Mario Antenucci

Le voci di dentro

Al chiaror delle stelle
voci inumane animano la terra
nel cuore della notte.
Al mattino si destano
le umane voci
che si incrociano parlanti.
Squilla il telefono!
Una donna mi desta,
mi parla d’amore,
mi parla di sole, di luna,
mi parla di vita,
di vita iniziata,
mi parla d’aurora.
Incomincia la vita,
incomincia il lavoro.
C’è qualcuno che corre,
che si ferma ogni tanto,
che rincorre la luce,
rincorre la vita.

Ogni cosa che palpita
ha la sua voce.
Si desteranno altre voci.
Vivranno altri giorni
le voci di dentro.

Campobasso, 28 Ottobre 2009

 

A te volgo il cuore

Vicoli bui
e vergini strade
scalfiti dal tempo;
usci e finestre
chiusi alla vita.
Ascolta il silenzio
in quel felice approdo,
ove la solitudine
degli uomini soli
la fa da padrona.
Dormono le anguste vie,
dormono le genti rassegnate.
Eppure l’uomo solitario
canta la gioia della vita.
Eppure tu rubi l’anima
e ridoni fiato
alle nascoste voci.
Canta la tessitrice
mentre trama la tela;
canta il villano
mentre torchia l’uva;
canta il pastore
con il suo gregge al pascolo.

Mi travolge
il tuo porto pacato,
ultimo mio approdo.
A Te volgo il cuore.

7 Settembre 2009

 

Mi ritrovo

Non s’ode più nessuno
in questo paese avvolto
dal freddo cappotto di neve.
Davanti al focolare sto
con le piccole lingue di fuoco
che fan le capriole.
Dimentico del tempo che passa
E abbandonato alla memoria,
sgranocchio caldarroste
mentre l’orologio della chiesa
ha suonato l’ultima ora.

Qui mi ritrovo pensando
al verde prato dell’infanzia,
al mare tempestoso giovanile.
Qui mi ritrovo per intrecciare
nuovi fili di vita come il ragno
dopo la disfatta della tela.

Roccavivara, 28 Dicembre 2008

 

Incanto

In questo angolo dischiuso alla vita
pratico a volte la solitudine
altre l’amore che conduce a Te,
ultima meta, attraverso i sentieri
sinuosi dell’agire umano,
nelle aurore rosee
e nei tramonti tempestosi.

Quanta pace, quanti pensieri
in quest’angolo placante l’animo,
ove la luna opaca e timorosa
accarezza il pigro riposo
dell’uomo incantato
che, stanco, al Tuo cospetto, Madre,
grida la sua intima miseria.

Santa Maria di Canneto, 12 Ottobre 2008

 

L’essere

Come foglie ingiallite
arrotolate dal vento
d’autunno
così sento
trascorrere l’essere;
poi stanco
tornerò
al principio

Campobasso, 18 Novembre 2007

 

Il vivere

Di un turbinio continuo
di gioie e di dolori
di vari mutamenti
è il vivere
di sempre.

Campobasso, 18 Novembre 2007

 

Da “Sprazzi”

Aurore e tramonti

Aurore e tramonti
si stampano dietro ai monti
e agli orizzonti marini;
chiari e scuri
disegnano il mio animo
dando vita ad un
incontrollato balletto;
immagini, sensazioni
e sentimenti illuminano
la mia vita come un flash
di un fotoreporter.

Giugno 1971

 

Il vento

Ascolta il silenzio
del vento che soffia flebile
carezzando le foglie
della betulla e
il verde grano vellutato.

Guarda il vento
caldo dell’estate
che sospinge le vele variopinte
là dove il mare si coniuga
con l’azzurro cielo.

Guarda il vento grigio
autunnale che spazza via
la nebbia del monte
e le foglie morte.

Ascolta il vento freddo
dell’inverno che fischia
sibilando tra i vicoli
stretti del paese.

Novembre 1971

 

La solitudine

I rintocchi lenti
della torre campanaria;
il vento sibilante
tra i vicoli stretti
freddi inanimati
del borgo natio
mi toccano il cuore.

Nella valle estiva
si ripete il canto
stridente delle cicale
che accompagna la
giornata afosa
del contadino stanco
riposante sotto la pergola.

Sopraffatto da cupi pensieri
e nascosti sentimenti
la tristezza e la solitudine
mi prendono.

Roccavivara, Agosto 1991    

 

Mia madre

Corpo scheletrito
ricurvo su se stesso
quasi a guardar terra;
mani esili dalle dita
ossute e noccolate;
viso rugato dalla fatica;
volto tormentato e triste
da pensieri silenti;
pellegrina nell’animo
vedovo dell’amore perso
e spento a morte di lui
e del figlio fanciulletto.
A volte con sorriso amaro,
altre con parole suadenti
e rinfrancanti vive alla vita
mia madre.

Roccavivara, 22 Gennaio 2004

 Mi sono coperto di rossore

Mi sono coperto di rossore
davanti la chiesa
quando incurante
sono andato oltre
la donna adagiata
sul lastrico.

Mi sono coperto di rossore
lungo la strada
quando vedendo
la meretrice sono
andato oltre.

Mi sono coperto di rossore
quando ho visto
l’altro in difficoltà
e non ho fatto
tanto quanto potevo.

Mi sono coperto di rossore
molte volte, tacito
nella mia dignità;
non ho mostrato
il mio volto sorridente;
non ho mostrato
il mio sentimento.

10 Luglio 2004

 

Il monumento

Prorompente come
la Venere di Milo;
sguardo sicuro
proteso nell’avvenire.
Fugge dall’orrore
della guerra
calpestando l’arma letale.
Per mano il figlioletto
ansimante grida:
portami via verso la pace
verso la libertà
tante volte invocate
tante volte violate.

La libertà è dono
della morte di tanti
impavidi giovani;
la libertà è dono
di tante giovani
vedove donne.
A te figlio della guerra
la gioia di goderla;
a te la forza di conservarla.

Roccavivara, 18 Luglio 2004

 

Temporale estivo

Il vento alza le foglie
creando un fruscio vorticoso
che annuncia l’arrivo
della tormenta.

S’addensan le nubi,
il cielo è cupo,
l’aere rimbomba.
La pioggia incessante
batte e dirupa;
sale forte l’odore della terra
infuocata della calura estiva.
Nel casolare si sente
L’umido tepore che
lentamente mi prende
abbandonandomi al sonno.

Di tanto in tanto
il fragore dei tuoni
mi destano sussultando.

Campodipietra, 24 Luglio 2004

 

Da “I colori della vita”

I giorni della musa

Il calpestio frusciante
in mezzo al fogliame
del carpineto
risveglia alla memoria
i giorni della musa
quando cantando
spensierato giulivo
compivo le sue odi.
Impervie faticanti
dolci passeggiate
mi guidano alla tua meta.

18 Luglio 2004

 

Tramonto

Tramonto infuocato
dietro gli alberi scheletriti,
in quell’angolo di vita
nessuna luce s’accende.
Sembra languire
l’ultimo raggio
e resta vivo
il ricordo del sole;
nell’animo rimane un pianto.

 

Stagione del cuore

Seduto, alla finestra,
un vecchio mira
la natura in fiore.
Il suo pensier divaga
a rimembrar
le sue vecchie storie.
Rinvigorito guarda
la nuova palpitante stagione
abbandonando l’amaro
sapore del ricordo
struggendo la fugacità
di ogni cosa.
Palpita il cuore fanciullesco
disegnando nuovi orizzonti.

Roccavivara, 9 Agosto 2006

 

Sogno della vita
(dedicata a Cinzia)

Immerso in una luce
di azzurro soffusa,
disteso sul soffice letto
con gli occhi chiusi e
sorriso compiaciuto
immagina il domani.
Domani all’alba radiosa
di un giorno pacato
segna il cammino
che fiorisce e si dilegua
come gocce di rugiada al sole.
Nel sogno morto indugia
ancora il pensiero del domani.
Domani orizzonte dei sogni
e arcobaleno di speranza.

Campobasso, 26 Agosto 2006

 

Profumo

Il profumo intenso
di lenzuola fresche
enumera le scene
di amori nudi
di giorni pigri.

Libro spalancato
indimenticabile
che conserva
parole più forti
del senso.

Settembre 2006

 

La vita

Guardando la cupola stellata,
sotto il cielo terso da fosche nubi,
mi indugio sui passi solcati nel tempo.

Quanta vita in un mondo opaco
lungo  sentieri ora adombrati
da erbacce ora ciottolosi.

Quanta passione nel continuo
mutare della vita che non stagna
insofferente dell’inerzia
e del lamento dell’uomo inerme.

Palcoscenico fervente
su cui bisogna salire
nel quale ogni luce si accende
ed illumina il teatro.

Arca di Noè sulla quale ognuno
sale per restare tra i viventi
per affermare la propria identità.

Bergamo, 15 Maggio 2007

 

Amore senza fine

Occhi silenziosi
più loquaci
di un fluido discorso.

Occhi di sorrisi amari
che piangono
senza lacrime.

Occhi d sguardi cupi
smarriti e senza luce.

Occhi imploranti amore,
amore senza fine
amore senza limiti.

Nel mondo rumoroso
negli animi indifferenti
pur s’aggira fraterna carità!

Bergamo, Maggio 2007

Biografia
Poesie
Link