Nevicata
Bianca danza
lustra
panorami ghiacciati
di neve.
Occhi bambini
ricercano speranze:
fuggitivi semi
fioriti
nei cuori di latte.
Son qui e vedo
il silenzio
del cielo e mi
trastullo
lacrimando parole.
Tornare alla vita
da un parto di neve
vorrei
mentre racconto
morbidi fiocchi
piumati
nel volo degli attimi:
stridule armonie.
Che cosa significa avere coraggio?
Che cosa significa avere coraggio?
Coraggio deriva da cordis actio
cioè quell’azione che viene dal cuore!
Coraggio è quell’energia impetuosa
che dall’intimo sentire
si trasforma in atto,
in concretezza della vita.
Coraggio è tirare fuori la propria verità
nello scorrere dei battiti e dei giorni,
nelle tempeste e nelle bufere,
nelle inondazioni e nelle siccità,
sempre,
senza tradire mai
l’immagina profonda del proprio sé.
Coraggio è essere limpida trasparenza
della propria libertà interiore.
Coraggio è amare a costo
di battaglie di incomprensioni.
Coraggio è cantare il proprio amore senza paura!
Acrobata
Mi fingo un acrobata
per non finire nel precipizio.
Su un filo sottile di storie
reali o presunte tali
mi cimento non guardando mai in giù.
Mi aggrappo a paura e speranza,
a gioie sopite e barlumi di azzurro che sfumano
lontano lontano
nel gioco degli orizzonti.
È meglio imparare le acrobazie
per non rasentare la terra
come fanno i serpenti.
Amo di più le aquile
ma non ho mai avuto la fortuna
di nascere in un nido alpestre
tra il nivale sapore
della solitudine coraggiosa delle vette.
Il poeta è sempre un acrobata perché
sa di essere verme con le penne del volatile
e aspetta che la sua poesia lo racchiuda
come in una crisalide.
Infinite sono le attese della mia vita
prima dei risvegli
ma, quando è l’attimo,
la folgorazione giunge
e non cado
come sulla via di Damasco,
in punta di piedi assorbo verità e resto
in equilibrio.
Ho amato
Amore venne
e bussò alla mia porta
con mani di neve
e sguardi purpurei
cicatrizzando l’intimo.
Non so perché aprii
e sull’uscio contemplai
l’eredità dei miei avi.
Ho amato…
e ne pago il prezzo
mentre fiotti di luce
invadono
il cuore infranto.
Attendo che schiuda la vita
Attendo che schiuda
la vita
le uova dei pensieri
dell’anima.
Covo
nel silenzio
un vagito che dica
il Natale
dell’uomo.
Di tempo è cucita la storia
che tesse
sorrisi e sorprese.
Poi un pianto
inaugura il giorno:
l’inizio e la sua subitanea
fine
nuova.
Risveglio il tremito corpo
risveglio il tremito corpo
al bacio del giorno
nascente
ma ancora fiotti di tenebre
germogliano
sul ciglio
umido di pianto.
piove nel cuore stamane
mentre arida
la polvere del tempo
si innalza nella bufera del ricordo.
non c'è attimo che non lasci un segno
ruvido incavo aratro
nelle zolle vuote dell'anima.
e il seme?
gemmea sete appassionata
si muove e cresce sul corpo
ferito da morsi di voglie
felini istinti dell'uomo.
cerco l'abbraccio avito
o il concavo incontro che fonde
per essere dono e accoglienza
nel bacio vivente dell'alba.
Sono gravido del vizio
Sono gravido del
vizio
ed è per questo che
partorisco
il Resurrexit.
Volevano che uccidessi
la mia stessa
carne
ma ho sempre
lottato
contro l’aborto
della vita.
Stille di lacrime
rugiadano
il ventre
colmo di speranza
fluttuante.
Guerra e pace si danno
la mano
nell’animo del poeta
quando la verità
germoglia intatta
nelle steppe dei propri
olocausti.