Ci sono cose delle quali abbiamo paura, come ad esempio le sensazioni, le emozioni, i sentimenti, i brividi provati, i sogni mai nati e quelli che invece hanno visto la luce.
Tutte queste cose hanno fatto parte anche del mio essere più intimo, che rigettava le maschere del mondo, la falsità e sopratutto il giudizio. Molti fogli sparsi, convinta che non contenessero alcunché di particolarmente profondo, hanno giaciuto in silenzio protetti, in alcuni cassetti. Ho sempre scritto, da quanto ricordo, non ho mai sentito il mio essere estraneo a carta e penna, mai. Iniziai per solitudine, per passione di poeti, alcuni dei quali sentivo miei fratelli: immersi nella solitudine, nel silenzio, nell'incomprensione generale di un mondo vuoto, non pronto all'espressione più intima... All'immensa sensibilità messa a nudo. Sono nata il 25/12/86, a Ravenna, dove risiedo attualmente... Di certo non sotto una buona stella (malgrado il giorno ed il mese).
Trovavo il mondo spaventoso, pieno di paure ed insidie, sopratutto la gente... Oh, le persone... Le temevo. Amavo solo comprendere me stessa, pormi domande, esprimere ciò che sentivo mio, il modo più naturale è stato scrivere. Francamente ignoravo che il mio metodo fosse da perfezionare, o semplicemente non me ne preoccupavo: versi troppo lunghi, non vi era un catturare l'emozione lampante del secondo, come un lampo... Sapevo di dover migliorare la stesura, ma in fondo pensavo che sarei sempre stata gelosa dei miei "scarabocchi" su carta di fortuna, tanté che sarebbero restati solo e per sempre miei.
La curiosità però è più forte... Ho iniziato così a tentare di sentire pareri altrui, e mi feci coraggio, mi esposi, prima a pochi, poi un concorso, non vinto e di nuovo la convinzione di essere nulla! La vita, però, nella sua linearità e semplicità, si diverte a giocare con i nostri esseri: nella tristezza totale e nell'autocommiserazione, ho visto una stella scendere dal cielo.
Qualcosa si è mosso, gioia, passione e amore come turbini mi hanno violentato l'anima: ho migliorato la mia imperfezione o la mia pecca da "scrittrice", benché ancora non mi ci riconosca. Ora l'attimo fuggente, le parole giuste e le immagini sono mie, le posseggo, le elaboro ed esse si piegano a me, creando poi ciò che si crea nel mio cuore, senza veli.
Stremata come in un parto di idee, ora non verso più lacrime di sangue ogni qualvolta scrivo né mi autocommisero, la totalità e l'importanza di me è viva, e scrivo di Amore, come non mai.
Sapevo che avrei avuto un modo per dire: " ci sono anche io!", forse la mia voce andrà persa e dimenticata, ma almeno sono riuscita a mostrarmi senza più paura.