Пỡự είναί Βαρή?*
(Pu ine Vari?*)1983

Luccicavano argentee
foglie d’ulivo
tra fossi impolverati
e nuvole d’ovini
sparsi in verdi cieli.

Nipoti di Laerte dal volto
 scavato ci additavano…
un’erta sinuosa, dalle
cui viscere,
per  infernal prodigio,
il vento rimandava
 le voci   dei padri.

Capretti ,d’alloro
rivestiti, imbandivano
le nostre parche mense di
!vincitori nella gara
di Chronos!

*in greco moderno significa: “dov’è Vari?” ed era la domanda che ponevamo insistentemente ai passanti per raggiungere una località, non lontana da Atene, dove si svolgeva la tradizionale festa di Ferragosto.

 

TRILOGIA D’ACQUA IRRORATA 1987

ALLA MIA CREATURA

Lavinia. Nome d’altri tempi
che suggerisce  furibondi scontri
discidia,proelia,acerrima bella,
quasi tu fossi un’Elena novella.

…ma quasi per contrasto nel tuo volto
ritrovo un’ineffabile dolcezza ,che
attrae,
acquieta,
assoggetta,
doma
noi grandi, che nel mare  tempestoso
altro non sappiam scorger che rottami,
mobili segni dell’umana impotenza.

 

SOGNO

L’acqua verde -limpido smeraldo-
m’attirò docile nel gorgo;
inerte l’alto,dirupato torrione
 il sinuoso flutto lambiva .
Rivivo ad occhi aperti l’emozione :
visione forse nota ad altra vita ?
vita d’asteria, di conchiglia o pesce?
Tale milesio un tempo ce lo disse :
-acqua noi siamo- … in essa scivoliamo
verso lidi lontani ,a noi sfuggenti ,
issando dell’ignoto la bandiera.

 

ALL’USCITA DA SCUOLA

Quanti volti
fissano curiosi,
mi domandano ???
o fuggono annoiati.
Mille voci si uniscono alla mia .
Un sorriso,
un cenno,
poi …sol io.
Cade lenta pallida sottile
giù dal cielo
l’acqua del Signore:
vi passeggio fiera e un po’ stupita .
Non mi bagna,no! Non gela l’ossa,
si diffonde rapido il piacere .
Amarezze ,dubbi li ho rimossi
li rimando al giorno che verrà ,
giorno forse carico di sole ,
stelle immobili,
quiete sepolcrale.

 

CAMERA DA LETTO

La carta da parati cilestrina
non io l’avevo scelta ,ma trovata :
quei tralci sinuosi e un po’ cascanti
spiravano pienezza ed abbandono.

Li guardo ,qui, nel tacito meriggio:
lische di luce falsano lo sguardo ,
loro però mi si offrono discreti,
ampi petali avvolgono i miei stami.

Li conto nei due sensi allineati.
Qualcuno si sottrae ,uno si spezza,
vi vedo su la forbice … è reciso!

Un secco taglio ha dato la Signora *:
trionfante lo raccolgo sul mio seno,
pieno è il respiro ,cui vien dietro pace.

*Nei ricordi d’infanzia risalta una ricca possidente ,detta ‘la Signora’,che nel paese di Luciana (PI) aveva un ampio parco abbellito da rari ed insoliti fiori e piante. Agosto 1987

 

ESTATE 1988
GIOCHI DI BIMBA

Chissà perché quell’animal barbuto ,
che su rupi ed erte è saltellante,
s’imparenta col moto sinuoso ,
che tu compi in attesa del mio bacio.

Già nel ventre molle, dilatato,
ti ‘vedevo’ capriolare-mai distesa-
e la gioia di chi viene alla vita
s’abbracciava con chi te la donava.

Ora ti guardo, tenero folletto ,
rigirati con grazia un poco goffa:
la tua meta non sempre la raggiungi ,
ma il sorriso che spunta sul tuo volto
dà la forza di tentare ogni ardua impresa.

 

28 marzo 1990 (5)
Nasce Iacopo ed il giorno dopo ,quasi si fossero passati il ‘testimone ‘della vita , ci lascia Amedeone, nonno paterno.  Le due poesie sono state quindi ‘partorite’ quasi insieme.

GHENOS e THANATOS

 

INTUS
(dedicata a mio figlio nato il 28-03-1990)

Nel biondo abbraccio
Dove a cuor
Cuor
Risponde,
sento il tepore di un continuo amplesso.
…spighe mature nel primo mattino,
…sabbia di dune che un bimbo sfiorò.

Nel fondo perso delle tue pupille
si dilata l’ amore
che il buio sottile
covò.
…merla lucente che cerca  pel figlio
…nero mitilo al gruppo legato.

Nelle pieghe dolcissime del corpo
vecchie rughe rivedo,
ormai lontane.

Il tempo al sentimento si disposa
E il grande bisso ondeggia,
nel gran solco.

 

LA TELEFONATA
(dedicata a mio nonno, militante comunista, defunto il 29-03-1990)

Quante volte
ho interrotto il mio da fare
col rimorso di tradire la tua attesa,
poi…
la mia mente tratteneva la mia mano
tu…
quaranta

tu

due
-
       tu bonario lamento ottuagenario
       tu voce scricchiolante di solaio
                                            tu…
      all’ infinito rispondi.

Oro e viola soffocano oramai
quello spirito deciso e   battagliero
e  un’altra falce ( non su rosso ,ohimè)
ha reciso lo stipo tanto duro.

Ora tu sai ?!?
Ma io,
dall’altra parte,
una  certezza
sto aspettando invano.
Tu..
tu…
tu..

 

A novembre la rassegna ‘Mangiarsi le parole’ invita gli stornellatori

TI BACIO CON VEEMENZA SULLA BOCCA

Ti bacio con veemenza sulla bocca,
come fece col filtro bionda Isotta.
Ti bacio con dolcezza, mezza coppa,
intavolata in spensierata folla.

Anche il buon Cristo ti scelse come segno
Dell’alleanza  che rinnova il regno,
e chi vittoria vuole osannare
‘nunc est bibendum’ muove ad inneggiare.

Anche la verità  affiora a perdifiato
Se nel glass vino e vino hai tu  versato!

 

SE MAI
(estate 1995)

Se mai potrò rivedere il tuo volto,
seguirne le pallide linee squadrate,
mi troverai incantata
sul negativo di un vetro,
stampate le dita su
un’auto che passa
Beh,sa…! –
Potrei sempre scusarmi:
-signore,
non crede all’alato pensiero?

       Si stacca impalpabile,lieto,
solletica,
sfiora,
poi
trova la cruna
e rappezza due lembi di lino sottile .

Ma il filo si allenta.
Un unico incontro non tiene

Se mai potrò ricordare il tuo volto…?...

 

AUTOPORTRAIT

Si la porte de l’ậme est le visage,
Regarde moi sans les signes de l’ậge !
Mes yeux sont en moi les plus beaux :
Il portent beaucoup de choses …
comme un trumeau :
Le douceur d’une mer, de ma vie le douleur…
Dans çe voyage un peu de lumiere vient de mon cœur !

 

SEEFELD (Ősterreich)

Ho curiosato un poco in Paradiso!

Verdi dossi vellutati ondeggiavano
Incoronati di cupole d’abeti,
pinus mugo e larici si spiavano
con la complicità di grigi licheni.

Gli animali ci cercavano,fratelli:
chi, volteggiando in aria, minuetti
per noi intonava;chi si mostrava
pudico e garbato in  attesa di frammenti;
e chi ,sfidando il nostro occhio vigile,
ci tagliava la strada impassibile.

Ho curiosato un poco in Paradiso!

Le acque  intonavano un concerto:
dal fievole pianto del Kneipp,
al cupo scrosciare di kalt Eis,
dal violino del Fluss corrente,
al guitar di pioggia battente.

E tra l’erba d’asfodeli puntinata,
mi godevo il cielo,la solida cappa
di opale che si specchiava nel lago,
lago di campo,campo al lago.

Ho curiosato un poco in Paradiso,
ho girovagato eine Woche in Tyrol.

 

LABYRINTHOUS*
(a mia figlia ribelle)

Vorrei salvarti da cento minotauri:
gridano alle tue spalle :
-vendicati ! divorala!-

Vorrei fare per te l’intero percorso
E cospargerlo di petali di rosa,
dagli oscuri fantasmi della notte
riportarti alle torce della festa.

Vorrei trafiggere i rancori,
infilzare in uno spiedo
le parole mai taciute,
insaporirle di sale marino
e fare un chilo di quindici ore.

Vorrei donarti un gomitolo
Di carezze e sorrisi
Per cucire una veste d’allegria
Che ti scaldi da aspra tramontana.

Poi mi ritrovo Arianna disperata,
abbandonata sul lido dell’amore.
Gridi dall’acqua dello Stige,
ma non mi volto e il vento
 immobilizza le mie mani.

*dal greco λάβρυς+ νοΰς =il labirinto della mente
La lirica si ispira al mito di Arianna e Teseo,secondo cui la prima recò il suo prezioso aiuto all’ateniese per uscire dal Labirinto di Cnosso (a Creta), ma fu poi abbandonata dall’eroe irriconoscente. L’acqua dello Stige, secondo l’Inferno dantesco, è il luogo dove espiano i loro peccati gli iracondi.

    

SIEBEN
(la mia malattia ed il 7 che mi
perseguita!)

Cercavo di evitare di guardare
un noto film seriale:
‘Medici in prima linea E.R.’,
non troppo mi volevo emozionar !

Sotto una lampada tonda ,ahimè,
Di verde bosco mascherata
Quasi tre  ore ,invece,  sono stata.

Tra fiale ,fogli stampati,
bendaggi e ambulatori
L’afa di Sieben l’ho tirata fuori !

E quando la brezza marina
uscivo, dritta a gustare,
l’S.O.S. del papi m’è venuto a cercare !
luglio 2005 (7)

 

DALLA TERRAZZA
DELL’OSPEDALE 

Dalla terrazza dell’Ospedale
Un mondo intero so …
contemplare.
Manto di Madre Santa *
mi dà certezza,
nuvole e cielo
mi danno
l’ebbrezza:
l’adrenalina mi sale
alla testa,
ma le mie gambe son
piombo che sosta.

*Sovrasta l’ingresso dell’ ospedale livornese una statua della Vergine, che da Ortopedia appare, non casualmente per me, di spalle !?!

 

Ognissanti 2005 Lavi si impunta ed acquista il cane che da anni die Kinder avevano reclamato. Ettore ci porta una ventata d’Inghilterra …

GOD SAVE THE DOG

I’d have liked stroking a jumping frog,
I’d have liked a lawn with bulbs to hog
I’d have liked a shelter dipped in the fog.

On 1st  November  my children  propose :
-we need, we miss a pet…don’t you oppose!
Hector his name, a love truly chosen -

God save my dog
My English bulldog

Each night a cry breaks the silence
To pee he wants without  patience.
‘Take it easier’ tells me a sentence.

God save my dog
My English bulldog

 

LIEVE MUSICA SFUGGENTE

Lieve musica sfuggente,
Ch’attraversi rapida l’aria,
Io ti dono i miei pensieri,
Che si posino ondeggianti
Sul tuo bianco nero spartito.

Abbandonali,se vuoi,
dentro un tronco cavernoso,
nella crepa d’un muro disfatto
 o nell’acqua melmosa del lago,
ma non farli-ti prego! –cadere
sulla  gente che va frettolosa :
calpestarli potrebbe superba.

Sono dolci le note ch’io cedo:
Si confondono in ‘do si’ bemolle
Han sapor di finocchio reciso,
di genziana il vivido ardor.

 

SILENTI
(estate 2008)

Che sia il bambino
che la palla rincorre,
lo scappamento
che l’aurora trafigge,
il sedicenne
che la bimba corteggia,
la limonaia
che chiama e mercanteggia,
quiete assoluta mai non gode,
tra le sue prode ,
Livorno frenetica e chiassosa,
 piratesca e rissosa,
Livorno incapace di pace
e di silenzi assenzi.

 

Se si fermasse
e rapita ascoltasse…

il maestrale , sotto porte e finestre
farsi varco e arco

la lingua spumosa dei cirri
che giungon da calli mai dritti

Ah ! sostare al racconto dell’onda ,
che viene e va meditabonda,
o intonare, con rispetto  ,
 canto di palma mossa dal tempoɁɁ

 

IL TEMPO TORNA, IN FORMA!?

Il vetro bruno del Chippendale ,
appannato ,
su cui il soffitto s’affacciava
e dilatava ,
o lo stanzino di  piattole
nfestato,
con il caleidos ed il baule,
affibbiato,
o le curve di zinnia o di pansè
o le volute ,morbide ,del the
mi regalavan fantasie di
ore
ed
ore ,
le stesse che mi dona un bianco mare,
l’attesa del mio Ettorre,
accovacciato.

..torna in simil forma

Dall’ ape in erba al δημοτική
veloci come un dì, di festa,
 ben quattro lustri sono passati ,
ma Atena,Apollo, ECDL ,in un viluppo
di doctrinae e tabelle
mi lusingan
ab hora
ad
horam
e torno curva
sul desktop dell’Europa…

..torna in simil forma!

ma tutto il tempo trascorso 
tra pillole e fiale?
entro sale di…
aspetto ?
volti perplessi su
inequivocabili referti?
tutto quel cumulo di
attimi
eterni,
di giorni in prognosi,
di esami ‘che non finiscono mai’?

Solo Tu,
Dio,
rispondermi saprai!

Il tempo torna ,ma in quale forma?

Primavera 2009

Note dell’autrice: Chippendale: stile di mobili di cui negli anni Sessanta avevamo un salotto, formato da un tavolo con lastra di vetro etc
Caleidos: il caleidoscopio, nome troppo lungo e difficile per una bambina
Zinnie e pansè: i fiori del giardino della mia infanzia
Ettore: il nostro bulldog recentemente scomparso
Ape ed erba : mi riferisco a i cartelloni illustrati (appesi alle pareti delle classi) che nelle scuole elementari aiutavano i bambini  a leggere ed a scrivere
Demotiki: il greco moderno, l’ultimo esame che ho sostenuto all’Università per la seconda laurea
ECDL: acronimo per la patente Europea del computer


SONNET SONG

Named after mum Ann and my English bulldog Hector, who left, us at short interval

I’ll never talk in your pleasant presence,                      
I’ll never tell you or murmur to you,                                   
before you, I ‘ll never say :-my darling!-                           
-let’s go to the seaside!- -it’s time to get a hide!-

You’ll never walk alone, with agility ,                                   
provided with purity, you’ll walk with mum 
my blod mum, she never get close to                                 
All you will be able to catch at once,all you!

At long last you’ll catch her Latin, she English
And nearby , English lady, honey fellow   
You ‘ll remove short of breath, She anguish  

All you will be able to catch at once,all you !
Laura sings you ,puppy, Whitney’s lullaby  
And Miguel gives an assist, my hairy baby!!
                      

 

SONETTO CANTATO

La mia Musa: mia madre Anna ed il nostro cane Ettore, scomparsi a distanza di 38 giorni nell’estate 2009

In tua dolce  presenza mai  parlerò
dolci sillabette mai più sussurrerò
davanti a te non dirò: –Mia dolcezza- 
Al mare andiamo! - -Dai che ci nascondiamo!-
Mai più da solo camminerai , agile e puro
con Lei andrai,la bionda Anna ,sì la Mamma,
quella che mai a te s’accostava , a te si negava.
Tutti,  vi capirete al volo  , sì proprio al volo!
In  un Latino-Inglese vi capirete al volo
così vicini  , Lady Ann e il   suo mielato alunno!
Lei lascerà le angosce, tu cederai l’affanno…
   Ognun con l’altro vi capirete al volo !
la ninna Whitney-Laura  lassù ti intona
mentre Miguel dà un assist a te,da solo a solo !

 

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