Michele Lalla è nato a Liscia (provincia di Chieti) il 18 febbraio 1952. Si è laureato in fisica all’Università degli Studi di Roma nel 1976. Insegna presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.
PUBBLICAZIONI
In volume
[1] Storie vère o ‘nventate, Solfanelli, Chieti, 1983 (in dialetto e stile aneddotico).
[2] L’Eco del Silenzio, Lalli, Poggibonsi, 1984.
[3] Il Vagito della Primavera, Lalli, Poggibonsi, 1985.
[4] Scurciature de memorie, Campanotto, Pasian di Prato, Udine, 2001 (in dialetto).
[5] Treninternetviaggi, Campanotto Editore, Pasian di Prato, Udine, 2006.
[*] Ha realizzato anche alcune edizioni (e riedizioni) in proprio di raccolte in fieri: Il Canto dell’Estate (I Quaderni di Rossopietra, Supplemento di emmenova, n. 6, Modena, 1990), Le Polifonie dell’Autunno (Tecnoprint-Pitagora, Bologna, 1996).
In riviste
Poesie dialettali
[1] Tratti, Mobydick, Faenza (n. 35, 1994, pp. 10-13).
[2] Diverse LinguE, Campanotto Editore, Pasian di Prato, Udine (n. 12, 1993, pp. 155-161; n. 15, 1996, pp. 143-151; n. 19/20, 1998, pp. 125-134).
Poesie in italiano
[3] Frontiera (supplemento a Gli immediati dintorni, Bologna, n. 5, 1997, pp. 38-39);
[4] Origini (La Scaletta, San Polo di Reggio Emilia, n. 39, 1999, pp. 73-74).
Altro
[5] Risposte al «Questionario per i poeti in dialetto», Diverse LinguE, n. 16, 1997, Campanotto Editore, Pasian di Prato, Udine, pp. 19-28.
[6] Il respiro della sabbia di Antonio Nesci, Il filorosso, anno XXIV, n. 46, gennaio-giugno 2009, pp. 51-53.
PREMIAZIONI/ SEGNALAZIONI
[1] La petatèure (La potatura, haiku in dialetto), seconda classificata nell’XI Premio Letterario Nazionale di Haiku, Roma, giugno 1997.
[2] Cice aašchite (Ceci abbrustoliti), prima classificata (ex-equo) nel Concorso di Poesia dialettale abruzzese «Vern’aprile 98», V edizione, Teramo, aprile 1998.
[3] Bacanetteratura urbana, (raccolta di 60 poesie), seconda classificata nel Premio Nazionale di Poesia “Sandro Penna”, XI Edizione, Città della Pieve, giugno 1988.
[4] Suffitte d’acche (Soffitto d’acqua), prima classificata nel Concorso di Poesia Dialettale e in Lingua, “Luciano Mastronardi e Giovanni D’Alberto”, VI Edizione, Cupello, ottobre 1998.
[5] La lème (La frana), prima classificata nel Concorso di Poesia dialettale abruzzese “Vern’aprile 99”, VI edizione, Teramo, aprile 1999.
[6] Addò sti (Dove stai), terza classificata nel Premio di Poesia Dialettale «Eduardo di Loreto», XXX Edizione, Castel Frentano, agosto 2005; riportato in La poesia dialettale, a cura della Associazione Culturale-Teatrale «Di Loreto-Liberati», Comune di Castel Frentano, 2005, p. 252.
[7] La condanna, terza classificata nel «Premio Letterario – Racconti inediti», 2a edizione, anno 2006, Circolo culturale Archeosofia, Modena, 2007.
[8] Lu trateure (Il tiretto), prima classificata nel «29° Premio Nazionale di Poesia e Narrativa», Lions Club Milano Duomo, Milano, maggio 2009.
LAVORI COMPLETATI E NON PUBBLICATI
[1] Trovare il senso – 70 storie zen occidentali. Si tratta di una raccolta di storie zen che si propone un «viaggio libero» tra zen e cristianesimo, descrivendo storie di discepoli che cercano la loro identità o illuminazione sotto la guida del maestro Bashu. Il nome e derivato dalla crasi di Basho (poeta giapponese Matsuo Basho (1644-1694), chiamato haijin, colui che sa esprimere con lo haiku le emozioni, i sentimenti, il mondo, la vita) e Joshu (il grande maestro zen Joshu Jushin (778-897 d.c.), trascrizione dal giapponese del suo nome cinese, Chao-Chou Ts’ung-shen). L’obiettivo era lasciare in filigrana temi religiosi e il percorso di un progressivo avvicinamento alla spiritualità e alla illuminazione del sé; insomma, partire da storie apparentemente separate per trovare una saggezza qui e ora, piuttosto che là e dopo, inteso in un senso escatologico comune. Per ampliare lo spettro di esperienze si è scelto la forma dei racconti piuttosto che il viaggio di un singolo individuo o il saggio perché attraverso il racconto e la varietà dei personaggi scelti tra disparati contesti si crea un mosaico piú organico e variegato e si toccano meglio la profondità e la complessità.
[2] Filosofia di bruco. Il titolo non è ancora definitivo. Si tratta di una raccolta di 60 poesie e rappresenta la piú recente versione di Bacanetteratura urbana, un titolo assai criptico. Contiene le riflessioni (o i canti) di un bruco letterario che ha rovistato biblioteche e digerito volumi.
[3] Le cinque stagioni. Si tratta di un’opera quasi completa, un “canzoniere” che richiede ancora pochi (o tanti) anni di decantazione e lavoro perché oltre a nuovi testi, modifica e riorganizza alcuni precedenti: L’Eco del Silenzio, Il Vagito della Primavera, Il Canto dell’Estate, Le Polifonie dell’Autunno, e aggiunge la sezione Canzoni d’inverno.
e-mail: michele.lalla@unimore.it