Martina Piermarini

Sono nata a Macerata, ma fin da piccola ho vissuto in campagna ed in montagna. Ricordo che ero molto timida e goffa con i miei coetanei, ma la mia vita la sentivo solo accanto agli animali, in mezzo alle colline, agli ulivi, alle vigne.
I miei genitori credevano che l’uomo doveva vivere amando le meraviglie del mondo naturale, solo così il nostro spirito poteva esprimersi.
Mio padre fu uno dei primi a credere nell'agricoltura biologica, e in quegli anni tutti lo credevano pazzo.
Accantonò la pittura e diventammo allevatori di un incrocio tra capra e camoscio.
Arrivarono da Bologna e sembravano veri camosci.
Vendevamo latte e formaggio. E la qualità era eccezionale.
Che meraviglia, ognuna conosceva il suo nome così la sera si mettevano in fila per il turno sulla passerella del prendi(la ciotola d'orzo) e
dai(il latte).Per primo Annibale il capobranco, poi le mamme più anziane, poi le più giovani. Io mi occupavo del reparto capretti, avevo arredato tutto con le balle di fieno, che emozione quando entravo e mi saltellavano in contro festosi.
Quando arrivava il tempo di venderli, non so perché, mi veniva la febbre.
Poi ci trasferimmo in montagna, in cima al monte Gemmo, in una vecchia casa chiamata "Canta Lupo".
Arrivare a piedi al paese era faticoso e l'inverno gelido, ma fu l'anno più felice, più incredibile che abbia mai
avuto. La mia prima poesia la scrissi il natale di quell'anno il 1986.
"Il bruco è un bastoncino di legno, che si muove e si arrotola, quando lo tocco."
Il mio grande amore erano però i cavalli. Dopo la scuola d'educazione ho preso due puledri. Addestrati e domati da sola ho iniziato un'avventura
incredibile nel mondo dei percorsi ad ostacoli.
Nel frattempo mi ero iscritta al "Liceo Giacomo leopardi" e, due anni dopo, al conservatorio "Beniamino Gigli "di Recanati.
Dopo la maturità e il terzo anno di pianoforte, la mia curiosa ribellione verso il mondo, mi ha condotto in Inghilterra, alla periferia di Londra, presso una famiglia, lavoravo come "au pair" prendendomi cura di due bambini. Ricordo il mio primo sogno in inglese, nel quale un drago viola mi rimboccava le coperte
e mi cullava per farmi addormentare. Fu allora che mi avvicinai al teatro, dapprima quello di strada finché una sera fui stregata dall'Antigone e dal teatro
classico. Tornai in Italia e mi iscrissi alla scuola di recitazione "MINIMO TEATRO" A Macerata.
Per la mia prima recitazione dovevo scegliere un pezzo della Divina Commedia, ma alla fine non ho potuto fare a meno di riscriverla sotto forma di manifesto futurista "L'inferno cantore ". Il mio amore per il teatro si fuse all'altro, immenso , per la scrittura.
Così, venni a sapere del Master in tecniche della narrazione della scuola "Holden " a Torino. Sapevo che era molto difficile entrare ma amavo il fiume e
l'atmosfera magica di Torino, così presi il treno in una calda notte di Luglio.
La prova d'ingresso era formata da una parte scritta e da una orale. Mentre tornavo credevo che non avrei mai rivisto quei monti rosati che la circondano come fosse
un anfiteatro. Mi sbagliavo. Dopo una settimana arrivò una telefonata in cui mi veniva concessa anche la borsa di studio.
Nel 1998, dopo aver sostenuto l’esame di ammissione, frequento  il Master.
Nel 2000 conseguo il diploma con la raccolta di racconti dal titolo "Zeta", ottenendo una menzione speciale per la prova d'autore finale.
Nel dicembre del 2000 vengo selezionata per la stesura di una sceneggiatura teatrale  (Premio Calvin Clain, Piccolo Teatro di Milano) ,messa in scena nel novembre del 2000 al Teatro Garibaldi di Torino e nel dicembre al Piccolo Teatro di Milano "Paolo Grassi".

Nel 2001 torno a Macerata. Due le motivazioni:
- L’incontro con l’assessore Pasqualetti che intende far conoscere il suo lavoro anche nelle Marche.
Lo spettacolo viene immesso nel circuito di "Terra dei teatri" .
La rappresentazione viene proposta in due serate di Luglio nel teatro  G. Verdi di Pollenza.
- Un contratto offerto dall’Istituto superiore M. Ricci di Macerata, come "esperto esterno" per un Laboratorio di scrittura creativa nel biennio dell’indirizzo socio- pedagogico, da svolgersi tra il Gennaio e il Giugno 2001.
 Il laboratorio, che per i suoi ottimi risultati ha avuto l’appoggio e la sponsorizzazione della Provincia, continua nei seguenti  istituti, propagandato da un piccolo opuscolo dove ne  illustro i temi e gli obbiettivi.
- dal 2002-2003 all’Istituto comprensivo "Grandi" di Tolentino
- dal 2003-2004 al Liceo Ginnasio G. Leopardi di Recanati
- dal 2005-2006 all’Istituto Superiore "Leonardo da Vinci" di Civitanova Marche.
- dal 2006- 2007 all’Istituto E. Fermi di Macerata
I risultati finali ( i racconti ) del lavoro con i ragazzi sono stati raccolti in piccole pubblicazioni; è stato creato un sito web con le immagini e le storie; mentre il 22 Maggio 2006 per l’Istituto "Leonardo da Vinci" sono stati rappresentati due monologhi dai titoli "Orfeo" ed "Euridice" al Teatro Rossini di Civitanova , di cui curo la regia.

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