FOTOGRAFIA
Splendono
gli orecchini di ciliegie
sul tuo viso di ragazza
mentre guardi il sole.
NOTTURNO
Cadono i fiori dei mandorli
sull’erba argentata di luna
un grillo canta alla notte.
ATTESA
Naviga tra le nuvole
la luna
in questa notte infinita.
SOLITUDINE
Su una panchina
un vecchio si inventa la sua pace
suonando un’armonica
dorme la città
avvolta nella notte.
NOSTALGIA
Scende lenta
la nebbia
sui miei occhi stanchi
silenziosa
la notte mi prende con se
e cammino per strade
nascoste alla luna
una vecchia canzone
mi suona nel cuore
e sprofondo nel mare della nostalgia
quando al vento d’estate
volavano i sogni.
GUERRA
Chiuso
dentro il pastrano
a testa bassa
il soldato
andava verso l’alba
improvvisa
la raffica
bruciò il silenzio
fece rossa la neve
negli occhi spalancati
lo stupore
si fuse col cielo.
SERA
All’ombra
dormi il tuo sonno stanco
chissà se sogni
alita lieve la tenda
sul balcone aperto
e tremano i gerani nella sera
volano i gabbiani sopra il mare
da quanto tempo non vedi il cielo
gli aquiloni nel vento d’estate
non volano più
scendi in fondo al mare
tra i coralli
finalmente
sabbia dell’eternità.
DUE ALI PER VOLARE
Giorni e notti tutti uguali al niente
un rosario che si sgrana nella mente
silenziosa l'insoddisfazione
mi cattura e m'incolla
come tela di ragno che m'intrappola piano
e m'impiglia sempre di più
con implacabile
inesorabile
inquietudine
vorrei salire su di un treno
che mi porti
lontano
lontano
veloce come un vento caldo
senza portare bagagli con me
solo l'ultimo sogno incrostato in fondo al cuore
un corallo in fondo al mare della solitudine
sabbie mobili sono i miei pensieri
che affondano speranze e desideri
vetro opaco l'immaginazione
che galleggia stancamente sulla monotonia
e io sento che sto andando a fondo
ancora giù sempre più giù tra le alghe
della solitudine
vorrei due ali per volare
fino all'ultima stella
due ali immense per volare
su su e ancora più su nell'infinito
e non voglio più fiori di sabbia
nelle mie mani
voglio il vento nel cuore
e la luna nelle mie mani
e anche il sole
voglio che i sogni mi accendano il cuore
di mille fiammelle
voglio che i giorni mi volino intorno
come farfalle.
PASQUINATA: IN NOME DEL POPOLO SOVRANO
Le tasse le deve paga’ er popolo sovrano!
Così ha sentenziato il prode Romano,
Uomo di fede apostolica e romana
Che crede nella democrazia, purchè cristiana.
Nun se deve tassa’ er Vaticano!
Ha deciso il governo con spirito cristiano.
Si sa: la Chiesa è santa e pija…
Noi la pijamo in saccoccia e così sia.