Il Niente
(ovvero riflessioni di filosofia)
Il male in Bataille
Secondo il filosofo francese non è tanto il bene quanto il male ad unire gli uomini. A conferma di questo assunto ricorda la morte di Cristo (figlio di Dio) sulla croce. Gli uomini si sono vergognati del male che hanno determinato con la uccisione di Cristo. Si sono quindi ritrovati in tale fatto nefasto ed hanno sentito il bisogno di unirsi, di amarsi e di cooperare per il ben cosi tanto dimenticato in occasione della morte di Cristo. Mia nonna diceva nella sua grande semplicità “Fai bene e dimenticalo, fai il male e pensaci”. Oggi assistiamo a delle trasmissioni televisive povere sotto il profilo dei contenuti e poco gradevoli sotto il profilo estetico eppure la capacità ad esteriorizzare in maniera semplice e simpatica per certi versi riescono ad avere un tasso di ascolto molto vasto. Per Bataille il male è più efficace del bene. In un certo senso la cosa è verosimile tuttavia noi rischiamo spesso l’errore per aver eccessivamente distinto un fatto dal fatto opposto come quanto distinguiamo il male dal bene. Non tutto il male è completamente male e non tutto il bene è completamente bene. Il male è male ma in un certo senso è bene o implica il bene. La stessa cosa si può dire a proposito del bene. Questo ha in sé qualcosa di male. la vita nella sua varietà e nella sua imponderabilità non può essere definita in maniera netta se non si vuol perdere il senso vero e profondo delle cose. Cusano più di cinque secoli fa affermava che nelle cose gli opposti coincidono.
6 gennaio 1992
Jugoslavia
In Jugoslavia si combatte ogni giorno. A nulla valgono i progetti di tregua. Due giorni fa è stato abbattuto un aereo della forza europea per la pace. Sono morti tre italiani e un francese. E’ stato considerato un grave atto deprecabile sotto il profilo etico, militare e politico. La prospettiva europea è di far rispettare la tregua e di lavorare per la pace. Colpire con la guerra un simbolo di pace è senz’altro disprezzabile. Con la disgregazione del sistema comunista i paesi nuovi chiedono di avvicinare le loro economie a quelle europee. Non sono gli europei che chiedono di avvicinarsi ai paesi orientali; sono questi che chiedono di imitare i metodi occidentali. Ricordiamo che in Europa si è messo insieme (sotto un potere sovranazionale) il potenziale bellico. Se gli stati unissero le armi, gestite da un unico potere le guerre tra gli stati non esisterebbero più. Avremmo risolto il problema della sicurezza, i soldi impiegati nella costruzione delle armi potrebbero essere investiti in beni produttivi. Il benessere aumenterà sempre di più.
9 gennaio 1992
Hegel
Tutta la storia degli ultimi secoli è stata influenzata dai caratteri della dialettica hegeliana. Lo sviluppo umano implica sempre una maggiore presa di coscienza delle capacità e dei limiti di tutti. La libertà di ciascuno dipende dall’uso responsabile che se ne fa di essa e dall’esistenza della libertà degli altri. Tutti, nessuno escluso, fanno parte di un corpo unico che deve essere rispettato e potenziato integralmente. Se un solo organo sta male sta male tutto il corpo. Tutto il mondo(dalle sue origini alla fine dei tempi) si riduce al nostro mondo attuale. Non possiamo fare un viaggio nel passato per incontrare “Cesare”. Attraverso il contenuto del “De Bello Gallico” Cesare è presente oggi. L’unico mondo esistente è quello nostro. Abbiamo quindi una grande responsabilità di cui bisogna prendere coscienza in ogni nostra azione.
La biga alata
Platone usa il mito per spiegare in maniera semplice le cose poco semplici. La struttura, le caratteristiche e le funzioni dell'anima sono spiegate attraverso il mito della biga alata. Seguendo il ragionamento e il viaggio nell'iperuranio dell'anima si ha l'impressione di volare con il pensiero tra mondi sublimi e perfetti. Sono questi reali o inesistenti frutti di nostre immaginazioni? Forse non dobbiamo esagerare nell'affermare che il mondo è tutta ragione o che il mondo è tutta razionalità. La realtà concreta è in parte razionale e in parte no. Siamo noi a distinguere in maniera troppo rigida la ragione dalla non ragione. La nostra vita acquista valore se ordinata razionalmente ma diventa recalcitrante se la si vuole ridurre totalmente a ragione. Dall'affermazione del principio d'indeterminazione di Heisemberg sembra che a fondamento del reale ci sia il caos. Anche questa convinzione non può essere definitiva. E' piuttosto parziale. Fondamentalmente il mondo è alogico.
11 gennaio 1992
Cartesio e l'idea di Dio
La dimostrazione dell'esistenza di Dio, fatta da Cartesio, è importante sia nel processo di sviluppo del pensiero del filosofo francese e sia nella storia della filosofia occidentale. Nella mente dell'uomo lui trovava tre gruppi di idee. Nel primo erano le idee innate. Nel secondo le avventizie. Nell'ultimo le fattizie. Queste ultime non potevano assurgere a criteri di validità e di obiettività filosofiche in quanto erano prodotte dalla ragione e, siccome non poteva assurgere a criteri di verità la ragione stessa, non potevano assurgere e a maggior ragione le idee fattizie. Le avventizie sono per lui i simulacri mentali degli oggetti corrispondenti. Contengono all'interno un numero inferiore di caratteristiche rispetto a quello presente nelle realtà corrispondenti. Inoltre gli oggetti sono i veri creatori delle idee avventizie. Queste infatti sarebbero inconcepibili senza quelli. L'oggetto determina l'idea dell'oggetto. Tra le idee innate Cartesio trova un'idea particolare e importante ai fini del suo discorso filosofico, l'idea di Dio; cioè l'idea di un essere perfetto, eterno, immutabile con tutte le caratteristiche positive. Chi poteva creare tale idea se non un essere con un numero di caratteristiche (qualitativamente elevate) uguale o superiore rispetto al numero di caratteristiche presenti nell'idea di essere perfetto? Tra gli esseri esistenti, uno solo può avere creato tale idea: Dio stesso. Soltanto Dio infatti possiede caratteristiche simili o superiori a quelle presenti nell'idea di Dio. Né l'uomo ha mai potuto creare l'idea del divino per un motivo molto semplice: se avesse avuto l'idea del perfetto quando si è creato imperfetto avrebbe dimostrato di essere veramente sciocco. Dio essendo il più grande degli esseri non ha prodotto soltanto l'idea di Dio ma ha creato tutti gli esseri; è sempre il più grande a creare il più piccolo e mai il più piccolo potrà creare il più grande. Tale ultima affermazione rispondeva a verità per Cartesio così come rispondeva a verità il fatto che il bicchiere più piccolo non può mai contenere un bicchiere più ampio. Dio, essendo perfetto, non può che essere anche veritiero per cui tutte le sue creature dovevano essere vere. Siccome non è falso il creatore, così non saranno false le creature. La sicurezza della validità obiettiva nella conoscenza è in questa maniera acquisita da Cartesio e con lui da tutti i razionalisti. Questi hanno ritenuto validissima (in maniera assoluta) la razionalità, in quanto strumento conoscitivo e creatore di criteri di giudizio. La scienza moderna, razionale nella sua interna composizione, poggia su un criterio di validità conoscitiva pure razionale. Anche per gli illuministi la funzione della ragione è totalizzante e l’uso sproporzionato di essa si autogiustifica. La battaglia combattuta in campo politico per la libertà individuale è stata fatta negli ultimi duecento anni in nome della bontà della ragione. La bontà della ragione, nel mondo contemporaneo, è fondata sulla bontà divina. Almeno possiede le stesse caratteristiche di essere totalizzante e autogiustificante. Si è passati dal piano divino a quello umano, ma i parametri di giudizio sono rimasti sempre gli stessi. La ragione ha acquisito i caratteri della “divinità”, che pur essendo in una fase di lento declino stenta a morire, anzi riesce a far propri altri contenuti, come quelli razionali. Ci si chiede soltanto se e quando questi saranno smascherati.
16 gennaio 1992
Immaginazione creativa
Per Kant esiste in noi (nella nostra mente) l'immaginazione trascendentale pura, capace di creare immagini di oggetti, prescindendo dagli oggetti esterni. Se immagino un cavallo alato (unisco cioè le ali di un uccello con le il corpo di un cavallo riesco ad immaginare un altro animale per niente esistente in natura. L'oggetto di cui abbiamo l'immagine non esiste in effetti, ma è una pura costruzione mentale. Gli oggetti esterni, di cui abbiamo sensazione (nel caso specifico dell'esempio il cavallo e l'uccello) non hanno una grande importanza nella creazione mentale del cavallo alato. Grossa influenza è data dalla nostra capacità di riprodurre ex novo una realtà non esistente e renderla esistente. Se non fosse così l'uomo avrebbe soltanto la capacità di riportare l'oggetto esterno attraverso l'immagine (quale fotocopia), ma non sarebbe in grado di creare ex novo o di mantenere nel tempo l'immagine anche senza la presenza dell'oggetto ad essa corrispondente. Gli idealisti e prima di tutto Fichte sostituirono l'immagine con l'oggetto reale. Si arrivava così a dire che l'uomo non creava l'immagine dell'oggetto esterno, ma creava l'oggetto stesso esterno reale, concreto ed esistente materialmente. L'idealismo esagerava nella considerazione della mente. Kant è forse più obiettivo; almeno ha cercato di esserlo. Il fatto è che la conoscenza dell'uomo è relativa all'uomo stesso e non ha necessariamente un corrispettivo nella realtà effettiva. La conoscenza di cui parlava Kant dipendeva dall'oggetto (che è conosciuto) e dal soggetto (che conosce). Basta togliere uno di questi fattori e scompare come neve al sole la "sostanza" conoscitiva. Quella verità per cui Socrate morì e che si è ritenuta "assoluta" e "obiettiva" è soltanto una delle infinite possibili conoscenze relative in un mondo fatto fondamentalmente di nulla. La verità è là dove noi mortali non avremmo mai voluto che fosse.
21 gennaio 1992
Marx
Nel 1848, con la pubblicazione del "Manifesto del Partito Comunista", iniziava un periodo storico - politico diverso rispetto a quello precedente perché la società timorosa (per la borghesia) e speranzosa (per i proletari) diventava più comprensiva e più varia. "Uno spettro s'aggira per l'Europa. Lo spettro del comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono alleate in una santa battuta di caccia contro questo spettro; Papa e Zar, Metternich e Guizot, radicali francesi e poliziotti tedeschi" (Marx – Engels - Manifesto del partito Comunista - Laterza, ‘83 Pag.51). Così inizia il manifesto, quasi a testimoniare di un tarlo di cui tutti devono prendere coscienza. Lo stesso documento si conclude con la frase celebre "Proletari di tutti i paesi, unitevi" (idem Pag.124). Sembrava che la battaglia fosse incombente e che si dovesse iniziare a guerreggiare a livello politico per l'instaurazione finale della dittatura del proletariato. Dopo 144 anni molte previsioni teorizzate nelle opere di Marx non si sono dimostrate fondate ma tutto il pensiero di Marx ha costituito stimolo per la costruzione di una società più giusta e più democratica. Si è tentato, a volte con efficacia, di sanare l'eccessivo divario tra borghesi e proletari. Là dove si è provato ad applicare alla lettera la teoria di Marx, come in Russia, le conseguenze sono state disastrose sotto l'aspetto economico. L'eccessiva pianificazione e la chiusura agli altri mondi economici sono state deleterie per il mondo finanziario russo. L'efficacia del pensiero di Marx è soltanto indiretta. La grandezza di Marx deve essere riferita al suo intuito filosofico, quando cioè Marx indica nella pratica, nel concreto, nel materiale, nei rapporti economici, i fondamenti della vita e del pensiero. Non è la cultura che crea la natura ma è la natura che crea la cultura. Se non ci fosse il mondo concreto, né l'uomo, né il pensiero e né la storia ci sarebbero. Chi vuole essere filosofo, deve essere profondo, deve ricercare le cause che hanno determinato la realtà. Le cause sono comunque materiali. L'interesse prevalente di tutti noi deve essere rivolto non più allo spirito, ma alla materia.
23 gennaio 1992
Considerazioni
Bisogna vivere in armonia con il corpo, assecondandone le esigenze il più possibile. La storia è stata caratterizzata da un contrasto tra lo spirito e il corpo. Se l'armonia ritorna tra i due elementi (da considerare non in contrasto ma come l'uno prodotto dall'altro e quindi della stessa sostanza dell'altro) possiamo vivere più facilmente. Il mondo ci può sorridere soltanto se noi lo mettiamo in condizioni di sorriderci. Il mondo materiale deve essere trattato con molta autenticità, senza nessuna forma ipocrita. L'emotività e l'istinto devono essere rispettati per quel che sono. Le loro azioni, se non sono deleterie, si devono mostrare apertamente. Il piacere e la gioia verranno conseguentemente. La vita è in fondo un grande gioco fantastico e magico. Facciamone un uso bello ed appropriato. Le conseguenze saranno tutte positive. Allo stesso modo di quello che succede quando si ha un rapporto interpersonale falso, così è per un rapporto falso con la natura; se si prende in giro la natura, questa prima o poi reagisce male e diventa pericolosa per quelli che si sono comportati male con essa. Sotto tale ottica devono essere rilevate le cause che hanno determinato la droga, l'inquinamento e la bomba atomica. Novalis affermava la presenza di noi stessi nella natura e ciò oggi risulta molto importante, se non altro, sotto il profilo etico. Il nostro errore è di considerare inferiore e quindi non importante il mondo naturale. Abusiamo di essa in maniera eccessiva e la natura già si sta ribellando in maniera efficace e drammatica nei confronti degli uomini. Il mondo è unico. Tutti gli elementi sono importanti allo stesso modo.
29 gennaio 1992