“LA SORGENTE E LA VITA”

Nasce lassù la tua acqua limpida e fresca
sulle alte cime di quei monti preziosi,
dalla vetta scende tra i meandri tortuosi,
si respira la tua l’inebriante aria fresca.

Anche tu vita mia nasci dal nulla,
come l’acqua che sgorga dalla sorgente;
ogni goccia accarezza la mia pelle,
ogni vento porta con se il tuo profumo.

Dalla tua vetta guarderò l’immenso,
anche la bellezza della vita e del creato,
il mio sguardo avvolgerà i luoghi lontani,
accarezzerò qualunque cosa con le mani.

Dalla tua acqua nasceranno nuovi fiori,
dalle mie passioni nasceranno nuovi amori,
mi tufferò nella tua acqua fresca cristallina,
proverò a farmi un bagno per una nuova vita.

La pioggia disseta la terra arsa dal sole,
le gocce cadono come lacrime smarrite,
nudo come un albero senza foglie,
anch’io mi lascerò bagnare dalle tue grazie.

Un giorno, forse non molto lontano,
una nuvola scura pioverà su di me,
un brivido attraverserà il mio corpo
e mi salverà dalle malvagità del tempo.

Nella tua acqua vedrò tutto quello che vive,
nella tua grazia vedrò il mistero delle cose;
una meraviglia infinita la nostra vita,
è come la sorgente, una ricchezza infinita.

Giugno 2003

 

“DESTINO”

Quante volte il destino ci appare perverso,
però tra noi e un’altro non è poi così diverso,
ma tutto ciò fa parte della nostra vita,
le cose vissute sono il ricordo del passato.

La nostra esistenza è qui seduta e ci guarda,
passa e ci attira come specchio per allodole,
è come una stella che non brilla in lontananza,
ma quando sei vicino ti senti come accecato.

Ogni volto umano rappresenta un destino,
bisogna meditare su ogni cosa che passa:
il tempo, la bellezza, l’angoscia, la felicità;
anche quando viviamo solo un puro silenzio.

Come buchi scavati sulla sabbia del mare,
i giorni e le notti si cancellano veloci,
sembrano luci di stelle che ci passano vicino,
ci guardano negli occhi e poi vanno via.

Nella luce perpetua si racconta il nostro destino,
nella memoria si conservano solo poche cose,
nell’ombra della notte rimangono solo silenzi,
col tempo il gioco della vita volge alla fine.

Ogni sguardo disperato ricerca nell’aria
un cielo azzurro pieno di una eterna giovinezza,
ma tra la vita e la morte corrono infiniti ricordi,
ci sono le gioie, ed anche le vie del dolore.

Il destino è un mistero che ci sconvolge l’anima,
ad ogni respiro viviamo un momento diverso,
forse è il destino che ci parla con voce sussurrata,
o forse è la nostra vita che sta passando inosservata?

Aprile 2004

 

“NASCE UNA NUOVA STELLA”

Corre, corre il fiume verso il mare,
scorre il sangue nelle mie vene,
è una gioia immensa senza pene,
da quando mi hai fatto innamorare.

Nasce nel cielo una nuova stella,
nasce una rosa senza spine,
una rosa che ho coltivato sempre con cura,
se potessi con te non sarebbe un’avventura.

Stormi di uccelli aleggiano nel cielo,
sono colombi che volano verso il mare,
hanno nella mente un volo senza meta,
somiglia alla via del nostro destino,
che, pian piano svanisce nel nulla,
si perde nell’aria come la scia di una cometa.

Fiori bianchi nascono in Primavera,
il nostro amore nasce senza alcun colore,
nel petto palpita di più il mio piccolo cuore
ma nel tempo sembra una lontana chimera.

Nasce tra di noi un dolce intento,
è sempre distinto il tuo comportamento,
adesso mi rimane solo la tua piccola immagine,
mi perdo nel buio e tutto scompare in una voragine.

Aprile 2004

 

“OLTRE LA VITA IL SILENZIO”

Destino, tu che percorri le tappe del tempo,
raccontami i tuoi misteriosi silenzi,
quando perdutamente dormirò nelle tue braccia,
non potrò rivederti neanche nei miei sogni.

Notte profonda dove tutto dorme,
raccontami i tuoi solitari silenzi,
quando nel tuo letto dormirò stanco,
non potrò vedere più la mia giovinezza.

Il segreto che ci lega a questa terra,
non potrà sopravvivere nel tempo,
affonderà nel mare più profondo,
come le fatiche della nostra vita.

Oltre la vita c’è il nudo silenzio,
il sogno s’interrompe per sempre,
le nostre gioie si nascondono nel mistero,
le nostre passioni volano via col vento.

Le neri pareti di una città abbandonata
sono anche l’espressione del silenzio,
quando i nostri occhi non vedranno più nulla,
la nostra vita perderà il valore più profondo.

Noi siamo fragili come polvere al vento,
oltre il silenzio non si avverte più il dolore;
c’è solo una luce e non c’è più l’amore,
ci avvolgono per sempre le tenebre della notte.

01 / Novembre 2004

Nota: Lirica composta il giorno di tutti Santi in onore dei defunti.

 

“L’ULTIMA NOTTE”

Nel buio mi avvolge una vellutata carezza,
nasce su di te il lume della più bella tenerezza;
vedrò la tua dolce immagine l’ultima notte,
veglierò su di te fino all’ultimo respiro.

Nel velo bianco di una fitta nebbia,
cercherò ancora la tua anima smarrita,
vedrò l’immagine e la tua somiglianza,
ma tutto finirà con una tristissima danza.

Nel silenzio ascolto sempre le tue ultime parole,
un addio sincero ma senza alcun ritorno,
gocce di rugiada bagneranno il tuo viso,
si spegnerà per sempre il tuo dolce sorriso.

Quel giorno verrà e tanti si stupiranno,
solo pochi nell’arco del tempo ci capiranno,
una vita vissuta senza nessun rimpianto,
nel mio letto riposa ancora il tuo dolce incanto.

Con fievole voce mi chiamerai da lontano,
mi porgerai come sempre la tua candida mano,
sognerò la tua vita senza nessun pentimento,
piangerò per sempre sull’alito del vento.

Gennaio 2005

 

“MATTINO D’ I NVERNO”

Candida è la neve bianca,
pian piano si posa dolcemente,
sento la tua voce nel vento
in questa buia notte d’inverno.

Alberi gelidi come canne secche,
gemono soli in queste lunghe notti,
la furia del vento li fa forte vibrare,
piangono di dolore lacrime amare.

Ogni anima nuda è persa,
sospeso è il suo respiro;
cade un’ombra oscura
in ogni angolo della terra.

Bramano di freddo e di fame
le belve e i lupi nel folto bosco,
dorme nel bianco lettino
ogni piccolo bambino.

Riluce lenta l’alba
senza colore è l’aurora,
nasce senza luce il sole,
è un mattino d’inverno.

Trema inquieto un piccione cenerino
sul cornicione della vecchia chiesa,
una colonna di fumo esce dal camino,
mentre un vecchierello inizia il suo cammino.

Poi la pioggia rompe ogni silenzio,
scroscia forte nel mare e sulla terra;
sento belare piano con voce sottile,
gli agnelli nati nel vecchio fienile.

Il vento percorre i mille sentieri,
si porta via anche i miei pensieri,
la mia anima sembra sola e selvaggia,
nel crepuscolo accarezzo la tua immagine.

Dicembre 2005

 

“STELLA DEL MATTINO”

Dedicata al “sole”

Cresce piano la sua luce all’orizzonte,
tutto rischiara in ogni angolo terra,
si scioglie come lacrime dal viso
la rugiada sulla tenera erba,
inizia il cammino di ogni creatura.

Per te si aprono porte e finestre,
profumeranno i fiori e le ginestre,
spargeranno i profumi di sempre,
dipingerai la natura come sempre.

Le ombre cadono sul finir della sera,
ogni cosa che si muove quasi si ferma,
prendono il sopravvento le tenebre,
prende il posto una notte misteriosa.

Una lunga pausa interrompe la sua luce,
tutto rimane immerso nel silenzio,
la fioca luna non può essere capace
ed ogni cosa cerca un po di pace.

La sua luce si perde solo nei profondi abissi,
molti occhi affascinati non guardano fissi,
verso l’infinito raggiunge la sua pace,
fino al suo risveglio quasi tutto tace.

Il fascino di questo mistero
fa gioire il corpo e l’anima,
lenisce i pensieri della mente,
tutto si placa dolcemente.

Come l’eterno amore
non si ferma nel tempo,
così anche le nostre passioni,
corrono, vanno via col vento
fino a raggiungere il firmamento.

Luglio 2006

 

 

“A MIO PADRE”

Quando nei primi anni della mia vita
che ancora si potevano contare sulle dita,
io ero ancora un piccolo bravo bambino
tu piano mi chiamavi e bevevi buon vino.

Tra le tue grandi e robuste ginocchia
io mi rannicchiavo come ranocchia,
sembravo piccolo come un cagnolino,
mi flettevo come una corda di mandolino.

I miei riccioli neri accarezzavi,
erano belli e tu perciò li amavi;
sembravi un gigante ai miei occhi
e con la mano porgevi i miei balocchi.

Quando del buio della notte avevo paura
a quel tempo usavi una candela tra le mura,
sembravi tu il mio primo baluardo
perché mi proteggevi solo col tuo sguardo.

Al mattino quando il gallo cantava
e la sveglia quasi sorda suonava,
al buio lesto tu il piede a terra mettevi,
anche quando era freddo gelido di nevi.

Andavi da solo per valli e campagne,
come lupo solitario in boschi e montagne,
tutto il giorno solevi duro menare
quasi mai neanche il sole guardare.

Dopo la estrema fatica del duro lavoro,
ritornavi lento dal grande pianoro,
tra le mani una bisaccia come un sacchetto
che dal collo pendeva e poggiava sul tuo petto.

Broncio era lo stampo del tuo viso,
stanco ed avvilito senza alcun sorriso,
grande era la tua voglia di manna
per poi ritrovare la pace nella nanna.

Ora che i miei anni sono avanzati,
anche i tuoi sono molto aumentati,
sempre caro mi è ora il tuo sguardo
quando con i miei occhi ti guardo.

Ora è giunta per te l’ora della morte
ed io piango tanto per la tua nera sorte,
quando ero piccolo mi guardavi da lontano
ed ora sei qui, ne guardi, ne mi tendi la mano
.
Adesso non ci sei più, mi duole il cuore,
quando ci penso sento un grande dolore;
di notte vedo il tuo volto nei miei sogni,
sento la nostalgia di te nei tanti bisogni.

Come un vecchio albero perde le foglie
così anche tu hai perduto le tue voglie,
per me più nessuna lode ne una carezza
solo un buio labirinto senza alcuna certezza.

Ha smesso su di te il sole di posarsi
adesso per te è giunta l’ora di riposarsi,
disteso in questo umile letto di legno
ti vedo fisso nel ricordare il tuo pegno.

Tu ora non mi fai più nessuna domanda,
la gente ti accompagna con una sola ghirlanda,
la notte eterna per te è ormai arrivata
vivrai su nel paradiso la tua vita beata.

Matera Gennaio 2007
- composta subito dopo la morte di mio padre-

 

“OLTRE L’ORIZZONTE”

Racchiuso nel semicerchio della terra,
prigioniero inesorabile solo del tempo,
come per gioco l’orizzonte ci guarda,
racchiude nel suo silenzio la nostra storia.

Vedo strade deserte senza un’anima,
alberi e case sperdute nelle valli,
colline lontane attorniate da nubi,
raccontano il mistero che tu nascondi.

Presto la notte nel suo buio più intenso,
accenderà una scia di stelle cadenti,
timida la luna spunterà dietro le colline,
ci parlerà di te e di quello che nascondi.

Oltre l’orizzonte popoli lontani,
con tanta miseria soffrono la fame,
nel buio della notte si nascondono timide
tutte le vicende della nostra vita.

Mentre riguardo i luoghi vicino l’orizzonte,
sono soggiogato da travolgenti passioni,
una soave frenesia mi prende per mano,
mi portano lontano dal ritmo quotidiano.

La nebbia in un mattino di sole,
si dissolve lentamente al suo calore,
le nostre lacrime ed i nostri sgomenti,
si dissolvono solo con il bene e l’amore.

Nelle tue braccia si racchiudono le gioie,
nel tuo grembo si nascondono le nostre verità,
con i tuoi occhi vedremo l’arte suprema
e la tristezza del nostro ultimo addio.

Afflitti nei deludenti pensieri,
ci interrogheremo sulle cose vissute,
su quello che tu ci nascondi,
oltre l’orizzonte lontano.

Una fievole voce tremolante,
ci chiamerà come un’eco da lontano,
un gigante ci prenderà per la mano,
ci farà vedere da vicino il tuo segreto.

Giugno 2007

 

“LA MIA PRIMAVERA”

Luna che sei in mezzo al mare,
sei bella, lasciami ancora sognare,
tu che sei la mia Primavera
sei sempre stata una donna vera.

Si posa su di te sempre ogni cosa,
odori come profumo di mimosa;
hai pelle lucente come raggi di luna,
sei quella che mi porta sempre fortuna.

Occhi grandi dai mille sguardi,
tu che mi porti tanti riguardi;
sempre piena di tante attenzioni,
mi regali sempre belle emozioni.

Capelli lunghi come una madonna,
sei sempre stata una bella donna;
nella mia mente fulgidi pensieri,
sempre pieni di tanti desideri.

Ora che la vita è nella fase calante,
per me sei sempre più affascinante;
sei per me una donna molto capace,
quando non ci sei non trovo la pace.

Marzo 2008 , dedicata a mia moglie in occasione della “festa della donna”

 

“LA VOCE DEL MARE”

Mare, una vela bianca si vede lontano,
nell’alito del vento sento il tuo respiro;
sotto le torri di un vecchio castello,
piccoli rondinotti aspettano nel loro nido.

Sotto i raggi luminosi del sole accecante,
un lamento stridulo di gabbiani bianchi;
sfiorano le creste dell’onda e si posano,
si cullano sull’acqua che piano l’inonda.

Orme umane ricalcate sulla sabbia,
barche bianche posate in riva mare;
aquiloni colorati che aleggiano nell’aria,
i pescatori che guardano l’orizzonte lontano.

Nelle viscere del mare un pullulare di vita,
nessun grido isolato, nessun rumore,
solo un impercettibile, minuscolo sussurrare,
però anche loro sentono il bisogno di amare.

I navigatori col chiaro di luna seguono la loro rotta,
dalla tua grande bocca si ode quella mitica voce,
uno sbattere di onde sulla sabbia cristallina,
lascia una scia odorosa di morbida schiuma bianca.

La voce del mare, l’amico dei ricordi,
sospinge il mio pensiero a vogare lontano;
continua a soffiare da lontano il vento,
nell’aria sento solo la voce del tuo respiro.

Si odono nell’aria molte voci lontane,
alcune sono parole di semplice allegria;
mi fermo a pensare sull’arida sabbia,
i ricordi di quando l’estate sarà finita.

Agosto 2006

 

“PENSIERI DI OGGI E DI DOMANI”

Se il giorno sarà bello lo si vede dal suo chiarore,
se la nostra vita sarà bella la vedremo solo alla fine;
il nostro tramonto potrà diventare rosso vermiglio,
solo se i nostri anni saranno passati senza sorprese.

Vorrei raccogliere nella mente parole dimenticate,
nel silenzio vorrei guardare le piccole strade vuote,
con le mani vorrei toccare le cime di quei monti,
poi, godere la bellezza di quei lunghi tramonti.

Il buio più profondo della notte copre ogni cosa,
possiamo ammirare solo il bagliore delle stelle;
si cancellano per sempre i nostri futili ricordi,
si gusta il sapore dei nostri momenti più belli.

Ritornano sempre nella mente i pensieri più cari,
lo sguardo si perde dove il sole scompare,
aspetto per vedere i suoi mirabili colori,
un palpitare di sentimenti trapassa gli orizzonti.

La voce del vento interrompe la nostra quiete,
nell’aria un odore salmastro che viene dal mare,
nel silenzio si godono le tenerezze del passato,
poi mi sento placare l’anima e mi perdo nel tempo.

Verso la fine un torrido cielo color rame,
si porterà dentro la paura della morte,
i tuoi passi stanchi lasceranno orme marcate,
la mente si smarrisce al pensiero del domani.

I pensieri assalgono la mia anima irrequieta,
affondano nel nulla i più vaghi tormenti,
una piccola emozione mi fa ricordare la vita,
che a volte diventa una illusione infinita.

Dicembre 2006

 

“IL MIO PENSIERO SULLA POESIA”

La poesia è come un canarino che ti canta nell’anima e nella mente
in maniera perpetua, è un pensiero che ti rode dentro e che vuole esternare, palesare qualcosa da donare agli altri.
La poesia aiuta a vivere a chi la scrive e rallegra il cuore e l’anima a chi ascolta o legge, essa ha la capacità di produrre emozioni ed a volte anche commozione.
Nelle poesie molte volte resta l’inesauribile segreto del pensiero reale, alcune volte il significato reale della poesia è immerso nel silenzio nascosto delle parole scritte.
Il vero poeta deve essere modesto, deve anche arrossire in presenza di altri che non conosce, perché la sua umiltà vuole nascondere la gentilezza del suo animo ed anche la sua saggezza.
Il grande poeta non vuole una personalità distinta, ma spesso vuole cercare di confondersi, di mimetizzarsi insieme agli altri, senza mostrare il suo vero individualismo personale.

Gennaio 2005

 

“I MOMENTI DELLA VITA”

E’ bella la vita, nasce in un baleno,
sembra fatta di infinite emozioni;
la nostra vita è una poesia, bisogna capirla,
delle volte nulla traspare ma è anche mistero.

La vita è un sogno che a lungo finisce,
come una rosa col tempo appassisce;
la vita è una lunga candela accesa,
passa e brucia come fuoco al vento.

Come un raggio di sole la vita ci illumina,
la sua luce bisogna viverla intensamente;
quando regna il male non si deve fuggire,
perché sarà la base per i momenti felici.

Se guardiamo lontano, oltre l’orizzonte,
non riusciamo a vedere nel nostro futuro;
si continua sempre a cercare, desiderare,
ma poche volte sentiamo il bisogno di amare.

La nostra vita è fatta di tanti sogni interrotti,
chi è infelice dalla vita vorrebbe fuggire;
anche l’aurora dell’illudente giovinezza,
a volte ci lascia in bocca molta amarezza.

Si perde nel tempo l’atmosfera dell’incanto,
dei giorni felici spesso viviamo il rimpianto;
la nostra mente vorrebbe solo sognare,
però alcune volte deve fermarsi a pensare.

Nella vecchiaia nessuno più ci capisce,
pian piano la cera del nostro lume finisce;
vorremmo confonderci tra le stelle della notte,
e fermare il tempo nel momento migliore.

Dopo tante sofferenze ma anche belle emozioni,
labbra vermiglie baceranno la nostra fronte;
la nostra vita terrena volgerà al suo tramonto,
il nostro corpo rimarrà sempre muto su questa terra.

Alla fine, con la saggezza di un vecchio stanco,
aspetteremo il sogno di quel lungo silenzio;
finirà la nostra vita senza più un vero sorriso,
e la nostra buona anima volerà nel Paradiso.

Febbraio 2009

 

AVIS, DONARE PER LA VITA

La vita è un atto d’amore, Dio ce l’ha donata,
la vita è fatta anche di piacevoli sogni,
tu donatore puoi realizzare questo grande sogno,
far rivivere e far sorridere chi ha bisogno di te.

Tu donatore hai una grande missione da compiere,
aiutare chi soffre e che lotta per la sopravvivenza;
il tuo dono vuol dire speranza di rinascita per la vita,
vuol dire solidarietà e grande gesto di fratellanza.

Tu sei un frutto ancora acerbo sarai raccolto nel futuro,
il tuo sangue riscalda i cuori e aiuta a vivere,
cancella la tristezza e la tremenda malinconia,
porta in ogni casa tanta tenerezza ed allegria.

Donatore, tu sei molto generoso, senza desiderio di gloria,
ti basta poco tempo per salvare una vita umana;
tu forse non ci pensi alla grandezza del tuo gesto,
ma fai rinascere quelle persone che potevano morire.

Tu sei il vero fratello e il vero amico,
per te non ha importanza se non lo conosci,
per te ha importanza salvargli la vita,
perché tu sei colui che dona e porta la vita.
Donare è un nobile sentimento fraterno,
significa amare il prossimo senza riserve,
significa regalare la vita e l’amore all’umanità,
è un gesto non solo coraggioso ma anche generoso.
Nel mondo c’è chi piange e chi disperato soffre,
aspetta il tuo gesto d’amore caro donatore,
chi vuole il tuo sangue ti cerca anche di notte,
il suo desiderio è come il sole, riscalda il suo cuore.
Chi dona diventa felice come colui che lo riceve,
riempie di gioia chi è disperato e si trova in fin di vita;
senza l’ausilio del sangue non si può avere buona sorte,
perché in maniera implacabile si arriva anche alla morte.
Le vostre gocce di sangue non sono solo amore,
ogni goccia che entra nel corpo dell’altro lo fa rivivere,
invade di gioia il corpo e l’anima di chi lo riceve,
cancella la tristezza nel cuore e fa nascere l’allegria.

Per queste ragioni l’AVIS bisogna sempre sostenerla,
perché donare significa regalare una vita migliore,
significa riaccendere la luce a quel viso ormai spento,
significa ridare la speranza a colui che piange.

L’AVIS non può e non deve mai fermarsi,
deve continuare per sempre nella sua missione;
ora che ha così tanta forza nelle sue nutrite vene,
non può più fermarsi perché è la speranza del futuro.

18/02/09

 

“UNIVERSO DONNA”
“FESTA DELLA DONNA”

Donna, tu sei l’arte perfetta della bellezza umana,
per l’uomo sei il sogno delle gioie e delle fantasie;
i giardini a primavera sono pieni di tanti fiori,
tu invece sei piena di luce dai mille colori.

Tu sei l’amore più bello e trasparente,
per l’uomo sei il desiderio fisso nella mente;
sei l’incanto per tutti quelli che ti amano,
anche quando dormi fai illuminare l’anima.

Donna, tu hai occhi grandi come il mare,
occhi che di notte possono osservare le stelle;
tu sei la persona dalle tante attenzioni,
sei il pensiero più intimo di tante emozioni.

Per i figli sei il riferimento più importante,
sei anche il faro di luce per l’uomo sperduto;
dove non c’è la donna non c’è più la luce,
non c’è più l’amore e ti perdi nel pianto.

Donna, tu sei quella che sa donare la dolcezza,
parli dentro l’anima con la tua tenerezza ;
abbracci con amore le persone che ami,
la forza della tua passione riempie di gioia.

Tu sei la regina per l’uomo che ti ama,
sei il fuoco che riscalda il suo cuore;
tu sei quella voce sottile che ti parla dentro,
che ti chiama nel buio e ti insegue nel tempo.

Dobbiamo fare l’augurio più bello a tutte le donne,
perché esse sono la speranza del nostro futuro;
sono l’espressione unica del coraggio più forte,
perciò bisogna amarle sempre, fino alla morte.

05/03/2009
* Lirica scritta in occasione della festa della donna *

 

“GIORNO DI PASQUA”

E’ un mattino sereno di primavera,
sono fioriti i prati e le cespugliose siepi;
i cuori fremono e palpitano di gioia,
il cielo si adorna di vivaci colori.

Si liberano dalla nebbia le colline vicine,
tornano le rondini al loro vecchio nido,
voleranno felici per le infinite vie del cielo,
la loro mente spazierà in un mondo soave.

E’ Pasqua, vola nel cielo una colomba bianca,
porta nel suo becco un ramoscello di ulivo;
porta la pace ai popoli che amano la libertà,
soprattutto alla gente umile di buona volontà.

Il giorno ha rubato più luce alla notte,
si veste d’azzurro il colore del mare;
lo spirito è libero e spazia verso l’immenso,
ogni cosa ha il sapore della serena felicità.

Vola nel cielo l’immagine del Redentore,
porta per tutti la pace e un grande amore;
si accende d’infinita gioia ogni cuore,
ognuno vive la speranza di un tempo migliore.

nell’aria un dolcissimo suono di campane,
suonano per annunciare al mondo la resurrezione,
c’è la fine dell’odio e la nascita dell’amore
ogni spirito cattivo amerà con ardore.

Confidiamo nel tuo grande amore o Signore,
le anime della terra cercheranno in tè la pace,
con te sfuggiranno alle ombre della notte,
per cogliere la bellezza della tua primavera.

06/03/2009