…Una
è la nostra natura
qui le viscere ascolto ripetere
scrivi il saluto
scrivi
l’assenza
…
Muhammad Bannis
(Canto per il giardino dell’acqua)
Ognuno vive il suo tempo.
Le esperienze vengono affrontate e metabolizzate in tempi e modi mai simili. Si attraversano conflitti, debolezze, paure, amori… si continua in un dialogo personale con la propria esistenza. Alcuni, questi sentimenti
e sensazioni. In maniera diversa.
Questo libro è un piccolo viaggio intimo dell’autrice con e in se stessa.. la semplicità di un dialogo con la realtà che la circonda, la schiaccia talvolta, la conforta in altri momenti.
Ma è soprattutto un omaggio ai propri figli, anzi quasi un tributo in alcuni passaggi – “vi guardavo minuscoli… i giochi, i litigi, le grida… i grandi letti vuoti… devo lasciarvi camminare da soli…” –
I versi scritti da Michelina sono giovani, intimi, sono sensazioni, ricerca, fuga, dolore, perdita di affetti e di amicizia. Parole sentite, espresse quasi ad attenuare lo smarrimento dopo un dramma, oppure dopo un’autocritica, cercando di rigenerare le proprie risorse. Frammenti della
Personale storia familiare irrompono nella raccolta “ma senza rancore”, affermazioni semplici e vere, a colmare il distacco di un addio. L’autrice si immerge nel dolore di altri talvolta, quasi per assorbirne una parte, forse cercando di alleviare le persone colpite da un lutto dal tragico peso “…oggi questo dolore lo sento anche mio… solo tu puoi consolare il tormento di tua madre e di tuo padre…”
Un piccolo percorso che spazia a trecentosessanta gradi sulla vita dunque, fatto di persone in carne ed ossa, sulla propria esistenza fragile e forte allo stesso tempo, serena alla fine.
Ed è in questo percorso che emergono le sensazioni che vivono in lei e in noi tutti.
Roberto Marino Masini
14 dicembre 2008
Ho incontrato Michelina Piccolo questa estate al Parco Basaglia, dove si è svolta la 2° edezione di “Percorsi di-versi”, rassegna di poeti e poesie, con la formula che dopo aver ascoltato nomi noti e meno noti del panorama poetico regionale e non solo, si apriva uno spazio dedicato a chiunque del pubblico lo desiderasse, per leggere le proprie poesie, riflessioni, scritti lasciati e dimenticati da anni in qualche cassetto, insomma per ridare vita a dei pensieri che in qualche momento dell’esistenza ci hanno accompagnato.
Michelina è intervenuta alcune volte leggendo da un quadernetto o agendina, le sue poesie scritte rigorosamente a mano, come fanno la maggioranza dei poeti, la maggioranza ma non tutti. Non sono mancati momenti di commozione, le parole scritte andavano a toccare qualche ferita ancora fresca, ancora qualche accadimento non digerito, non superato, e tutto con linguaggio semplice, diretto, dove la riflessione viene fatta a fine lettura e ci si accorge che sono parole che appartengono a tutti noi, esperienza di moglie, figlia, ma soprattutto madre.
Lei poi madre di cinque figli, il che è tutto un dire.
“A ritroso nel tempo” per essere ancora qui è una raccolta dedicata ai figli, a quello che i suoi figli sono stati per lei e sono per lei, di come li ha visti crescere, ma anche un guardarsi attorno e vedere come cambiavano crescendo i suoi figli, il cambiamento di ciò che l’ha circondata, il paesaggio, l’ambiente “Quell’enorme scheletro di metallo… Bianco e rosso!… sono bei colori… fanno pensare a dei fiori”. Traspare dalla poesia di Michelina un equilibrio precario ma sereno, consapevole dei disagi che la vita ad ognuno di noi ha riservato ed alle difficoltà da affrontare. Tutto è speranza, ed il bagliore che c’è nel suo orizzonte assomiglia più ad un’alba di una nuova vita, piuttosto che un tramonto di vita vissuta. Ci sono dei VORREI che prima di addormentarsi scaturiscono dalla mente e che si ostinano a non venir fuori al mattino e Michelina si arrabbia con loro fino al punto di desiderare un registratore di pensieri per ricordarseli tutti, e qui aggiungo io, che magari scartasse a priori quelli cattivi. C’è un Angelo custode con la A maiuscola a cui chiede consolazione e rifugio, c’è stato un angelo a cui chiedeva una mano sulla spalla o un bacio sulla guancia, in fondo credo che non abbia chiesto altro che vivere una vita normale se di normale c’è qualcosa nella nostra vita.
Del lavoro ne parla Roberto Marino Masini che è un suo collega, posso dire che è un lavoro che moltissimi di noi non farebbero per nessuna cifra e che nessuna cifra potrà pagare, e anche da lì si vede l’anima di Michelina Piccolo. Concludo dicendo che ci sono persone che le parole di Luigi Tenco “Ma i sogni sono ancora sogni e l’avvenire è ormai quasi passato” non le sfiorano, perché la luce nei suoi occhi assomiglia, come dicevo, più al bagliore di un’alba, che a quello di un tramonto, e questa luce c’è negli occhi di Michelina Piccolo.
Valter Lauri
A ritroso nel tempo - per essere ancora qui" di Michelina Piccolo
Ho conosciuto Michelina circa un anno fa ed immediatamente sono stata conquistata dalla luminosità del suo sguardo, dalla dolcezza del suo sorriso. Occhi azzurro cerulei a volte sottolineati da un sottile tratto di matita ed un rapido cenno di rimmel fra le ciglia. Madre di cinque figli, coraggiosa, determinata, affettuosa. Dedica ai suoi figli una raccolta di poesie autentiche, vere, come vera è la vita di una madre che ama profondamente le sue creature
"(....) i miei bambini piccoli
oggi uomini
o quasi
e capisco
ciò che conta
il presente
e sono contenta
di esserci".
Edizioni Italo Svevo- Trieste