Sono nato a Imperia il 1 ottobre 1930 da Angela Montalbano e Federico Scalas, terzo di cinque fratelli: tre maschi e due femmine. Mio padre era il Comandante delle guardie carcerarie perito in servizio il 21 febbraio 1944 in seguito a bombardamento aereo. Mia madre era deceduta per infarto il 26 dicembre 1940.
Alla morte di mio padre, rimasti soli, i due fratelli più grandi Nicola di anni 17 e Raffaele di 15 all’inizio lavorarono nella TOD (organizzazione tedesca per lo scarico di patate o altri lavori manuali) non avendo mezzi di sostentamento, sempre in pericolo a causa dei bombardamenti, si arruolarono nella X MAS a Portofino. Io e le due sorelle minori Lucia di 12 anni e Maria di 10 facemmo parte del Collegio “Sacra Famiglia” per orfani di guerra, che di sacro non aveva nulla, condotto da Don Angelo De Negri, ex commerciante di mobili, fattosi prete a 25 anni, uomo rude, svelto di piede e di mani, che sosteneva che un ceffone fa bene alla salute più di un rosso d’uovo. Ed io di rossi d’uovo ne ho mangiati parecchi ed era il cibo più leggero da mandare giù.. nel libro “Noi ancora vivi 1987” si possono leggere i trattamenti riservati ai collegiali meno osservanti delle regole. Allora non esisteva il “Telefono azzurro” né tutto il buonismo verso i giovani d’oggi.. Non so in verità se erano più educati i Ragazzi di allora o quelli di adesso. Allora esistevano regole che oggi anche nelle scuole non esistono più.
Alla fine del conflitto, grazie all’intervento di persone amiche, ero riuscito a trasferirmi a Monterosso al mare nella zona delle Cinque terre presso il Collegio di preti, mi sembra fondato da Padre Seteria. Alla fine dell’anno scolastico (era il periodo delle elezioni per stabilire se per gli italiani era meglio restare fedeli al Re o diventare repubblicani).
Tornai alla sede del Collegio “Sacra Famiglia” e vi restai fino all’inizio dell’anno scolastico presso l’Istituto di Padre Semeria. Però non potei continuare gli studi di terza media perché da quell’anno bisognava pagare la retta. Mi trasferii a Roma, mal tollerato da una zia, ma ben sostenuto da un fratello di mio padre.
A Roma continuai gli studi, dando ripetizioni e aiutando lo zio Raffaele (Ufficiale Giudiziario) copiando a macchina verbali di pignoramento (l’aver imparato a scrivere a macchina con due dita, mi valse in seguito per vincere il concorso per ragionieri presso l’Ente E.U.R nel 1947…Sono andato in pensione nel 1997, dopo 40 anni.
Solo dopo essere andato in pensione ho potuto godere della possibilità di scrivere quello che avevo in mente da moltissimi anni. Il mio lavoro si è concretizzato nei due libri che unisco alla presente.
Il 31 marzo del 1981 restavo vedovo con due figli studenti.
Allego inoltre delle poesie, fra le tante che ho scritto, anche da giovane (purtroppo tutte molto tristi: nella mia condizione non potevo essere molto allegro).
Spero di avere illustrato i punti principali della mia vita sempre che quello che ho scritto possa essere utile.