IL BENZINAIO
Palmiro era un ragazzone belloccio della assolata pianura frastornata dalle cicale ferragostane,dallo sguardo illanguidito dalla consapevolezza del suo vigoroso esister,dai quadricipiti poderosi,dalla parola fluente ed addomesticata dall'uso continuo,dalla bocca carnosa e prepotente.
A Ravarino,dove viveva,provincia di Modena,c'erano due benzinai,ma quello di cui vi voglio narrare e' Palmiro Carloni,detto il Palmi.
Era proprietario di una pompa di benzina proprio all'imbocco della via principale del paese; una piccola area di servizio,un casotto in cemento dipinto d'arancio,dove teneva la cassa e qualche inservibile oggetto impolverato dall'attesa della vendita. E faceva tanti affari,come neppure il Neri,l'altro benzinaio,osava sognare.
Le donne che sperimentarono la vivezza della sua carnalità non ebbero a dispiacersi, anzi,arricchirono i loro cuori di pomeriggi rubati tra gli effluvi della benzina ed i cambi dell'olio ed il loro esmpio fu così stimolante, che le ragazze dei paesi vicini iniziarono a svuotare,come impazzite,i serbatoi delle loro utilitarie scriteriate,per farseli riempire dal Palmi dalle pupille iridate.
Gli affari erano d'oro,il giovane corpo e le brune ciglia accondiscendenti il mezzo più delizioso per il raggiungimento di un tale successo-
Ma una notte il Palmi,dopo una giornata da duemila litri e più di benzina,sognò lo zio Rosso che gli diceva:"Palmi,lascia stare quelle donne,non indugiare nei piaceri della carne,nella lascività delle tue passioni,disseta la tua anima alla fonte dello spirito,altrimenti...altrimenti perderai ogni cosa,la punizione divina sara'inevitabile...riempi il tuo cuore di sentimenti veri,se no uno ad uno perderai gli amici,le donne e tua unica fedele compagna la povertà.."
Il Palmi,naturalmente,si svegliò in preda all'agitazione; si guardò allo specchio, che sempre gli aveva offerto un'immagine rassicurante e si vide per un attimo vecchio,la pelle ingrigita e rugosa,gli occhi tristi e spenti,senza futuro e senza cosa sognare,rovinato dalla sua stessa insana passione.E lì per lì decise di dare un taglio netto a quella sua vita sbandata.
Gli echi delle sue prodezze continuavano tuttavia a far affluire al suo esercizio decine di sartine vogliose,casalinghe stagnanti ed assonnate,insegnanti incartapecorite e dall'alito indecoroso,impiegate nell'orario della mensa aziendale,fanciulle odorose di sapone e di speranze...ma dal giorno,anzi dalla notte,in cui il Palmi avava fatto quel sogno, se ne dovettero tornare indietro a mani e bocche vuote,senza aver provato quel cataclisma della natura,che cosi' selvaggiamente avava giocato con le loro pudiche fantasie.
Col passare dei giorni, mentre il nostro Carloni diventava sempre più cupo, le interminabili processioni alla sua pompa di benzina si ridussero drasticamente e irrimediabilmente ed i suoi compaesani,vedendo diminuita bruscamente la storica affluenza,iniziarono ad avere di sospetti,a nutrire dei dubbi...che il Palmi avesse contratto qualche malattia invereconda?che avesse incanalato i suoi famelici appetiti verso l'altro sesso?..e a poco a poco,timorosi di venir accidentalmente contagiati da qualche virus dei giorni nostri, anadarono a far benzina dal suo eterno concorrente,il Neri, e costrinsero le loro mogli,amanti,madri e figlie deluse a fare altrettanto.
Nel giro di un mese scarso la pompa del Palmi era più ferma di un tavolo di marmo,più silenziosa del silenzio e gli occhi del giovane rilucevano lacrime dense di delusione.
E solo allora capì che il vecchio zio Rosso,detto il burlone,lo aveva buggerato ancora una volta...