Tre minuti
Tu in me
Tu senza di me.
Anima persa
che cerchi il domani
donando
paure e
debolezze
al grembo
di colei che ti dà asilo.
Tre minuti.
Parole soffuse
in una gelida stanza.
Tremi,
sola
in questo battito di morte,
mentre una mano
sfiora il tuo viso.
Pochi istanti dal sapore eterno.
Amaro il suo gusto
gelido al suo tatto.
Strano.
Un giorno
ci incontreremo.
Tu
mi riconoscerai.
Tu in me
Io senza di te.
Lei
Un guizzo,
un lampo.
La Morte.
Sono sola
c’è Lei.
Mi stringe
mi sorride.
È il suo tempo,
sono nata con Lei.
Io dimentico,
Lei, no!
Erika
Ignoto l’atto di averti
violenza alla nascita
miracolo il vederti.
Tu Amore.
I tuo occhi, il mio domani
Le tue mani, la mia forza
Il tuo animo, il mio respiro.
I ricordi
I ricordi sono
viscere straziate in movimento,
alberi sfuggenti
al sapore d’erba.
Male fanno
quando riaffiorano,
quando non sorridono,
quando il vento
sembra librarli.
Stella
del silenzio
mia custode,
asilo
ai ricordi affida
così che il mio vento si plachi.
8 marzo
Mimosa
trasuda sangue,
amarezze gronda
silente.
Rossa mimosa
tradita
nel suo dolore.
A mia Nonna
Vita e Morte
camminano insieme
senza mai guardarsi.
Quando lo fanno,
triste l’incontro
duro il distacco.
Vorrebbe urlare
Di copioso pianto
si nutre
il cuore dismesso.
Punito due volte
strappa
a brandelli
il domani
che non c’è.
Guarda intorno
scruta dentro,
il vuoto in sé
tocca.
Vorrebbe urlare
buttar fuori
ma
non ha voce,
mentre
il baratro,
zitto zitto
lo svilisce
senza ritorno.
Voglio
Non sono sazia, ancora!
Voglio vivere
ogni granello
-del cuore della gente-
assaporarne le timide paure.
Sorridere teneramente
(perché no!)
al mutar del mio volto.
Voglio vivere
passioni abbandonate,
cullare
del nemico, lo sguardo…
dell’amico, l’amore.
Voglio vivere
dell’umana ignoranza,
stracciarne la strada
per poi
inventare sentieri
nelle cui viscere
soffiare
petali di rose
ancora non conosciute.
Voglio vivere di questo…
Voglio vivere così.
Stop
Il tempo
sembrò fermarsi,
l’orologio
inseguire un cadere ineguale
distante
mentre le lancette
dalle stesse forme
frugavano speranze.
MVB
Ho amato il sole sorgere
ho amato le carezze di mia Madre
il pianto di mia figlia
la rosa sbocciare
la notte degli amanti
il cuore malfermo degli anziani.
Ma non ho amato me
quando ho scelto te.
Senza cappotto
Spoglia,
lontana dagli sguardi,
nel freddo inverno,
sono senza cappotto
e sfoglio la mia vita.
Perché no??
Perché non amarsi
pur al buio
degli altrui sguardi
ma alla luce del proprio Amore?
Perché non sognare
pur nell’assenza di un divenire?
Perché “non essere” pur
nel fagocitante “apparire”?
Io ti Amo
pur nel tuo fuggire
e
ti rincorre la mia dolcezza
per dar forza al tuo cuore.
La mia vita sin qui…
Un giardino
di tenui colori,
immagini lontane.
Odori
Essenze
fragranze
vissute
nella domestica dimora.
Questa
la mia vita sin qui!
Il domani
lo attendo
cullato
dal soffio di oggi.