Lorena Tiezzi

I CIPRESSI

Si arrampicano sagome scure
come principi austeri
su per la collina chiara.

E di là oltre la collina
Sarà dato vedere?                                        

 

UNA GIORNATA DI PIOGGIA

Attraversavano la strada con
ombrelli neri.
Ma, dall’alto della finestra
io vedevo, vedove
che rompevano il lutto
adornando le ampie gonne
con perle di vetro.                                            

 

PRIMAVERA ANTICA

Sorridevano a ciuffi
le primule nel bosco,
come pensieri gentili
di un uomo innamorato.

Quanto è lontano quel tempo
in cui anche il mio cuore
era un tumulto nuovo,
eppure ancora oggi
se chiudo gli occhi
posso sentire il profumo
di quella primavera.               

 

ANTEPRIMA D’ESTATE

Nevica la grande acacia
spettinata dal vento caldo
denso di pollini e di odori.
Ronzano indaffarate le api
intorno alle ginestre.
Tutto è un continuo
impercettibile mutamento.
Si avvia a passi svelti
l’adolescente tenera
verso la donna.
Sta arrivando l’estate.     

 

INCONTRO

Stanca del vuoto
delle mie stanze
mi son seduta un giorno
alla finestra.
In molti son passati
qualcuno si è voltato
qualcuno ha salutato
ed io immobile ho risposto.
Un giorno poi è passato
un giovane guerriero.
Di lui non mi hanno attratto
le armi o i paramenti
e neanche l’aspetto
che pure era assai piacente
ma la fierezza dello sguardo
e il bel sorriso.
Allora ho aperto la finestra
ed ho parlato
e ancora parlo. 

 

LA TIGRE

Vento caldo d’Africa
lotti sul mio pelo striato
ma non mi togli splendore
porti la polvere nei miei occhi
ma essi sfidano ugualmente il sole.
quando la fame mi tormenterà
non avrò pietà della gazzella
non dividerò con nessuno il mio pasto.
Non sarà la siccità a piegarmi
ma neppure l’amore
perché sarò sempre
una tigre maestosa e FIERA
e in solitudine
leccherò le mie ferite.     

 

L’USIGNOLO CANTA

L’usignolo canta.
La notte è ancora un liquido nero
diluito di sogni e aspirazioni
sono qui nel mio bozzolo di pensieri.
L’usignolo canta
e rimango immobile.                         
L’usignolo ha smesso di cantare.   

 

ALBERO NEL VENTO

Non ricordo la luce
il non tempo
il non luogo
non ricordo la pace
fluttuante assenza di peso
né la forza
che mi risucchiò
vorticosamente dentro a
quel grido di vita.
Non ricordo il mio primo germoglio
né il fusto o i rami
sono qui, ora, albero nel vento.

 

AMORE

Pura acqua di sorgente
tu sei
intatte freschezza e trasparenza.
La tua forma è, solo un istante.
Non esistono mani per afferrarti
né niente per trattenerti
perché, come acqua,
libero fluisci.
Ed io son grata amore
perché lasci
che alla tua fonte
mi disseti. 

 

SOGNO PERDUTO

Sogno perduto
che voli leggero
così bello e inafferrabile
dolcemente mi avvolgi
soffiandomi dentro la vita.
Profondo è il respiro
profondo e lento il battito
del mio cuore.
Non più forma né parole
non più donna né uomo
solo luce che incontra altra luce
e insieme percorre la vita.

 

ASSENZA

Camminare sui tuoi passi
respirare l’aria che hai respirato
impercettibile sollievo
nella voragine della tua assenza.

 

GIARDINO SEGRETO

Hai aperto per me
il tuo giardino segreto
è rigoglioso e bello
con le sue luci
e le sue ombre
meravigliata io lo guardo
annuso i suoi profumi
riempiendomi gli occhi
di tanta bellezza e
in punta di piedi
mi ritiro.      

 

VIAGGIATORI

Viaggiatori incerti
tra due mondi
dilaniati da continui addii
non conosciamo la pace opaca
di colui che ignora
né quella limpida
di chi ormai ha scelto
ma solo il tormento
della partenza
dall’una e l’altra sponda. 

 

NOTTE DI LUNA

Sereno era il cuore
in quella notte chiara
maturo il corpo
vestito di luna
intorno a te danzava,
sfiorandoti appena.
Si ricongiunse il cerchio
in un profondo abbraccio
e vortice passione e pace
e poi il nulla il tutto.   

 

LIBERO VENTO

E voli via ancora
libero vento
rubando il mio sorriso
e il mio respiro
che disperderai pian piano
lungo il tuo viaggio.
Chi sarò io
così privata?
Albero senza linfa
sterile fiore
finché non tornerai
a risoffiare in me
la vita.                                 

 

ODISSEA

Tu che partisti
dall’estremo molo
carico di giovinezza e desiderio
che disperdesti
in mille terre
per restar poi imprigionato
in un luogo unico e impossibile,
giungesti a me agonizzante
e ti aggrappasti come naufrago
all’ultimo brandello di nave,
cogliendo nella fragilità
l’intrinseca mia forza.                             
Fui il porto ed il rifugio
da cui fuggisti spesso ,
memore dell’altra prigione,
per poi tornare carico di doni.

Conosci ormai
della città mia
le porte aperte per la fuga
e più non ti allontani.          

 

SILENZI

Quando l’immensa
profondità del sentire
rese avara la bocca
lasciai che fossero
solo i miei occhi
a inondarti di parole.                                                       

 

LA GAZZA LADRA

Lucide, nere e bianche penne
su me che volo
attratta da ogni luccichio
d’amore.
Rubo un sorriso
rubo uno sguardo
o l’impercettibile corrente
tra due innamorati.
La preziosa refurtiva
porto al mio nido,
la intesso
con pagliuzze di fantasia…
Stanca
metto la testa sotto l’ala
e m’addormento.
Ho avuto anch’io
la mia parte d’amore.  

 

PICCOLA PERLA

E’ la tua donna
piccola perla
dentro la bocca tua
di tenerezza.
Piccola perla
dentro le onde
dei pensieri tuoi
dove le parli
senza freno
piccola perla
dentro la tana del tuo più intimo sentire
piccola perla…                                                     

 

SOGNO 

Che bello era
quel sogno
fatto d’un solo abbraccio
ma vero il petto tuo
[ rifugio e scambio]
vero il sentire
che anche al risveglio
m’è rimasto dentro
d’una dolcezza bella.   

 

MIO CAVALIERE

Mio cavaliere
o mio signore
tu che avesti accesso
ai miei più reconditi dolori
dalla fragilità mia
profitto mai traesti
alimentato invece hai
la mia forza.
Nella tua ruvidezza
per me intrecciasti
tenera una veste
corazza-carezza
per le mie ferite
e come a sacra dea
me ne facesti dono
ed io AMORE ancor la indosso
e vado incontro al mondo.

 

SCIROCCO

Scirocco
folate di decadenza
scirocco
nebbia di pensieri
s’appiccica il sudore
alla malinconia.
Sfumato l’orizzonte-mare.

 

LA POLENA

Mi hai lasciata sola
in mezzo alla tempesta
il vento mi schiaffeggia il viso
la pioggia mi buca le ossa
il dolore dell’abbandono
m’ha sgretolato il cuore.
Non sono che una polena
sbattuta dalle onde.
Se mai vorrai sapere dove sono
guarda la spiaggia del nostro amore
là, arenata sulla riva,
c’è una bellissima polena
è ciò che di me rimane.   

 

DOLCEZZA

Dolcezza è
quando t’insinui
dentro un mio dolore
e lo frantumi
con mani impavide
lo estrai pezzo per pezzo
e lo dilegui.

Dolcezza e quando
mi guardi andare
fermo nel quadro della porta
e aspetti
finché di me non resta
che il ricordo.

Dolcezza è quando
come ad un bimbo
mi scompigli il capo
e poi sorridi
e con gli occhi dici
parole che non hai mai detto.

 

 

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