*

Mi sono rimaste le lacrime
in viso
a rendere lucidi gli occhi
trattenute dalle pieghe delle palpebre
raccolte dalle scure occhiaie
delicatamente.

 

*

Il vento che passa
colora i tetti
dell’azzurro del fumo

Il tempo che passa
colora i tetti
del verde del muschio

Grondaie grigie
come cornici
appoggiate ai muri
di case
dagli sbiaditi colori pastello

Una porta grigia
Un’imposta verde
scrostata
                                             socchiusa

 

*

Di questo luogo
mi mancherà il profumo del caffè.
Il vento
ed
i grigi cieli dell'inverno
Il caldo della strada,
il verde degli alberi
le rose dell'estate.

Il profumo di mare
nel mezzo della campagna.

 

*

Come una chiocciola
cammino
percorrendo le strade del mondo
e della mente

portandomi appresso case e ricordi

 

*

Il tempo è passato.
Guardo le mie mani:
d’estate quando fa caldo
e lavoro con loro le vene
si ingrossano:
sono forti, sono belle:
Le guardo e penso a me stessa

 

*

Torno a casa.
I fiori rossi dei gerani
sembrano sospesi
nell’aria.

 

*

 Qual è il mio luogo
Nella tua  mappa mentale
Quanti oceani ancora da attraversare
Quante volte vedersi
                  Innalzare
Scogliere di onde
             Tumultuose
Rilievi sul tuo viso
             Senza varchi
Quando un orizzonte dolcemente

 

*

Piccole schegge
di pensiero
trafiggono l'anima

Stillano piccole gocce di amarezza
nella calda estate
dal sole tra nuvole e
azzurro
asciugate
dimenticate

 

*

Corpo di mare

Non scrivo di pace
La pace non ha bisogno di parole
Brezza d'alba
Scivolano nuvole leggere
                 obliquamente
all'angolo dell'occhio
                 Iridi dilatate
                 Ciglia di pioggia
                 Bocca di ruscelli
                 Braccia di fiume
                                  corpo d'acqua
                                  di mare.

*

La pioggia che cade
si è raccolta nel secchiello:
la superficie interrotta
da un petalo
e
quattro aghi di pino.

 

*

Dopo la pioggia
si disegnano fiumi, laghi, mari
per una nuova geografia

Mari di nero
sull'asfalto che si asciuga

 

*

Sopravviene sempre la calma
lungo il piatto orizzonte
dell’uragano

L’occhio cieco
al sopraggiungere
di altri futuri possibili

*

Che sogna il mare
nei pleniluni di notti tranquille
nei sospiri delle onde
nel morire della risacca.

Mare di vento, d'amaro

 

*

Quando
arriva la bassa marea
vedo un altro mondo:
le stelle marine, le conchiglie
di madreperla
la sabbia i sassi
i ricci spinosi, i piccoli pesci

Io siedo e penso
Io sono la bassa marea
che si addormenta tra
sponde di Oceani
con piccole onde sussurranti di abbandoni

Io sono l'oblio

 

*

Sono le nuvole in cielo
che sottili lo velano
a portare il freddo
sui vetri delle case
tra gli alberi
nelle strade
nell'aria
che ha il sapore
della neve.
Ancora è il novembre freddo
con le mani rosse al fiato della bocca
lungo le vie dei paesi
a respirare brina.

 

*

Quando andavo a casa a trovarla
C'erano le violette indiane:
C'erano le foglioline verdi appena spuntate
C'erano i fiorellini piccoli e tanti
e come bisognava innaffiarle.
Ognuna aveva un nome

Quando andavo a trovarla
era Natale:
c'ero io, mio fratello, mio padre.
C'era l'arrosto il brodo con i tortellini
c'erano i regali, il caffè, il torrone
e le chiacchiere del Natale.

Quando andavo a trovarla lei c'era ancora.

 

*

Nel ridotto giardino
quadrato
addossato al muro
c'è un fico che si stende contro le pietre

I suoi rami sono coperti di piccoli
fichi smeraldini e gelati

Esondando
dai tetti delle case
il sole
li bagna di luce

 

Qualche volta

una canzone fa passare
          nella mente
giorni sospesi
fatti di nulla

Delicate ragnatele
tra i rami del tempo

 

*

Leggiadra d’alabastro
la Luna
nel cielo illumina
il lento incedere della notte

Il canto di un grillo
solitario
m’accompagna nel sonno

 

*

Alle case dove abita un’amica

I tetti ritagliano
Un quarto di cielo
       
        frastagliato.
Come sono belle le case
a quest’ora del mezzogiorno:
dalle finestre il profumo del soffritto di cipolla,
del ragù, della carne che sfrigola sulle braci.

Nell’aria il silenzio dell’estate morente
ma ancora calda:
Ferma nel tempo
Deserta nelle strade, sulle acque
nei pozzi freschi.
Di solitarie grida di bimbi
Di gatti assopiti nell’ombra
di alberi  sussurranti.

 

*

Le cose si accumulano
nelle case
Bicchieri,
fotografie fogli ingialliti dai ricordi
Fiori secchi
Biscottiere

       Nei quieti pomeriggi
       di una prossima estate
       nella penombra degli angoli
       ingentiliscono le stanze.

 

*

Sulla mappa geografica della mia vita
I venti spirano costanti
Sono gli Alisei della bonaccia
Calma piatta
Sull’Oceano azzurro-stregato che mi sta intorno
Eau d’été  è il mio
profumo
profumo d’Ambra e di Mare
di                
Tropici
Intenso
                        Nulla si muove