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Una cometa chiamata Karol
Una mattina di primavera,
quando i prati erano madidi di rugiada
ed il sole era già alto,
una stella cometa scese sulla terra
con la sua magica scia luminosa.
La stella voleva aiutare gli uomini
A ritrovare: la pace, la serenità,
la “FEDE”.
Gli anni trascorsero in fretta,
la buona stella non voleva
tornare nel firmamento c’era ancora
tanto da fare sulla terra, tutti avevano
bisogno di lei, specialmente i giovani
che considerava il futuro domani.
Gli uomini ormai l’amavano tanto
e non volevano che essa partisse.
Fu richiamata, ritornò tra le stelle
ma, volle lasciare un suo ricordo;
lasciò la sua scia luminosa,
lasciò “la fede”.
Sorridi
Sorridi, sorridi alla vita
tu, che non sorridi mai,
scaccia le nubi dal tuo
cielo.
Sorridi quando incontri
un bimbo che ti guarda,
sorridi a chi tende la mano
perché ha bisogno di te.
Sorridi al vecchio stanco
e triste.
Sorridi, sorridi, perché,
credimi anche con
i grandi problemi,
la vita è bella,
vale la pena viverla.
Speranza
O dolce Dea dagli occhi verdi,
possiedi il mio cuor, ma non ti senti.
Mi passi accanto ed il tuo velo
mi accarezza il volto,
sei tu dell’uomo vivo
un gran conforto.
In Te la gente, ignare della vita,
pone i suoi pregi,
in Te speranza fida.
Tu sei buona,
consoli ogni mortale:
ma dimmi o Dea: “Sperare sempre è male?”
“No figliuola mia cara
se vuoi vivere spera,
anche per te verrà
la Primavera”.
Solitudine
Fiore senza petali,
triste ed afferrabile,
imposta ed accettabile;
silenziosamente
entri nella vita,
tu sei fatta così
signora solitudine.
Il poeta cerca in te
i suoi versi,
l’uomo frenetico
trova in te
un poco di pace,
anche il bimbo
a volte ti
chiama per
i suoi giochi
sei adorabile.
Il sentiero dei ricordi
Un giorno qualunque,
uno di quei giorni
malinconici e tristi,
mi sono avviata
lungo un caro
sentiero,
il sentiero dei
miei ricordi.
Ho incontrato te,
caro mio antico
amore.
Eri bellissimo vestito di blu,
mi hai guardata,
mi hai sorriso,
“Il tempo è passato
in fretta, ma il tuo viso
solcato da qualche
ruga, è sempre più bello.”
Volevo dirti qualcosa
ma sei scomparso
nel nulla.
Era un giorno qualunque,
tu l’hai fatto diventare
un giorno speciale.
Ciao come va
“Ciao come va?”.
“Non male e tu?”.
Mi sei tornata in mente,
biondi capelli incorniciavano
il tuo dolce visino;
le note di un valzer lento
si spandevano nella sala,
ti tenevo stretta a me
amore perduto
il tempo è trascorso
ma non ha cambiato
il tuo sorriso.
Sei sempre bella amore che fu,
amore che sarà
ancora amore per
l’eternità.
Tristezza
Come il forte vento che spazza via le nubi,
anche tu entri improvvisamente
spazzando via tutti i miei dolci pensieri,
tutti i miei rosei progetti, sei perfida.
Vorrei che non giungessi mai, ti odio come
non ho mai odiato nessuno.
Sei un marcio bacillo che si insinua
dove mai dovrebbe introdursi.
Se la vita è fatta di sogni e chimere,
lasciameli assaporare perché con essi
riuscirò a vivere in questo mondo insidioso.
Tristezza esci dalla mia vita e
corri tra le nere nubi del cielo.
Vita
La carezza della mamma,
il sorriso di un bambino,
il canto di un uccello,
il rumore di un ruscello,
il trascorrere del tempo,
l’illusione del domani:
questa è la vita.
Il dolore e la speranza
di chi soffre tutto solo,
una mano tesa al bene di
chi ha un cuore grande, grande,
il passato ed il presente
stretti, stretti in un abbraccio:
questa è vita.
A mio figlio
L’amore di una
mamma non ha
limiti.
Se potessi scaccerei
ogni nube dal tuo
cielo, se potessi
ogni sera ti verrei
a dare il bacio della
buonanotte
come quando eri
piccino.
Se potessi ogni
minuto ti direi:
“Figlio sei la cosa
più preziosa che la
vita mi ha regalato,
sei il mio sole,
la mia vita, ti voglio
un gran bene.”
Mamma
Vorrei dedicarti una
canzone cara ai tuoi
ricordi ma, potrei
superare mai il coro
degli angeli che ti
circonda?
Vorrei poterti dire
ancora “Quanto sei bella!”
come quando, ancora
bambina sedevo sulle
tue ginocchia.
Mi manchi sempre da
morire, non mi basta
vederti nella foto che
ho messo sul camino
per non farti prendere freddo,
vorrei ancora averti vicina,
carezzare i tuoi bianchi
capelli, dirti ancora cento,
mille volte “Sei stata
la mamma più buona
del mondo.”
Se potessi
Se potessi ti darei
la mia vita per vederti
sempre sorridere,
se potessi camminerei
sempre al tuo fianco
invisibile, per
stringerti forte
e dirti: “Sii forte,
poggia la tua testa
sulla mia spalla
come quando
eri piccino”.
Se potessi
ancora ti cullerei
tra le mie braccia.
Imbrunire
Il sole era da
poco scomparso
dietro l’orizzonte,
camminavo lungo
la mia cara stradina
di campagna con in
mano un mazzolino
di ciclamini raccolti
lungo il cammino
era ormai l’imbrunire;
ho incontrato te
piccolo esserino
abbandonato, cagnolina
venuta dal nulla.
Ti ho carezzato,
hai scodinzolato,
ti ho preso tra le
mie braccia, tremavi,
ti ho chiamata
Speranza.
Cara mia Speranza
ancora sei con me
mi fai compagnia nei
giorni che veloci si
susseguono da quella
lontana sera, ti voglio
bene Speranza tu
sei un auspicio di luce
per tutti i cagnolini
abbandonati che
vorrebbero trovare
un tenero cuore come
è successo a te.
I miei silenzi
In un angolo ho nascosto
uno scrigno, in esso
ho raccolto i miei silenzi.
Questa notte l’ho aperto,
sotto un cielo stellato
ho vagato con i miei
pensieri.
Mi sono ritrovata bambina,
una dolce ninna nanna
beava il mio spirito,
ho sentito una soave voce
venire dall’alto,
era quella della mia
mamma scesa per starmi accanto.
Mentre i raggi di una pallida
luna mi carezzavano il volto
rigato da lacrime di ricordi.
Ero assorta nei miei silenzi,
il latrare di un cane
ha rotto la magica atmosfera;
ho chiuso il mio scrigno segreto
con la speranza di poterlo
di nuovo aprire.
Aria di primavera
Una mattina, quando una
tiepida aria di primavera
carezzava i prati madidi
di rugiada, ho incontrato te,
bimbo venuto dall’Est,
ti ho sorriso, mi hai sorriso,
hai lasciato la mano della tua
mamma e sei venuto a giocare
a pallone sul mio verde prato.
Ti ho voluto subito bene perché
anche se straniero eri un bimbo
come me.
Sono trascorsi molti anni,
la nostra amicizia è forte,
non ho paura degli ingiusti
pregiudizi che a volte
ci circondano,
perché entrambi sappiamo
che gli stranieri, da qualsiasi
parte del mondo provengano,
sono esseri come noi.
Nonni
“Nonna giochiamo con
le macchinette?”.
“Nonno mi fai le
caldarroste?”.
Ecco i canuti nonni
tornare bambini.
I nonni se non esistessero
li dovrebbero inventare.
Sempre pronti ad aiutare
senza nulla chiedere in cambio.
Nonni dai capelli argentati, dalle mani
pronte a carezzare,
felici di regalare
un sorriso, una buona parola.
Certezza del presente, saggezza del passato.
Siete la roccia sulla quale
i figli posano la testa
per essere ancora sorretti.
Nonni, siete il passato.
Il presente, il futuro.
Solo
Ti vedo in un angolo
sulla strada
avvolto nei tuoi cartoni;
ti fanno compagnia
le amiche stelle.
Il tuo viso nascosto
dalla barba incolta
mi dice che sei
ancora giovane.
La vita è stata matrigna
per uno come te:
ricordati fratello,
forse, il tuo mondo
fatto di cartoni,
è migliore del mio..!
Del mio pieno di fandonie,
ipocrisia, malvagità,
vivi come vuoi,
non pensare al domani.
Incontro
Passeggiavi
sulla sabbia
infuocata di
agosto.
Portavi un vestito
del colore dell’erba
baciata dalla
rugiada del mattino.
Ti sei fermata,
mi hai vista,
hai preso la mia
mano, sono
giunta con te nel
mondo dei sogni.
Una dolce musica
rendeva meravigliosi
i miei rosei pensieri.
Mi ha lasciato la
mano, tutto è
svanito.
Felicità perché sei
venuta ad illudere
questa povera mortale?
Perché ti sei fatta
gioco di me?
Di me che per
tanti anni ti ho
cercato senza
mai trovarti.
Sono ormai
trascorsi molti anni
da quel giorno,
ora non ti cerco più
perché so che per me
non esisti.
I miei amorini
Io sono il tramonto,
voi siete l’alba del
domani,
io sono la vostra
memoria,
voi siete il radioso
presente.
Sara dolce visino
biondi capelli,
barbye piccina
bellezza angelica;
Micol amore di bimba
pesca matura
dal grande cuore;
Alice bambola lenci
dagli occhi di cielo;
David gioiello piccino
immenso tesoro
stupenda visione;
Rachele ultima nata
capinera splendida
dagli occhi di
cerbiatta,
tesoro immenso
gioia di tutti.
Un angelo di nome Claudio
“Maestra oggi Claudio
non è venuto” eri
nascosto nel mio armadio,
raggomitolato tra
i libri di storia e geografia.
La classe rideva della
tua marachella
ed anch’io iniziavo
la lezione con
un sorriso.
Piccolo mio nipotino
un tempo bimbetto
vivace e bello.
Gli anni passarono in fretta
ormai ragazzo spensierato
vivevi la tua giovinezza:
circondato da amici.
Una mattina di agosto,
quando il mio prato era
madido di rugiada,
ti presentasti con la tua
fiammante moto,
ti vidi un ragazzo felice,
gioii della tua felicità,
Claudio, mio piccolo amore
poco durò quel tuo sorriso
che ancora porto dentro me.
Uno schianto, il tuo destino
terminò lì, sull’asfalto
bruciato dal sole di agosto
la tua vita spezzata
quel giorno, spezzo anche il
mio cuore.
Mentre scrivo,
ti sento aleggiare intorno, sì,
perché tu sei tra il
coro degli angeli e
forse stai intonando,
proprio ora,
una bella canzone per
questa tua maestra
che ti adorava, ciao
piccolo, dolce,
tenero alunno sarai
sempre nei miei pensieri.
Silenziosa luna
Affacciata al mio
piccolo balcone,
sono stata due ore
ad aspettarti o
amica dei miei sogni,
silenziosa luna.
Sei apparsa con
la tua bianca,
meravigliosa,
stupenda luce
a rischiarare
anche i miei pensieri.
Mi hai sussurrato
in un orecchio
“Eccomi, parla mia
cara amica, ti ascolto”.
“Questa sera un
momentino
vorrei tanto essere lassù
nel firmamento
dove sei tu e sai perché?
Per sentire il tiepido
calore della tua luce
e per essere più vicino a
Colui che mi ha creato
dirgli “Ti ringrazio di
avermi permesso di ammirare
questa splendida,
silenziosa luna”.
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