Seefeld (Austria )
Un lieve furtivo languore covava da giorni. Non valse a scioglierlo l’arioso Appennino con le sue curve ombrose, né la piatta pianura padana sonnacchiosa nell’umido mattino, né la georgica Mantova, ancora popolata dalle api di Aristeo.
Scorgo intorno occhiate distratte dei vicini di strada :autostrada ? no, grazie! Un bluff!. L’auto è ingoiata da abeti sempre più cupi … poi tutto si dissolve nel verde lago di Seefeld.
Varie tonalità di verde, mobili, cedevoli al tatto si confondono tra loro: il verde argenteo dei larici, i quieti abeti dalle novelle punte erbose, le flessuose piante lacustri mosse dal vento o da pavidi anatroccoli..
E il bosco –di cui non si intravede la fine – comunica un senso di difesa, che sarebbe oltraggio spezzare.
Eppure non si può resistere alla tentazione di succhiare una fragola, iride corallina ammiccante nel sottobosco! Non si può cedere alla lusinga dello scoiattolo, che adocchia il tuo cibo e lo corteggia come il più romantico degli amanti! Non si può fare a meno di accasciare una foglia per raggiungereil fungo, preannunciato dall’equivoco aroma!

Ecco, ora mi attira la batteria inscenata dal querulo ruscello,la foglia appuntita, il masso che beve, s’imbeve, lucente ‘compact ‘ della ‘consolle ‘ di natura.
Seefeld
All’imbrunire penetro nel centro. M’invade lo stesso timore di scomporre un’armonia. Stelle alpine danzano sul piquet, bianchi merletti sbuffano da austere vesti, coste muscolose balzano dritte sul selciato.
Il coro cittadino (unica nota ‘fa’) intona besucht… ausruhen…zwiebel… mentre i calici tintinnano grevi e le armoniche-fisarmoniche suonano festose .
Anche gli zoccoli dei cavalli sembrano intonarsi al ritmo
e le code spumeggianti fan capolino come fossero uscite da un grigio cappello di loden.
Francesini sgargianti piovono ovunque.

Panciute ringhiere o assi intagliate ci porgono petunie violacee. Sembrano uscite da un quadro su cui il tempo ha depositato una patina giallo-avorio, ma- attenzione!- è solo il riflesso delle mura vicine,dove i caratteri gotici si stagliano netti …quante curve, ramagi, tanti da richiedere una decifrazione !
Il decoder lo impiego…
-Hubert,gebe mir bitte die neue Revue,die ich habe
über den esche Schemel gelassen…
-ich möchte glanzenden Geranien bestellen.
Ich bereits sehe auf dem Balkon menschleuler
Glucklicherweise wir haben diese Glasfenster…
Gibt acht .. Patrick schindet mit den Rodelschlitten
mmhmhmh |
-Hubert,mi passi la nuova rivista che ho lasciato sullo
sgabello di frassino?
vorrei ordinare splendidi gerani… già li vedo sul
balcone così spoglio
Che fortuna avere questa vetrata… Guarda attentamente
Patrick sta scivolando con lo slittino….
mmhmhmh
|
M’ubriaco di aria frizzantina, un pinot bianco, cristallino. Non odo tortore che tanto nelle nostre città toscane m’infastidiscono. Merli, merle cercano il cibo nel prato, una si spinge fino al tavolo dove abbiamo consumato la cena, sporge il capo… mi ha visto! M’illudo sia la stessa che ieri ci precedeva nel sentiero dentro il bosco. E se volesse veramente fidarsi di me?
2 Sonntag in Deutschland Seefeld
♫♪gloria in excelsis Deo♫♪
Mi trovo circondata da austriaci robusti, incolonnati. I ragazzi ricordano gli angioloni delle cattedrali, che, quanto più ti avvicini, tanto più crescono. Nascosta dall’organo, distinguo appena montature dorate,pudiche pieghe in colori mai definiti.
Mi unisco al coro e rispondo leggendo dal messale: non m’importa se qualche accento esce sbagliato o se l’aspirata mi muore nella gola. Leggo negli occhi (chi sarai? Siglinde? Brigitte? Monika?) una pacata indulgenza.
Quei bambini così composti! Sono cinque ,eppure basta loro uno sguardo per…
ed i miei così chiassosi..persino dopo un sonoro ceffone..
-Ite, missa est Dominus vobiscum
Neppure dopo un’iniezione di ‘Cromaton B12’ mi son sentita così piena di energia! Della predica ho capito cinque parole, dei canti ne conoscevo solo uno! Sarà forse la trasfusione di latino che mi ha fatto così bene?

Seefel
Aria di festa intorno. Corpetti intrecciati sostengono forti seni,le tenui strisce dei sandali si mimetizzano con il bianco degli immancabili calzini. L’odore acuto delle spezie sommerge il tanfo dei cavalli.
Il trionfo è dei wurstel ,equilibristi su cilindri da baraccone; lamponi carnosi fanno a gara con i mirtilli per specchiarsi nella gelatina. E quei rollè pannosi sono forse opera di uno scultore?
In mezzo alla policromia degna di un banchetto divino, ecco, sulla scia della fanfara, farsi largo i fiori…Blumencorso

Nel grande centro i volti rosei, sono sì assai numerosi, le mappe sventolano ad ogni colpo di vento, il marmo, il metallo, il cristallo prendono il posto del legno, delle piante selvatiche, trionfano il barocco dei dipinti murali, le grandi griffe e firme.
Respiro tuttavia! Respiro la linfa dell’arte che il tempo trascende,la brezza di chi ancora sa donarmi uno sguardo. Fanno eccezione le processionarie giapponesi: in fila nei musei, metodiche nel click, rapide nel passo come in un dipinto futurista,rendono l’aria irrespirabile. Tolgono l’atmosfera…
-pom!Pom! –un momento ! non ci si metterà anche Lei,rubicondo macchinista dell’MR a turbare la mia passeggiata ?
E’ questione di attimi,attimi che cogli solo a posteriori,quando non sono più… sono gli attimi in cui si vive insieme . Una simpatia naturale, immediata’ scatta ‘quando le chiese si rispondono nei rintocchi o quando il carillon inizia la sua danza e il tuo sguardo s’appunta proprio … là , quando l’ascensore della torre ti lancia,gomito a gomito ad altezze impensabili, o inciampi per distogliere lo sguardo dall’animale infoiato dello zoo.
E’ pur sempre un incontro!?!
DANIMARCA Le Falesie
Ci soccorre un motociclista :- Mǿns Klint? Not so long..few kilometers-
.ancora una selva di dantesca memoria poi le scalee che mia figlia ‘diventar fecero iborna’ …
infine le scaglie di mare, il grido dei gabbiani !!!
ma non sono i soli compagni di viaggio. Eccoli! i giapponesi !!! sono arrivati qui in pulmann. Sii presentano, in scala - seppur minima d’altezza –dai neonati fino ai novantenni, nascosti dentro il marsupio, ondeggianti sulle pianelle infradito, con scarpe di seta dal vistoso plateau ,sorretti dal bastone.
Mǿns Klint: pace e meraviglia. Sui tuoi pinnacoli gli uccelli fanno il nido, certo più pii di tanti turisti che negli anfratti vanno a orinare!?!
Il bianco gesso chiude in sé, quasi un miocardio, la pietra nera punteggiata. Che impressione dovevi fare qualche secolo fa ai rari visitatori del luogo che impiegavano ore per scendere dalla mulattiera. Questo resta uno dei tanti Eden che speriamo l’uomo non voglia mai profanare.
–Elevator?- no!tak-
AGRITURISMO IN DANIMARCA
Il pomeriggio era stato fantozziano: ci eravamo diretti verso Egeskov che le guide riportavano come un castello incantevole su palafitte e due strani tipi ci avevano fatto capire che distavamo 80 km; avevamo fatto 30 km più del previsto e poi la ricerca della fattoria -dove avremmo dovuto pernottare per tre notti -ci portava davvero per le lunghe. Le persone che interpellavamo ripetevano a loro stesse il nome senza partorire un’idea o suggerire un itinerario. Avevamo trovato anche un fiero danese settantenne che alla nostra domanda –Do you speak English? Can you show us. - aveva indicato la strada tutto d’un fiato in danese. Eravamo stanchi e disperati, quando il senso infallibile d’orientamento di mio marito ci mostrò una casetta bianca a riquadri marroni… Fu una rivelazione,’il ritrovamento d’un fratello, d’un amico’. Scusate se ho scomodato Manzoni, ma ero così felice di trovarmi tra le mura domestiche, stesa in un bel piumino giallo che svolazzava tra bandiere bianco-rosse… secondo l’abitudine danese, che mi pareva d’essere tornata alle mie terre italiane .
La notte si consumava lenta
come una candela svedese.
Un mite cavallo spazzolava l’aria
mentre i merli divoravano il silenzio .
ecco… le brume si diradavano…
spuntava dalla siepe uno spicchio di sole
ed il bocchino amabile di Caroline
trillava il buondì.

INCONVENIENTI DA TURISTA
Dulcis in fundo, Denmark in fundo ! abbiamo visitato Skagen! Ce lo avevano dipinto come un luogo malinconico, remoto , ai confini del mondo, dall’inconfondibile colore grigio-azzurro .Avevamo con noi cerate, ricambi pesanti, cappelli ..ed ecco,
dopo colline a schiena d’asino,
dopo nidi di uccelli appena affioranti dalla sabbia,
dopo lingue di rena perlacea,
dopo il faro bianco,
il faro grigio
ci imbattiamo in un luogo di ritrovo per turisti, che ricordava più un rifugio di montagna che un centro balneare.

L’attesa aumentava… il pulmann ‘trattorizzato’ procedeva barcollante come un elefante indiano..
-sarà quella Green, la punta estrema di Danimarca dove si incontrano mar del Nord e mar Baltico?-
-e tutti quei turisti? Menomale che era un luogo sperduto e solitario!-
Pur di raggiungere la punta fatidica affondavamo nella sabbia fino al ginocchio ; Iacopo aveva ‘steso’ tre bambini e schizzato almeno cinque ignari turisti.
-be quite!
-keep attention ,baby!
-I beg your pardon,madame!
-I ‘m sorry
Finalmente la punta era nostra per la foto di rito!!
Ma intanto le due opposte correnti, dispettose come due rivali in amore ci schizzavano il sed... pardon, il tergo. Dolce nella memoria la mescolanza dei due mari:il colore del cielo del primo mattino e quello del tramonto invernale. Di ambra solo poche tracce, ma per fortuna un negozio specializzato l’aveva raccolta e lavorata per noi, solo ed esclusivamente per noi!!
Come festeggiare il passaggio dal 1999 al 2000?
Nella patria di Dante, ovviamente, tra maniaci del botto e turisti…per caso.
Capodanno tra le glorie di Firenze
E cosa mai avrai pensato?
Tu non scalfito dal tempo,
sfolgorante d’oro incerato?
tu che vedesti Cosimo e Lorenzo
per le tue scale trepidanti agire?
ora ti senti rimbombar
di Magnume d’infidi petardi
che ti saltano fra i tacchi.
Sì, saccentelli hanno gettato
di vetri un letto
là dove futuristi e letterati
passeggiavano assorti
prima d’assaggiare ,o Giubbe Rosse,
la moka espressa che le nari
e il palato solletica ‘graziosa.’
Tra un Riondino
in veste del divin poeta
ed il serio Domenici
è entrato di prepotenza
l’anno Duemila.
Tanto era atteso che nessuno
l’ha visto
con i fumi dei sogni che l’avvolgevano
e le illusioni celate a mo’ di tabarro.
I suoi occhi hanno iniziato a gocciare:
forse era un pianto di casto neonato
smarrito nella folla incurante di lui,
forse era la tristezza di non aver recato niente,
ospite a mani aperte.
ESTATE
L’estate, si sa, è femmina e si veste di colori mutevoli,ogni volta imprevedibile e cangiante come il mare: blu pervinca in giugno, verde magnolia di luglio, blu alabastro nella canicola di agosto, smeraldo limpido e puro come un fiume alla sorgente in settembre
-mamma impazzisce quando vede un nasturzio, riconosce una strelitzia ,sfiora con le dita un cymbidium.- ebbene impazzivo veramente:toccavo, sfioravo il bulbo affiorante dal terreno, esaminavo l’innesto, ma soprattutto mi stupivo dell’equilibrio,
dell’armonia che regnava in un pot- pourri di fiori, arbusti, ponticelli,aiuole. Caro Gustav Monet abbiamo proprio gli stessi gusti. Nella casa e nell’atelier di G. Monet a Giverny tutto si corrisponde in una coralità d’ambiente impressionista ed i merli pacifici sono pronti a raccogliere le nostre briciole. non solo di cibo.
Normandia
Tra le tante bellezze di Normandia le cittadine costiere:amabili signore affacciate verso il mare ,tutte imbellettate con un trucco retrò, in chiaroscuro, sotto un ombrellino liberty. Le ampie vetrate degli alberghi sembrano chiudere sottovetro i clienti, intatti come in una poesia di Gozzano- pardon -come in un romanzo di Proust. E i fiori esalano un profumo che si confonde con il salmastro.
Chi penserebbe che a breve distanza dalle spiagge di irradiazione dei costumi ‘alla marinara e da ciclista’ sia avvenuto lo storico sbarco in Normandia?

Cotè fleurie. cote de nacre: due nomi, due volti,dalla mondanità rinnovata con casinò ed ippodromi alla tragedia del Nazismo. Su quelle spiagge,oggi profanate solo da qualche cane o cinghiale si è consumata la revanche, costata 9386 vite americane. Qui le colline verdi che guardano il mare abbracciano quei corpi e sono veramente il segno di madre natura e dell’arbore amica e pia verso l’uomo. Verrebbe la voglia di interrogare quell’erba per capire cosa significhi l’eroismo e la libertà.
LA BICICLETTA
L’estate è qui sopra di me con un cielo così luminoso che sembra un freddo tubo al neon, ci sovrasta e ci dissocia nelle ore più calde,tanto da farci perdere la nostra identità… ma la bicicletta, compagna di brevi tragitti, mi serve quotidianamente per riportarmi alla realtà. Da un lato ti ossigeni , ti senti entrare l’aria nei polmoni, la brezza nei capelli,poi ti accorgi che è tutta un’illusione: si tratta del tubo di scappamento di benzina (blei-frei, bitte) della Mercedes che ti precede o dell’appiccicoso scirocco carico di sabbia ,povertà e attese tradite che viene dall’Africa.
E poi con la bici la buca è sempre in agguato. Guai distrarsi! L’occhio sinistro che spunta dall’occhiale(rigorosamente firmato, preso in prestito da mia figlia ) deve stare sempre vigile e l’orecchio concentrarsi sul rombo del motore che ti incalza alle spalle. Se fai slalom fra le buche,ricordati che prima o poi là dentro dovrai cadere ,perché è solo nel rialzarti che provi ‘l’insostenibile leggerezza dell’essere’.
La strada è un MELTING POT o un MEETING PLACE dei più curiosi:
-la pazza del quartiere con l’anello dalla pietra rosa sintetica che ti si accosta e ti mormora :’E’ vero il mio anello, sai me lo posso permettere
-l’ossuto dongiovanni che canticchia ‘chanson d’amour ‘ in un gramlò parigino
-la collega che condivide con te un tratto di strada ,commentando gli esiti degli Esami di Stato

Le Caracalla Thermen
Gli antichi Romani le hanno inventate,i tedeschi le hanno clonate. Il solito tempio del Kitsch? No,tutt’altro. Drei stunden, zwanzig Mark. Puoi bagnarti in almeno 4 piscine con differenti temperature, puoi fare sauna, whirpool,bagno turco. Entri accaldato ed affaticato, esci schnell, ausgeruht. I getti mirati sui fianchi da Venere cellulitica,sui glutei da nove lustri,sulla cervice di Atlante ti rendono Ursula A. e Richard G. in una sola seduta, almeno per una giornata.

DEUTSCHLAND,
Erstaunliche Deutschland!!
I tedeschi hanno sempre qualcosa che ti fa stupire. Può essere l’atmosfera natalizia e l’Halloween –day protratti per tutto l’anno, la bambinesca voglia di divertirsi e di sognare (Traumem, Traumbuch, traumwackend,traumerei…) chiusi nella dura scorza dell’uomo sicuro di sé proteso in avanti e programmatore. Entri a Titisee con i suoi cucù canterini che si fiondano a darti il WILKOMM e ti accorgi che sei nella Foresta Nera,nera come il manto delle streghe e degli elfi disseminati lungo il lago. Prendi un caffè Espresso o capuzino e ti trovi circondato da sleep, tanga, guepieres, boxer. Esci dall’Autobahn, direzione Oberammergau e ti trovi immerso in castelli fantastici e dolcezze da Cappuccetto Rosso. E i dolci tedeschi? Dritte file di palazzi istoriati, case da strega che la bocca non vuol deglutire, perché sì, il tuo palato, le tue papille trionfano di sapori e vorrebbero che tu le fermassi lì!! Ed ancora,vedi un convento arroccato sulla collina con le sue mura quadrate e vi respiri un’atmosphere da Oktoberfest: lunghe tavolate dove condividi-non proprio francescanamente- Schwein, Käse, Butter, Bier, Fleisch, Torten… Prosit!

INTERLAKEN
Eppure li attendeva una giornata faticosa:partenza fantozziana alle 6,27 da Interlaken ost,arrivo sulla vetta dello Jungfrau alle 8,42 .’Dalla vetta parte una serie di escursioni o attività ludiche e sportive, che durano un’intera giornata.’
R.Steuri, giovanotto dalla splendido sorriso mediterraneo, ci aveva consigliato un biglietto familiare economico (si fa per dire) di sole 390.000 lire con levataccia mattutina,ma incomparabile risparmio e sicura tranquillità di viaggio.

Chi vuoi trovare alla PRIMA HORA in cremagliera??? Solo 150 turisti giapponesi,perfettamente abbigliati da vacanze al mare,Urlaube am See: pianelle sottili di pelle o pelle scamosciata ,bermuda color bambù ,occhiali da vista con lenti solari sovrapposte. Al primo cambio di treno, la comitiva aveva avuto un leggero sentore di escursione termica (nur 15 gradi ),ma il sentore diventò certezza nel tunnel ed all’arrivo sulla vetta più alta d’Europa: i quattro malcapitati si trovarono con altri hundert und funfzig sotto una spessa coltre di neve,il ghiaccio e le falde di neve cadevano sulle loro felpe firmate (firmate TELODOIODELCRETINO),scendevano nel collo della camicia leggera e tra le falde del cappello ,intelligentemente parasole.
TOP OF CENTRAL EUROPE 3454 metri di altezza 0° gradi centigradi. Giunsero le prime fantozziane allucinazioni:
-la madre vedeva ovunque guanti rossi di lana scandinava che le permettessero di scattare le sue amate fotografie
-il padre vedeva un piatto di spaghetti alla bolognese con arista incorporata, come da domenica calcistica
- la figlia un cellulare senza scatto alla risposta ed ai primi 45 minuti di conversazione per sapere,sapere ,sapere quanto accadeva in Italia
-ed il figlio? Non aveva allucinazioni: impavido nel freddo polare ,accarezzava i cani da slitta ,quei cani che poi,ringhiando da Cerbero,lo avrebbero portato a spasso ‘sul ghiaccio scricchiolante.
La montagna che c’è o che non c’è ,la VERGINE –Jungfrau di bianco vestita ,a pochi,solo a pochi, mostra le sue bellezze. Basta –leopardianamente- immaginare che cosa si cela ‘dietro quella siepe di nuvole e di ghiaccio che il guardo esclude’.
La vita è prosa, ogni giorno sempre di più: la prosa di chi riduce il sublime al terreno,la prosa di chi resta sempre ‘in limine’, di chi non vola o si nasconde dietro un paravento… ma nell’infinito della montagna la poesia spunta REGINA, VERGINE DELLE NEVI.
SCRIBO ERGO VIVO
La vita – es ist bekannt ( è noto)- è dura come le gutturali tedesche , ma anche suddivisa a capitoli diacronici,sincronici. Certi capitoli li digerisci meglio suddivisi in momenti distinti, quando li mordi lentamente come un frutto esotico mai prima assaggiato, ma capita anche che tu li debba ingoiare tutti d’un fiato, perché ti vengono incontro con il loro sapore sgradevole ,da olio di ricino, tanto odiato -da chi era bambino o adolescente negli anni Sessanta- , quanto salutare.

I'VE BOUGHT A LITTLE BIT LIFE
I’ve bought a little bit
Time, I bought in the prime
of my stress, according to mistress
Trouble, at the moment not umpliaple.
I’ve bought a little bit
Life,once for all to realize
That I’m not an old flat,
But an engine with a strong energy.
I made up for lost follow up
To look at Pirlo dozing off on my pillow;
To say ‘Tschuss’ to a fleeting German bus
To do zapping without plugging.
I made up for lost follow up
To swim in the middle of a friendly team
… so I heard a little seabird :
- the light grey sky might
be a wonderful cup of tea -

TEHE UNCLE FROM AMERICA
Tutti i lucchesi –‘ di drento e di fora dalle mura’- hanno un parente in America. Chi ce l’ha davvero , lo ostenta; chi non ce l’ha ,se lo inventa o ne tiene nascosta una foto nel cassetto del trumeau ,pronto ad estrarla al bisogno,come le medicine.
Anche noi, abbiamo questo vanto: nonna Laura -meglio conosciuta in ‘quel di Compito ‘ come Lora - nata a Chicago a pochi anni di distanza dal fratello , Francesco detto Frankie. Siamo Lucchesi nel mondo , i nostri cognomi son tra i registri di Ancestry o in quelli di Ellis Island. un orgoglio che ti dà una trafitta nel fianco, sì proprio nel lato ‘manco’.

CH’E’ SI’ CARA
( at Liberty Island)
Non è sol ferro avvolgente,
spazio stretto ,siepe pungente.
Tu puoi viver logorato,
nel buio denso di soffitta,
occultare in lunga attesa
l’ala rigida, ribelle ,
come goffo kiwi maori,
tu, animale inanimato,
homo, vir dimenticato,
eppur molto progettare
con il laser della mente
e dall’intimo erogare luci,
fari, guizzi , lampi.
Non è sol ferro avvolgente,
spazio stretto ,siepe pungente.
I miei ceppi son gli altrui costumi,
straniamento il vincolo oscuro,
che serpeggia sempre in agguato,
pronto a togliere quel che distingue
il mio ‘io’ da mille belanti.
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