“Il colore del tempo”

trilogia - romanzo storico-popolare ambientato in Polesine nel corso del ‘900

parte prima
“L’ORO DEL GRANO”
  (1900 – 1914)    ed. La Torre T. & C., 1999, Rovigo

Prende il via dall’anno 1900 la saga di tre famiglie polesane, di diversa estrazione sociale (i proprietari, i fittavoli, i braccianti), legate tra loro e alla terra su cui vivono da rapporti di lavoro e di amicizia.

Uno spaccato della società agricola di inizio secolo, dove i personaggi crescono, lavorano, soffrono, amano, mentre la loro esistenza è condizionata dalle vicende politiche e sociali, dal tempo e dai valori e pregiudizi tipici dell’epoca. I colori sono quelli della natura di questa terra presa tra due fiumi: assolata ma spenta dall’afa e velata dalla nebbia.

parte seconda:
“IL ROSSO DEL DOLORE”     (1920 – 1951) ed. tipografia Perini 2002, Rovigo

I momenti più drammatici della storia del ‘900 ( le guerre mondiali, il fascismo e la Resistenza) coinvolgono i personaggi, tra contraddizioni e scelte difficili. Gli spazi geografici si ampliano al di fuori dell’ambito agreste, tra Rovigo, Padova, Parigi.
Sono anni di cambiamenti sostanziali, che segnano il passaggio dalla campagna alla città, a modi di vivere e pensare diversi. Le guerre portano lutto e distruzione in ogni famiglia, lasciando pesanti tracce. E infine, quando tutto sembra poter ricominciare, si abbatte sulla povera gente e sul territorio del Polesine la catastrofe dell’alluvione del ’51.


parte terza:
IL VERDE DELLE FOGLIE NUOVE”   (1955 –1980) ed. A. Brigo, Rovigo 2008

Lentamente il Polesine si riprende dal disastro dell’alluvione del ’51; le classi medie godono di un certo benessere: possono permettersi l’automobile, le vacanze al mare e la TV, che entra sempre più nella vita e nei discorsi della gente.
Senza gli eventi tragici delle guerre che avevano insanguinato la prima parte del ‘900, nella provincia italiana arrivano appena gli echi della guerra fredda, del conflitto in Vietnam, della fiammata rivoluzionaria del ’68 e dei successivi anni di piombo. Alcuni dei nostri personaggi vivono questi momenti in maniera più coinvolta e diretta: sono soprattutto le nuove generazioni, i nati dopo la guerra che godono e soffrono insieme di una più ampia libertà e di maggiori possibilità di scelta, che rendono quasi inevitabili gli errori.
Il titolo, “Il verde delle foglie nuove”, è nato dalla considerazione che gli anni del dopo-guerra, ma soprattutto gli anni ’60 furono tali da far sperare nella possibilità di costruire un mondo nuovo, attraverso i sogni, le speranze, gli entusiasmi dei giovani, i nuovi rami freschi e verdeggianti della vita.

“Il verde delle foglie nuove” è dedicato a Lucio Battisti, con una appendice a fine romanzo. “Per noi è il musicista completo, che ha saputo dare voce alle gioie, ai tormenti, agli scherzi, ai sogni, alle attese, alle “emozioni” dei giovani di quegli anni e di tutti gli anni successivi che, quando lo scoprono, sanno ascoltare la sua musica, la sua voce, ora velata ora alta nel grido, come quella di un amico che li accompagna nelle prime pulsioni d’amore e li stimola con i suoi ritmi incalzanti.” Le autrici

Le figure femminili nei tre volumi sono quelle che prendono per mano il lettore e lo conducono nel viaggio attraverso il tempo e lo spazio, sono la guida e la forza della famiglia e tengono saldo il legame tra presente e passato.

Oli su tela in copertina e disegni all’interno di Angelo Vallin – VANGELO – apprezzato pittore rodigino, che ha illustrato con delicatezza e sensibilità luoghi e momenti del romanzo. 


 

PERCHE’ SI RUBA UN ANGELO, Pellegrini ed., Cosenza 2000  -  romanzo

Romanzo dell’esordio personale dell’autrice; moderno e crudo, romantico e permeato di erotismo, che racconta la storia di una giovane donna in crisi, di angeli e di palestinesi.
La vicenda prende lo spunto dalla statua dell’angelo (Genio) della tomba di Antonio Canova nella Basilica di S.Maria Gloriosa dei Frari, è ambientata nella Venezia dei nostri giorni, in tempi ben riconoscibili per gli eventi storici citati (guerra del Golfo).
La protagonista, Giuliana, sta cercando il modo di dare una svolta alla sua vita, e qualcuno arriva in suo aiuto, seguendola nella sua difficile strada e mostrandole un nuovo cammino.

Fin dalle prime pagine la protagonista, Giuliana, si dà nei più intimi pensieri senza reticenze, senza velature. Si dà quasi come a volersi perdere. Ma l’annullarsi in amori senza senso (s)copre il vuoto, nasconde l’esigenza dell’essere accettata e dell’accettarsi. Un cammino per niente facile, fatto di inciampi, piccole vittorie, ricadute, lacrime e brevi sorrisi. Nella prima parte del romanzo è assillante la messa in evidenza del lato negativo della protagonista, della sua carnalità vissuta nel ritmo sempre più buio del vomito. E in questo buio assoluto si affaccia sempre più prepotente quella parte rimasta sepolta troppo a lungo, che ha voglia di rivedere la luce. Una luce che si accende guardando e amando ‘L’Angelo della Tomba’ di Antonio Canova. Ed è fiaba: L’Angelo diviene materia. Per amore si fa uomo.
Cicatrici per ali strappate, ben visibili sul suo corpo, richiamano alla mente altre cicatrici, quelle dell’animo della protagonista. Cicatrici da curare… Cicatrici rimarginate per poter tornare a indossare quelle ali che fanno volare verso un mondo diverso chiamato Amore.
E l’Amore si affaccia dalla Palestina. Il sentimento è carne e spirito insieme. Un amore dal nome esotico, Yasser, e che ha il sapore della vita.         

Patrizia Altomare (scrittrice)

“Un romanzo d’amore di commovente ricchezza e dolcezza, che risale alle radici stesse dell’anima. Il percorso di Giuliana è un viaggio di ricostruzione d’una identità femminile devastata e, insieme, una straordinaria faticosa peregrinazione alla scoperta del vero senso dell’amore. L.C. è una scrittrice vera, che rivela una dimestichezza con l’arte narrativa degna d’una professionista della scrittura. Per 300 pagine, regge perfettamente tutto: la trama, incredibilmente credibile; la definizione dei caratteri e della psicologia dei personaggi; la costruzione spigliata e verosimile di situazioni e dialoghi. La vicenda è intrisa di sentimento, ma non ordinariamente sentimentale, e di una coinvolgente sensualità che quando necessario diviene torrido erotismo, descritto esplicitamente e senza remore ma senza alcuna volgarità.           

Stefano Valentini - La Nuova Tribuna Letteraria

“Un turbinio divino di erotismo, un intreccio di facce diverse della stessa personalità, alterata, maturata, adattata agli eventi della vita. Con Angelo, Giuliana non diventa un’altra, ma riscopre la parte migliore di se stessa, trova il modo giusto, positivo, di manifestare ciò che realmente è.”                          

prof. Ercole Chiari

“Non è un’opera che si presta a una fredda analisi. L’emozione e la passione si scoprono capitolo dopo capitolo, tanto da non poter fare a meno di desiderare di continuare e conoscere fino all’ultimo istante l’intimo pensiero di Giuliana. Il libro si articola con insolita compattezza e fluidità, seguendo fino all’ultima pagina le vicende di Giuliana e il suo sviluppo interiore. Il fulcro è infatti l’assolo della protagonista, che non si dimentica facilmente anche dopo aver terminato il libro.”               

 Matilde Franzolin giornalista

Una trama mistica e ben architettata, dove un angelo scende sulla terra febbricitante e ferito a salvare l’anima di Giuliana, che è triste, è sola, e gioca con le sue lacrime indistinte in mezzo ad un mucchio di gente che non la conosce. Questo non è un libro qualsiasi, non è una storia d’amore come tante, è una storia di passione e di carne, di sentimento e ricerca interiore. È una storia che parla di Palestinesi e della meraviglia di conoscere chi è diverso da noi. È un libro che apre la mente, si fa divorare pagina dopo pagina, e con un ritmo incalzante ti porterà senza respiro alla fine (e non vorresti arrivasse mai, la fine).
L’autrice è stata in grado di costruire dialoghi e flussi di coscienza talmente perfetti da farti sentire tu stesso protagonista, il linguaggio spesso spinto ti agita e ti smuove. È irresistibile. Perché si ruba un angelo fa parte di te.                  

Mattia Signorini (scrittore)  


 

BUCK E SIGNORA   Ed. Lineacultura, Milano 2000  –  romanzo breve

Un incontro imprevisto e casuale lungo le corsie dell’autostrada durante una bufera di neve… La vicenda di una non giovanissima signora e di un ragazzo poco più che ventenne esplode nelle mani dei due e li travolge; un racconto in cui i tumulti del cuore si sposano simbolicamente con i frequenti alternarsi dei momenti di una giornata climaticamente variabilissima.

Vi è una ricchezza di sottintesi piacevolissima in questo racconto, un avvicendarsi di trame sottili, sottese vibrazioni sottopelle, di cose non dette e sottili inquietudini. Bisogna seguire passo passo il racconto per capirne meccanismi, sintonie, risvolti umani e caratterizzazione dei personaggi. Una storia apparentemente ingenua si trasforma in una vicenda che sfugge di mano, fatta di sogni, di speranze, di dialoghi che mettono a nudo i protagonisti e s’intridono di una solitudine che è momento riflessivo per entrambi. E’ qui che L.C. mostra la sua abilità scrittoria, che si articola a quella lucida semplicità che non è ingenuità. Direi che sa guardare introspettivamente e portare alla luce quella parte di nitore che potrebbe sfuggire di mano a una penna più ingenua. Racconto mosso, mai stagnante, che sviluppa l’attenzione del lettore che se ne sente attratto.
Questa storia intessuta di miserie e anche di magia, si legge con vivo piacere, sa dare al lettore la sensazione di vivere dentro il racconto, le situazioni appaiono sempre delineate da un vigile linguaggio e da sensibilità e rigore intriganti.            

Ninnj Di Stefano Busà
 

Tra il giovane autostoppista infreddolito e la signora che gli ha accordato il passaggio si crea un clima di confidenza, nonostante l’avvio burrascoso contrassegnato da taglienti schermaglie dialettiche in cui il ragazzo, privo di scrupoli morali e insensibile ai tabù, affonda fendenti che incrinano le sicurezze della donna. Nel tragitto lungo l’autostrada, i due protagonisti metteranno a nudo le loro anime.
Un romanzo breve privo di cadute di tono e accurato nel delineare la psiche tanto diversa dei due protagonisti. Un racconto scritto con scioltezza e brio, in cui i tumulti o le estasi del cuore si sposano simbolicamente con il frequente alternarsi dei momenti di una giornata climaticamente variabilissima, tra scorci paesaggistici tratteggiati con pennellate sicure e la delicatezza degli acquerelli.
Il dialogo, veloce e destabilizzante, si attaglia alla bufera del tempo e dei sensi: il discorrere sboccato e sfrontato del ragazzo, sempre pronto a ribaltare la situazione a suo vantaggio, spiazza le reazioni della educata e controllata “Signora”.
Regalandosi un poco l’un l’altro, percorreranno insieme un piccolo tratto di strada, che li lascerà davanti a un ventaglio di strade aperte, alla ricerca della propria.
                                                                                         

Prof. Lino Segantin, giornalista


 

IL CAVALIERE FULVO E ALTRI INCANTAMENTI Ed. L’autore Libri, Firenze 2002  - racconti

Dedicato a tutti quelli che…
respirano della vita i profumi, gli odori e non soltanto l’aria soffocata da smog e tristezza.
A coloro che sognano e al mattino ricordano i colori dei loro sogni…  Sogni o incubi…
Che differenza c’è?  La realtà è altro…

Quanto diversi possono essere gli “incantamenti”… Un antico cavaliere che torna a vivere grazie all’amore, un arcangelo sceso sulla terra per salvare la vita a una donna infelice, giovani belli e maledetti in fuga da se stessi e da fantasmi a volte troppo reali, ma anche uomini e donne di tutti i giorni, alle prese con le croci e delizie dell’amore, i tormenti interiori o gli scherzi del destino.
Ogni racconto infatti parla di un incontro speciale, particolare, che segna in modo indelebile i personaggi, imprime svolte, induce scelte decisive o rappresenta momenti cruciali dello spirito.
Incontri suddivisi in tre parti: di mare; di tempo; di altri luoghi.
Nei primi, gli “incantamenti” di mare, il liquido mutevole elemento fa da sfondo a vicende altrettanto elusive… ed è anche personaggio, con la sua voce e la sua presenza ora confortante e accogliente ora inquietante e misteriosa.
Gli incontri “di tempo” riportano indietro a persone e vicende forse davvero vissute… piccole storie più quotidiane, segnate da incontri che potrebbero dare un senso alla vita o distruggerla, o ricordi e malinconiche riflessioni.
Incantamenti “…di altri luoghi” in cui fantasia e sogno si mescolano a immagini e ricordi… hanno come scenario la città magica per eccellenza, Venezia, città dove tutto può accadere, a volte lei stessa protagonista di storie che non potrebbero trovare collocazione in nessun altrove, o città e luoghi altrettanto densi di storia.

La mia non è letteratura-verità: sia nei romanzi che nei racconti la documentazione di luoghi e fatti è rigorosa, ma quello che è fantastico sono le persone, sono le emozioni segrete, le scelte, i sentimenti.
La mia fonte di ispirazione: incontri fuggevoli, immagini e “visioni” particolari, a volte sogni, volti intravisti, colori, spiriti (angeli?), fantasmi, incontri ravvicinati con una realtà apparente, che poi non è sempre quel che sembra.


 

 “STELLE BASSE”   ed. La Versiliana, Fucecchio (FI), 2006   -  racconti

Ogni essere umano nasconde in sé l’ansia, metaforica e non, di salire al cielo, ma il cielo resta lontano e irraggiungibile, nonostante le stelle a volte sembrino tanto vicine.

Titolo originale ed evocativo, che nasce da un’immagine naturale: quella delle stelle che, basse sull’orizzonte del cielo, brillano tuttavia della stessa luce delle altre più alte; come questi astri sono i dodici racconti della raccolta, dodici brillanti in un’unica incastonatura.
12 racconti, divisi in due sezioni; a segnare il confine è il racconto dal titolo GRAFFITI, unico a presentarsi sia a livello formale che contenutistico in un modo diverso; provoca nel lettore un impatto forte, quasi una sorta di rottura.
Le fonti ispiratrici sono diverse: il succedersi delle stagioni, una scritta su un muro, l’atmosfera di Venezia, i versi della poesia di un’amica, le note di una vecchia canzone. Ogni racconto ha però un elemento comune: l’amore nelle sue molteplici sfaccettature: amore fra uomo e donna, amore felice o tragico, di ieri e di oggi, amore della madre per il figlio che deve ancora nascere, ed è presente e suggestivo sempre l’amore per la natura che è pioggia, sole, fiori, i colori del cielo, la luce del giorno, il buio della notte.
Per ognuno degli scritti il lettore si trova di fronte a un sipario che si apre e sulla scena svelata si succedono gli eventi, presentati come sequenze cinematografiche tratte da una telecamera invisibile che altro non è che l’occhio, l’immaginazione dell’autrice, che sa raccontare nel loro nascere e svilupparsi ambienti, personaggi, atmosfere che ci par di vedere, toccare, odorare.
Lo stile è sicuro e incisivo, fatto di un uso sapiente e creativo delle parole, delle frasi, dei periodi, che rende lo scorrere della forma fluido e, al tempo stesso, curato nei particolari.

Paola Trivellato - scrittrice


 

LETTERA FIRMATA    
Altromondo editore, Stra (VE), 2007  -  romanzo

Romanzo-denuncia in cui viene narrata l’esperienza di un amore proibito, mai vissuto fino in fondo, tra la protagonista e il fratello. La donna, ormai più che trentenne, rivive i fatti, i sentimenti e le motivazioni profonde che hanno portato due adolescenti alla scoperta di un’attrazione che ne ha condizionato e poi distrutto le vite, e al tempo stesso condanna il perbenismo ipocrita dell’ambiente “borghese” nel senso deteriore del termine.
La forma è quella della lettera e quindi espressa in prima persona, modalità che permette di scavare fino in fondo all’animo della protagonista e di “vedere” la storia dal suo punto di vista, non necessariamente il più obbiettivo, e la lascia libera di esprimere in termini estremi la rabbia, il dolore e anche l’amore tragico e impossibile per il fratello.

Ci sono storie che vogliono essere raccontate, che “arrivano”, senza che tu sappia bene da dove e perché: Lettera firmata è una di queste.
In “Lettera firmata”, la storia è venuta da lontano, attraverso momenti successivi, stesure e ripensamenti e modifiche infinite; Le storie che scrivo non sono mai “facili” né i personaggi bravi e buoni: sono esseri umani pieni di difetti, di errori, di vizi ma anche di virtù, spesso nascoste a loro stessi. Anche questo libro è così e non va letto solo per quanto di “spettacolare” o “scandaloso” può presentare a prima vista, ma per l’analisi di uno dei tanti aspetti dell’animo umano, così complesso e vasto.
Nonostante il finale tragico, la storia di questi due fratelli, storia difficile e disperata, ha comunque un risvolto positivo, che è il mantenimento di una dignità morale e di una integrità che entrambi pagano a carissimo prezzo.
La “lettera” di questa donna infelice, è una critica e una denuncia verso una società che troppo spesso giudica l’apparenza, dimostrandosi insensibile e crudele verso i problemi degli altri, salvo godere nel vedere sguazzare nel fango gli individui più sfortunati, colpevoli o no che siano ( penso alla nostra attualità, in cui assistiamo allo spettacolo vergognoso di chi paga il biglietto per andare a vedere il processo dei  “mostri” di turno…)
Qui il “mostro” c’è: un ragazzo confuso e appassionato, spinto da un destino crudele in direzioni che non ha scelto e per strade dalle quali cerca disperatamente di uscire, senza riuscirci se non con il sacrificio di se stesso. E  credo che in tutto questo non ci sia da condannare che il disprezzo e la cattiveria di chi lo circonda, a cominciare dalla sua stessa famiglia.
Sono storie che accadono, ma delle quali non si vuol sentir parlare, che creano scandalo a priori, di cui non si vuole ascoltare le motivazioni e le problematiche, in una parola sono tabù. Ho cercato di parlare scavando nel fondo dell’anima dei protagonisti, per far capire che la loro storia non è stata vissuta con leggerezza o trasgressione, ma con dolore e fatica.
E mi vien da pensare che forse sia meno “immorale” che scrivere di omicidi e altri generi di crudeltà, che invece sembrano avere tanto successo tra i lettori…


 

LA ROSA D’ARGENTO  Panda ed., Padova 2009  -  romanzo

Si tratta della vicenda d’amore tra i due protagonisti si svolge tra Spagna, Portogallo e Italia, in particolare tra Venezia e il Delta del Po, paesaggi che arricchiscono di fascino la vicenda, ma anche in tempi ed epoche diverse, in un gioco misterioso tra passato e presente.
Rafael, architetto portoghese, è da sempre tormentato da sogni che gli mostrano l’immagine di una donna, di cui riesce a distinguere solo un medaglione (la “rosa d’argento”). Nelle sale del Palazzo Reale di Madrid, egli rivede quel medaglione al collo di una turista, che scoprirà essere una professoressa d’arte veneziana: Laura. I due si frequentano, tra loro nasce un’intesa.
Questo è l’inizio della vicenda, in cui si trovano riferimenti a fatti storici, geografici e artistici reali e a una visione particolare dell’interiorità e della spiritualità, che sta alla base dell’intreccio tra passato e presente, tra fantasia e realtà.
La dimensione onirica e la spiritualità sono temi che trovano origine a partire dal mondo greco, come nella favola di Amore e Psiche, dove ci sono prove da affrontare per riallacciare i fili spezzati dei sentimenti. Importante è conoscere se stessi, prima di accogliere l’altro nel nostro profondo essere, è l’invito che scaturisce da questa trama, per vivere l’amore autentico.
Magica, intrigante, misteriosa, una storia d’amore senza tempo, senza confini, una di quelle storie che ogni donna vorrebbe vivere per la forza dei sentimenti e delle emozioni che ti afferrano, ti stringono ad ogni pagina.
“La Rosa d’argento” è un romanzo pieno di suspense e si presterebbe ad una trasposizione cinematografica di sicura riuscita.
Tra i due giovani, Rafael e Laura, scatta un’alchimia che sembra venire da molto lontano.
Il passato intreccia nodi invisibili e tesse trame che nessuno conosce, nessuno può leggere.
Rafael prova un’inquietudine tormentosa, sente riaffiorare voci, emozioni, atmosfere e luoghi, ma non sa dare risposte alle sue visioni, ai suoi interrogativi. Davanti ai suoi occhi si snodano vite precedenti, altri nomi, altri luoghi, ma sempre lo stesso medaglione e un unico volto di donna: Beatrice, Isabella, Laura, che Rafael vede tornare dal passato.
Un tragico destino ha strappato al giovane, secoli prima, la donna amata, ma un’altra occasione di felicità gli viene offerta. Le anime dei due innamorati si cercano da tanto, tanto tempo… La loro storia d’amore si snoda tra passato e presente, aleggia tra le strade e i palazzi di Madrid; tra i colori degli “azulejos”, i giardini, le chiese, i profumi di Lisbona; tra le calli e i respiri della laguna veneziana, gli “scani” e i “bonelli” del Delta…
In questo magico romanzo, coinvolgente e appassionato, le due autrici sanno disegnare immagini, atmosfere, luoghi sospesi nel silenzio del mistero, dell’ignoto.
L’uomo ha un immenso bisogno di poesia e le pagine di questo romanzo sono respiri di poesia. La poesia può stare nella prosa come in un dipinto, in un panorama come in un’architettura, in un fiore come nel firmamento, in una danza come nella musica.
La poesia ci stacca dalla terra e fugacemente ci riporta al sogno. I sogni tessono trame sottili e tenaci e avvolgono impercettibilmente le vite di Rafael e Laura. Tra i due esiste una rispondenza profonda che viene dall’anima e dall’ignoto.
Il loro amore, più volte spezzato, vuole un compimento. È un legame così forte che non soccombe al tempo, né alla morte. Li accompagna nei secoli e regala loro la più grande speranza: l’unione di due anime.

Angioletta Masiero  scrittrice


 

Ha curato la stesura del libro: “SANDRO PENZO - l’anima, l’arte e la vita”, 2010; biografia dell’artista, con prefazione di Maurizio Quartieri; una sua nota è inserita nel volume: “Sandro Penzo e il surrealtotemismo - Le archeologie di un sogno – a cura di Maurizio Quartieri (critico internazionale d’arte).



 

QUANDO FINISCE L’ESTATE  A. Brigo Ed., Rovigo 2011  -  romanzo

Copertina e inserti artistici del pittore rodigino Raffaele Pellizzari

Prefazione sotto forma di lettera  di   Angioletta Masiero

Carissima Lori,
Leggendo il tuo manoscritto e pensando alla protagonista, Maddalena, ho visto in lei l’emblema di ogni donna, delle donne che, ad ogni età, si scoprono innamorate. Possono essere state deluse, ferite, tradite, possono aver sofferto le pene dell’inferno e ritrovarsi sole per ricominciare tutto daccapo. Ma se sulla loro strada incroceranno un uomo che le farà sentire di nuovo vive, farà vibrare il loro cuore e risveglierà emozioni, sentimenti, femminilità, saranno pronte a innamorarsi ancora, a donare completamente se stesse.
Perché l’amore, quello vero, profondo, senza limiti e senza tempo, non ti dà scampo né rifugio, ti prende e basta. Diventa il padrone della tua anima, il senso del tuo vivere.
Maddalena ha vissuto una lunga storia, “lunga e amara”, che l’ha lasciata svuotata, con pesanti “strascichi” di tristezza, con ricordi intrisi di malinconia. Decide di lasciarsi il passato alle spalle e parte per una vacanza estiva.
Mentre cammina lungo l’istmo del promontorio incontra un ragazzo biondo, molto giovane, che la colpisce subito. Lo vede come uno splendido dio del mare dalla pelle dorata.
Anche Nicola, il ragazzo, rimane colpito dalla donna. S’incontrano nuovamente e, poco a poco, giorno dopo giorno, parlando, guardandosi, imparando a conoscersi, l’attrazione cresce, diventa amore. Un amore totale che cancella tutto ciò che rappresenta la realtà esterna. E le sere, per Mad e Nico, si vestono di colori, di magia. Ondate di profumo. Venti di desiderio. La natura diventa un tutt’uno con la magia del sentimento.
Di grande suggestione e intensità le descrizioni dei paesaggi, paesaggi che entrano nel cuore. Albe e tramonti di una bellezza struggente, cieli a volte limpidi, altre nuvolosi come gli stati d’animo dei personaggi.
La storia è coinvolgente, intrigante, vera. A quante donne sarà capitato di perdere la testa per un uomo più giovane, quante di loro si saranno sentite più vive, più appassionate, grazie a questo amore. E si saranno abbandonate senza dare peso alla realtà circostante, ai giudizi della gente, alle malignità dei conoscenti…
Questo, Lori, non è un libro che si legge, è un libro che si vive. È la storia degli amanti che si amano e si temono, gli amanti senza regole e senza stagioni, che si amano tra vino, luna e mare, tra alba, lenzuola e sogni.
Come sono belli i due protagonisti del tuo romanzo, Lori, che si amano come per un ordine cosmico, simile a quello occulto dei pianeti. Si orbitano attorno perché questa è la loro natura, fatta di leggi sconosciute e inesorabili. I tuoi protagonisti c’incoraggiano a non temere i sentimenti, a credere ed esprimere ciò che sentiamo.
Mad dovrà affrontare una scelta difficile, oltremodo dolorosa. Perché, alla fine, ognuna di noi è sola davanti alle scelte importanti, sola con il proprio cuore.

Angioletta Masiero