Io e la Vita
DIALOGO CON LA SOLITUDINE
La Solitudine:Buonasera, cosa fa lì, tutto solo? Dove sono i suoi amici?
Io: Sono in compagnia con la mia Solitudine. Stasera.
La Solitudine:Sciocco,non vedi? Sono io la tua Solitudine!
Io: Oh, mi scusi! Venga, si accomodi e mi parli!
La Solitudine:Tiparlo di te!
Io: Di chi più le aggrada!
La Solitudine:La Solitudine parla sempre e solo di una persona: di quella che è disposta ad ascoltarla.
Io: Perché, non tutti la conoscono?
La Solitudine:C'è chiha paura di me, chi è allergico, se così si può dire, a me: anche tu, quando fai l'idiota per essere al centro dell'attenzione, in verità hai paura di rimanere solo.
Io: Lei dice sul serio?
La Solitudine:La Solitudine non può essere che seria. E' quando si sta in compagnia dei propri amici che si scherza e si vuole essere spensierati. Ma quando si è soli ognuno è di fronte solo al proprio destino, alla propria Vita, e questa certo non è un gioco.
Io: Lei conosce molto bene la Vita?
La Solitudine:Io sono parte della Vita e non vi è Vita umana senza di me poiché ognuno è unico e irripetibile, e solo, di fronte a se stesso.
Io: E le altre persone, non possono aiutarti in questo?
La Solitudine:Gli altri ti aiutano, se sono in grado, a prendere sul serio la Vita, ad affrontare il tuo destino, ma chi può veramente dire chi sei se non solo te stesso? Ognuno ha degli altri un immagine, un volto. Solo se stessi si conosce veramente!
Io: Come è possibile? Neanche gli amici più intimi ti conoscono fino in fondo?
La Solitudine:Gli amici più intimi ti conoscono meglio degli altri perché sei tu a volerti far conoscere, semplicemente così come sei.
Io: Quindi, l'immagine che gli altri si fanno di me, dipende solo da me?
La Solitudine:Non l'avevi ancora capito?
Io: E allora quando credo di essere simpatico facendo lo stupido, qual è l'immagine che gli altri si fanno di me?
La Solitudine:Magari quella di un ragazzo simpatico e divertente, ma non certo affidabile. Il re non confida mai i suoi segreti al proprio giullare!
Io: Per questo quando faccio l'idiota mi sento ancora più solo! Apparentemente circondato e osservato da tutti, ma in realtà da nessuno preso sul serio!
La Solitudine:Se non da te stesso e dalla tua Solitudine!
Io: Ma tu chi sei veramente? Da dove vieni?
La Solitudine: Ancora non capisci! Sono entrata da quella porta perché tu mi hai chiamato. Io vengo dal tuo cuore, dalla parte più profonda e nascosta della tua anima.
Io: Così, anche se solo, vuoi dire, non potrò mai essere solo perché ho trovato me stesso, la mia interiorità, vero?
La Solitudine: Esatto! Quello che è veramente solo non è colui che non ha amici, ma colui che non ha ancora incontrato se stesso!
Io: Ma io, chi sono poi?
La Solitudine:Essere o non essere, questo non è il vero problema! L'importante è esserci! Non importa come sei ma che ci sei, qui ed ora, presente in questa Vita.
Io: Vuoi dire che basta la mia presenza a dare senso alla Vita?
La Solitudine: In un certo senso, sì. Ma non ti credere che basta esistere per essere presenti a se stessi.
Io: Di cosa c'è bisogno per essere presenti a se stessi?
La Solitudine: L'indicazione per la strada che conduce ad una vita autentica è sempre la stessa: conosci te stesso! Chiedersi chi si è, come fai tu, è un buon inizio, ma bisogna essere consapevoli che questo è un percorso che non ha mai fine.
DIALOGO CON L'AMORE
Dette queste parole, la Solitudine si dipartì da me, lasciandomi solo in compagnia di me stesso e dei miei pensieri. Cercavo di analizzarmi, di vedermi dal di fuori per capire come sono fatto quando...
L’Amore (entrando): Il ragionare troppo spesso annebbia la mente!
Io: Oh, Dio mio! pensavo d'essere solo e così ho lasciato liberi i miei pensieri, ma tu da dove vieni, chi sei?
L’Amore: Io sono il frutto del desiderio di Vita che ognuno ha e non vi è mai nessuno che ami la vita, che non mi conosca. Io sono il figlio prediletto della Vita e grazie a me lei si può ogni volta rinnovare in voi mortali. Io sono l'Amore!
Io: Non ti aspettavo perché sei venuto a visitarmi?
L’Amore: Chi si conosce veramente non può non rendersi conto del proprio desiderio di amare.
Io: Perché nella vita si desidera amare ed essere amati?
L’Amore: Perché come una madre è tesa tutta a vivere per il figlio, cosi la Vita tende ad esigere ogni sacrificio per l'Amore e senza di esso non è vera Vita, ma solo uno sfuggente attimo insignificante. Il destino di chi è fatto per vivere è quello di soffrire anche atrocemente, per l'Amore.
Io: Fino a che punto arriva il bisogno di amare di un uomo?
L’Amore: Esso è infinito e non può essere domato ma sempre divora quello che ha già ed esige dell'altro. Il desiderio d'Amore non può essere colmato in nessun modo, è un pozzo senza fine.
Io: Una volta sono stato innamorato e ho vissuto una bellissima storia con la ragazza da me amata. Quando ero con lei mi sentivo completo, soddisfatto; perché allora tu dici di essere incolmabile e tanto esigente?
L’Amore: Tu hai amato veramente quella ragazza non quando ci stavi, bene insieme, quando ti sentivi gratificato da lei, ma quando eri lontano da lei e ne sentivi la mancanza, e poi quando ti lasciò e tu sentisti quel senso di vuoto, quella voragine che si apriva nel cuore. L'Amore non riscalda i cuori ma li rende freddi, freddi e malinconici.
Io: Cos'era quel vuoto, quel freddo che provavo?
L’Amore: Il bisogno di avere una persona vicino, da amare. L'insaziabile desiderio d'Amore del tuo cuore.
Io: Ma se è così pesante il fardello dell'Amore, non conviene non amare? Se amare vuol dire stare male, perché io devo amare?
L’Amore: Tu, come ogni altro uomo, come ti ho già detto non puoi non amare. E poi non sempre il male viene per nuocere: ricordati che è meglio aver trovato, ed eventualmente perso l'Amore e per esso stare male che non averlo mai sperimentato. L'Amore è sempre positivo anche quando fa star male e non è corrisposto.
Io: Ma non tutti gli uomini sembrano aver bisogno d'amare!
L’Amore: In verità voi tutti siete schiavi dell'Amore e vivete per esso. Anche chi ama solo se stesso o una sua ideologia astratta, non vive senza amare niente.
Io: Anche tu, come la Solitudine, provieni dalla mia interiorità, dalla parte più profonda della mia anima?
L’Amore: Sì, ma mentre la Solitudine sì esaurisce nel conoscere se stessa ed accettarsi, a me questo non basta: ho bisogno di altre persone a cui esprimere la mia energia esplosiva. Ognuno ha fondamentalmente bisogno di amare e prendersi cura di qualcun altro.
Io: Ma perché è così terribilmente difficile riuscire ad esprimere il proprio Amore ad un altro.
L’Amore: Perché spesso il tuo desiderio di amare non coincide con il desiderio di essere amati dell’altro. Ognuno ha diversa sensibilità, diverso carattere ma soprattutto diverso modo di amare e di voler essere amati. Trovare l'anima gemella è un po’ come riuscire a fare ad un altro una sorpresa-regalo ad egli molto gradita. Il vero amore poi è accettare anche un regalo non gradito.
Io: Ma perché sei incolmabile?
L’Amore: Ogni desiderio dell'uomo ultimamente è incolmabile, poiché egli è fatto per la compiutezza totale ma è condannato a vivere da essere incompiuto, imperfetto. Io in particolare sono il più esigente tra i desideri perché avete bisogno di non sentirvi soli nella vostra ricerca della totalità e di potervi aiutare a vicenda.
DIALOGO CON LA MALINCONIA
L'Amore se ne andò e con lui la mia tranquillità: mi aveva riempito il cuore di un vuoto insopportabile e una specie di nausea mi opprimeva; una voragine che sentivo incolmabile si era aperta dentro me. Mi iniziarono anche a fischiare le orecchie e questo tormento andò avanti finché troppo infastidito mi misi a gridare
Io: Basta , basta! che cosa ho fatto di male per avere questa angoscia?
La Malinconia:Niente, ma semplicemente ti è stata data al momento della tua nascita come a tutti gli altri uomini.
Io: E tu chi sei? Cosa vuoi da me?
La Malinconia:Tu cosa vuoi da me? Io sono quel angoscia che hai dentro, io sono la tua Malinconia. Perché ti senti così oppresso da me?
Io: Non dipende da me ma l'Amore andandosene mi ha lasciato dentro questo vuoto incolmabile e insopportabile.
La Malinconia:Che sia incolmabile è vero, ma perché dici anche insopportabile? In fondo è la Vita stessa che è fatta così!
Io: Ma come, perché? E' come aspirare a una cosa che non potrai mai raggiungere, come avere l'ossessione di racchiudere nelle proprie mani il mare intero.
La Malinconia:Dici bene, ma pensa a come sarebbe la tua Vita se tu fossi completo, già soddisfatto, senza avere più alcun tipo di bisogno o interesse: pensa a come vivresti e dimmi?
Io: Vuoi dire se vivessi senza aspirazioni?
La Malinconia:Sì!
Io: Allora penso che la mia vita sarebbe piatta, non ci sarebbe più la spinta, la motivazione a fare nulla. Sì, se fossi a posto solo apparentemente mi sembrerebbe di stare meglio, ma in realtà sarei ancora più vuoto di adesso.
La Malinconia:Ed è proprio questo che ti voglio comunicare: se i desideri del tuo cuore fossero appagabili e gli oggetti desiderati tutti raggiungibili che senso avrebbe vivere questa avventura chiamata Vita?
Io: Anche tu sei figlia della Vita?
La Malinconia:No,sono una sua nipote in quanto mia madre è sua figlia.
Io: E chi è tua madre?
La Malinconia:Io,insieme alla Disperazione, sono figlia della Felicità.
Io: Questo non me lo sarei mai immaginato: come possono aspetti tanto tristi della Vita come la Malinconia e la Disperazione essere figlie della Felicità?
La Malinconia:E’ più normale dì quanto pensi. Tu come tutti gli uomini sei fatto per esser felice; sei fatto per essere partecipe di una cosa come la Felicità tanto assoluta ed eterna che la tua distanza da essa può essere paragonata a quella tra la terra e la stessa dell'universo più lontana. E proprio per questa lontananza che la Felicità nella vostra vita genera Malinconia che è pur sempre qualcosa di positivo, o Disperazione che è la rassegnazione più totale al non poter esser felice.
Io: Perché tu dici di essere positiva?
La Malinconia:Perché non sono rassegnazione ma presa di coscienza. Chi è disperato giunge anche a credere che in verità non ci sia nulla a cui aspirare, che non serve essere sempre tesi verso qualcos’altro e che la vita non ha senso, è una posizione questa molto diffusa oggi, più comunemente conosciuta col nome «nichilismo».
Io: Ma se anche tu mostri all'uomo che non potrà mai raggiungere ciò per cui è fatto, non ti sembra che anche tu ti carichi di pessimismo?
La Malinconia:La Malinconia fa capire all'uomo la sua condizione temporanea ma non toglie la speranza come fa la Disperazione.
Io: La speranza di cosa?
La Malinconia:Di un imprevisto, di una cosa inimmaginabile e impossibile all'uomo. «Un imprevisto è la sola speranza» scrisse un famoso poeta.
Io: E quindi in questo senso la Vita avrebbe senso nello sperare che un imprevisto ci aiuti nella nostra ricerca dì Felicità?
La Malinconia:Sì, ma la questione va oltre! l'imprevisto è quella possibilità, quella probabilità che l'uomo nella sua Vita troppo spesso non prende in considerazione, perché presuntuosamente troppo sicuro di sé e della propria ragione. Chi ti dice che l'imprevisto non sia il fatto che la Felicità non ti venga incontro nella tua ricerca? O chi ti dice che in fondo la Felicità non sia la tua stessa ricerca?
Io: Cosa vuol dire questo?
La Malinconia:Ho sempre considerato un uomo che si accontenta, un uomo che si ferma a quello che già ha, un uomo morto, adesso comprendi?
Io:S...sì ! Ma non si rischia in questa nostra continua ricerca, in questo nostro continuo desiderare, di cadere nel vizio della cupidigia?
La Malinconia:Se si ha sempre la coscienza di essere alla fine una nullità in confronto all'universo intero, no! Se si ha la Malinconia, cioè la coscienza di essere fatti per qualcosa di immensamente più grande, per la Felicità, si può procedere sicuri e felici lungo la strada della propria ricerca della Felicità, che poi è ciò che sostanzialmente costituisce la Vita.
Io: Per questo dicevi di esser positiva?
la Malinconia:Sì, proprio per questo aiuto che vi do nell'essere coscienti di non essere nulla ma di esser fatti, per l'Assoluto, per il Tutto. Adesso devo lasciarti ma ricorda: l'uomo che si accontenta, l'uomo che nella Vita non ha più bisogno di desiderare, è un uomo morto!
DIALOGO CON LA DISPERAZIONE
E anche la Malinconia se ne andò, ma lei, al contrario dell'Amore, mi infuse serenità, e soprattutto speranza. Non sapevo ancora bene di cosa, ma era una bella sensazione di conforto che mi riscaldava il cuore. Ero così assorto come al solito nei miei pensieri quando:
La Disperazione: Ehi, man! What’s up? Sembri imbambolato come un baccalà! Svegliati un po', distraiti, divertiti!
Io: Scusa ma non sono imbambolato, sto solo riflettendo sulla mia Vita.
La Disperazione: Che sciocchezza è questa? Tu non devi pensare, devi agire, devi muoverti, andare a ballare, fare casino, divertirti!
Io: Per ogni cosa c'è il suo tempo e adesso per me è tempo di riflettere e meditare!
La Disperazione: Ma se rifletti troppo la Vita è già passata e tu non hai vissuto niente di eccitante, di stravolgente, di inebriante!
Io: Non credo che sia così! Io penso che più uno è consapevole dell'importanza della propria Vita, più l'apprezza e la vivrà a fondo.
La Disperazione: Ma che sciocchezza! “L'importanza della Vita…” e chi ti dice che la tua Vita sia importante? Chi ti dice che essa non sia soltanto un po' di fumo che subito svanisce?
Io: Ma chi sei tu, cosa vuoi?
La Disperazione: Non importa chi sono, l'importante è che ti voglio far capire che è inutile stare li a struggersi per qualcosa che non sai neppure se esista. Bisogna sballarsi e divertirsi il più che si può prima che sia troppo tardi!
Io: E secondo te la Vita sarebbe più bella così come la descrivi tu?
La Disperazione: Certo! Sarebbe eccitante, fuori di testa, euforica…
Io: Io ho capito tu chi sei: sei la Disperazione, che ha rinunciato a chiedersi il senso della Vita, a cercare qualcosa di più del semplice stare bene e divertirsi, non è vero?
La Disperazione: Sì!E' proprio così: non c'è niente per cui valga la pena lottare, soffrire, rischiare… Niente ha senso e il modo migliore di vivere e fregarsene di tutto!
Io: Vai lontano da me! Non mi farò mai sedurre da te e dalle tue proposte! Preferisco soffrire per trovare una risposta ai miei perché che tirare a campare come un animale.
DIALOGO CON LA VERITA’
Dette queste parole, mi ritrovai di nuovo solo. Ero rimasto amareggiato dalla Disperazione, anche perché pensavo che ci sono persone che cadono facilmente preda delle sue lusinghe ipocrite.
La Verità:Così hai potuto constatare quanto in basso si possa arrivare?
Io: Sì,purtroppo! Ma perché si arriva a tanto oggigiorno?
La Verità:Perché, come ti spiegava la Malinconia, non si crede più nella possibilità di raggiungere la Felicità. Questa è un epoca di confusione dove in molti non sanno a chi rivolgersi per farsi aiutare ad affrontare la Vita.
Io: Ma cos'è che ha portato a ciò?
La Verità:La perdita della fede! Della fede in quel imprevisto che è l'unica fonte di salvezza.
Io: Ma cos'è questo imprevisto?
La Verità:E' l'opportunità che ti è data per cambiare, per scoprire te stesso e iniziare a vivere una nuova Vita.
Io: Ma è uguale per tutti?
La Verità:No, l'imprevisto è per ognuno una situazione diversa che lo illumina e gli fa capire la propria strada da percorrere.
Io: Quindiè come per ognuno scoprire la propria Verità?
La Verità:Ci sei arrivato! Io sono la Verità che illumina la vostra Vita!
Io: Oh, finalmente ti ho trovata! Ma dimmi, tu sei una per tutti o ci sono tante verità?
La Verità:Io sono unica ma ho un rapporto diverso con ognuno di voi mortali. La Verità è come un diamante dalle centomila facce: voi avete la sensazione che ci siano più verità perché ognuno di voi guarda una faccia sola e non l'intero diamante.
Io: Capisco! Non l'avrei mai pensato... Questo vuol dire che nessuno sbaglia quando dice di aver trovato la Verità?
La Verità:Chi dice così probabilmente ha visto solo un aspetto della Verità e lo confonde con essa. La Verità è difficile da capire come è difficile realizzare un diamante dalle centomila facce.
Io: E come si può pervenire a te?
La Verità:Seguendo se stessi, il proprio intuito e il proprio cuore, poiché la Verità risiede in quest'ultimo.
Io: Ecco perché è così fondamentale conoscere se stessi!
La Verità:Esattamente! La Verità coincide proprio con la conoscenza di se stessi.
Io: Ma aiuta a vivere, la Verità?
La Verità:E' il suo scopo! La cosa importante nella propria Vita non è scoprire la Verità ma raggiungere la Felicità.
Io: Quindi se uno è felice pur non conoscendo la Verità, questa è una cosa buona?
La Verità:Sì! Se ti può aiutare ti posso dire che l'uomo è come una persona gettata da un aereo in mezzo all’Oceano. Egli è sperduto nuota e si affanna per non annegare. All’improvviso sull’orizzonte tutto uguale scorge un puntino… spera sia una nave così raccoglie le sue forze e procede verso esso. Ma raggiuntolo scopre che una semplice piccola barchetta alla deriva. Potrebbe rassegnarsi ma decide di remare verso l'orizzonte anche se è senza bussola e punti di riferimento. Prestando più attenzione, di nuovo scorge un altro puntino… spera sia un’isola, ma raggiuntolo si imbatte in un veliero, che lo accoglie e che lo porta con se verso un porto a lui ignoto. La Verità è un puntino all'orizzonte…
DIALOGO CON LA FELICITA’
Ero affascinato: la Verità aveva un potere di persuasione che ti prende e ti lascia senza parole. Ero quasi frastornato tanta era la bellezza dei suoi discorsi e mi sentivo veramente pieno di gioia.
La Felicità: Assapora la bellezza di questo momento e non dimenticarne mai più il gusto!
Io: Farò certamente come lei mi dice perché è troppo bello questo istante!
La Felicità: Godi di questo momento ma se non stai attento esso potrebbe non durare molto.
Io: No, non voglio questo. Io sento di avere bisogno sempre di questa pienezza, di questa Felicità.
La Felicità: E non ti sbagli nel tuo sentire, ma io sono qualcosa di fugace, dì sfuggevole e dipende da te la durata della mia presenza.
Io: Tu sei la mia Felicità?
La Felicità: Si,io sono la Felicità a cui tutti aspirano e per cui tutti vivono.
Io: Perché sei così irraggiungibile?
La Felicità: Io non sono irraggiungibile ma difficile da riconoscere.
Io: E perché sei effimera?
La Felicità: Io posso anche essere duratura ma questo, come ti ho già detto, dipende da voi e dal vostro atteggiamento nei confronti della Vita.
Io: Qual è l'atteggiamento migliore per essere felici?
La Felicità: Non essere prigionieri di schemi mentali prefissati, che spesso servono solo per il maggior senso di sicurezza che danno. Al contrario, lasciare sempre aperta la porta della possibilità. La possibilità di un imprevisto.
Io: Non sembra una cosa impossibile!
La Felicità: Niente è impossibile, ma tutto ha un prezzo e spesso non si è disposti a pagare il prezzo della propria Felicità.
Io: E qual è il prezzo per te?
La Felicità: Mettersi sempre in discussione, non fermarsi mai, sentirsi sempre alla ricerca di se stessi e del senso della propria Vita, vivere a pieno ogni istante.
Io: Insomma la Felicità è un tendere senza limiti?
DIALOGO CON IL MISTERO
Prendevo sempre più coscienza di me e della Vita ma una cosa ancora non mi era chiara: La Felicità è un tendere senza limiti... ma verso che cosa? La Verità può essere un veliero che ti aiuta a navigare... ma verso quale porto? Intanto era venuta sera e si era fatto buio...
Il Mistero:Vedo con piacere che non ti sei rassegnato a porti domande!
Io: No. perché troppo importanti sono quelle che la Vita ti pone.
Il Mistero:Non smettere mai di domandare a te stesso il motivo per cui sei nato, per cui vivi.
Io: Cioè, non devo smettere mai di chiedermi qual è il mio destino?
Il Mistero:Esattamente! Tu, come ogni altro uomo, sei fatto per qualcosa di grande, anche se a voi sembra irraggiungibile. Troppo presto desistete dal cercare di capire cos'è, anche se la risposta è proprio in voi stessi.
Io: Si potrà mai svelare questo Mistero?
Il Mistero:Il Mistero è l'essenza delle cose, è il loro nucleo vitale. Il Mistero è la Vita stessa!
Io: Tu sei il Mistero, non è vero?
Il Mistero:Bravo!
Io sono la meta della Conoscenza.
Io sono il senso della Vita.
Io sono la Solitudine.
Io sono l'Amore.
Io sono la Malinconia.
Io sono anche la Disperazione.
Io sono la Verità.
Io sono la Felicità.
Io sono la Vita.
Io sono