Maria Emanuele

SILENZI

I tuoi silenzi
                   impigliati
ad ambigui pensieri
                              si snodano
tappeti roteanti
                       di viscido muschio
su cui i miei pensieri
                                errabondi
tramando
              tele di ragno
E gemono le anime
                              prese
nelle bave
               del silenzio

 

SALICE

Tra le tue braccia
salice
cullai l’ansia dei miei giorni
in smarrimento
di sensi e di pensieri
Mi bagnai delle stille
del tuo umore
tra l’erbacee valve delle fronde
Affondai le unghie-radici
nelle zone intrise
di licore rubino
e suggendo da esse
linfe di viscerale dolore
tutta fu permeata di te
la mia essenza….
ed io fui salice
e piansi

 

L’ALTRA FACCIA DELLA LUNA

Quando tutto sarà finito
rimarranno le stelle
nel respiro del cosmo
Frammenti di sentimenti
in sincronia
col palpito dell’universo
   Un tremore
di luci già estinte
apoteosi di un mistero
celato
nel segreto delle vene
dietro l’altra faccia della luna

 

SENZA RESPIRO

Quando c’incontreremo
di nuovo sotto il sole e ti rivedrò
nel furore che ti distingue
con l’urlo del possesso
della vita
le parole rimarranno nell’aria
come stelle spente
sullo sfondo di un cielo senza respiro

 

IL SILENZIO DEL DOPO

Il maestrale s’insinua
fra le onde
e la risacca innalza
i flutti
in delirio di stille
ebbre di niente
Se posa il vento
lo spirito ristagna
nella conca
d’una secca tra gli scogli….
Il silenzio del dopo
sopraggiunge

 

CIFRARIO

Ho scritto
sul muro del silenzio
parole senza senso apparente
cifrario – top secret –
dei miei giorni
ed ho gettato nei gorghi dell’amaro
la chiave del codificatore….
Non saprai nulla di me

 

SIDRO

            
Quel sorriso
                  odorava  di mele
Profumo sottile
                      di frutto maturato
al tepore
            della paglia
Quel sorriso
                  gocciava spuma d’ambrosia
elisir
       stillante da polpe dorate
fra denti d’avorio
Quel giorno
                 giacqui
ebbra
        di sidro di mele

 

MISTERO

Quando tutto sarà finito
rimarranno le stelle
nel respiro del cosmo
frammenti di pensieri
in sincronia con l’essenza dell’universo
Un tremore di luci
già estinte
apoteosi di un mistero
sofferto nel segreto delle vene
Raccoglieremo perle
sulle ciglia della notte
e le nasconderemo
dietro l’altra faccia della luna

 

LA MIA TERRA

Dirupi
d’erba in virescenza
arroventati i tumulti
della mente
ribollente lava di vulcano
Isosceli i tre lati
nel tormento d’agavi
Pane e sale
e acqua di nuvole
nel cavo delle mani
La mia terra
scioglie catene
al fuoco del bivacco

 

SONATA A QUATTRO MANI

Abbiamo suonato a quattro mani
su un pianoforte a coda, da concerto
Non so che stagione
nell’aria s’indugiasse….
primavera o estate, forse
Una invisibile bacchetta
ci dava il tempo
-quattro quarti sostenuto -
Bach scioglieva note
sull’enigma della tastiera
Nell’ansa del – pianissimo –
le tue mani, forti nei bassi,
sfioravano le mie
leggere nel respiro della melodia
Una folata di vento, all’improvviso,
spalancò la finestra
disperse, foglio a foglio, lo spartito….
Le note
sentimenti migranti
verso lidi d’oltremare
vibravano sulle fronde dei salici
dei tigli, degli ontani….
Sopra tasti d’avorio, bianchi e neri
lo struggimento del bemolle
nel finale

 

ULTRASUONI

I tuoi silenzi parlano
con cento parole sonore…
Le frasi d’amore
che non osi dirmi
le tenerezze che non sai offrirmi
vibrano nell’etere
come ultrasuoni.
L’antenna dell’anima mia
è tesa a captare
la tua voce
nel profondo silenzio.

CUORE NASCOSTO

Ho nascosto il cuore
negli ermi cunicoli
d’anfratti scoscesi
Ho nascosto il cuore
sotto foglie secche
crepitanti dolore
Non lo cercare più

 

IPOTESI

Immagina
se per ipotesi
ci spogliassimo di tutte le scorie
se, per un attimo,
potessimo gettare via
la veste dell’indifferenza
il cilicio della menzogna
il cordone della violenza
lo scialle dell’ipocrisia
e ci restasse addosso
soltanto
la pelle dell’innocenza….
Per intuizione divina
sentiremmo la Verità
ala di colomba
che giunge col tacito  - AVE –
Immagina
se per un solo momento
si schiudessero innanzi a noi
i cancelli di un mondo primitivo
e l’Angelo che ci aveva scacciati
gettasse la spada
e ci schiudesse le braccia….
Immagina
lo stupore e l’estasi
dell’amarsi
per un minuto
per una Eternità

 

INCONTRO

Un turbinio di foglie dorate
uno scalpiccio di passi
crepitanti sul tappeto d’autunno
ritmico suono di tamburi d’amore.
Gli occhi socchiusi al mistero
i tuoi passi affiancati ai miei
nel ritmo che s’acqueta e s’adagia
in polle d’acque di silenzi.
Novembre
tra nuvole bianche
appunta granati tra i nostri capelli.

 

ECLISSE

La paura ha il sembiante
d’una eclisse
L’ho scoperto nel ghigno d’un volto
che si è interposto
tra il sole e me
E la mano del buio
mi ha chiuso le palpebre
in un brivido

 

CATTEDRALE

Il tempo
ha stillato la vita
nel palmo
delle nostre ignude mani
lentamente
goccia a goccia
il tempo eterno dell’amore
Stalattiti d’argento
dall’arco del cielo
stalagmiti d’oro
dall’umida
terra
e tu ed io
nella iridescente
cattedrale
del nostro amore

 

AVRO’ UNA STELLA

Coagulo l’essenza
della notte
nelle pupille
affisse
in spazi siderali
Avrò una stella
quella che sognai….
La strapperò
ad una pioggia di meteore folli
in una notte d’agosto

 

ARCIPELAGO

Circumnavigando
l’atollo di un sogno
spicco coralli di sorrisi
sulla barriera
L’oceano
dilaga dall’angustia delle vene
s’insinua tra madrepore e conchiglie
ricopre le concrezioni
del desiderio
Pennelli d’aria
su vergini fondali
evocano
il lussureggiare di un dipinto
di Gauguin….
Hibiscus di fiamma
tra chiome di giaietto
forme discinte sulla sabbia
e il giallo ocra della passione
che sale
nel brivido della marea
L’amore è un arcipelago
intravisto
in azzurre lontanie
svaporata visione di palmizi
ebbri
al soffiare degli alisei

 

ALLE PORTE DELL’IGNOTO

E’ giunto
             il tempo della meditazione
il tempo d’attesa
              alle porte dell’ignoto
Le idee
             fluiscono lente nell’aria
rarefatta
             e passano innanzi agli occhi annebbiati
Io vi guardo pensieri miei….
Avete abbandonato
                le vesti d’arancio
le cinture di granati
                 i mantelli di giada
Vi siete rivestiti
                 di bianchi veli
pensieri miei
                 e in armonioso silenzio
aspettate
                 alle porte dell’ignoto

 

AL MERCATO DELLE PULCI

Vorrei comprare sogni
sogni di ieri e dell’altro ieri
sogni usati
proiettati in – replay-
al rallentatore
su lenzuoli  gualciti di pallore

Vorrei comprare illusioni
dal rigattiere
illusioni ammucchiate alla rinfusa
su una bancarella
al Mercato delle Pulci
al mercato del fuori-uso

Vorrei comprare scampoli di bontà
da rivestirne il cuore,
ricordi smessi
ceduti all’ingrosso
per un assegno a vuoto

Vorrei comprare stracci di fantasie
cedute per un niente
al primo offerente

 

 

 

 

 

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