Nato a Roma nel 1951, risiede a Ladispoli ormai da moltissimi anni. La sua prima raccolta di liriche “L’esilio del tempo” è stata pubblicata dalla Firenze libri nel 1991, opera che si può accostare per la sua liricità alla grande tradizione intima del nostro novecento, riferibile al sentimento di Ungaretti e al sospeso sogno del Clivo Montaliano, dove trapela che la poesia è naufragio e liricità, e che necessita proprio ed anche per salvare  –  attraverso la liricità – l’uomo dal naufragio. Come? Per mezzo della memoria, infatti si rivivono le brevi letizie, le sconfinate solitudini, s’acquisisce, infine, la coscienza d’essere d’uomini, attraverso i fantasmi . “Mauro Baroni, poeta, scrittore, editore”.
Seguitano altre due raccolte di liriche “Oltre il silenzio” e “Il tramonto dei sogni” che compongono la trilogia del “Tempo che muore”.
Il tempo che muore è lo specchio dell’interiorità dell’uomo, come lo concepivano e lo sentivano il Petrarca e il Leopardi, che tramite i suoi sentimenti compone il senso della sua vita, cercando nell’àncora della memoria poetica quel riscatto che l’esaurirsi del suo tempo terreno rende doloroso e cerca nell’amore il superamento del nulla come fonte universale. Ad una più profonda spiegazione, lascio il compito alla mia lunga introduzione che precede “Il tempo che muore”.
La raccolta di liriche “Oltre il silenzio” è stata lodata dalla poetessa Maria Luisa Spaziani: perché in Lei ci sono notevoli dati di sensibilità che trovano la forma giusta, un particolare ritmo, la notte, il tempo, il dolore, l’amore. Non possiamo dirci figli del simbolismo, niente lo ha ancora sostituito quando la poesia è poesia. Ho avuto il privilegio di collaborare col centro internazionale Eugenio Montale per diversi anni.
Alla dolce memoria del mio maestro, professore Rino Pompei, purista della lingua Italiana “come scriveva  Pier Paolo Pasolini, solo nella tradizione è il mio amore”:  docente di materie letterarie, nonché  premio della cultura della presidenza del consiglio dei ministri, nel dizionario letterario degli annali storici dell’accademia culturale d’Europa scrive che Mario Pozzi: è il cantore lirico del pensiero attivo sul quadrante dell’essere in cui prevale un impalpabile velo d’angoscia che adagia lo spirito sul tappeto di lacere foglie, ma non si smarrisce tra i rami secchi della vita e tende ad elevarsi alla luce dello stesso pensiero nel fervore di una ricerca rigeneratrice.
Ringrazio sentitamente, l’alta sensibilità e la profonda capacità di saper leggere tra le righe del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per aver apprezzato la mia poesia, con una telefonata fattami dalla presidenza della repubblica e con una sua lettera.
 Il mio carissimo amico Adriano Petta,  studioso di storia della scienza e storia Medievale e scrittore di romanzi storici tradotti in lingue straniere, ha voluto farmi l’onore di inviarmi una bellissima lettera dai toni poetici, esaltando il contenuto e la forma della mia poesia e definendo il mio saggio su Pier Paolo Pasolini un piccolo capolavoro.
Ringrazio profondamente l’Onorevole Gianni Letta che con una sua lettera  mi ha fatto l’onore di un suo appezzamento alla mia poesia. 
Ringrazio il mio amico Claudio Nardocci, Presidente pro tempore dell’unione Nazionale Pro Loco d’Italia che mi ha permesso di rappresentare le mie opere teatrali in molti comuni d’Italia.
Ringrazio il professore Biagio di Meglio , presidente dell’Accademia universale “Giosuè Carducci”d’Ischia che nel l’ottobre del 2001 mi ha voluto conferire un premio per la mia raccolte di liriche “L’ esilio del tempo” e conferirmi un diploma per aver onorato la cultura.
Ringrazio, profondamente il mio amico, pittore, orafo e cesellatore franco Germani che con una sua opera ha voluto ringraziarmi della mia poesia.

Opere teatrali e montaggi poetici: “Immagini parole e suoni in forma poetica”, “Sillabe divine” sulla poesia di Davide Maria Turoldo, “Storia di un’anima Russa”, sulla tragica vita del mio amato Vitcor Motko, pittore dissidente Russo ,arrestato a Mosca nel 1976 e messo in un manicomio criminale, torturato e costretto a lasciare l’Unione Sovietica per aver protestato per la libertà d’espressione, di religione e per i diritti umani, fu uno dei primi che con il suo sacrificio gettò il seme che contribuì a far cadere il muro di Berlino e a ridare a milioni di persone la libertà. “Monologo dell’amore e della  solitudine” per la dolce figura di Ylenia Carrisi, il fiore delle cose, sulla sacralità della natura femminile: fine e principio della nostra esistenza. “Auschwitz, montaggio d’un infinito dolore”, “Il conte Ugolino”, sulla morte della poesia nel mondo contemporaneo.

Critica letteraria: cos’è la poesia Italiana?, Pasolini e il confronto con Cristo e le sue visione religiosa della vita, Franz Kafka e il suo presagio – Osip Mandel’stam e il suo amore per la vita, brevi scritti sui poeti: Leopardi, Ungaretti, Montale, Pascoli, Pasolini, Penna, Campana e Antonia Pozzi. La poesia del Petrarca attraverso quella del Leopardi fino a quella di Mario Pozzi. (il Canzoniere - i Canti - il Tempo che muore).