LE MUSE CANTANO ANCORA….
Cos’è La poesia?
Io non lo so
Forse un grumo di acqua e nebbia
Racchiuso in un grosso contenitore
Che si riscalda fino ad evaporare
Generando una sua lunga e decorata visione.
Emanando quel profumo intenso
Che si espande intorno.
Di quel dolce soave odore
Tutte le persone si innamorano
E si addormentano in un lungo sonno
Per poi risvegliarsi
In quella parte che racchiude il tutto.
Che è
Il punto.
Diva triformis
Stavo per entrare in contatto con l’amorevole ebbrezza naturale
Guardando gli aspetti interiori della natura, scrutando il cielo
Con amorevol disio.
Quando un giorno alzai la testa, scrutai il cielo
e vidi una grande luce che mi illuminava
più la guardavo e più mi accecava.
Come se non avessi mai visto la luce
Fossi uscito dalle tenebre.
Che strano, pensai,
più punti in alto lo sguardo con attenzione
più vedi cose sconosciute,
certo la luna è ben visibile a tutti
ma io non avevo mai osservato
il suo splendore e la notte che le fa da corona
tutt’adorna i suoi rotondi lineamenti.
Povero Sol che non può vederla nel suo splendor.
Cenere
Noi siamo cenere
Composti da fervore e melodia,
Trasportati dal soffioso vento per l'atmosfera,
Viaggiando attraverso il cogitare
giungiamo alla fredda morte
per poi riprendere il leggero volo
fino a fonderci con la melodiosa atmosfera
Il Natural Fascino
Tra le secche foglie che cadon in aspiral volo nell'aere
per poi posarsi accanto a te in circolo
per adornar la tua splendida chiarezza,
sbocci come un fior di primavera
che emana quel profumo per l'atmosfera.
Risplendi di una bionda luce che illumina e culla la terra,
sto qui a mirar questo natural prodigio,
che mi fa arrossar le guance di quel rosso pesca
e il suo succo dolce mi addolcisce la vita
come il loto addolcisce le muse per aiutare il poeta.
Intanto si alza il vento nell'aerae
che fa volar il tuo pel cutaneo
e lo fa scivolar sulle tue spalle
mentre il sol ti corona.
Tal natural prodigio
non si può descriverlo attraverso quest'umile poesia,
ma si può percepirlo attraverso il corpo astrale.
La Notte
I tuoi capelli
I tuoi occhi
Sono come la notte
Io ti posso vedere solo il giorno
Perché confondi i tuoi colori naturali
Con la notte
Io sto qui seduto su una sedia
Ad aspettare l’alba
E il giorno
Per rivederti ancora una volta
ed riabbracciarti
Sta arrivando una tempesta
Sta arrivando una tempesta
Le paure entrano nella testa
Nel mio petto scorre adrenalina
Per cose da fare senza alcuna disciplina
Di colpo si apre uno spiraglio
Nel mio cuore le tue labbra delicate
Animano sensibilità sofisticate
Nel mare di angoscia e preoccupazione
Smuovi in me decisione e determinazione
La pioggia scorre come lacrima ma di felicità
Le nostre mani si sfiorano come bacio di amorosa passionalità.
Precariato
Precariato
non è un reato
Ma interno è il boato
Che si crea nella tua mente
Tutto questo non spontaneamente
Ma creato da una collettività
Che non è la mia o la tua ma chi lo sa
Cosa diverrà
Una scelta vitale che non si modificherà
Se non lo si vorrà
E allora tu che fai muoviti velocemente
Come se non sentissi niente
E cerca di afferrare ogni cosa
Perché qui sai non si riposa
Studio denaro lavoro
è questo quello che importa
Senza nessuna sosta
È qui che dico muoviti velocemente
Se no non si fa niente.
Il tuo vestito da sposa
Il tuo vestito da sposa
Sull’asfalto fresco
Sogno imbrattato dal catrame
Della nostra coscienza
Tutto è sospeso nelle tasche inoccupate
Dove ci porteranno queste strade intasate
Supermercati pieni di laureati
Gli studi privati sono ostelli di disoccupati
Cominciando a camminare piano
Con un segno sulla mano
Cadendo dalle nuvole
Sul tuo seno vellutato
Senti cosa è stato
Il tuo vestito da sposa
Sull’asfalto fresco
Sogno imbrattato
Correndo a piedi nudi
Sull’orlo della piscina
Vestito scrosciante
di speranze narrante
Il tuo vestito da sposa
imbrattato dal catrame
della nostra coscienza
Ode ou chocolat
Mirando questo bel involucro rosso
che ti modella e ti da una raffinata forma,
come fosse una nobil veste
che si mantien unita anche con una scossa.
Ammirai, desiderando assaporare
dopo aver tolto la nobil veste,
quei dolci contorni fatti a spirale
che sembrano ricordare vagamente le Alpi.
Nessuno più di me aveva disio
di assaporare la sua creme au lait,
che sembrava sorrider uscendo
da quel morbido guscio
Ah! que sensacion
povero me che non ho potuto
assaporar quella dolce crem
che al sol pensier mi fa
lacrimare dolcemente
Forse un dì potrò assaporar
quando sarà giunto il momento propinquo
ed esserne fier.
La Visita
Lento scrosciare
nella liberatoria via,
lungo il desiderato
viottolo dell’ingegno.
Sapienza ardente
nell’animo sregolato
Dall’ influsso dell’ordine temporale
Magna pietra,
ruvida per morbida seduta.
Ondeggiante pensier
svolazza nel ciel.
Amorosa e riecheggiante
sottil voce
al candido viandante sussurra,
sul solitario e nuvoloso cammino
verso le poderose gesta dei Sapienti.
Chinato ramo per legger passo
Risiede nel lungo
e leggiadro tragitto
Del nostro pensier volante.