Liliana Mamo Ranzino

Un mondo tutto mio

Il mondo tutto mio
è quello della canzone
che mi ha accompagnato
nei momenti più lieti
e anche più tristi
della mia vita.
Le canzoni di ogni epoca
con i loro cantanti
mi hanno fatto avere sempre
fremiti di gioia, d’amore
e anche d’infinita nostalgia
e dolore.
Ogni canzone è riuscita
a scuotermi dal mio torpore
facendomi rivivere i migliori anni
della mia vita,
e a farmi tornare quella che
sono sempre rimasta dentro:
con un cuore giovane, pieno di speranza,
di rinascita, di Fede.
Una madre addolorata,
che sempre osanna al Signore,
per tutto quello che le ha dato e le dà con amore.

 

Un piccolo nido d’amore

Quella solitaria casetta
sull’amena assolata collina
attrae sempre la mi attenzione
e mi riporta indietro nel tempo.
vuota ormai quella casetta,
ma, stracolma dei più lieti ricordi.
Ricordi: di un amore giovane,
spensierato, felice;
di riccioli biondi, di occhi sereni
splendidi di un bimbo
attaccato al mio seno;
labbra balbettanti il nome “mamma”.
Tutto sembra, ormai, così lontano,
così trapassato, ma sempre vivo
è nel mio cuore,
quel piccolo nido d’amore.

 

Solo in Te confido

Io che sono nella sofferenza
e nella prova
solo in Te confido
Padre mio celeste
Santo e misericordioso.
Dammi la certezza
che ogni mi quotidiana fatica
Sia a Te gradita.
Tu hai voluto che come donna
conoscessi l’amore
hai voluto che lo conoscessi
in tutte le sue più svariate forme;
l’amore dello slancio,
l’amore confuso,
l’amore platonico,
e più importante l’amore mistico,
quello vero perché corrisposto
grande è, infatti l’amore
che ho per Te mio dolce
misericordioso Gesù
e che Tu hai per me
indegna tua fedele
che si sente alleviate le pene.

 

Un tuffo...

Un tuffo nel passato,
una commozione unica.
Un tuffo di cuore infranto
in un mondo giovane
pieno di speranza, di gioia di vivere
che si rifugiava nelle corde spensierate
di una chitarra colma di musicalità
e di gioventù innamorata.
Triste la constatazione
di una vita delusa, tradita
che ti costringe a vivere
giorno dopo giorno
su una sedia a rotelle
per la sclerosi multipla
che si divora gli anni più belli
della tua giovane vita.
Io spingo con amore di madre questa sedia,
vivendo la mia Fede, nel quotidiano,
con la preghiera di ringraziamento
al Signore mio Dio per la forza,
che mi dà nel farmi sentire
questo fardello meno pesante,
con un sorriso
e che mi fa riuscire a scrivere versi
che, anche se nostalgici,
sono anch’essi pieni di vita,
di speranza, di gioia eterna.

 

Ti ho sempre cercato...

Oh mio Signore, Ti ho sempre cercato
Nel cielo limpido, sereno, stellato.
Nelle speranzose rosee albe
e negli infuocati, melanconici tramonti.
Nella meravigliosa natura tutta
che mi circonda:
negli alberi, nei fiori, nelle farfalle.
Nelle piccole gioie e nei quotidiani affanni.
Dove, però, sono riuscita veramente
a trovarti
è nel mio immenso dolore
che ho accettato, come Tu ci hai insegnato
con il Tuo invito
che ci rende veri cristiani:
“Prendi la tua croce e seguimi ”
ed è così, che col tuo divino aiuto,
sento il mio immenso dolore più lieve
perché supportato dal tuo infinito
paterno amore.

 

Sentore di primavera

Il timido volteggiare
di una impaziente rondinella
per il limpido turchino cielo,
nel primo giorno di primavera
attrae la mia attenzione
e così mi accorgo che
un altro anno è passato,
e ancora un’altra prepotente primavera
si presenta a me che di primavere
ne ho trascorse tante.
Mi fai riconoscere così,
che la vera primavera
è soltanto un ricordo lontano
che non si ripeterà più.

 

Briciole di vita

Custodivo in serbo nel mio cuore
come in un pugno ben stretto
briciole di vita,
brandelli di ricordi lontani.
Ma, dinanzi ad un passerotto
intirizzito dal gelo,
affamato, triste, solitario
ho preferito aprire il mio cuore,
quel pugno ben stretto
e dargli in pasto quelle briciole
per farlo sopravvivere
e poter spiccare un volo
nel cielo pieno di arcana,
infinita quiete.
Anche poche briciole
possono donare gioia
ad un piccolo cuore sperduto.

 

Tramonto

Al calar della sera
una palla infuocata
arde tra le grigiastre nubi.
Le onde spumeggianti
s’infrangono tra gli scogli bruni.
Un rossore nel cielo incantato
sa di amore e di dolore
al calar della sera.
Un pensiero persistente indelebile
mi porta a quella fatale sera di maggio
che mi parla sempre di te.

 

Raggi di luce

Quando si è amati
gli occhi sono due raggi
di splendida luce;
la bocca sorride
espandendo serenità;
il cuore è un fiume
in piena traboccante di gioia.
Cose, per me, remote
che l’inesorabile tempo
ha portato via con sé.
Ma, alzando lo sguardo
al cielo infinito;
quanta luce, quanta gioia
quanto divino amore
che accheta il mio cuore
in tempesta
donandogli la sospirata serenità.

 

Quel primo quarto di luna

Luna, tu che parlare hai saputo
al cuore di ogni poeta
e di donna innamorata,
mai hai suscitato in me
qualcosa da essertene grata.
Ma, in questa calda sera di luglio
col tuo incipiente splendido quarto,
pronto a falciarmi
qual tenero virgulto,
hai bussato al mio cuore
e mi hai detto: Amore.

 

Il mio calendario

Temo quasi queste mie ore
di solitudine, così affollate di ricordi.
Incomincio così a sfogliare
i giorni del mio calendario
ed ecco giorni lieti, sereni, felici
volati via,
e giorni colmi di ansie, timori,
di speranze e di un dolore
eterno che mi riempie l’anima
ma fa compagnia
e non mi lascia mai.

Quella mano

Quella mano che accarezzando
il proprio grembo
ascolta i primi battiti
del tuo cuore,
è di tua madre.

Quella mano
che ti culla
ti nutre
accarezza i tuoi riccioli biondi:
è di tua madre.

Quella mano che stringe
la tua piccola mano
guidando i tuoi primi passi vacillanti
donandoti sicurezza per la vita:
è di tua madre.

Quella mano
che per te lavora
e prega sgranando il Rosario:
è di tua madre.

Quella mano che ti ammonisce
additandoti la retta via:
è di tua madre.

La mano
che per sempre ti benedirà:
è quella di tua madre.

 

Dolce tubare

Un insistente tubar di colombi
attrae la mia attenzione,
rapisce l’animo mio
e lo riporta ad un lontano passato
ad un amore immenso
perduto.
Per attimi il cuore
incomincia a battere forte,
il corpo diventa leggero,
inizia a volare
per l’azzurro etere
felice di farsi cullare
ancora una volta
da dolci sogni svaniti.

 

Cantuccio romito

In un mondo così caotico
pieno di assordanti rumori
e di gran confusione
esiste ancora un cantuccio romito,
un luogo tranquillo silenzioso
che tanta pace dà al mio tribolato cuore.
In questo luogo solitario, appartato
si distingue il canto melodioso
degli uccelli
il lamentoso cicaleccio
dalle cicale.
In questo cantuccio romito
dove si respira aria pulita
e tutto intorno è pieno di vita,
l’animo mio in tempesta
trova pace e serenità
e lo spirito si eleva a Dio
con la preghiera di ringraziamento.

 

La vita è bella

Qualsiasi cosa bella o brutta
avvenga nella vita
è doveroso non chiudere mai
il sipario.
È importante ridere
anche per niente
perché il sorriso
può essere un riconoscimento
al Signore
per il bellissimo dono
della vita.
Comunque vada,
la vita è sempre bella
anche quando
improvvisamente, ci arriva
la più furiosa delle tempeste;
la morte della persona più cara.
La vita è bella, perché
anche se non ci cambia
ci trasforma spesso,
rendendoci più buoni,
più sensibili al dolore degli altri
e più coscienti dell’insegnamento
di Gesù che “Tutti gli uomini sono fratelli”.

 

La quercia che si rinnova

La secolare, immensa quercia
abituata a subire le svariate intemperie
della vita
ha saputo resistere persino
all’immane incendio
che l’ha avvolto
con le sue paurose fiamme.
Nel suo così provato cuore
non si è rassegnata
a soccombere sotto la mano iniqua
dell’uomo,
con la sua possente forza
da già segni di vita,
di vita nuova
con gli smeraldini virgulti
dimostrando all’uomo malvagio
che voleva distruggerla per sempre
quanto importante sia
ritornare ad essere rigogliosi
per continuare a vivere
con quella forza che ha sempre
dimostrato.

 

Quelle due vuote barchette

I verdi anni, gli amori, le gioie,
le rosee terrene speranze
sono svaniti nel tempo,
ma non naufragati
nel tempestoso mare della vita.
Sono rimasti, infatti, i ricordi
che permettono ai nostri due cuori solitari
di affrontare, imperterriti, i marosi.
Siamo come quelle due barchette vuote
che mute, silenziose,
si lasciano cullare,
ma non travolgere
dalle onde tempestose del mare.
La nostra vita non resterà
del tutto vuota e priva di senso
perchè piena di eterna,
misericordiosa speranza.

 

Le scintille di Dio

Una presenza invisibile
che si fa sentire
ci fa affrontare la vita con coraggio,
non ci fa intimorire.
Non siamo senza l’altro,
ma con l’altro dinanzi a Dio,
Dio che è sempre il Padre
di cui tutti abbiamo bisogno
e anche se non lo cerchiamo
è Lui che ci viene a cercare
anche in sogno.
Nel rapporto col vero Padre
che è Dio, vedo che quando ne ho bisogno
subito arriva e mi aiuta
e questo non è un sogno.
Io ho sperimentato che Dio è un Padre,
il vero Padre.
Io, Dio l’ho incontrato e sperimentato
nel dolore e che mi fa dire
dinanzi al figlio mio morto: “Sia fatta la sua volontà”
e che accetto come un dono e non come un torto.

 

Vorrei...

Vorrei che il mondo
si trasformasse in un immenso girotondo.
Girotondo di bimbi
spensierati, sfamati, felici,
girotondo di uomini
divenuti tutti amici.
Vorrei che il mondo
fosse un gran girotondo
dove tutti i popoli della terra
gridassero “abbasso la guerra”.
Vorrei che i poeti
con l’arma dei loro versi
pieni di umanità e d’amore
sensibilizzassero alla pace ogni cuore.
Vorrei che ogni uomo
stringesse la mano
al fratello in un girotondo
dimostrando di amare
l’unico vero Dio.
Solo così sentirei appagato
il mio affannato io.

 

Serena visione

Il mare calmo e azzurrino
si staglia statico
nella sua infinita bellezza
e sembra abbracciare
il suo fratello cielo, all’orizzonte.
Si, fratello, perché cielo e mare
sono due meraviglie del Creato
che hanno entrambi lo stesso Fattore:
Dio Creatore.
Lo sguardo resta estasiato
in questo meriggio settembrino
a tanta imparagonabile bellezza
piena di celestiale splendore.
Il cuore è colmo di serenità
e ogni affanno sembra
aver dato luogo alla quiete, alla speranza,
anelito di ogni uomo.

 

 

 

 

 

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