A ella le gusta
A ella le gusta la gasolina (dame me gasolina)
Como le encanta la gasolina (dame ma gasolina)
A ella le gusta la gasolina (dame me gasolina)
Como le encanta la gasolina (dame ma gasolina)
Per lei sono morti in tre
svaporati in raffineria
di routine sono morti in tre
la routine è la morte in noi
Il primo è caduto giù
nel bidone di benza blu ;
gli altri due sono andati lì
come ruote del primo in giù
L' esol-forazione sai
è un bel fiore che cresce in noi.
Ai vapori letali che ti dai
non si scampa lo sai lo sai.
Alla squadra di tute blu
la cisterna gli dà del tu.
E alla morte si dà del lei
ma la corda si svolge sai.
Risalire?
Non si sa mai...
Un, due tre ogni anno fa
questa danza del macabrà
Un, due tre ogni anno fa
questa danza del macabrà
di routine sono morti
in tre che per trenta e sessanta fa
più di mille per ogni età
- ...46....
sono estratti
di lotteria:
il lavoro è la vita e va
come amor naturale va
per il ciclo di una moria
come aroma di un'aporia
A lato della tua ombra
A lato della tua ombra
ci sei tu.
Ma non è dato
sapere
se alla luce
al segreto della sua sorgente
dobbiamo il profilo sfuggente
di un corpo
o al concreto sporgersi
nel sogno
A un angelo
Se gioia esiste tenerissima
Credo che nulla
sia
piacersi
più
dell’esserci trovati
su questo verde prato
Basta sapere
Basta sapere che noi siamo il fine
e
la fine - semplicemente - ci precede.
Avanziamo fermi
in attesa
che qualcuno ci conduca
là
dove mai
abbiamo udito qualcosa
(e certo speriamo
in nessun' altra vita).
Guardatemi…
Ma vuoi volare,
vero?
Guarda, si vede il cortile
dove sei nata.
E là c’è il museo di Diderot…
…hai paura?
Forza, lo so che hai paura,
io non riesco neanche a guardar giù.
Non dimenticare che hai le ali
e chi ha le ali
non ha paura dell’altezza
e di qualunque ostacolo può incontrare.
Se hai le ali
nulla può fermarti:
puoi volare fino lassù
fino alla luna.
Fallo per noi
che non abbiamo mai volato.
Vola, piccola, vola.
Addio.
Ho un anima
Ho un'anima e un po' d'acqua
per l'eternità
e nel deserto l'alba,
olio e colori
alla finestra
luci del mattino,
nudo
il sesso degli abiti
mi vestirà di luce
per la nullità.
Il sesso
Il sesso mette a soqquadro
le stanze più ordinate
anche chi si accontenta
cade
nella spirale.
Un piatto di piaceri
lì a portata
d'amore.
che è niente:
e lo capisci
solo
quando si è insieme
ma a questo sentire si vuole bene
e per questo lo si può far morire
senza sapere.
Si può rinunciare
chiudere i sensi
dopo aver saputo di sapere?
Capire che altro è l'amore
non un morso un boccone
ma la masticazione del bene
più di una vita insieme...
quell'affetto di vite
serene d'affetto provato
sempre più sceme.
Per me meglio sarebbe
esplodere
bene
svanire allo sparo
al bianco svenarsi
di pene.
Resurgat
Un angelo ti guarda
perché tu
possa essere
il custode
del tempo
che non si può mutare.
Ma verrà:
con sue ali di vento
e il tuo volto adolescente.
Allora
non lo ritroveremo
presso la tua tomba
ma in vista della luce
e con le tue
le nostre cose
qui
riprenderà.
Sit tibi terra levis, cineres quoque flore tegantur…
Noi più leggeri
sempre più lievi
alla terra portiamo la cenere
nostra di sempre.
Sia peso la terra sul nulla
perché noi
di terra e di fuoco
ci assorbiamo nel corpo
ed evaporiamo in forme animali
le nubi
ma più
più leggeri
e più lievi
sempre vivi e meno di ieri.
Nel dopo non c’è
che il già stato
viene da noi
e va dove non sai
dove.
La strada percorsa
non l’ha proprio guidato
dove pensavi
il destino
lo attiri
credi di averlo
guidato
come una nave deserta
che conosceva la rotta
dove si è persa.
Assecondiamo il tempo
percorrendolo
lievi,
e volgiamo
con la clessidra
l' oggi
di ieri
Uno è infinito
Uno è infinito
ma infinitamente
è accanto
ad altri
e rende innumerabili
di generazione in generazione
di luogo in luogo
d'ora in ora
in ogni tempo
io
tu
i molti in cui nessuno
si trattiene
ma riflette
specchia e rivede
come l'acqua
dove non resta
impronta
e che non torna
neve
A Don Quijote
Al suo tramonto
anima in spalle
la figura triste
se ne va
come va un fil di fumo
uscendo dal camino
Cuore spezzato,
lancia in resta,
dal collare d'una corazza vuota
spunta piccola una testa....
bacile arrugginito
barba sottile.
Cavaliere!
In nome dell'offesa
ricevuta
punta la tua lancia
che i mulini alzano le braccia
ed ignaro
non si allarma Sancio Pancia.
Ogni giorno come questo
è straordinario
per i pazzi
e per coloro
che si battono
o perdenti hanno perduto
come i vincenti vincono
e alla morte tornano
il dovuto.
Su, forza le tue quattr' ossa
quelle del tuo cavallo!
Entrambi poggiate sugli stessi piedi.
Fai quello che sembra giusto
che si deve!
Fallo per quell'amore
che ti rincresce
lieve.
Pensando al dopo
al poi
dopo di me
che non è
in quanto è voi
viene un pensiero sereno:
non mi dispiace ora
increspare la mia trasparenza
e guardare nel suo fiore
la ninfea sposa
dell’acqua.
E’ forse
un segreto
un non detto
che però si vede:
così dall’alba procede
e si fa sera.
Essere
la torre
benché l’arcata
muta, sia di me
che non ascolto
la distesa
delle campane
serena
in un giorno che, bambino,
era primavera.
Chino sul sole
che vedo
ombra che non sono
nemmeno di un volo:
ma se senti stormire
la chioma che penso
io risalgo come la betulla:
la piuma,
il cielo
la distanza tutta dell’oceano
un uguale peso
sul mio limpido gelo
ora
che sono la mia culla.
Amleto
Amleto
allo specchio di una sorgente
vede se stesso
Ofelia
emersa per metà
dall’acqua
e chiede:
cos’è che ci sostiene?
La mia parte
perplessa
o la tua certezza
ingenua?
Tu, immagine
rimorso
di ogni mio gesto
che la inscena.
Io, immagine amata
che non vedi.
Questo è il problema:
comunicarsi la pena,
amare quello che tiene
solo in attesa,
dividere la scena
tra noi due che sappiamo
e chi, aspettando,
conosce già la fine
ma non risolve mai il problema.
Chi ci affonda uno nell’altra, però,
è già passato
la sua seggiola è vuota
dopo lo spettacolo
che lo ritraeva.
Ora sei soltanto tu
e mi guardi tu soltanto
emergere dal fiume.
Forse ti tengo in me,
o forse è questa fonte
di luce
che scivolando
flette la mia ombra
nera.
Dialogo
di uno:
“Dio
siamo
o se è
è ognuno di noi:
quando ci manca
è uno di meno.”
Essere
È condizione
sesso
quindi distinzione.
Ma la fusione
compie le persone
o paga
anche solo la visione?
L’altro
io non sono.
Lo compro?
Mi viene in dono?
Arianna
Strozzerei la penna
o quasi.
Amore io ti sto guardando
ma ti scriverò
perché non è a te che posso
più parlare.
Abbandonati
si raggiunge
il vento di se stessi
che non ci sostiene più.
Addio amore
so darmi un filo d'atmosfera.
Lo so che non tornerai
oh, sì,
so che ritornerai.
Qui
mi allungo l'unghia
mi pettino la lampadina
dimagrita
spenta.
Ma quando ci sarai
io
t'aspetterò.
Solleone ai mali
e viole al ciocco,
molti lumidi infischiano
liti e lotterie.
Arrischiarsi in sei
e vendere prugne.
Fischiarsi
chiamarsi
le rogne
della gioventù.
Metti un dito tra la folla
e la tivù.
Attraversa un gatto,
gessati il dubbio
e vai alla festa
nel mucchio.
GLUP
1987
Ci dovremmo svegliare
migliori di prima
di ieri
come mai siamo
cioè come sempre,
in mezzo a una fila d'abiti sfilare
nudi
e in un solo tratto
ad angolo retto
reclini
un cantuccio leccare
e prendersi
la prima incolazione.
Fuori potrebbe fioccare
da nubi alimentari
la prima neve.
O, dopo il temporale,
trapezi
arare un lungo arcobaleno.
Su un brano di Ferradini
Teorema
sì
ma in quanto assioma
quindi dedotto.
E se si deduce
deriva dall’esperienza:
scientifica?
No,
né il primo caso
né il secondo
– quello dell’amico –
e allora
o usciamo dallo spazio euclideo
e infatti ne siamo già fuori
oppure
le conseguenze, beh…
le conosciamo.
Quindi,
aporia:
hanno ragione entrambi
perché avendo entrambi torto
si negherebbe l’esperienza
che comunque in amore
vale soltanto
in potenza.
I cani canto e i papaveri
di carta e il giardino dove
le ninfe posero da bere
al dragone dalle tre cravatte.
Voltai la schiena al sole
per darmi un bacio
di cuore
e alla battaglia
petto biondo di leone
io mi sfiorai di morti
più profonde.
Senza bottoni morto
quindi
issavo la camicia bianca
e al cranio pesavo la corona
della bambina
amore.
Volsi infine la mia benedizione
in pianto
e frustata dal mare la mia
pace mi tenne tutto in mente
come un geranio sul balcone:
mi venne un nome di nuvola
in gola
che sulle scarpe piove
dentro le calze e in grembo
ai pantaloni.
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