OH MUSA

OH, musa, oh Calliope, dammi attenzione
tra la mie braccia,
non lasciarmi a questa disperazione
bensì tienimi con tenacia.

Quanto a questa triste  Umanità
Che va perdendosi l’ equità
Qualche Dio abbia pietà.

Non basteranno i bacini
Dei mari a contenere
Le lacrime a catini.

E di noi, Poeti maledetti
Rinchiusi in selve nere
Come servi obsoleti
Che abbiamo resi
I nostri giorni all’arte
E ora siamo arresi
Messi in disparte.

Che più non abbiamo voce
aspettiamo il nostro cadavere
Alla foce.

Oh musa, musa cara,
tieni ancora la mia mano
sulla penna che ara
sul foglio bianco… piano.

Tu che mi resti affianco nel deserto
Non fare che il mio spirito sia erto
Ma tienimi contro il vento irto.

 

ORMEGGIO DEL CUORE

Ormeggio del cuore,
 si aggrappano parole d’amore,
 incatenano i sensi.
Languide le labbra sciolgono respiri,
annaspano invocando  ritmici
carezze d'anima che si tramutano
 in dolci tocchi.
 Si svuota il cielo in una stanza
 un lenzuolo di stelle piano si adagia sulla pelle.
La danza dei corpi dapprima un vortice,
si placa, piano … lenta; degusta  l'eros.

 

CONTEMPORANEA

Alla periferia dell'inverno
la radio promuove canzoni per l'estate,
quando questa e' ancora una chimera.

Ai balli in maschera di questo carnevale
danzano burattini,
mossi dai fili del regime.

Lottano per conquistare un'isola d'oro,
a colpi di giornale e conferenze in pompa magna.

Al fine e' il popolo sovrano; a decider chi dovrà perire,
e chi governare o ancora una volta,
sottomettersi al potere d'oltremare.

4-2-2009

 

DÌ NOTTE GIUNSE LA MORTE

Giunse la morte nella notte.
Cullava in una danza sussultoria i dormienti.

Allorché la terra tremante,
spalancò le fauci.

Delle tenebre,spiriti seguaci,
rubarono tra le macerie le anime.

Giunse la morte nella notte,
tra strazi di dolore corpi,
schiacciati come stracci.

APRILE 2009

 

Antipasti da viaggio

Un battito di cuore in memorie d’africa,
dove anime libere cantano una ninna nanna.
Echi, in volo verso orizzonti scarlatti,
malinconico canto dell’Amazzonia …
HIC NOS!!
Chi siamo? Dove andiamo?…
Dove arriveremo?
Io intono il muto canto del soffio della vita
E che tutto ciò che il tempo possa degnarvi di vivere,
vivetelo come un viaggio.

 

TANGO SOLITARIO

Volteggiare,
volare stando a terra,
sentire lo spirito del Tango entrare in noi…..
darci quell’energia pura.

Il ritmo scandisce i nostri battiti,
le gambe sono libere dal corpo,
…la mente e’ assente.
Siamo anime fluttuanti adesso.
Continuiamo a volteggiare
In un susseguirsi di intrecci tra le nostre gambe
Che suscitano forti emozioni.
Ora siamo liberi, estasiati, in un solitario TANGO.

 

NELLA TERRA DEI GRIFONI

La fonte non smette di rigurgitare acqua dalle viscere,
pare la sola cosa viva nella terra dei grifoni.

Alture animate dal levigar del tempo,
occhi incavati, fauci spalancate,
nel fianco, profonda la ferita del SANTALE,
che lento scorre sotto il ponte vecchio.

Padroni dell'aria s'alzano come giganti alati,
oscurano il sole ruotando a cerchio, scrutando il suolo.
Si spingono con dolcezza contro l'orizzonte,
dove lo sguardo cade sul vasto mare
nel lucorio di mezzodi'.

24/06/2009

CANTO PER I DESAPARECIDOS

FRUN! FRUN! FRUN!
DA LONTANO SENTO IL FALCIARE,
IN UNO SPAZIO DI TEMPO.

LO RICONOSCERO' QUANDO VERRA',
SENTIRO' IL SUO RUMORE...

QUANDO I BAMBINI SMETTERANNO DI GIOCARE,
QUANDO LE DONNE AL FIUME SMETTERANNO
DI FARE; STUN! STUN! LAVANDO I PANNI.

UN RITMO INCESSANTE IN UNO SPAZIO DI TEMPO
FRUN! FRUN! FRUN!

NEL SILENZIO MIO PADRE SARA' FALCIATO,
PORTERA' CON SE UN PUGNO DI TERRA,

I MIEI FRATELLI SARANNO FALCIATI,
IN UNO SPAZIO DI TEMPO
SPARIRANNO IN UNA GUERRA
CHE HA SOLO IL RUMORE DEL FALCIARE...

FRUN! FRUN!...FRUN!

16/06/09

 

UOMINI VALOROSI

Da quel disastro, da quella terra le ire.
Cercavan la vita tra le macerie,
cercavan la vita sotto l'ala dell'Aquila ferita.
Il latrar dei cani era solo
il lor segnale,
le ore pasavan,
l'angoscia come un pugnale.
Non riposavan e non sentivan fame,
ascoltavan solo l'abbaiar del cane.
Per alcuni, non era ancor la fine;
per altri, ritrovati nel fetale abbraccio
della morte.
Tra le macerie cercavan la vita
ore ed ore senza mai darla vinta.
Chi si addormento nel sonno ristoratore
è ora nelle braccia del Signore.

Cercavan tra le macerie la vita;
angeli senz'ali,
uomini operosi...
VIGILI DEL FUOCO,
Uomini valorosi!

04-05-2009

 

MADRE

Ho visto la madre,
ho visto la dolcezza di un fiore,
la chioccia premurosa,
la luce degli occhi di un amore unico
in commisurabile.

Ho visto la tenerezza
e per un 'attimo ho cancellato
ogni pensiero impuro...
ogni debolezza.

LUG-09

 

ESIGO

Esigo la linfa che nutre il tuo cuore,
che lo gonfia, che lo fa palpitare.
se e' sincero Amore.

Esigo onesta' per questo sentimento,
e se menzogna non fiatare,
lascia che viva ancora un momento.

Poi come secco fiore
riponimi nelle pagine
del tuo cuore.

28/8/09

 

L’assente

Raccolgo le mani,
in pieno sole,
ascolto mutar di canti
di uccelli.
Scorrono immagini;
un muto sbiadito.
FLASH!
Dal viale mutevole,
cangiante…
la sagoma.
Un affanno,
un sussulto…
una vuota sedia;
l’assenza.

gen. 09

 

I SACCENTI

Voi che avete fama di saccenti
che intrisa avete d`ipocrisia la bava,
la vostra lingua è gonfia di celato opportunismo!
I vostri occhi colmi d'invidia.
Specchiatevi nel lago dell'umiltà
ed estirpate la gramigna di arroganza dai vostri cuori.
Sapienti a non sapere quanto è facile essere sinceri.

Nov, 08

 

IL CAMIONISTA

Su dorsale nera di catrame,
puzza di gasolio e fumo denso.
Arranca il motore alle salite,
come la vita che attende oniriche fanfare.
Un trono pneumatico, voci dalla plancia,
l'asfalto che scorre come fiume.
Si accatastano i giorni nel deposito del tempo.
Bocconi mal mangiati, tra  fretta, fritto e odor di muffa.
Giorni a misurare pesi e kilometri,
appesi ai cellulari per sentire la voce dei suoi cari.

Dic. 08

LA POESIA

Nell'alba mancata, prende luce dalla fine di ogni viaggio.
Durezza di un grido che si sgrana nel continuo cambiamento,
nel prepotente andare e tornare,
e resta…nuda parola, pura poesia.
La luce della musa ispiratrice dona alla poesia la sua brillantezza,
 le sue sfaccettature giungono in ogni angolo dell'anima, in ogni luogo e tempo.
Se di giorno gli è di conforto il sole, il mare e il cielo;
la notte gli è amica la luna che si appresta a impallidire i suoi iridi
per non nascondersi alla limatura delle stelle che esaltano il suo luccichio.
Continua a svelarsi, luminescente, nella sua maestà estrema,
rinascerà ogni volta, sul confine dell'oblio, nel disfarsi e ricomporsi.
Illumina il varco obbligato alle anime perse,
alle quali basterà quel poco di rosso
di un tramonto che non finisce mai per continuare,
sazi di melodia, altalenandosi sull'iride dei sogni.

 

IL POETA PENSATORE

Si sofferma il poeta pensatore negli spigoli celati;
da una pianta che offre riparo,
raccoglie frutti di esistenzialismo.
Indaga, curioso, tra le crepe dei muri
dove intuisce si nascondano i dubbi e gli aspetti umili della vita,
lasciati lì dal tempo, dimenticati.

Illustra immagini evocative dove pensiero e poesia si fondono,
si accascia, quando le parole toccano l'anima,
quando sente echeggiante la voce del lirismo,
quello lontano dal pensiero poetico ozioso.

La sua filosofia è la ricerca della logica dell’umanità.
Nella lirica o concetto poetico,
non si ripercorrono le teorie tracciate dai verseggiatori,
ma se ne prosegue il cammino,
 come pionieri ad aprire nuove piste per questa umanità,
che cerca una risposta
 per concedere nuovi spigoli celati che spesso
ci aprono occhi su nuove cose, nuovi dubbi, nuove speranze.

 

Come canto di sirene

Se non avrete gravi le orecchie,
come canto di sirene sarà il risonar di tromba.
Il suo squillo sveglierà le anime
 la sua melodia, indicherà il cammino.
Come canto di sirene che si ammalia su onde sinuose;
 urlo di gabbiani trascinato dal vento
sulla spuma bianca di salsedine.
Maestrale che spettina i pensieri,
 libeccio che culla i sogni,
scirocco che scalda i cuori,
 tormenta che da brividi.
Un blues innamorato, un tango appassionato.
 Il suo suono, vibrante di corde dell'animo.

 

LE GIOSTRE DI KABUL

Le giostre di legno si son fermate
sotto il cielo scarlatto di Kabul,
le risa dei bimbi sono ora solo lontani ricordi.
I loro occhi scrutano il cielo,
le loro mani stringono fucili
come fossero trastulli.
Quanta malinconia a Kabul,
in quei volti di bambini adulti
che han lasciato le giostre vuote, in un crucciante silenzio.
Che tristezza a Kabul, che meste le vuote giostre che stridono
spinte dal vento.

 

 

AI POETI

Ai poeti ho da dire una cosa;
non fatevi sfuggire l’ispirazione
lasciandovi vivere dalla televisione.

Voi avete il compito di metter l’attenzione
Nel cuore delle persone.

Dovete ricordare a tutti, grandi e piccini
Il tormento che viviamo ogni giorno,
di cosa sono capaci quelli che stanno al Governo ….
Pur di ripartire i quattrini.

Dovette dire no!
Ricordare che tutti gli uomini hanno una dignità,
che non esiste differenza di colore, etnia o religiosità.

Bisogna far presente
Che stiamo rovinando la nostra civiltà
a questa umanità.
Che la natura soffre immensamente
continuando a costruire in ogni angolo indistintamente!

Ai poeti, voglio dire questo;
non lasciate che il tempo vi consumi sulla poltrona,
non fomentate solo per criticare il male, pensando di essere una buona persona
ma se avete ancora qualcosa da proferire
Scrivete una bella poesia e riprendiamo a vivere!

 

ORIZZONTI DI GUERRA

All’ 'or che all'orizzonte il ciel bacia il mare
le onde lentamente tornano a riva.

Di terra, nera e amara le bocche sono piene,
a soffocar le loro pene.

Un giudice in terra non ha voce, se non e' portator di pace.
Alzano il pugno, imbracciano le armi, e' questa la morte che vuoi darmi?

All'or che all'orizzonte il ciel bacia il mare,
le navi tornan lentamente a riva.

Sul pascolo del mar, le bianche greggi, cullano corpi ormai arresi;
tornan a riva lentamente...

le barche vuote come gherigli in preda alla corrente.

20-01-09