Fausto Marchi e’ nato a Roma, città ove tutt’oggi vive e lavora.
Terminati gli studi superiori si iscrive all’Università degli Studi di Roma, presso il corso di laurea in Scienze Biologiche, corso che deve però interrompere a causa di sopravvenuti impegni di lavoro.
Sin da giovane è attratto dal Romanticismo estremo, soprattutto il romanzo gotico e la poesia di tradizione anglosassone, sia “classico” (Byron, Keats, Shelley) sia “cimiteriale” (Thomas Warton, Thomas Gray, James Macpherson, Robert Blair, William Collins, Edward Young) per poi immedesimarsi nella grande tradizione “Noire” e occultista statunitense di fine secolo XIX (Bierce, Poe) senza trascurare i tardo romantici italiani (Scapigliati ) e l’estetismo di stampo dannunziano. Successivamente si avvicina ai poeti francesi; soprattutto i Parnassiani e i Decadenti lasceranno su di lui una profonda impronta, specie nella cura meticolosa del verso che lo porterà alla riscoperta della metrica e della rima. Ma è con la lettura del poeta tardo simbolista Maurice Rollinat (1846 - 1903) che il suo percorso lirico matura e si struttura definitivamente.
Nel 2007 riprende a comporre versi dopo una pausa durata più di dieci anni e completa la sua prima silloge poetica che pubblicherà nel 2009 con il titolo di “Prolegomeni Abissali”, ove sviluppa una personale rielaborazione di temi simbolico-decadenti e “noire” rielaborati in moderna chiave neogotica e dark. Precedentemente alcuni suoi scritti erano stati pubblicati da varie riviste tra le quali la fanzine di musica e letteratura dark “Rosa Selvaggia”. Recentemente sue opere (selezionate dal poeta Elio Pecora) sono apparse sulla rivista internazionale “Poeti e Poesia”.

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