PER DIEGO
Una parola, una nota, un’ immagine …
Creano emozioni indistruttibili che intaccano l’animo
realizzando mescolanze di sorrisi e lacrime …
Commozioni,
che tu
- Diego –
Come una fotografia,
Riesci a fissare indelebilmente
nei cuori di chi ti attornia
Con i tuoi gesti, le tue parole …
Abbandono a te
Frasi insignificanti ma sincere,
marchiate in questo pezzo di carta,
per esprimere gratitudine a colui che rende viva l’emozione
in una qualsiasi futile parola …
Abbadia di Montepulciano, 29 marzo 2010
"BABBO" ARTURO
( A mio suocero)
In un pezzo di carta scorre un rumore.
La penna
unica arma di difesa.
Scrivo e passa la malinconia.
Tra le vene della mia penna
un solo uomo
ha capito il meccanismo della vita
senza un glossario.
Va vissuta
amata... giocata.
Tra guerre ed amanti
verdi praterie ed immenso azzurro.
Eterni giochi con l'amore dentro un tempo infinito.
La Vita chiede tanto
E di esser dominata.
Il tempo non ha bisogno di tempo.
Con esso ha camminato sempre insieme
Da buon amico.
A volte fa bene star dalla parte dei perdenti.
Spesso è la migliore.
E quest’uomo lo sa.
-Ora-
nelle vene della mia penna
scorre la mia stima per lui.
E’ riuscito a costruire
la sua Esistenza
sulle fondamenta della Vita.
Ed io -da occhio straniero-
lascio la sua impronta
in questo vecchio foglio ingiallito.
L’ affetto
-insieme a questi versi-
è l’unica cosa
che posso donare
augurando a lui
il bene più profondo e tanta Vita!
TORRITA DI SIENA, 13 gennaio 2006 h 12:06'
RICORDI …
(a mia figlia Melissa:Grazie A mio marito Luca)
Una canzone che scompare
Nella fiamma di un camino.
Ricordi che si mescolano
Alla cenere che il focolare
Ha voluto donarmi
In una qualsiasi notte insonne.
Aver paura di pensare
Per non dover piangere.
Cancellare quella track
Non è possibile.
Si fa sentire per ricordarmi che esiste
Un passato.
Un amore non contraccambiato
Una piacevole abitudine,
Un amore destinato a finire …
Ma io cambio canzone
E penso al presente
Sorridendo
Osservo mia figlia che dorme
E gioca con gli angeli
Mentre aspetto il mio amore
Aggiungendo legna nel camino …
Non c’è più la cenere
Ed il passato è un dolce ricordo.
Non mi vergogno di piangere …
Ma sorrido …
ABBADIA DI MONTEPULCIANO, 19 OTTOBRE 2009 H 20:55’
TI AMERO’ (A mio figlio Arturo che deve nascere)
Oggi,
figlio mio,
Stai crescendo dentro me.
Domani le campane suoneranno il tuo arrivo.
Arriverà dalla culla dolce musica bizzarra.
Sorriderai ad una smorfia di un viso amico.
Avrai i tuoi giocattoli.
Crescerai.
Contemplerai un foglio bianco
Penna e calamaio.
Ancora tu che ridi mentre scrivi << a, b, c … >>
Correrà il tempo
Ed avrai abbondanti lacrime
Per piangere davanti ad una delusione.
Ma avrai la forza di rialzarti quando cadrai.
E altrettanti sorrisi avrai
per ridere con un trofeo in mano.
Ti vedrò crescere -bambino mio-.
Avrai anche tu una famiglia da difendere.
Ed io - ovunque andrò -
sempre ti amerò,
figlio mio!
ABBADIA DI MONTEPULCIANO, 3 NOVEMBRE 2011 h 18:46’
UN VECCHIO DJ
(Grazie Fabio)
Nella piazza dei ricordi,
un volto immaginario
ha preso sembianze.
Un qualcuno al di là di una FM:
Radio Club 92
Il tempo ha nascosto tra le sue macerie
e a me resta il suo ricordo.
Musica lontana
Vissuta tra un amore impossibile
e incontaminate amicizie.
La voce di quel vecchio DJ
Ora ha un volto.
Ed è con colui che voglio
Condividere un passato nella sinfonia della Vita.
Il mio ricordo:
Bolsena!
Abbadia di Montepulciano, 13 Dicembre 2010 h 12:38’
LOCANDA DEI BRIGANTI
(A Daniele , Claudio e al loro padre Marino)
Ho mangiato divertimento
E bevuto risate
In una locanda lontano casa mia.
Gente bizzarra intrattiene i clienti.
Vino dolce
Tra sorrisi ironici
Ho assaggiato per scoprire il sapore dell’uva
Di una terra che non è la mia.
Osteria di mare
punto di appoggio
Per anime tristi
Dove trovano calore umano
Ed un genuino ed incontaminato divertimento.
Proprietari con sana pazzia
E un gran cuore.
Altra dimora
Per me e la mia famiglia.
Rifugiandoci in un qualsiasi giorno di questa vita
per emarginarci da un mondo di Pierrot!
Abbadia di Montepulciano, 09 gennaio 2011
H 22:36’
IL MIO MONOLOGO
(Ad un amico)
E' sceso il sipario
nella commedia sull'amicizia.
Gli spettatori
se ne sono andati.
Gli attori
nei loro camerini.
Son rimasta solo io
sul palcoscenico.
Seduta sul parquet della notte.
Iniziero' una nuova commedia.
Iniziero' il mio monologo.
Sorrido...
Piangendo!!!
Da Amabili Imbranati 2011
FRAMMENTO
(Ad un amico)
Di questa vita,
amico mio,
né tu e né io conosciamo gli enigmi.
L'amicizia era sepolta
da un velo di bizzarri segreti.
Caduto quel velo
non siamo rimasti
né tu, né io.
Da Amabili Imbranati 2011
SANDRO ED UN RIBELLE BLUES
-Per Sandro-
Prossimo a Dio
Leggi i miei versi
udendo un blues
di bizzarri ragazzi.
Non prestar fede a fasulle parole
O simulate note.
La mia poesia è pura
La loro musica è solo un po’sovversiva.
Ma non c’è nulla di falso.
Leggi da lassù
Ciò che non era mai stato ancora scritto.
Ascoltando amico mio
Da lassù
Quel che non hai ancora sentito
Morto per overdose.
Fredda stazione
Di una squallida città.
Tu da buon ragazzo ribelle,
Io piango.
Non sono riuscita a regalarti il mio aiuto.
Per la mia troppa fragilità.
Ho sempre creduto di esser come tanti altri.
Non ho mai saputo se realmente mi hai mai perdonata.
Ed ora
Anche un solo secondo passato è molto lontano.
Così non mi resta
Che offrirti i più sinceri dei versi
E dai miei amici,
o da qualche schiavo nero,
farti attribuire questo ribelle blues.
Come ribelle la tua incontaminata anima.
NON DATATA
SOTTO IL CIELO DI NEW ORLEANS
Quel nero laggiù, in un angolo, in fondo al viale della pace. Ha una tromba in mano. Solo, schiavo di una vita e di sé stesso. Schiavo di un passato ricco di atroci ricordi in un campo di chissà quale piantagione. Fischiettava qualche nota strana e malinconica. Schiavo di un treno che chissà in quale destino era la sua fermata. In una città cadente. Magari a trovare qualche altro nero in un “carcere” smarrito in chissà quale campo polveroso di una vasta piantagione di cotone. O forse giunge all’ultima fermata della vita.
O chissà se è solo un semplice treno piene di tante speranze …
Mah!!!!!!!!!!!!!!! Chissà …
Però ora lui …
Ricorda.
Chissà se riuscirà a dimenticare.
Ma sicuramente ricorda.
Non c’è nulla da rimpiangere direte voi della grande platea.
Invece sì, perchè nonostante la sua disperata vita, quel vecchio di colore sorride.
Con la sua chitarra, amica di una disperazione totale, sorride.
Ed era la solitudine che lo ha portato ad imprimere senza pudore la sua vita tra le righe di un vecchio pentagramma.
Ed ora è la sua chitarra che racconta…:
La solitudine e le notti disperate in chissà quale baracca spersa in uno spazio polveroso del tempo.
Rassegnazione di un uomo la cui vita già segnata da uno schiavismo crudo.
Ma attenzione voi della grande platea.
Osservate ancora più giù, in fondo al viale della libertà, un gruppo di ragazzi suona.
Una chitarra compagna di chissà quale avventura.
Un vecchio pianoforte comprato al negozio dell’usato a pochi spiccioli.
Dei vecchi bidoni che vi fan da batteria.
Una bella donna di colore, con una voce straordinariamente incantevole.
Quel vecchio osserva e ascolta.
Pensa e ricorda perché ricordare è soffrire e per lui soffrire è divenuta un’arte.
Ma sorride.
Osserva e sorride.
Osserva il futuro di quei ragazzi.
Suonano per lui sotto le stelle di New Orleans e il Mississipi scorre nelle vene delle loro strana musica. Bizzarre le loro note ma il vecchio di colore capisce.
Solo lui. Lui che è stato lo schiavo del tempo.
Avrebbe mutato il suo passato ne avesse avuta la possibilità. Una speranza: la sua tromba. Lo aiutava in tutte le situazioni. Anche quelle più disperate dove in gioco c’era la vita.. Ma indietro il tempo non ritorna così non rimane che ricordare e aiutare l’universo coi propri ricordi. E ricorda con la tromba. Suoni tristi escono dalla sua fedele amica.
Malinconici e disperati. Ma le sue labbra sorridono. Sorridono contemplando quei ragazzi.
Cortometraggi del suo passato in note frivole, attraversano le strade di New Orleans e arrivano alla fine del viale della libertà.
I ragazzi sentono note strampalate. Ma comprendono. Loro che hanno avuto la libertà, comprendono.
Un cane passa per caso facendo da scenario alle loro vite.
Un cane randagio tra le strade di New Orleans e in mezzo ai falò dentro bidoni arrugginiti.
Il passato di quei ragazzi era tra sbarre e polvere bianca. Quel vecchio lo sapeva, l’ha sempre saputo ma intuiva anche che avrebbero allontanato qualsiasi cosa che interrompesse la loro arte. Così il vecchio ha avvertito. Perché in lui è fluito nelle vene delle sue note, lo stesso Mississipi.
E’ questa musica pura. La vera lucidità di un’arte.
Quei ragazzi ora lo sanno.
Nessun artista è mai riuscito a rappresentare questo scenario.
B.B. KING lo ha fatto. Ebbene, io da ignorante, posso garantire, a voi cari ascoltatori, che il grande B.B.KING è riuscito a farlo. Solo lui, con occhio straniero, con la sua chitarra in mano, è stato in grado di narrare il vero “BLUES” sotto il cielo di New Orleans. Sì amici miei o chiunque voi siate. E’ B.B. KING l’unico vero grande narratore.
Ad un pittore dall’altra parte del mondo ormai non resta che istoriare, nella sua bianca e vecchia tela la vera pace, le più vere delle libertà di un’era composta da disperazione e speranze, mentre io, poeta senza successo, non mi resta che decantare nei miei più strani e forse insignificanti ma incontaminati e reali versi il
Grande narratore: B.B.KING, il vero griot del BLUES.
NON DATATA
A LONGYEARBYEN
Una renna ed un’aquila
Osservano da lontano
Uno scenario umano
Poco più che ridicolo.
Tra flash di macchine fotografiche
E gesta convenzionali
Di uomini subdoli
Che osservano con cuore superficiale.
A Longyerabyen …
1000 km dal Polo Nord …
E’ qui che la renna intanto aspetta
Il suo Babbo Natale…
LONGYERABYEN, 16.07.2007
(Isole Svalbard)
A MAGDALENA FJORD
Confusi pensieri
Sciolti al tiepido sole
Dimenticato tra infinite
E bianche montagne
galleggianti
Su di una piattaforma di un freddo azzurro.
Non più confusi pensieri
A Magdalena Fjord.
Solo piume d’anima
Rapite da trasparente Natura!
MAGDALENA FJORD, 15.07.2007
(Isole Svalbard)
H 11:00’
“Amabili Imbranati”
La storia dei Bravi Ragazzi
- Amabili Imbranati -
Rimasta sospesa tra parole mai dette
In silenzi interminabili
Dove si celano bizzarre emozioni...
....Oggi,
nascosta tra la nebbia nell'anima!
NON DATATA