrenti di calore,
senza fumo o scintille,
soltanto di arsura
che acuisce la sete
e ovatta di afosa foschia
i tuoi percorsi,
sinistramente vuoti.
Ma poi, come sempre,
malinconica e lentamente,
svanirà la luce e mille foglie
di esili castagni tremuli
cominceranno a stormire
sorprese, disarmate dalla frescura
e nuovamente aperte alla vita.
2001, da "85 poesie su Rivello"
Solo formiche rosse
Il mare del tormento è ingrossato.
La gomena ha lasciato l'ormeggio
e oscilla, annaspa, inconscia di se stessa.
Il vento della speranza è mutato.
La corrente del sangue
accelera nell'arco aortico,
s'arrampica
sulle rocce della coscienza,
precipita,
lasciando vuoto il mio cuore.
E scrosciano gelide le parole,
come una pioggia di sassi
di borghesi arroganti, selezionate,
catalogate con neurotica indifferenza
sulla mia angoscia odierna,
sulla coscienza d'aver vissuto
con onestà, con orgoglio, con dignità,
e non poter vedere che la mia ombra
proiettata sul muro del pianto.
E un frastuono d'uccelli mi chiama
e, insistente, m'invita a prendere il volo.
Ma io non posso, non adesso,
non ancora.....
Eppure sono giunta
alla fine del mio processo:
sono stata giudicata,
ho scontato già la mia pena,
ma non ho ancora la libertà
di riaprire le ali,
di esplorare la luce.
Chissà dov'è finito il bandolo
della matassa della mia vita:
io ricordo soltanto che la mia anima pura
percorreva con fronde d'ulivo
il sentiero di Ho Chi Minh,
per veder nascere una nuova era.
Ma solo formiche rosse
si rincorrono tra le foglie
e nudi rami d'acacia
frustano i neri, sepolcrali
muri dell' incubo in cui
il vortice delle mie braccia vuote
non sa più se contiene l'Universo
o il Nulla.
2009 dall’Epistolario poetico in corso di svolgimento con Maria Ricciuti Garofalo
Una tenera notte d’estate
La carezza leggera della luna
sfiora gli embrici antichi:
risplendono i tetti di Rivello
e dolce è l’ aria
e melodioso
è il canto delle cicale.
Tu sei qui
e il vento è cessato
e il tempo s’ è fermato.
Ascolta:
come un lampo nel cielo
improvviso
s’ è aperto il mio cuore
e ti parla,
ti racconta il suo amore,
in questa tenera notte d’estate.
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