Franco Martino, non nuovo alla nostra pubblicistica per aver dato alle stampe scritti ed opere di carattere storico/letterario, in questa raccolta di poesie ci presenta il mondo variegato dei propri sentimenti, nel vasto quadro dell'esperienza culturale che lo ha visto protagonista affermato nel campo della scuola e dell'educazione dei giovani e della ricerca assidua di quel senso della vita che, attraverso gli studi letterari e storici, trova nell'Umanesimo le sue direttrici di marcia, nel nostro universo dominato dalle nuove tecnologie che, tuttavia, non inficiano la caratura morale dello scrittore.
L'Adagio appassionato in questione, che rivela nel titolo l'inclinazione musicale ed armoniosa ispiratrice di una poetica personalissima e che investe l'attenzione del lettore, nel gran movimento che s'apre e raccoglie nei limiti dell'avventura letteraria la quale, in questo caso, concentra il suo dinamismo nella “parola” poetica, riguarda il percorso della sua esistenza, colto nei momenti salienti delle giornate particolare, nel vento delle conquiste giovanili, nella dimensione positiva del vivere, in consenso e dissenso.
Il testo, suddiviso in varie parti dai titoli esplicativi di Adagio appassionato,
Pensionamento – Ricorrenze, Amori e odi, Sansone tradito, Partenio, Pace e guerra, si presenta nel suo continuum di liriche dai toni variamente diversi, secondo la direzione del discorso e la vocazione del dire.
Nella prima di queste sezioni che riguarda espressamente il titolo generale della raccolta, troviamo ventidue liriche attraverso cui l'autore esprime lo stupore della rappresentazione vitale, nelle sue varie sfaccettature, dimostrazione d'insieme, sentimenti, propositi ed attrattive del luogo naturale in cui svolge la sua attività professionale e la sua esistenza.
Ed ecco, allora, l'entusiasmo della Festa di popolo, quando nella fierezza del gioco del pallone, entrano in campo la dignità di un Paese, attraverso il coinvolgimento generale dell'entusiasmo e della vittoria sportiva, per cui in questa notte magica / scompaiono d'incanto le consuete ambasce : / le sorti della patria in un pallone?, osserva l'autore, rivelando, in coda quella sottile ironia che, questa volta, non risparmia al delirio, spesso esagerato, della folla.
Ecco la descrizione delicatissima di un paesaggio marino : Brilla la bianca spuma tremolante / scende risale ondeggia affonda sbalza / e muta sfuma in chiaroscuro... (A poppa).
Ma al lettore non sfugge che la divisione per gruppi, in questa raccolta poetica, non indica tanto la modifica della direzione di marcia in merito ai contenuti, quanto la semplice varietà degli accadimenti e, quindi, la temperie della resa letteraria e poetica, nel distacco delle occasioni di realtà o meno, nel coinvolgimento di tutto il discorso. Sicché. la suddivisione nei vari capitoli va intesa, si può supporre, come un invito a rallentare il passo dell'attenzione, a sostare un attimo prima di accedere a quei punti di confluenza che riguardano le singole liriche.
La poesia di Franco Martino, pertanto, si concentra prevalentemente in un ambito memoriale che fa leva sulla nostalgia, sulla visione del non ritorno, la consapevolezza dell'impossibilità a correggere le falle degli accadimenti, gli orizzonti della giovinezza spesso negati dall'oscuramento fatale delle ardite prospettive, dalla necessità di guardare avanti, procedere, senza fuorviare, pena il fallimento di una disegno esistenziale spesso faticoso, ma tuttavia aperto al futuro.
Si tratta, in queste pagine di un orizzonte sofferto, capace di cogliere il ritmo dolceamaro dell'esistenza comune, arricchita dagli impulsi del sogno, della speranza, degli affetti profondi. Anche l'amore, nella visuale del tutto, si configura come progetto di vita, conquista, approdo, sicurezza del vivere nell'ambito dei principi basilari del nostro comune destino sociale : ...come il gatto col topo m'adescavi / io scoppiavo d'amore, tu ridevi... (Tu giocavi a nasconderti), mentre gli inganni del sogno giovanile sfumano lentamente nell'impegno della realtà contingente.
Così, il sentimento religioso, in Santuario della Stella di Rotondi, noto Comune della Valle Caudina, si esprime con accenti commossi, nel prosieguo dei giorni e degli eventi : Come dal ciel disceso / t'ergi su verde clivo / di castagni boschivo / eremo in bianca pietra...
Anche l'esito degli anni che lentamente sfuma e si disperde nell'esperienza della vecchiezza, appare in Tramonto ai limiti di una sensibilità dolorosa e paziente, come metafora stessa del paesaggio naturale ed umano : Quando si leva la luna dai monti / e sonnecchiano i tetti delle case / nella terra dei semplici / l'occhio sagace fende l'orizzonte. / Un vecchietto s'arresta sulla soglia / mira la piazza il campanile il vicolo...
E, subito dopo, ecco un quadro significativo della vita di provincia, in Meriggiare bianco, dove il vecchio tiglio in piazza perde foglie / uccelli di carta sospesi per aria...
E si potrebbe leggere, in queste pagine, un'avventura umana vissuta all'insegna del dovere, del rispetto nei riguardi del prossimo, della fiducia in un avvenire migliore per l'umanità.
Vive qui e viene rappresentato un mondo di provincia dettagliato fra ombre vive, incise su un orizzonte di ventura, una volta per tutte.
È un orizzonte caratterizzato da un senso di fedeltà alla terra, agli affetti, alla tradizione, anche se non manca lo sdegno per la lenta dissoluzione delle grandi verità morali e civili, idealità in marcia verso l'inarrestabile evoluzione dei costumi e delle leggi.
Questa opera appassionata di Franco Martino giunge alle stampe al culmine della sua produzione letteraria. E ci offre il meglio di una vocazione civile e morale umanissima, nel segno della bontà e di quelle virtù che caratterizzano l'osservatore attento di una società carica di interessi, di sbocchi, di sviluppi impensati, oggi, di una umanità che, in ogni caso, rimane fedele ai lineamenti del cuore e dell'intelligenza, dinanzi a quell'irrefrenabile progresso tecnologico che è il prodotto del suo stesso umanesimo.
Novembre 2006
Giuseppina Luongo Bartolini