La mia poesia
Mi accorgo
di non essere
poeta
ma di scrivere
semplicemente
andando a capo
ogni tanto
30 05 2002
15 09 1979
A Maria e Francesco Saverio
Lei, vestiva già il velo di clausura
per sfuggire ad un mondo fatto di paura.
Ma non questo era il disegno divino.
Lui, d'improvviso strappato dalla casa lontano
e immerso in un confuso vivere quotidiano.
Ma non questo era il disegno divino.
Perché nel disegno di Dio c'ero io,
del loro amore eterno frutto
che spazza via ogni lutto,
nell'oblio di un passato
allora sempre frustrato
da quel disegno mai capito,
nella speranza di un futuro
insieme ormai maturo
ora dopo ora senza piani
con fatica costruito.
Quell'unione, da molti
appena solo sognata,
dai loro cuori venne infine
con amore realizzata.
Questi infatti era
il disegno divino.
15 09 2004
Sulla merda camminando
Parlare, parlare, parlare...
Poi,
d'improvviso,
accorgersi
d'aver camminato
camminare e
star per camminare
su dei bei
troccoli di merda!
E allora,
tacere.
E annusare
il dolce profumo
della campagna
che apre le narici.
E sentire
l'estraneo silenzio
del dintorno
che pervade l'orecchie.
E pensare
alla poesia da fare
in onore di mio padre, che
cammina accanto a me, e
ha la pazienza di
ascoltare.
05 08 2001
Amico
a Pablo
Luci ed ombre
del lampione
sul tuo quaderno
di poesie
Fumo
di sigaretta
fuori e dentro
la macchina tua
Mal di stomaco
Confusione desolata
la mia
Lucida desolazione
la tua
Nulla si può obiettare
al tuo dolore
Non trovo parole
sto zitto
e solo ascolto
Eppure tu
alla fine mi dici
grazie
illuminandomi, sul valore
del silenzio
di un amico
07 10 2002
La tua scelta
a zio Stefano
Vivere una vita
di lavoro e fatica
non è una scelta
Vivere le delusioni
di tutti i tuoi amori
non è una scelta
Vivere la morte
di un figlio così forte
non è una scelta
Amare comunque
la gioia e il dolore
con semplicità di cuore
dando loro lo stesso valore
Questa è la tua scelta
Questo per noi è l'esempio
02 02 2006
D'Amor desio
Ogni attimo, ogni lieve respiro
È diventato più che mai denso
Nella bellezza che in te ammiro.
Mentre tu ridi soave io penso
A come intorno a te vado e giro
Per l'Amore eterno ed immenso
Che sento per te solo in cuor mio.
Sogno la pienezza di ogni senso
E quasi soffoco per il forte desio
Di me con te nell'infinito Universo
di stelle, ardore e tutto ciò che è Dio!
14 09 2004
Immagine impressa
ad una ignota
Io che ballavo
come bimbo
tra i bimbi
mentre tu, lì
mi sorridevi
Come dire
la tua bellezza?
Stampa a colori
Immagine impressa
nel mio cuore bambino
innamorato della realtà
11 08 2002
Sogni appena ti addormenti
Sogni appena ti addormenti
o con gli occhi ancora aperti…
I libri di quand'eri bambina
in cui tu eri la più bella regina
sono ora lì che prendono polvere,
non così dentro te in fondo al cuore.
Ogni tanto ti fermi sotto ad una stella
e pensi quanto essa sia una cosa bella;
ogni tanto cerchi in te quel benevolo Dio
che spesso sembra più lontano che vicino:
Fa che quel mio mondo di fantasia
non sia soltanto ti prego una bugia!
Ma senti che non questo è il tuo cielo
e celi questa paura sotto un velo
di speranze fatte di sogni e sospiri
per un futuro dove tutto cambi e giri
nell'imprevedibilità di un istante
magari tra le braccia di un amante.
Sogni appena ti addormenti
Sogni con gli occhi appena aperti…
13 04 2004
Consolazione fumosa
Vorrei respirare
il tuo respiro,
piuttosto che questo
fumo nocivo
abusivo del vuoto
cuore mio.
Eppure,
La brace di una sigaretta,
a tuo discapito,
è luce fugace
in una stanza, immersa
nell'insonnia.
Sogno realista
Sogno
di smettere di sognare
e di iniziare ad amare
una donna reale
Non voglio piU' innamorarmi
Non voglio più innamorarmi
Stordirmi di immagini sognanti
Sguardi, baci e parole d'amanti
Immagini sempre perdenti
Di un'anima che per un nulla sospira
E poi subito per un altro nulla dispera
Non lasciando il tempo a me di vivere
Un rapporto che sia reale
Ogni volta non mi rimane
Che ammettere l'illusione
E farmene una ragione
Felice d'essere
ispirata da Silvia
«Tu
non sei
felice!»
Quando l'hai capito?
«Da quando ti conosco:
non lo sei
mai stato!»
Parole di una semplice
ragazza, ma
forse
oracolo veritiero
«Tu
sei come me,
infelice!»
Perché?
«Per natura, sensibilità:
non adatto ad ottenere
quel che vorresti avere,
non adatto a diventare
quel che vorresti essere».
È vero, lo riconosco!
Ma cosa importa?
Io sono
Felice d'essere!
04 04 1999
“Essere o Non Essere?
Questo non è il problema!
L'importante è Esserci!”
(autocitazione)
VanitA'
Nel mostrar-
si pecca
per quel piacere
che si prova
a sentirsi bello
agli occhi dell'esterno
mondo, inconscio
della psiche che si stima,
mondo ignaro
di cosa davvero sia
indispensabile
all'anima mia...
10 09 2007
Mi ricerco come uomo
Ogni volta
mi smarrisco
tra idee disumane
e mi tocca da capo
ricercare
semplicemente
quel che appare
il mio essere
nel mondo circostante
al di qua da ogni fantasia
al di qua da ogni megalomania
nel momento scottante
di un vivere insignificante
perché non compreso nelle cose
piccole perché ricerco
verità eterne
Ninna nanna dell'insonne
O soave mio fanciullo,
che sempre amore e affetto
ispiri a chi ti stringe al petto,
ascolta ora questo mio diletto
rimare tra parole e zanzare,
che non concede di riposare,
ma che a sentire può aiutare.
A te stasera dovrebbe bastare
per farti dormire e sprofondare
tra le braccia di Morfeo e del tuo
caldo, morbido, soffice, sommo letto.
A te che domani la vita forse vuole
impegnato a curare giardini e aiuole
dei disordinati e confusi sentieri
dei cuori di questo mondo agitati
per l'aver perso il filo dei pensieri
che alla letizia conducevano ieri,
quando la fortuna era del saggio
che sé ed altri sa mettere ad agio
senza pretendere di più del bene
che già e/o può avere.
03 11 2003
La strana verità
alla mia professoressa del liceo
con stima e affetto sincero
La professoressa di Filosofia,
da dietro la cattedra sua,
solennemente insegnava
che cosa fino ad ora
si sia per davvero
con certezza capito:
«La verità non esiste!»
Un alunno, piccolo
seduto in fondo a sinistra
proprio vicino alla finestra, sbarrata,
si distrasse per un attimo
osservando fuori
uccelli dai mille colori.
Senza udirli
li vedeva cantare
mentre stava tra se e se
da solo a pensare:
«Che strana verità,
io questa
proprio non la capisco!»
Ciò che vogliamo
Non la guerra
impregnata
di pazzia,
Non la pace
burocratizzata
dall'ipocrisia,
Ma, la Verità
di ciascuno
Presente.
08 03 1997
Come pioggia
Attirato dal rumore
sul balcone affacciato
ma nel piazzale non vedo
una goccia di pioggia
né sul mattone terreno
né sul tetto sereno
contro luce nemmeno
Così io, mi sento annaffiato
anche se di vederlo
non mi è dato
dallo Spirito Amato
20 02 2011
Il regno dei cieli
a don Gabriele
mia guida spirituale
Eccomi,
vigile nell'ora
in cui le stelle lasciano
spazio alla luce...
un'ultima costellazione
e poi via ad attendere
il prossimo tramonto.
Ancora tutto è oscuro:
il profilo dei monti opaco,
i fiori non hanno colore,
gli alberi, ombre cinesi.
Ma
già all'orizzonte inizia
il dissanguarsi dei cieli,
già e non ancora è
l'alba di un nuovo giorno.
Ad accoglierlo fanno a gara
il solitario canto del gallo,
il cinguettio contagioso
dei primi uccelli,
il disporsi in fila ordinata
delle campane paesane
nel darne l'annuncio.
30 08 2011
Tra passato, futuro e presente
Il solito angolo d'apertura
al museo di antichità imperitura,
perché degna di restare
in una vetrina da ammirare,
mi trova lettore assorto
nell'attesa del visitatore che di certo
per il troppo bel tempo, non verrà .
Sono quasi tentato, così immerso
nel mio silenzio solitario,
dall'ennesimo fantasioso
entusiasmo leggendario
che si chiede impaziente e curioso:
di me, domani, che sarà?
Ma, un rockettaro grido musicale
dal palco esterno in gestazione
per il concerto serale di stagione,
mi richiama ad osservare
la bellezza presente
in ogni dettaglio del reale:
una tenda nel piazzale
lietamente svolazzante
e l'ondeggiare delle piante
rendono ancor più visiva
l'attrattiva calma surreale
data dalla fermezza fioca
di una luce solare sfiziosa
sulle mura del palazzo comunale
proiettata insieme alla sua amica
ben definita linea ombrosa.
26 06 2011
Una via nel deserto
alla Comunità “Buon Pastore”
che mi ha accolto nel Signore
Un tempo, da solo vagavo
nel mio vivere quotidiano:
senza ordine andavo
né direzione seguivo.
Dentro soltanto portavo
un remoto vago sentore
di dover compiere una missione,
che dava al mio orgoglio l'illusione
di poter tanto dire e fare
per un mondo assai migliore.
Tu conoscevi questo
desiderio del mio cuore,
nostalgia di un cammino
smarrito tra il fumo antico
quanto confuso e amaro
di un vuoto senza capo
e l'ebbrezza vorticosa
di una frenesia senza posa.
Tu mi conoscevi
e un seme gettasti
tra la polvere e i sassi
di un pensiero trasognante
e una volontà inconcludente.
Semmai ho avuto un merito
fu quello di aver Te pregato
di dissodare il mio terreno
e poi aver pazientato
la nascita di un germoglio
spuntato nuovo per intero
timido ma assai grato.
Fu allora che ti chiesi
con quanta forza io avessi:
«Fammi crescere!»
Non passarono, vi giuro,
neppure due mesi
che dal deserto in cui ero
mi prendesti e mi piantasti
all'ombra di un giardino
dove scorre acqua e vino.
L'acqua e il vino di un amore
costruito in comunione
con chi mi vuole bene.
19 12 2011