Uomo
L'uomo
è grano,
in estate perde la testa,
dalla spiga
nasce il pane.
L'uomo
è un grappolo d'uva,
in autunno viene schiacciato,
dall'uva
nasce il vino.
Alla fine del viaggio,
l'uomo
è un fungo,
si raccoglie e muore.
Campi
Un campo di fiori gialli,
il sole invidioso
ha mandato il suo emissario
il tempo:
il campo è diventato bianco,
soltanto soffioni.
La luna invidiosa
ha mandato il suo emissario
il vento:
sul campo solo fiori
senza testa.
Sui campi di battaglia
uomini soli.
Ricordi
Casa paterna,
stanze vuote,
senza polvere.
Fiori senza tempo,
letti senza impronte.
Quadri familiari,
volti senza sorriso.
Lancette del pendolo
senza vita,
braccia penzolanti.
Attraverso la crepa nel muro,
un segno del tempo,
l'alba annuncia il sole.
I fiori si schiudono
in attesa delle api.
Le labbra aspettano
un bacio.
I grilli aspettano
il sole
che riscaldi l'aria.
Vento
Il vento anima la collina,
scuote le piante,
dà voce al silenzio.
Il vento parla alla pianta
parole d'amore,
gemiti di piacere.
La pianta cambia vestito
a ogni colpo di vento.
Mette il vestito verde
per quello argentato,
dono della luna.
Pupazzi di fango
La terra accoglie i bambini
in un gioco di lotta,
urla e risa deformano le loro voci.
La terra accoglie la pioggia,
pupazzi di fango
dal viso anonimo.
Un raggio di sole
illumina i loro corpi,
una voce adulta
interrompe il gioco.
Figure di sabbia
Ho fatto l'amore sulla sabbia umida,
una figura di donna
è rimasta nella sabbia.
Chi difenderà quel corpo appiattito
da ragazzini dispettosi?
Dalla forza del mare?
Sarò la sentinella del nostro amore,
costruirò dighe,
scaccerò i bambini,
mi sdraierò sul suo corpo.
Sulla sabbia rimarrà
una figura di uomo
fin troppo conosciuta.
Stagioni
La donna è primavera,
foglia tenera, bocciolo.
La donna è vento,
i suoi piedi hanno
radici nella terra.
La donna è estate,
fiori e frutta.
La donna è luce,
i suoi occhi sono
la luna e il sole.
La donna è inverno,
pianta secca,
terra odorosa.
L'uomo è il tempo
che distrugge tutto.
Tramonto
Un albero di mele
rosse, gialle
s'impone nel cielo.
Il sole scompare
dietro al monte,
una mela rossa
tagliata a metà.
Tela di ragno
Ho imprigionato
una donna
in una tela di ragno
ghiacciata,
fili d'argento
resistenti.
E' bastato un raggio
di sole
per liberarla.
Del suo corpo,
qualche goccia
su una foglia
secca.
Cenere
Cenere bianca
brace rossa.
Il bianco non uccide
il rosso.
Il freddo non uccide
il caldo.
La morte non uccide
la vita.
Stazione senza nome
Un treno senza destinazione
percorre lento la pianura
nessun segno di insofferenza.
Qualcuno parla di una casellante
tette grosse, fianchi larghi.
Il treno fischia la sua presenza
percorre lento la pianura
destinazione la stazione sena nome.
Salmastro
La donna è un'anfora
piena di vino.
L'uomo è vento
salmastro
corrode l'anfora
rende il vino aceto.
La donna è terra odorosa
l'uomo è il tempo
che distrugge tutto.
Nano
Al nano piace uscire verso sera
non gli interessa il fresco
uscirebbe anche di giorno
se non fosse per le risa degli uomini.
Al nano non piace il tendone del circo
i riflettori che lo rendono piccolo
le risa dei bambini.
Al nano piace guardare
la sua ombra di gigante.
La notte e il giorno
distruggono la sua illusione.
Vecchio
Pelle raggrinzita
occhi stanchi
capelli, ciuffi di sterpaglia
bruciati dal sole.
Bastone brandito
a scacciare intrusi.
Corpo spezzato
braccia muscolose
spalle larghe
gambe piccole
camminata di pernice.
La sua casa
una grotta
per difendersi dal sole.
Il vecchio
costruisce gioielli lucenti
da oscurare il sole.
Ulivo
L'ulivo che vedevo dalla stanza
un quadro appeso alla parete
è il tesoro di famiglia.
Così diceva mio padre
così disse mio nonno a mio padre.
I giovani della nostra famiglia
avevano giocato
avevano amato
erano invecchiati
sotto i suoi rami.
Oggi è un poco ricurvo
proteso verso il mare come un vecchio.
Il tempo mi sta rubando il tesoro.
Uomini senza ombra
Ti ho invitata in collina.
Mi hai seguito come un'ombra.
Ti ho parlato del mio amore
non mi hai risposto.
Ti ho baciata
la mia ombra si rifletteva nella tua.
Avevo faccia di donna.
Te ne sei andata
ho visto la tua ombra allontanarsi
sulla strada impronte di donna.
Della mia ombra nessuna traccia.
Maternità
Quella notte in collina
avevi paura di metterti nuda.
A me piaceva il tuo viso da cerbiatta.
Quella notte è un ricordo
non hai più vergogna
il corpo è deformato
i vestiti ti stanno stretti
non hai più occhi da cerbiatta.
Nostro figlio
non saprà della notte in collina
delle tue guance rosse
del tuo viso da cerbiatta.
Stanze
Mio padre e mia madre
dormivano nel lato sud della casa
quella esposta al sole.
Dalla finestra si toccava il grano
al mattino era inondata di luce.
In quella stanza mia madre comandava
lì, nacqui.
C'era un altro lato
esposto all'ombra
fresco anche d'estate
dove mangiavamo
dove giocavamo
dove si sentiva la voce del padre
dove mia madre lavorava in silenzio.
Linea
La donna sta sotto l'uomo
la terra sta sotto il cielo.
All'orizzonte del mare
il mare è una linea
il cielo e la terra
si tengono la mano.
Tronchi secchi
Al nonno piaceva il fuoco
passava delle ore davanti al camino
sceglieva i tronchi secchi
scartava quelli giovani e molli
che facevano fumo.
Il nonno si addormentò davanti al camino
lo trovammo
il sorriso sulle labbra
secco come un tronco stagionato
sembrava dirci:
“Gettatemi nel fuoco”.
Non ne avemmo il coraggio.