Pioggia
Piove. Una piccola mano
disegna sui vetri appannati,
tra estivi paesaggi assolati,
la casa silente nel piano.
Lo sguardo, stupito e lontano,
rivede le corse festose.
L’osservo, e ripenso alle cose
sognate, ed attese, ma invano.
Nevicata
È bello restare qui, accanto
al fuoco, allor che la neve
il mondo, col tocco suo lieve,
ricopre d’un candido manto
e assidua depone il suo velo
sui rami dei larici glabri
che han sagome di candelabri
dai bracci scolpiti nel cielo,
e rende ogni cosa più uguale
all’altra, addolcendo i contorni,
e avvolge paese e dintorni,
in una atmosfera irreale.
E in questo paesaggio silente
mi vedo sfilare davanti
veicoli e rari passanti,
in una gran calma apparente.
Par quasi che il manto sopisca
invidie ed antichi rancori,
acquieti contrasti e furori,
ferite e dolori lenisca.
E a noi questa quiete consiglia
di stringersi intorno agli affetti,
parenti ed amici più stretti
e tutta la nostra famiglia,
pensando anche a chi ci ha lasciato
per viver la pace celeste
che sembra trasfondersi in queste
giornate dal cielo imbronciato.
Paesaggio
Ampia veduta, chiusa di lontano
dalle verdi colline all’orizzonte:
si profilan dinanzi il lago e il piano,
sono alle spalle i fitti boschi a monte.
Cupo è il paesaggio, sotto un cielo spento
per una coltre nuvolosa oscura;
il lago, ad ogni raffica di vento,
rabbrividisce, come di paura.
Ma, d’un tratto, uno squarcio ecco apparire
da cui un fascio di luce umida scende
e con il cielo sembra il lago unire,
che di bagliori e scintillii risplende.
E sembra ridestarsi la natura
a quella luce, e di speranza il core
s’accende, e si conforta e rassicura,
come presago d’un tempo migliore.
Osservo immoto: non ho più parole,
e nella mente attonita e stupita,
penso che, a volte, basta un po’ di sole
a rischiarare il grigio della vita.
L’ombra
Femmina, ma discreta e silenziosa,
se trova un individuo illuminato,
gli resta insieme, avanti, dietro, a lato,
gli è compagna fedele ed ossequiosa.
Lo segue, piano piano o frettolosa
secondo il passo, lento o accelerato;
ne disegna il profilo, deformato
in proiezione, a volte assai curiosa.
Vive alla luce e súbita scompare
nella penombra, e nelle buie zone
ci lascia soli e non ci viene appresso,
ma ad un raggio di luce ecco riappare
con forme nuove, e dà la sensazione
di ritrovare parte di sé stesso.
La montagna
Cime svettanti e ripide pareti,
paesi arrampicati sui pendii,
fitti boschi di larici e di abeti,
prati virenti e gorgogliar di rii.
Feste in costume e tipiche canzoni,
gente operosa che lavora ed ama;
limpidi i cieli, come le emozioni,
silenzi grandi, come il panorama.
Nebbia
Vaghe figure, diafane, indistinte
emergon dal chiarore opalescente
come i fantasmi dalle spire avvinte
dei fumi fatui, in favole d'oriente.
Entrano in scena, come dalle quinte
vacue del palcoscenico del niente
a noi d'intorno, ombre fugaci e stinte
dietro al velo grigiastro onnipresente.
S'incupisce ogni suono, quasi avvolto
da quell'umido velo indifferente
che rilievi e colori ha in sé dissolto.
Vacillano equilibrio e orientamento
e, alieni e vuoti, l'animo e la mente
sono presi da un senso di sgomento.
Capodanno
E un altro anno ancora è ormai trascorso:
si aggiunge alle stagioni già passate
che fan la nostra età. Provo rimorso
per le occasioni avute e tralasciate:
ciò che non fu e poteva. Ma il concorso
di mille circostanze sfortunate
mi ha sovente costretto a non dar corso
all’attuazione delle cose amate.
Ora che il più è passato di mia vita
poche occasioni ho di recuperare
ogni progetto o sogno accantonato;
la speranza però non è svanita
e nel futuro intendo realizzare
parte di quello che mi fu negato.
Fede
Nella vampa infocata del tramonto,
nel rosato chiarore dell’aurora,
nel lento tremolar della marina
per brezza carezzevole e leggera,
nell’ulular del vento di bufera,
nel candore di brina mattutina,
nel mar che frange sopra la scogliera
gemme lucenti dispergendo intorno,
nel fioccare silente della neve,
nel luccichío dei prati di rugiada,
nella sottile pioggia marzolina,
nel violento crosciar del temporale,
nel rombo greve di pauroso tuono;
nel cielo taciturno, d’infinite
stelle trapunto, cui lontani mondi
ruotano intorno in lento giro eterno,1
nella calura del meriggio estivo,
nel freddo algente d’uno spoglio inverno,
nei colori dorati dell’autunno,
nel rotear di un volo di gabbiani,
nel garrire di rondini alla sera,
nel mondo che rinasce a primavera,
nello sbocciare magico d’un fiore,
scorgo un disegno d’infinito amore.
1 Cfr. R. Fucini : …”.dal sole alle più incerte nebulose/ muovonsi tutte in lento giro eterno”
Evoluzione
Si avanza nella nebbia su un sentiero
scosceso ed erto: un esile confine
tra il progredir verso la luce e il Vero,
e il baratro profondo senza fine.
Mal - essere
Corsa affannosa verso chissà dove
alla ricerca di chissà che cosa:
un’esistenza sciatta e tumultuosa,
l’eterna bramosia d’altro e d’altrove
nel tentativo inconscio d’ubriacarsi
continuamente, senza assaporare
qualche esperienza, senza soffermarsi
un poco, per riflettere e pensare.
Abbiamo tutto e tutto ci difetta
e ci si sente vuoti, irrealizzati
senza una vita nostra, trascinati
dal mondo esterno, in un’assurda fretta.
Ma, se, ascoltando la ragione e il cuore,
si giudicasse con diversi schemi
la vita, si vedrebbe che il maggiore
nostro problema è non aver problemi.
Sogni
Sogni d’amore, sogni di passione,
sogni di gloria, sogni di vendetta,
capaci di donarci un’illusione
di compenso a una vita troppo stretta,
sogni che trascendete la ragione
solo esprimendo ciò che il cuor ci detta,
sogni fugaci, come una visione,
in cui la mente insonne ci proietta
ogni angoscia dell’anima irrequieta,
fluite come un tumultuoso rio
sul quale l’uomo fragile, di creta,
naviga alla ricerca del suo Io.
Io sogno a volte d’essere un poeta:
l’arte soltanto ci avvicina a Dio.
Voci d’inverno
Ascolta l’inverno, il fruscio
dell’ultime foglie cadenti
che fluttuan nell’aria, silenti,
nell’ultimo addio.
Ascolta: una nuvola folta
di storni converge sui rami
e emette stridenti richiami,
unita a raccolta.
Ascolta l’inverno: un concento
diverso, con note variate,
producon le piante, squassate
dal gelido vento.
Ascolta: ogni suono si tace
coperto dai candidi fiocchi:
stupiscono i bimbi negli occhi;
c’è un senso di pace.
Ascolta l’inverno: al camino
tra schiocchi di ceppi roventi
s’adunano amici e parenti,
assisi vicino.
E adesso l’odore ci invade
delle caldarroste fumanti
dei venditori ambulanti
ai crocevia delle strade
e, tra le vetrine addobbate,
aleggiano note confuse,
apatiche, di cornamuse:
reminiscenze passate.
Ascolta: or si scambiano auguri
tra fuochi e spumanti stappati:
si cassano i giorni passati,
s’inneggia ai futuri.
Ascolta l’inverno: protese
le piccole braccia al camino,
ammiccano i bimbi al calzino,
lusinga di dolci sorprese.
E, infine, la lieve follia
del Carnevale è arrivata:
un’umanità mascherata,
in disinibita allegria,
affolla i locali dintorno
danzando, tra musiche e canti,
coriandoli e stelle filanti,
finché si fa giorno.
Ma volge l’inverno alla fine:
nel corso più lungo dei giorni
par già che la rondine torni,
con le pratoline.
Ascolta: al tepore si fonde
il ghiaccio in montagna; i torrenti
gorgoglian tra i sassi sporgenti;
tumultuano l’onde.
La grigia stagione è finita:
s’adornan di gemme e di foglie
i rami, la neve si scioglie,
ritorna la vita.
Ma ancora permangono, un poco,
ricordi di feste e conviti
in cui fummo tutti più uniti,
e il caldo del fuoco.
Alba
Si rompe il buio, ed una luce scialba,
perlacea, si diffonde all’orizzonte
e si delinea, in controluce, il monte
davanti al cielo che si schiara:è l’alba
Vaniscono le stelle nel chiarore
e un rinnovato fremito di vita
attraversa ,a terra intorpidita,
umida e fredda, e le ridà vigore.
Cresce la luce, e sbianca tutt’intorno
il cielo, e la natura si ridesta;
con nuovo slancio l’animo s’appresta
a viver l’alba di un novello giorno.
Brezza
Con innumeri dita affusolate
passa il vento, leggero, tra le foglie;
le avvolge, le separa, le raccoglie,
le accarezza con mani vellutate;
dolci accordi ne trae, nell’infinita
gamma di toni delle varie piante,
in un concerto armonico gigante:
mille strumenti sotto mille dita.
Brillan le foglie tremule nel cielo;
s’intrecciano nell’aria profumata
stormi di uccelli in lento roteare;
candide vele scivolan sul mare,
sull’erbosa distesa pettinata
dolcemente si piega l’asfodelo.
Nostalgia
Rimembranza struggente d’un passato
lontano ormai nel tempo, e pur presente
nei sogni d’un futuro immaginato
e mai concretizzato veramente;
dolcezze di un amore assaporato
senza averlo gustato pienamente;
ricordi di un progetto accantonato,
di smarrite amicizie, di un ambiente,
d’ore d’esaltazione e d’euforia,
momenti di sconforto e di tristezza,
di depressione e di malinconia,
e calore d’affetti e tenerezza,
e piena libertà, nell’allegria
d’una indimenticata giovinezza.
Una vita a nolo
Si deve agire nella vita solo
per fare sempre il proprio e l’altrui bene:
la vita, in fondo, a noi non appartiene,
ma solamente ci fu data a nolo.
Notte sul mare
È placida la notte; il mare tace
increspato da un rèfolo leggero;
solo, avanza silente il mio veliero
nell’atmosfera d’idilliaca pace.
Concavo, il cielo chiude, nel capace
suo ventre, il mondo, ed il suo manto nero
trapunge, in un alone di mistero,
di mille stelle un tremolio vivace.
Non v’è costa che appaia al limitare,
non un segnale timido di vita,
ma, tutt’intorno, solo cielo e mare
in oscura distesa indefinita.
Solo l’immenso mi circonda, ed io
sento la parvità dell’esser mio.
Alla sera
Scende la sera: quasi immota è l’aria
come sospesa al limitar del giorno;
si abbandonano i campi: è già l’attesa
ora, che a casa, al desco disadorno,
tornano, a passi cadenzati e lenti,
i contadini, dopo il dì rovente,
perché le stanche membra abbian riposo
in un contesto amico ed accogliente.
Impallidisce il cielo, e il panorama
scolora, e sotto un velo si confonde
anche il rosso dei tetti alla campagna.
Si dispiega il silenzio, rotto solo
dalle grida dei voli all’imbrunir:
saluto estremo al giorno che si muore.
Cessa infine ogni suono: è ormai la sera,
che al giorno e al mondo donerà riposo
mentre un’immensa pace si distende.
La pace ch’io vorrei per la mia sera